sabato 9 agosto 2008

20 Album vissuti: Gong - 16° Flying teapot, Angel's egg,You - 1973-74

Finita l'era dei grandi riti unificanti e ormai smascherata l'ipocrisia di Woodstock (peace + love + music = ottimo business) all'inizio degli anni '70 i Gong diedero vita ad un originale progetto in cui fecero convergere psichedelia, progressive, underground e sperimentazioni jazz-rock, trasgredendo come pochi altri gruppi il nuovo ordinamento imposto dall'industria discografica.
La trilogia oltre ad essere un vero concept album è un inno al libero pensiero e alla libertà totale che partendo dall'ingenuità flower power ha dipinto in musica quel sogno adattandolo ad una sensibilità europea. Alcuni fra i miei dischi più consumati dalla puntina sono proprio questi. Fu proprio per seguire quel tipo di libertà che i primi di febbraio del 1980 abbandonai gli studi per il classico viaggio on the road che mi portò ad attraversare la Francia e la Spagna per poi fermarmi a Malaga e ripartire per il Marocco fino a raggiungerne la parte più meridionale a 20 km da Agadir, dove mi fermai in un villaggio di pescatori. Qui affittai una stanza da una famiglia locale e vi abitai per un mese senza acqua corrente e senza elettricità, con l'oceano e la natura a farmi da compagnia e le Illuminazioni di Rimbaud come lettura. Conobbi per la prima volta il cous cous e mangiai pesce squisito e arance stratosferiche. Al mattino si faceva colazione in un tavolone comune di fronte ad una bottega insieme agli abitanti del paese e a qualche europeo (soprattutto tedeschi). Un giorno, affascinato dai racconti di chi c'era già stato, partii insieme ad una coppia di ragazzi austriaci per una specie di trekking nelle montagne dell'Atlante alla ricerca di quella che veniva definita Paradise Valley. Dopo una giornata di cammino verso sera ci ritrovammo dispersi e lontano da qualsiasi luogo abitato e così fummo costretti a passare la notte accampati sotto due palme con i nostri sacchi a pelo soffrendo non poco l'escursione termica. Il giorno dopo, esausti dopo diverse ore di cammino, raggiungemmo un luogo da favola. Vicino ad un bosco scorreva un torrente limpido costeggiato da palme e oleandri; poco più avanti una cascata formava un laghetto in cui ci si poteva tuffare e fare il bagno: era quello il luogo magico che ci avevano descritto. Poco distante c'era un villaggio con poche povere case dove i contadini locali ci diedero da bere e qualcosa da mangiare. Avremmo voluto restare in quell'eden ma c'erano troppi problemi logistici e i dubbi furono risolti quando, verso sera, da una strada sterrata comparve un vecchio furgone Volkswagen guidato da un olandese sopravvissuto a Woodstock che, dopo aver filosofeggiato a lungo, ci diede finalmente un passaggio riportandoci distrutti e affamati al nostro villaggio sulla costa. Facendo ricerche in rete ho scoperto che questo villaggio di nome Taghazout, è ora meta famosa tra i surfisti europei e si è, manco a dirlo, turisticizzato.
Il tramonto sull'oceano che ammiravo dalla spiaggia del villaggio













Other side of the sky
Passare oltre gli innumerevoli mondi
L'eterna ruota
Le incessanti maree di ego
Che ti passano sempre davanti gli occhi...

Tutta la luce vitale che ho visto

Qui davanti a me...




Gong est mort... vive Gong

Il 28 maggio 1977 con un'ultimo concerto a Parigi si concluse l'avventura dei Gong. David Allen intuì che era il suo tempo era passato: la new wave che alla "musica alternativa" deve tanto, di lì a poco avrebbe invaso l'Europa.

Nessun commento:

Posta un commento

Welcome