domenica 20 luglio 2008

20 Album vissuti: 8° The Police - Regatta de Blanc 1979

Ero ancora iscritto all'università di Bologna e come avevo già raccontato, nell'autunno del 1979 ero partito per un viaggio nelle capitali nord europee. Non nutro una particolare venerazione per i Police, ma rimarrà per sempre indelebile il ricordo della radio olandese che tutte le sere trasmetteva Message in a bottle e Walking on the moon mentre lavoravo in un ristorante sul Mare del Nord come lavapiatti. Io e Sante eravamo stati assunti in nero e lavoravamo in cucina insieme a due egiziani. Io mi occupavo di raccogliere i piatti vuoti o gli avanzi che i camerieri mi portavano dalla sala: li vuotavo, li sciacquavo e li mettevo nella lavastoviglie, mentre Sante era decisamente più impegnato nel raschiare e lavare a mano pentole giganti e padelloni. La giornata lavorativa iniziava verso le 17; l'auto con i due egiziani ci veniva a prendere a un isolato dall'ex-brefotrofio occupato in cui abitavamo; dopo circa mezz'ora arrivavamo al ristorante, mangiavamo e quindi ci si metteva al lavoro. C'era un ottimo pasticcere e ogni sera potevo assaggiare diversi tipi di dolce che a volte i clienti del ristorante neppure sfioravano. Le serate libere le passavamo spesso dai nostri vicini di stanza, sempre forniti di cibo e birra: un tedesco e un inglese di nome Terry. Il tedesco era di poche parole, lo chiamavamo l'uomo di Neanderthal perché aveva i capelli lunghi, barba incolta e biondiccia, naso da pugile; prendeva le bottiglie di birra, toglieva il tappo con i denti e le scolava. Terry invece era un personaggio da film: scuro di pelle, tutto tatuato, con il pizzo, era stato nella legione straniera e in giro per il mondo. Ogni sera ci raccontava storie incredibili ed anche se a prima vista era un po' inquietante, ci aveva come adottato ed era sempre cordiale e protettivo nei nostri confronti. Entrambi lavoravano come muratori e Terry, per sottolineare la durezza del loro lavoro, una sera ci ripeté due o tre volte: "The wall is concreet", battendo le nocche nel muro mentre il tedesco annuiva in segno di approvazione. Ai primi di dicembre fummo licenziati senza preavviso dopo quattro settimane di lavoro; venimmo a sapere da un cameriere italiano che eravamo stati sostituiti da altri due egiziani i quali sicuramente avevano accettato il lavoro per una paga inferiore. Era ormai Natale e con grande sollievo dei miei genitori ma gran dispiacere di Terry, decisi che era ora di tornare a casa; ritornò in Italia anche Sante, ma in seguito prendemmo strade diverse e ci perdemmo di vista. Non lo rividi praticamente più e rimasi gelato quando, alcuni anni dopo, venni a sapere che ci aveva tragicamente lasciato.

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