lunedì 30 agosto 2010

Acrobati e giocolieri della fede

Stessi sentimenti verso CL e la sua baracconata di Rimini appena conclusasi mi accomunano a Tyler Durden. Una parata di acrobati e giocolieri ogni anno fa la coda per rendere il dovuto tributo al clan cattolico che in occasione del meeting riesce sempre ad inventare i titoli più pretenziosi e retorici che si siano mai visti. Insuperabile resta per ora quello del 2006: La ragione è esigenza di infinito e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti.
Per il 2011 pare sia già stato proposto: ll mare impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle...
Per chi ci crede fino in fondo quest'anno c'era anche la possibilità di acquistare una t-shirt con un'altra frase illuminante: Non ho nulla da protestare, solo da ringraziare. Tutto il resto è moralismo. Geniale come sempre Mauro Biani nella sua capacità di sintetizzare tutto con una vignetta.

LP cover art: Area - Arbeit macht frei 1973



L'arte di provocare non fine a se stessa ma con dei contenuti musicali e culturali.
Un titolo come un pugno nella faccia quello che gli Area scelsero per il loro primo disco. Un inizio dolcissimo con la voce di una ragazza palestinese che recita in arabo una poesia di pace e d'amore, per poi lasciare campo alla potenza di Demetrio Stratos che canta sull'aria di un motivo popolare macedone:
In copertina appare in primo piano un manichino di legno imprigionato da un grosso lucchetto e da un casco rudimentale; la chiave stretta tra le dita a simboleggiare la possibilità di liberarsi. La scultura angosciante è opera di Edoardo Sivelli.
All'interno del disco i componenti del gruppo seduti e distesi in mezzo a una serie di simboli: la falce e il martello, una pistola, un angelo in volo e la foto dell'ingresso del campo di concentramento con la famigerata frase.
Raccontava Demetrio Stratos in un intervista del 1974:- In radio non ci hanno mai trasmessi, chiaramente tutti avevano dei blocchi morali, si scandalizzavano perché abbiamo fatto un pezzo che si chiamava 'Settembre Nero'. Non c'è bisogno oggi di spiegare questo tipo di musica: ci sono solo cinque musicisti che hanno una rabbia repressa perché hanno suonato per tanti anni quello che volevano i padroni.
Non mi pare che la situazione della musica in Italia per quanto riguarda i media tradizionali sia migliorata, anzi! Per fortuna da dieci anni si può contare sulla rete, l'unico mezzo di comunicazione con il quale oggi gruppi come gli Area potrebbero farsi conoscere.



venerdì 27 agosto 2010

St. Pauli: colpo di fulmine

Il suo presidente è un impresario teatrale dichiaratamente gay (il grande tabù del calcio).

Sotto il suo stemma campeggia una scritta che più o meno si può tradurre: non integrati nel sistema.

La sua bandiera è il jolly roger, vessillo pirata donato alla squadra vent'anni fa da un gruppo di squatters.

E' Gemellata con Celtic, Livorno e i freak brothers della Ternana.

Allo stadio si festeggiano i gol pogando sulle note di Song 2 dei Blur.

Ha organizzato il mondiale per nazioni non riconosciute e un torneo per rifugiati politici.

I tifosi hanno convinto la dirigenza a rifiutare la sponsorizzazione dello stadio.

Questo è più che sufficiente per amare e tifare St. Pauli, la seconda squadra di Amburgo con sede sociale nella zona del porto, (ex) famigerato quartiere multietnico e a luci rosse, ma anche scena culturale alternativa e artistica della città. Fino agli anni '80 è stata una squadra per lo più regionale e di secondo piano, poi gradualmente è entrata nel cuore delle minoranze cittadine che hanno cominciato a riempire lo stadio portando, oltre allo spirito goliardico, anche una precisa identità basata sull'antirazzismo, sull'antagonismo sociopolitico.
Dopo otto anni la squadra è tornata in Bundesliga e ha festeggiato vincendo la prima partita in trasferta. Oggi mi compro la maglietta bianco-marrone.

mercoledì 25 agosto 2010

Tè nel deserto con peyote

Imaad Wasif è un eclettico chitarrista originario di Vancouver che ha suonato con diverse band fra cui Yeah Yeah Yeahs. Da poco è uscito The Voidist, il suo terzo album solista registrato a Nashville. Mi hanno colpito le sue doti di songwriter unite ad uno stile che sentireascoltare ha così definito: un gran bel concentrato di psichedelia west-coast deviata, stoner desertico.
D'altra parte per un ragazzo cresciuto tra il deserto di Palm Spring, l'India, L.A. e San Francisco la via della musica non poteva che essere questa.

