sabato 31 ottobre 2009

Mi vergogno di vivere in un Paese come questo

Dal sito di Romaniello: La droga uccide ma le mazzate pure!
Una vicenda che mi ha angosciato. Chi ha dei figli, giovani o meno giovani, deve essere molto preoccupato. Per cinque giorni ai genitori è stato negato ogni contatto con il figlio e con il personale medico e carcerario. Il mio profondo disprezzo ad uno Stato che già in altre occasioni (Bolzaneto docet) ha dimostrato di trattare i suoi cittadini come carne da macello.

venerdì 30 ottobre 2009

Una giornata da Lebowski

I momenti d'ozio sono intervalli di lucidità nei disordini della vita.
Ambrose Bierce

Premessa
Non si può prescindere dal fatto che debba essere un giorno in cui la parola lavoro, intesa in tutte le sue accezioni, è abolita: l'otium latino, insieme al modello Lebowski, è un lusso necessario e quando è possibile va coltivato in maniera professionale. L'ideale sarebbe non lavorare proprio o per lo meno lavorare con lentezza come cantava saggiamente Enzo del Re, ma purtroppo non siamo nel film dei fratelli Coen e neppure nell'antica Roma e, visti i tempi, ringrazio di avere la fortuna di un lavoro che mi consente di campare dignitosamente e con un po' di tempo libero.
La giornata
Potrebbero essere i primi di giugno; l'inizio dell'estate stimola particolarmente la mia indolenza, inoltre si sta scalzi e ci si veste con poco. Sveglia quando capita e colazione, poi all'edicola in bicicletta o in moto a comprare il quotidiano. Dopo la lettura, volendo, si può fare un salto al bar a bere un caffè e a fare quattro chiacchiere con qualche conoscente. Verso mezzogiorno, ritorno a casa e lettura dei blog. Dopo pranzo, pennichella istituzionalizzata sul divano con i telefoni staccati, seguita da un buon caffé. Le ore del pomeriggio volano via veloci tra scrittura di qualche post (se il cervello si mette in moto), letture o ascolti musicali. Dopo avere cenato con una pizza o una piadina, alla sera è bello uscire e sedersi all'aperto al bar a cazzeggiare e chiacchierare con amici e conoscenti. Se c'è la voglia, si fa una partitina a scacchi (ottima alternativa al bowling), si beve una birra alla spina o un mojito, per poi tuffarci il giorno successivo nel solito gomitolo di strade.

mercoledì 28 ottobre 2009

Florence and the Machine dal vivo al David Letterman Show

Sorpresa stasera su Sky 1 al David Letterman: Florence in versione pre-halloween e con un certo physique du role.

martedì 27 ottobre 2009

Terry Parnassus Gilliam e le perle ai porci

Anche se la sceneggiatura è un po' sgangherata, non posso non essere indulgente con lo zio Monty Python per i crediti che si è guadagnato con la sua arte e per le difficoltà oggettive dovute alla morte durante le riprese di Heath Ledger a soli 28 anni. Terry Gilliam lo ha ricordato così: "Era straordinario, non penso che il mondo abbia nemmeno cominciato a comprendere la reale portata del suo incredibile talento. Penso che nessuno della sua generazione possa nemmeno avvicinarsi alle sue capacità, era semplicemente il più straordinario attore sulla faccia del pianeta."
The Imaginarium of Doctor Parnassus resta comunque un film visivamente pazzesco. Un mondo onirico e lisergico in cui immergersi, apparecchiato con il consueto talento dal nostro geniale demiurgo. Il paradiso e l'inferno creati dalla potenza della mente. Bad trip o good trip a seconda dei casi.
A quelli seduti dietro di me il viaggio ha preso male! Commento finale lagnoso: - Un'occasione persa per stare a casa a guardare la TV. Magari! E speriamo che Mr Nick alias Tom Waits, la prossima volta che vi viene in mente di andare al cinema vi porti via con lui. Ogni volta che metto piede in una multisala, resto scoraggiato dall'idiozia imperante e dalla puzza di popcorn sempre più potente. Sabato sera (scelta masochistica per il cinema) gruppi familiari con pargoli al seguito hanno invaso la sala uno in maniera preoccupante.
Domanda retorica: ma la gente lo sa che diavolo va a vedere
? Temevo il peggio! I poveretti invece, sono rimasti storditi dalla potenza delle immagini e a parte qualche flebile lamento, non hanno quasi fiatato. Flashback. In fila alla biglietteria un gruppi di ragazzini/e sta discutendo: le femmine vogliono vedere Parnassus (Johnny Depp, Jude Low, Colin Farrell) mentre i maschi nicchiano. Interviene una signora, l'intenditrice: - Parnassus!? Ragazzi, non lo fate è una roba incomprensibile, piena di visioni tipo Donnie Darko o Magnolia; è lungo e noiosissimo!
In due ci siamo guardati e un lampo ha attraversato i nostri occhi.

