giovedì 31 gennaio 2013

Viaggiare in Dyane

Più che un'auto, una filosofia. L'ho avuta anch'io arancione; è stata la mia prima macchina di proprietà e andava sempre, come un trattore: anche dopo la mitica nevicata del 1985 quando con l'arrivo del sereno si arrivò a -15. La comprai usata per 900.000 lire e la sua andatura ciondolante, alla Pippo, è stata compagna di viaggi e avventure per quattro anni. Un pomeriggio d'estate mi volò via la cappotta! Negli ultimi giorni della sua esistenza, si era spaccato il sedile e potevo guidare solo se qualcuno da dietro mi teneva puntellato con le gambe lo schienale.
In questo video degli psichedelici australiani Tame Impala si celebra la mitica automobile fricchettona. Sarà la sua magia, saranno le doti della professoressa o quello che si fumano là dentro, sta di fatto che dal terzo minuto sulla Dyane si cambia marcia.

mercoledì 30 gennaio 2013

Che vinca il migliore (o il peggiore)

Non sto parlando di elezioni politiche, altrimenti il titolo del post sarebbe stato Speriamo vinca il meno peggio. Si tratta invece del controfestival promosso dal blog L'ora Blu che culminerà nella finale da svolgersi nella stessa serata di San Remo con la proclamazione delle canzoni vincitrici per le tre categorie in gara che sono: 12 anni di musica alternativa italiana, Italian Trash (il peggio della musica) e Italia Best, la migliore canzone italiana di sempre. C'è anche una sezione dedicata agli ospiti stranieri. Per ogni gruppo le tre canzoni più votate in rete andranno alla finale che sarà visibile in diretta streaming dalla sede dell'Ora Blu Bar di Bollate.
Per votare basta andare nel blog l'ora blu e scegliere le canzoni che preferite nei sondaggi della barra a destra (fino a sabato). Per ora si sceglie per le prime due categorie. Partecipate e votate chi vi pare (fino a nove preferenze); l'iniziativa merita veramente e questo post vuole contribuire a promuoverla. Le mie tre scelte:

12 ANNI DI MUSICA ALTERNATIVA ITALIANA:

Ora Blu by Lucien X on Grooveshark

ITALIAN TRASH
Qui mi si è posto un problema di metodo: se andare sui classici noti (Reitano, Cutugno e via dicendo) o andare a cercare l'orrore pop negli angoli più nascosti. Alla fine ho scelto una via di mezzo: un nome famoso in un momento decisamente imbarazzante ci vuole, affiancato da due carneadi. Ecco il risultato.

Homo Europeus più forte di Zeus è uno dei ritornelli più brutti mai sentiti.



Una garanzia: è nella colonna sonora di Cucciolo, film del 1996 di Neri Parenti. 



Lo diceva mia mamma che andare in discoteca non fa per niente bene.

martedì 29 gennaio 2013

Inside Llewyn Davis: il nuovo film dei fratelli Coen

Qui sotto il trailer del nuovo film dei fratelli Coen ambientato nei primi anni sessanta a Greenwich Village: una storia che si ispira al libro di memorie di Dave Van Ronk, leader della scena folk che contribuì a diffondere lo spirito di contestazione e il movimento di rivendicazione dei diritti civili che culminò, nel 1969, nella rivolta del movimento gay di Stonewall dove fu anche arrestato. Non lo conoscevo questo musicista newyorkese (morto nel 2002) e ho scoperto da wikipedia che era un grande amico di Bob Dylan e che contribuì con il suo arrangiamento a portare al successo The House of the rising sun. La canzone che accompagna il trailer è Farewell, scritta da Dylan nel 1963. 
Nel cast: Oscar Issac, John Goodman, Carey Mulligan, Justin Timberlake e Adam Driver. A febbraio esce negli States. Come per Tarantino, anche per i fratelli Coen, attendo sempre ogni loro nuovo film con entusiasmo. Registi che fanno parte di una cerchia ristretta in grado di farci amare il cinema come pochi altri.