Il video di Redeemer: bella ballata psichedelica con donne nude danzanti tra strane rocce sferiche viola.

martedì 24 agosto 2010

Happy housewives

Tira aria di elezioni anticipate: lo si capisce dal livello elevato del dibattito politico.
Leggevo tempo fa i dati di un sondaggio da cui emerge che il PDL miete consensi soprattutto fra le casalinghe, cioé circa il 30% della popolazione femminile in età produttiva. Più del 50% della categoria ha il cuore che batte solo per papi; gli altri leader di partito a spartirsi le briciole.
Nella foto a fianco il look della casalinga quando fa la spesa nell'immaginario del presidente.
Questa invece è la versione in cucina e ai fornelli.
Chissà se grazie alle solite armi di distrazione di massa questa patetica luna di miele è destinata a durare.

lunedì 23 agosto 2010

Enjoy the silence (la degenerazione del piano bar)

I bagni al mare un tempo vendevano gelati e panini; noleggiavano ombrelloni e pedalò e alla sera chiudevano. A partire dagli anni '80 sulla riviera romagnola c'è stata una escalation di servizi ed iniziative per intrattenere la gente: primo fra tutti la ristorazione, fino ad arrivare ai più recenti happy hours serali per attirare orde di giovani bevitori, perfino con corriere (salvo poi lamentarsi del casino). Quest'anno abbiamo avuto anche la prima rassegna cinematografica sulla sabbia.
A noi è sempre piaciuto fermarci in spiaggia alla sera, qualche volta a mangiare o magari a bere qualche birra in compagnia, seduti di fronte al mare. Da diversi anni però, oltre alle solite zanzare (che a me comunque non pungono) c'è un pericolo in agguato: l'odioso piano bar. Lo chiamano così, ma oramai si è trasformato in un karaoke demenziale in cui quasi più nessuno suona strumenti. Dopo un paio di esperienze al limite del sopportabile lo evitiamo come la merda sul marciapiede, ma anche quest'estate una sera ci siamo distratti e ci hanno incastrato. Ci stavamo gustando il dopocena con la brezza marina e il suono delle onde quando all'improvviso sono comparse due tipe con un computer e uno schermo per i testi scorrevoli; hanno pigiato un pulsante e sono partite con Il bandito e il campione di De Gregori.
- Beh dai, se l'andazzo è questo, forse si può anche sopportare - dico agli amici.
Come non detto: da lì in avanti una serie di canzoni oscene, la maggior parte delle quali mai sentite in vita mia. Qualcuno mi ha poi informato che era roba di amici e altre stronzate simili. Sono per la non violenza... però da ragazzino ero molto abile con la cerbottana. Basterebbe solo qualche dardo intinto con piccole dosi di curaro per la prossima occasione.
Enjoy the silence (Scala & Kolacny cover)

venerdì 20 agosto 2010

Lovers of Covers

I suoi artwork fanno parte della storia della musica. Sto parlando di Storm Thorgenson, fondatore nel 1968 dello studio Hipgnosis, luogo di creazione delle copertine dei Pink Floyd, Genesis, Led Zeppelin e tanti altri. Il museo Art Exchange di San Francisco gli dedica una mostra che con questa foto si presenta molto bene.

Da sinistra: Atom Heart Mothers, Relics, The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, The Wall e Animals.

mercoledì 18 agosto 2010

Perdona e dimentica: la suburbia di Todd Solondz

Con l'estate ho recuperato questa crudele commedia uscita in aprile (titolo originale Life during wartime).
Nel suo sesto lungometraggio l'occhio spietato di Solondz continua ad indagare su società e famiglia americana. Il sequel ideale di Happiness, con gli stessi personaggi visti dieci anni dopo sempre alle prese con la loro infelicità esistenziale. La cosa migliore sarebbe vederlo conoscendo l'opera precedente.

...la Florida con i suoi colori, il mare e il sole, è in realtà uno Stato dove regna la dittatura del centro commerciale. Gli abitanti sarebbero capaci di rinunciare alla democrazia piuttosto che all’aria condizionata o a un parcheggio sicuro. Quindi mi è sembrato il luogo perfetto nel quale inserire i miei amati e deturpati soggetti.
(Da un'intervista al regista).