lunedì 26 ottobre 2009

Creare scene di caos e momenti gioiosi nei luoghi pubblici

Gli ipermercati e i centri commerciali: quasi sempre luoghi di grigiore colorato con squallide musiche di sottofondo.
La mia capacità di resistenza al loro interno è molto limitata; di solito cerco di evadere il prima possibile (dimenticando regolarmente di comprare qualcosa).
E se qualcuno ravvivasse l'ambiente in maniera un po' diversa? La mission del gruppo Improv Everywhere con base a New York è proprio quella di creare scene di caos e momenti gioiosi nei luoghi pubblici. Tra performance e flash-mob hanno già colpito 85 volte. L'ultima incursione è proprio questo mini-musical demenziale all'interno di un supermercato del Queens. Non sarebbe male se anche da noi ci fossero iniziative simili; oltretutto, vista la situazione italiana, potrebbero assumere connotati politici senza perdere di vista l'aspetto goliardico.

sabato 24 ottobre 2009

Almost famous

Nerd Boyfriend è un sito fuori di testa che pubblica foto, spesso bizzarre, di personaggi più o meno famosi o a inizio carriera. Se a qualcuno poi venisse l'idea di imitare i look improbabili, vengono anche forniti i link per acquistare i relativi capi d'abbigliamento.
Sotto, tre ragazzi che presto avrebbero fatto molto parlare di sé.





giovedì 22 ottobre 2009

I fumetti che si leggevano di nascosto




Fin dall'età di dieci anni fa sono sempre stato un appassionato lettore e collezionista di fumetti. Sono cresciuto con Magnus e Alan Ford, collezione originale tuttora presente in uno scaffale. Ben presto abbandonai i superoi della Marvel e i Zagor per Moebius, Metal Hurlant e il fumetto d'autore in generale, per poi seguire e divertirmi con quella banda folle che ruotava attorno al Cannibale e in seguito Frigidaire: il geniale e rimpianto Pazienza, Scozzari, Liberatore & company.
In questa occasione però mi diverte far riemergere quei fumetti trash e pop-porno che da adolescenti si leggevano di nascosto dai genitori o nella mitica bottega del barbiere. Il capostipite del genere è Isabella pubblicato fin dal 1966: un cappa e spada con situazioni scabrose ambientate nella Francia del '600. L'eroina bionda incarnava il modello Brigitte Bardot, broncio compreso.
Molto diffuso era anche Jacula, la vampira bionda del XIX secolo (vaga somiglianza con Patty Pravo), pubblicato dal 1969 al 1982. Poi è un crescendo di vampire sexy: c'è Zora in stampa dal 1972 e dal 1977 Sukia: praticamente un ricalco di Ornella Muti; qui le scene cominciano ad essere molto più esplicite. Anche il mondo dei pirati entra in questo filone con Jolanda de Almaviva (69 uscite dal 1970 al 1975) con parecchi numeri disegnati dal giovane Milo Manara, specializzatosi in sublimi fondoschiena. Un altro grande autore/disegnatore come Magnus, nei periodi di magra, sbarcava il lunario in questo modo, inventando un porno-eroe demenziale e divertentissimo come Necron, su cui torneremo in futuro. Stiamo parlando in buona percentuale di robaccia, sia chiaro; però veniva esportata in tutta Europa, un po' come accadeva al nostro cinema negli anni '70. C'erano decine di altri titoli ambientati in tutte le epoche con personaggi quasi sempre femminili, ma alcuni anche maschili (Goldrake l'agente trombatore con le fattezze di Jean-Paul Belmondo). Prima o poi vi toccherà la seconda puntata.