A proposito dei fratelli Coen, racconta Javier Bardem in un'intervista:
Joel e Ethan Coen mi hanno portato in una caffetteria e mi hanno descritto Anton Chigurh (protagonista di Non è un paese per vecchi) in tre minuti. Io ho detto: 'Non parlo inglese, non guido e odio la violenza. Come posso interpretarlo?'. E loro: 'È per questo che vogliamo te, porterai qualcosa di nuovo alla storia'. 

lunedì 28 gennaio 2013

BACHI DA PIETRA: barattare e scaricare a scrocco

La prima novità italiana dell'anno è l'album dei Bachi da Pietra che s'intitola Quintale. Nel loro sito trovate tre canzoni in streaming, fra cui la strepitosa Fessura, che nel weekend scorso ha viaggiato in loop nel mio pc. Nel complesso un disco interessante, anche se per i miei gusti troppo duro, specie quando la loro matrice blues subisce una metamorfosi metal. Baratto@bachidapietra.com è il brano di chiusura dell'album, registrato appositamente con un telefonino e con un testo superpolemico riguardo il download selvaggio che di certo non fa piacere a chi incide musica e poi deve rientrare almeno con le spese. Lo so che è dura e fa rabbia, ma fatevene una ragione: mio figlio ha 21 anni e come il 99% dei suoi coetanei non compra cd, né scarica canzoni pagando. Suona pure lui in un gruppo che incassa qualcosa con i compensi dei concerti durante i quali vendono anche la musica che si sono autoprodotti (pagando lo studio di registrazione) e le magliette; gli mp3 sono gratis online.
Comunque lo dice anche mia madre che il baratto, tipo quello che proponete nella canzone, è la prospettiva del futuro; lei ha iniziato da tempo: fa la sarta e scambia i suoi servizi con frutta e verdura e altri beni che le danno i suoi clienti. In ogni caso auguro a voi Stone-worms di riuscire a continuare a fare della musica il vostro mestiere, nonostante i tempi difficili. Il tempo degli acquisti al buio, quando noi vecchi appassionati ci facevamo inchiappettare dalle recensioni dei critici o dall'ascolto di un brano promozionale alla radio, per fortuna è finito da almeno un decennio, per cui: prima ascoltare e poi forse pagare per sostenere i musicisti se il loro lavoro ci ha conquistato.


mercoledì 23 gennaio 2013

Duecento dischi fondamentali: 1984

1984: On the road con copilota e un'amica.



















Uno di quegli anni che cambiano la faccia e la vita alle persone. La tua di sicuro: cominci a lavorare e cambi casa. Dopo un periodo buio, incontri la persona giusta che ti illumina e ti fa apprezzare la bellezza di stare al mondo; poi insieme si parte all'avventura con un camper che potenzialmente era già una teiera volante.
Colonna sonora di quel lunghissimo viaggio: Cure, Style Council e Talking Heads.

100) David Sylvian - Brilliant Trees 
Quanto ho amato questo disco! Mi ci sono cullato nei momenti di sconforto e di malinconia. Una capolavoro con il quale è ripartito il percorso musicale di un'artista unico nel panorama mondiale.



101) Prince and the Revolution - Purple Rain
Alla lunga il narcisismo e la totale immodestia hanno offuscato un talento che in questo disco è cristallino.
102) Style Council - Cafè Bleu
Dopo la tempesta della punk, con la coda creativa della new wave che ormai aveva virato prevalentemente verso i suoni dance sintetici, Paul Weller, con una scelta coraggiosa, spiazza i fan dei Jam (che erano all'apice) per dare vita a un nuovo progetto che riesce a declinare il sound della motown e il soul jazz americano con una sensibilità pop tipicamente inglese. Il tutto mantenendo un certo impegno sociale con l'adesione a Red Wedge, collettivo di musicisti in lotta contro le politiche  ultraliberiste della Thatcher.

ITALIANI

103) Diaframma - Siberia
Uno dei rarissimi esempi di ottima coniugazione del dark di derivazione inglese in chiave nostrana. 





104) Fabrizio de Andrè - Creuza de mä
«Perdere le proprie origini in musica, in letteratura, o fare finta di niente, fare finta di non averle mai avute, per seguire le mode del mercato, è come per un animale perdere il proprio istinto» Fabrizio De André



domenica 20 gennaio 2013

Django Unchained: 100 bare nere

Soundtrack: Rick Ross - 100 Black Coffins



Quentin non tradisce mai! Solo un gradino sotto Inglorious Basterds, ma in ogni caso quasi tre ore di pura goduria cinefila con quattro attori strepitosi: due (per così dire) buoni e due parecchio cattivi. Tanto si è scritto e tanto ho letto: quella sotto per me è una sintesi perfetta (con buona pace di Spike Lee, già in polemica dai tempi di Jackie Brown per l'uso troppo disinvolto del termine nigger).