Sarebbe interessante applicare lo stesso discorso al nostro Paese. Chissà quante persone sarebbero disposte a rinunciare ad un po' di democrazia piuttosto che al telefonino o al fuoristrada per andare al centro commerciale.
Per caso non è che è già accaduto?

martedì 17 agosto 2010

LP cover art: Lucio Battisti - La batteria, il contrabbasso, eccetera 1976



Strano rapporto mi lega a Battisti, voce musicale prediletta della mia infanzia e della prima adolescenza. Amatissimo, poi abbandonato e infine stupidamente snobbato; l'ho rivalutato da grande dopo aver compreso a pieno il valore di capolavori come Anima Latina e la coraggiosa scelta di sperimentare strade poco battute dopo la rottura con Mogol.
Con questo atteso album, dopo il viaggio in USA, Lucio riuscì di nuovo a stupire; tornò alla musica commerciale ma cambiò completamente rotta, captando in anticipo i cambiamenti che avrebbero portato all'esplosione planetaria del funky e della disco music: già dal titolo, infatti, si intuisce l'importanza data alla sezione ritmica.
La foto di copertina è di Caesar Monti e fu scattata nell'agosto del 1975 nel bosco che si trovava vicino al Mulino, lo studio dove venne registrato il disco ad Anzano del Parco in provincia di Como. Il terreno era stato allagato appositamente e Battisti dovette correre più volte in mezzo alle pozzanghere sollevando più acqua possibile. Per non raffreddarsi indossava una muta sotto i vestiti, ma questo non gli impedì di cadere rovinosamente mandando in apprensione tutti i presenti. Racconta il fotografo «Gli feci fare qualcosa come 400 salti. Diceva "ci ho er fisico", ma il giorno dopo aveva la febbre». (Intervista su Vanity Fair)

Caesar Monti è il nome d'arte del fotografo e regista Cesare Montalbetti, autore delle più famose copertine di artisti italiani degli anni '70: Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso, Formula Tre, Ivano Fossati, Oscar Prudente, Adriano Pappalardo, Bruno Lauzi, Dik Dik, Edoardo Bennato, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Mia Martini, Eugenio Finardi, Area, Fabrizio De Andrè e molti altri.

lunedì 16 agosto 2010

Si riparte



Va bene, va bene: non tirarsela, essere modesti e non montarsi la testa; anche se buttata giù così mi sembra un po' grezza.
Superato con l'estate il traguardo dei due anni, la linea di volo della teiera resta la stessa ed è semplicemente quella scritta sulla testata. Dopo la pausa riprende il viaggio sempre con curiosità e passione.

venerdì 6 agosto 2010

Ricordatevi di farlo almeno una volta al giorno

La vita non ha senso se non si ride almeno una volta al giorno.
Suso Cecchi D'Amico

In ogni vicenda quotidiana, se lo si vuole cogliere, c'è sempre anche un lato ironico.
Vi lascio per una breve pausa con questa semplice frase per ricordare una delle più grandi sceneggiatrici del cinema italiano di tutti i tempi. Si è spenta la scorsa settimana alla bella età di 96 anni dopo aver firmato le più belle storie di De Sica, Visconti, Monicelli e tanti altri registi.

mercoledì 4 agosto 2010

Sono Mr. Wolf, risolvo problemi



Un corpo senza testa... ci vogliono trenta minuti... ce ne metterò dieci.
Ed ora la versione reality all'italiana. (Al posto dei puntini si può mettere qualsiasi problema, evento o catastrofe a piacere)
.............. ci vogliono dieci milioni... ne impiegherò trenta.

lunedì 2 agosto 2010

The Social Network

Qual è il vostro campanello preferito?
Io continuo ad essere blog-dipendente; Twitter non mi entusiasma e di Facebook non so che farmene, però sono curioso di vedere che razza di film è riuscito a cavarne David Fincher.
Il regista di Fight Club questa volta ha scelto un terreno scivoloso: raccontare la storia della nascita del social network da 500 milioni di utenti.
Intanto il trailer con in sottofondo una versione sconosciuta e molto d'effetto di Creep ha già colpito nel segno. Si tratta di Scala & Kolacny Brothers un coro di bravissime ragazze belghe che cantano cover come questa dei Depeche Mode accompagnate solo da un pianoforte.