martedì 20 ottobre 2009

L.P. Cover Art: Neil Young - On the beach 1974


Nell'epoca pre-internet gli spartiti musicali erano carissimi e introvabili. Io avevo solo quello di Harvest, che sapevo suonare a memoria. Quando il mio grande amico Gigi (detto Belgio perché risiedeva con la famiglia a Bruxelles) tornò al paese per le consuete vacanze estive con lo spartito di On the beach, fu per me un regalo inaspettato.
Blues, malinconico, struggente: è uno dei miei dischi preferiti di Neil Young. La sua copertina enigmatica mi ha sempre affascinato, a cominciare dal rottame di Cadillac che spunta dalla sabbia, simile ad un razzo schiantatosi sulla spiaggia. Il giallo è il colore dominante, ma l'insieme trasmette tristezza, come una giornata di fine estate. Forse il definitivo addio all'utopia di Woodstock e al movimento hippie? Neil Young, di spalle, è solo di fronte all'oceano della vita: il rimorso per la morte da eroina degli amici Bruce Barry e Danny Whitten (chitarrista dei Crazy Horse); la solitudine per il fallimento della relazione con la moglie, l'attrice Carrie Snoodgress; la scoperta della malattia cerebrale del figlio Zeke. Dopo i trionfi di Harvest, due anni terribili dai quali se ne uscì con un capolavoro, all'epoca poco compreso. Una parte della stampa specializzata lo bollò come deprimente.
Un altro oggetto significativo della copertina, anche se non in gran evidenza, è il giornale: il titolo della facciata richiama il caso Watergate che portò alle dimissioni di Nixon. Neil Young non aveva mai nascosto il suo disprezzo nei confronti presidente americano, reso esplicito nel testo della famosa e tragica Ohio (Tin soldier and Nixon coming) in cui vengono rievocati gli avvenimenti del 1970, quando quattro studenti vennero uccisi durante una manifestazione dalla guardia nazionale.
Vicenda strana quella dell'uscita in versione CD. Si è dovuto attendere parecchio, fino al 2003. NY si era intestardito nel non voler pubblicare l'album, dichiarandosi non soddisfatto della qualità audio. Una petizione online di migliaia di fan alla fine lo ha convinto.
Tutta la mia devozione a colui che considero quasi come un fratello maggiore che mi ha insegnato a suonare la chitarra.


il manifesto promozionale

lunedì 19 ottobre 2009

Di certo si tratta di un ente morale

Da giorni è in atto la campagna del Giornale di Feltri (rinforzata dalle dichiarazioni del suo capo) contro il canone RAI che scandalosamente andrebbe a finanziare il giornalismo schierato, stile Santoro. Toh! Guarda cosa si trova pubblicato online a proposito di finanziamenti statali del 2008.

CONTRIBUTI PER QUOTIDIANI EDITI DA IMPRESE EDITRICI LA CUI
MAGGIORANZA DEL CAPITALE SIA DETENUTA DA
COOPERATIVE,
FONDAZIONI O ENTI MORALI (Art. 3 comma 2 bis Legge 250/1990)


Quasi otto milioni di euro pagati a Libero quando a dirigerlo c'era il Feltriloquo. Delle tre categorie citate, degne di finanziamento pubblico, di certo appartiene alla terza; o forse bisognerebbe inventare una nuova voce per questo giornale che fa dell'etica e della deontologia professionale i suoi pilastri: ente moralizzatore. Pensate a dove vanno a finire una parte delle tasse che paghiamo (almeno di chi, come me, le paga).
Le tabelle complete nel sito del governo.

sabato 17 ottobre 2009

Panico da schermata blu


Venerdì alle 12,30 torno dal lavoro fiducioso in un bel weekend e trovo la caldaia in blocco. E va beh, la faremo sistemare! Accendo il pc e windows di merda è in crash. La famigerata blue screen of death!
I backup non funzionano. Otto ore di lavoro per ripristinare una parte di ciò che mi serve (sistema operativo, programmi, connessione, dati che sono riuscito a salvare) e alla fine, prima di coricarmi, un vago sapore di aria compressa metallica in bocca. Ormai nei nostri computer e online c'è una discreta fetta del nostro mondo: vederlo scomparire e non potervi accedere fa piuttosto male. Prendiamola dal lato positivo: una lezione per capire che i bytes che passano attraverso una macchina non devono diventare il tuo centro di gravità permanente.