Django Unchained è un esempio di grande cinema spettacolare. Montato benissimo e girato meglio il film presenta tutti gli elementi di stile aspettabili dall’ultimo Tarantino: personaggi chiacchieroni e dalla favella particolarmente forbita, lunghe e cesellate conversazioni in interni, grande recitazione sopra le righe (con un Di Caprio colpevolmente non candidato agli Oscar e un Waltz in dirittura di doppietta), cortocircuiti audio-visivi innestati da colonne sonore anacronistiche, presa di petto di una grande violenza storica affrontata con dissacrante noncuranza per la Storia.
(La rec. completa su Point Blank)

venerdì 18 gennaio 2013

Disco del weekend: My Jerusalem - Preachers


Secondo album, uscito lo scorso ottobre per l'indipendente londinese One Little Indian, per questo quintetto originario di New Orleans che attualmente vive e lavora ad Austin in Texas. Se preferite le atmosfere calde e notturne dovrebbe piacervi. Per dare un'idea: ci ho trovato qualcosa di Black Heart Procession (più pop però) e qualche richiamo a The National e Nick Cave. Ottima band guidata dalla voce profonda di Jeff Klein, con un sound che è stato definito postmodern gothic soul: etichetta piuttosto enigmatica; quella che conta è la musica e le undici tracce di questo album lasciano il segno, fin dalle prime note di pianoforte dall'emozionante title track d'apertura.

My Jerusalem - Preachers by Lucien X on Grooveshark

mercoledì 16 gennaio 2013

La mia vita senza te

Nel dicembre scorso è uscito il nuovo disco dei Tre Allegri Ragazzi Morti ed è stato amore al primo ascolto: un album (in apparenza) leggero, come questa canzone dall'andamento soft in levare, che però diventa devastante nel testo, in particolare per chi è stato colpito dalla scomparsa di una persona cara. Questo però non ha impedito al brano e al disco di essere adottati come colonna sonora dell'ultima parte dell'anno e dell'inizio di quello nuovo: quasi come una terapia nella lenta ma fondamentale presa di coscienza che la vita deve continuare anche senza le persone che ci hanno accompagnato per un lungo tratto di strada. Potere della musica.



La traduzione della canzone in lingua LIS (Lingua dei Segni Italiana) è l'idea sulla quale si sviluppa il video. . . (prosegue su youtube)

lunedì 14 gennaio 2013

Duecento dischi fondamentali: 1983

98) The The - Soul Mining
Perso lo spirito originario della new wave di pari passo con il faticoso passaggio all'età adulta, uno dei miei fari musicali negli anni ottanta è stato Matt Johnson, insieme a David Sylvian e pochi altri. Indimenticabile Uncertain Smile nella versione originale con il suo attacco di xilofono che faceva riempire le piste delle disco alternative. 


99) New Order - Power, Corruption & Lies
Blue Monday era stato il vero punto di svolta del percorso di allontanamento dai Joy Division. Nonostante l'entusiasmo iniziale, dopo questo disco però non li ho più seguiti.





venerdì 11 gennaio 2013

Madrid, ufficio disoccupazione: Here come the sun

Dopo il triste teatrino di ieri sera a Servizio Pubblico (o se preferite La Commedia della parti) una piccola boccata di buon umore per il weekend.
Potrebbe suonare un po' come presa per il culo (Here comes the sun in un ufficio per disoccupati), però io di sorprese così ne gradirei una al giorno: al supermercato, in banca, dal benzinaio, ecc..
Flashmob organizzato da Carne Cruda 2.0, programma radiofonico spagnolo.

martedì 8 gennaio 2013

Duecento dischi fondamentali: 1982

Dopo la pausa natalizia riprende il classificone nato per gioco e per passione. Un giorno forse arriverò a 200! Come sempre ogni contributo è ben accetto.

94) Simple Minds - New Gold Dream
Primi anni ottanta esaltanti e controversi perfettamente fotografati dalla musica dei Simple Minds, per i quali prendemmo tutti una cotta colossale: la mia, per quanto notevole, fu temporanea. Dopo quasi tre mesi a San Giorgio a Cremano, riuscii ad ottenere la convalescenza dall'odiato servizio di leva, appena in tempo per vederli dal vivo al palasport di Bologna.


95) The Cure - Pornography
La degna chiusura della trilogia dark-wave iniziata con Seventeen Seconds.

96) Grandmaster Flash & The Furious Five - The Message
La genesi dell'hip-hop grazie al talento di Joseph Saddler, originario delle Barbados e cresciuto nel Bronx, fondatore del gruppo alla fine degli anni settanta. Oltre che trascinante e irresistibile, fondamentale per capire l'evoluzione della musica black delle metropoli degli anni a seguire.



97) Michael Jackson - Thriller
Se uno come me, in quegli anni completamente immerso nella new wave e nel post-punk, aveva in casa questo disco, ci sarà un perché.

sabato 5 gennaio 2013

The Master (non una recensione ma un atto di fede)


Paul Thomas Anderson + J. Phoenix + P.S. Hoffman + J. Greenwood (colonna sonora) = Sabato pomeriggio tardi dedicato ad uno dei miei registi preferiti (fin dai tempi di Boogie Night) e in assoluto il migliore dell'attuale generazione dei quarantenni. Essendo stato presentato a Venezia, su questo film si è già detto tanto: in rete centinaia di recensioni, a volte non proprio invitanti riguardo la complessità e l'eccessiva verbosità dell'opera, in altri casi esaltanti; è anche questa la bellezza e la magia del cinema, perché...
il cinema non morirà mai, ormai è nato e non può morire: morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega niente. Monicelli

DUE GIUDIZI DIAMETRALMENTE OPPOSTI

The Master varrebbe da solo al suo autore il titolo non troppo contestabile di massimo cineasta statunitense dei nostri tempi. L'attesa virale e il mistero che precede l'uscita dei suoi film lo hanno fatto accostare a Kubrick, e il paragone non è poi così azzardato.
... un'opera sfaccettata e ostica, estremamente intelligente, complessa e filosofica; riflessione sul desiderio più o meno volontario di trovare una guida, una parabola sul potere accecante della suggestione, una seduta psicanalitica. I Cineuforici

...sorvolando sul fatto che la sceneggiatura - a firma dello stesso Anderson - non sembri in alcun modo raggiungere l’indispensabile compattezza, sfaldata dall'infinità di dialoghi che finiscono per catturare lo spettatore nella letale, soporifera morsa della noia, l’impressione è che il cineasta pecchi in maniera eccessiva di desiderio di dimostrazione di bravura autoriale; penalizzando, di conseguenza, il processo narrativo della vicenda raccontata. everyey

Nei commenti qualche considerazione post visione.

venerdì 4 gennaio 2013

Disco del weekend: The Green Pajamas - Death by Misadventure

In attesa di nuove uscite (di solito gennaio è piuttosto avaro), si recuperano alcuni dischi del 2012 persi lungo la strada.
The Green Pajamas si sono formati a Seattle nel 1984 e in quasi trent'anni di attività hanno sempre mantenuto (non so quanto volontariamente) un profilo indipendente, non avendo mai firmato per una major. Quasi impossibile trovare in rete notizie in italiano su questa band di cui ignoravo l'esistenza fino a quando, grazie al sempre valido impactus, mi sono imbattuto in Death by Misadventure, il loro ultimo concept album che dopo due ascolti mi ha conquistato. L'unico sito che dedica qualche riga alla band è Scaruffi: I Green Pajamas sono una delle formazioni più sottovalutate di Seattle. Formatisi e cresciuti durante il boom del grunge, rimasero emarginati dal grande giro discografico perché il loro sound era l'antitesi del genere in voga.

Ho parlato di concept perché le prime 8 canzoni, legate tra loro, narrano una specie di fiaba intitolata The fall of the queen bee. Le influenze sono varie: dalla ballata psichedelica, alla musica folk. La seconda parte, intitolata Cruel Dreams Cruel Things, è caratterizzata da una maggiore sensibilità pop. 


mercoledì 2 gennaio 2013

New Year

Compagne di viaggio

Lingua fuori e panorami mozzafiato

Eccomi qua, reduce da tre splendide giornate di sole passate sulle Dolomiti a ciaspolare e arrampicarsi in un paesaggio da favola. Alla fine i  muscoli erano indolenziti (poco allenamento) ma la mente fresca e riposata. Una pausa ritemprante che ci voleva, perché mi sa che il 2013 sarà una passeggiata meno rilassante. Chissà cosa ci aspetta, a cominciare dalle elezioni: mai come questa volta un vero rompicapo.
Non so come, ma speriamo bene!
Intanto un augurio di buon anno di musica con i Beach House a tutti gli amici e viandanti che ogni tanto passano da queste parti.

Se volessimo capire in cosa consiste davvero la razza umana, dovremmo solo osservarla in tempo di elezioni. (Mark Twain)