venerdì 16 ottobre 2009

Cuore nero abbraccio caldo

Ci sono musiche che ti entrano sotto pelle, ascolto dopo ascolto. Come questo disco fatto di ballate che scaldano l'anima, tonalità dark e brividi autunnali.
Black Heart Procession - Six
rats

mercoledì 14 ottobre 2009

Porno political fanta-horror

Il post precedente e le ultime vicende politiche mi hanno ispirato queste accoppiate. Make love, not politic.

BINETTI - BUTTIGLIONE
Un'intesa perfetta sotto tutti i punti di vista.
Pensateli intensamente nell'intimità se volete prolungare ad libitum i vostri incontri amorosi.

GELMINI - LA RUSSA
Coppia sado-maso con ruoli a sorpresa, perché lei con quegli occhialini e quell'aria da ex-brava ragazza...

BONDI - BRAMBILLA
Idem come sopra. Però qui i ruoli sono molto ben definiti.

GASPARRI - VLADIMIR LUXURIA
Storpiando un vecchio slogan: la fantascienza al potere.

BERLUSCONI - BINDI
Dulcis in fundo: espiazione. A lei e alle donne la scelta della pena.

Gli scherzi di emule

Tempo fa un'amica ha scaricato un film da emule. Non ricordo il titolo, ma doveva essere una commedia brillante.
Prima scena: l'inquadratura è fissa su un divano piazzato in mezzo ad una stanza senza mobili.
Già qui un sospetto le è venuto.
Entra in scena una donna in reggicalze e trampoli ai piedi e si siede a gambe larghe sul divano.
E qui il sospetto è già quasi una certezza.
Oltretutto, non è una donna!
Nel frattempo arriva un altro personaggio vestito da donna (ma con ben altri attributi) che comincia le sue avances. Il seguito non è difficile immaginarlo.
- Ma d'uno squallore, d'uno squallore unico!
E' un mondo difficile: controllare sempre le fonti e attenzione ai cartoni animati!

lunedì 12 ottobre 2009

"Fuck your love I need your sex"


Da un passato sepolto ma mai dimenticato, l'amico Hans ha resuscitato e miracolosamente restaurato la registrazione in audiocassetta del nostro primo concerto. Correvano i primi anni '80; scorrevano energia new wave e funk bianco. Abbiate pietà!

domenica 11 ottobre 2009

Nuove tendenze?

A letto presto al sabato sera, impuntando la sveglia alle cinque del mattino per arrivare freschi e riposati al Goa Party (che va da mezzanotte a mezzogiorno) nel suo momento clou. Forse meno ansia per noi genitori, però c'è qualcosa di stonato.

venerdì 9 ottobre 2009

I Genesis a 5 minuti da casa

Peter Gabriel e Phil Collins a Lugo alla tenera età di 22 e 21 anni

15 Aprile 1972: dovevo ancora compiere dodici anni, ascoltavo I giardini di marzo di Lucio Battisti e a Lugo di Romagna (7 km da casa mia) vennero a suonare i Genesis. Ovviamente io ero troppo piccolo e manco sapevo che esistessero e che gli italiani erano stati i primi a credere in un gruppo fino ad allora poco conosciuto e seguito in Inghilterra. Nursery Crime infatti, uscito alla fine del 1971, aveva raggiunto la top ten in Italia, mentre in U.K. si era fermato al 39° posto
Venticinque anni dopo ho conosciuto alla festa di compleanno di mio figlio un genitore di cinque anni più vecchio di me che quel concerto lo vide. All'epoca aveva 17 anni.
Oggi grazie alle magie della rete e a torrent ho scoperto incredibilmente l'esistenza di una registrazione audio di quel concerto che ho scaricato dal sito torrent.genesis-movement.org
Tracklist
1. Happy The Man
2. Stagnation
3. The Fountain Of Salmacis
4. Twilight Alehouse
5. The Musical Box
6. The Return Of The Giant Hogweed
7. The Knife
8. Going Out To Get You


Un'altra ricerca e sono comparse anche le foto. Il locale era l'Hit Parade Club di Lugo, dove i Genesis presentarono il loro Nursery Crime Tour in due spettacoli (pomeriggio e sera). Nel febbraio dello stesso anno avevano anche suonato i Van deer Graaf Generator.

giovedì 8 ottobre 2009

L.P. Cover Art: Santana - Abraxas 1970

L'opera originale

Dopo la performance di Woodstock, Carlos Santana era diventato uno dei musicisti più famosi e non solo in America. Per l'uscita del nuovo album si recò nello studio del pittore di origine tedesca Mati Klarwein (1932-2002) per chiedergli l'autorizzazione ad utilizzare un suo dipinto che aveva visto in una rivista e di cui si era infatuato. L'opera del 1961 è un'annunciazione psichedelica (nel link la si può ammirare in tutta la sua bellezza). la Madonna nera con il sesso coperto da una colomba, ha le fattezze dell'allora prorompente fidanzata del pittore, originaria della Guadalupa. Santana rimase colpito, oltre che dai colori e dalla commistione fra sensualità e spiritualità, anche dalle congas dell'arcangelo Gabriele tatuato (versione femminile tutta curve) che sta scendendo dal cielo. Le tre danzatrici Wodaabe invece rappresenterebbero i magi, mentre subito sotto di esse si può vedere l'autoritratto del pittore.
Mati Klarwein ha disegnato tante altre copertine musicali come Bitches Brew di Miles Davis, lavorando anche per artisti come Jimi Hendrix (qui il suo ritratto) e Grateful Dead. Di famiglia ebrea fuggita dalla Germania nazista, si trasferì a New York all'inizio degli anni '60. Fu amico di Timothy Leary e sperimentatore di lsd, anche se ha sempre dichiarato di non aver mai avuto bisogno delle droghe come stimolo alla creatività. MatiKlarwein.com


mercoledì 7 ottobre 2009

martedì 6 ottobre 2009

Tarantino deus ex machina


Regista che spesso divide nei giudizi e che si permette di stravolgere la Storia, ma uno dei pochi capaci di giocare con il cinema e di creare mondi in cui immergersi totalmente. Le tre le cose che lasciano più il segno in Inglorious Basterds:
la tensione e i tempi dei dialoghi da culto nelle lunghissime scene madri, veri e propri meccanismi ad orologeria;
la sublime perfidia di Christoph Waltz nella parte di Landa, il nazista cacciatore di ebrei;
l'esaltante sequenza della vestizione di Shosanna che prepara la sua vendetta sulle note anacronistiche di Putting Out Fire di David Bowie/Moroder (già colonna sonora di Cat People). Come un geniale videoclip anni '80.

lunedì 5 ottobre 2009

Conto uno, conto due

Giugno 2008. Da qualche tempo avevo in testa una ventina di storie personali legate alla musica. Un paio in verità le avevo già scritte e giacevano inutilizzate da mesi in un cartella. Nacque così l'idea del blog che all'inizio volevo intitolare Album vissuti. Mai avrei pensato ai bei contatti con tutti coloro che, passando da qui, mi hanno arricchito e stimolato ad andare oltre. Per questo motivo mi piace riproporre alcune di queste storie, scritte quando la teiera volante era appena nato.

ALBUM VISSUTI
David Bowie - Hunky Dory


Secondo anno delle superiori. Avevo già ascoltato qualcosa di David Bowie, ma il giorno in cui andai a casa di Capo (questo era il suo soprannome di cui ignoro le origini), feci una vera full immersion e lì sentii per la prima volta questo splendido disco che contiene capolavori come Life on Mars. Conobbi Capo il giorno in cui mio cugino, detto il Man (più grande di me di un paio d'anni), mi invitò a casa dell'amico dove stava andando a suonare. Io ero perplesso perché era risaputo che erano entrambi un po' sciroccati, però ebbe il sopravvento la curiosità di vedere che cosa riuscivano a combinare. Ricordo che in soggiorno c'era un pianoforte che Capo sapeva suonare da autodidatta, un buonissimo impianto stereo e tanti dischi tra cui tutti gli album, vari singoli, bootleg e spartiti di Bowie. Capo per tutto il pomeriggio suonò il pianoforte, ci mostrò e ci fece ascoltare diversi dischi e non fu difficile cogliere nei suoi atteggiamenti e nella sua enfasi un'insana e maniacale passione per il Duca Bianco. In seguito, incontrandolo altre volte e parlandoci, mi resi conto che la realtà che Capo viveva e percepiva era quasi sempre filtrata attraverso la musica e i testi di Bowie; con lui era molto difficile e complicato conversare di altri argomenti. Avevo la sensazione che vivesse una condizione di fragilità preoccupante. Nei mesi successivi non ci feci molto caso, ma non si fece più vedere in giro e un giorno chiesi al Man se ne sapeva qualcosa. Mi raccontò che era stato ricoverato in preda a crisi depressive e sentendosi un po' in colpa, mi spiegò che forse anche lui aveva contribuito a questa situazione. Con la sua tipica flemma (opposta alla costante febbrile eccitazione dell'amico), mi raccontò che Capo, non si sa in base a quali principi etici, aveva sempre sostenuto fermamente che una persona nella propria vita, una volta ottenuto un lavoro, doveva mantenerlo per sempre, altrimenti era da considerarsi un fallito. Come il Man appunto, additato di continuo come esempio negativo poiché aveva già cambiato più volte posto di lavoro. Ormai non si frequentavano quasi più, ma la morale che Capo si era imposto gli si ritorse contro, perché il Man al primo lavoro perso dell'ex-amico lo aspettò al varco e incontrandolo per strada gli urlò: "Conto uno!". Quando anche il secondo lavoro andò in fumo, fu la volta di "Conto due", parole che il Man gridava con regolarità implacabile ogni volta che si incrociavano, nel bar o lungo la strada. L'epilogo si ebbe quando il Man, consapevole di colpire nel segno, un giorno al termine di una discussione gli gridò: "Tanto si sa che ormai la musica di Bowie la fa Brian Eno al computer!" Capo, sicuramente non solo per questi motivi, andò fuori di testa. I suoi genitori si presentarono addirittura a casa del Man a fare una scenata, attribuendo a lui la colpa per la depressione del figlio e intimandogli di non tormentarlo più con le sue perfide frasi. Rividi Capo in circolazione dopo cinque-sei anni, visibilmente sedato ed ingrassato. Mi salutò e scambiammo qualche parola stentata: due ragazzi, quasi adulti in imbarazzo reciproco.
Il Man un giorno mi fece leggere alcuni suoi scritti stralunati (alla Syd Barrett): erano poesie e testi di canzoni dai titoli improbabili tipo Canto d'addio al cosmico Daniele. Uno mi colpì, perché il finale era divertente: narrava in versi un episodio vero riguardante questo suo amico sprovveduto che per un paio di anni, quando in paese arrivava l'autoscontro gestito da un omone obeso, si faceva assumere come lavorante, sperando di guadagnare qualche soldo. Finiva così: "...ma alla fine della settimana di lavoro il grasso padrone non gli dava dei soldi bensì gli dava del pazzo".

venerdì 2 ottobre 2009

Bentornati vecchi fricchettoni


Chi l'avrebbe mai detto che a 70 anni suonati Daevid Allen avesse ancora voglia di riunire i suoi vecchi soci lisergici! Per questo nuovo disco sono tornati tutti, a parte il più giovane: il grande percussionista Pierre Moerlen che ci ha lasciato nel 2005. Vogliono forse garantirsi una pensione più dignitosa? Mi sta benissimo contribuire, quasi quasi ne compro due (Amazon uk solo 7,98 £).
I Gong sono uno dei miei gruppi preferiti di sempre, compagni underground di notti e momenti felici. Indefinibili e indefiniti, come il loro stile musicale: jazz, progressive, psichedelia e tutto il meglio che il movimento hippie (in versione europea) ha saputo dare alla musica. Per chi non li conosce bene e vuole avvicinarsi al loro mondo, la trilogia concept di Radio Gnome Invisible è il punto di partenza e in un certo senso anche quello d'arrivo: mai più come in quei due anni, dal 1973 al 1974, le loro menti ipercreative hanno partorito cosmologie musicali così geniali.
Il viaggio di Zero the hero, nostro rappresentante terrestre sul pianeta Gong, continua....