mercoledì 27 agosto 2014

Blonde Readhead e Interpol: lagne assortite e post punk ammuffito

Quest'estate per concerti e cinema all'aperto è stata un waterloo. Dopo la pausa dell'agosto più piovoso che io mi ricordi (per non parlare di luglio) ritorniamo alla teiera, sempre più umida, con un gradito ritorno dopo quattro anni di silenzio.
Il trio italo-giapponese (newyorkese d'adozione) festeggia i vent'anni con il nuovo album intitolato Barragàn che sulla carta, dopo aver ascoltato il secondo singolo intitolato Dripping, prometteva bene. 
Update: Purtroppo l'album è una lagna e Dripping è l'unico pezzo che mi piace. Peccato! Non so se sono diventato io insofferente come il meteo o poco ricettivo, ma negli ultimi sei mesi nel panorama musicale non c'è quasi niente che mi abbia smosso.
Il nuovo Interpol? Ancora peggio: post punk ammuffito e ormai spremuto come un limone.

 

5 commenti:

  1. Peccato ma mi fido di quello che scrivi.

    Gli Interpol non mi hanno mai convinto, forse dovrei provare il primo album?

    Prova invece a sentire la colonna sonora di Jim Jarmusch Solo gli amanti sopravvivo ...

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  2. @ Enri
    A me non hanno convinto mai, soprattutto quando li confronto con band come The National.
    Comunque un paio di ascolti si concedono sempre.
    Il film lo volevo vedere! Non mancherò.

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  3. Sui Blond Redhead ci contavo. Gli Interpol, invece, è da un pò che hanno raschiato il barile. Ad ogni modo, ascolteremo.

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  4. Ho sentito il singolo degli Interpol e sono d'accordo con te: han raschiato il fondo. Il primo album non era male, ma già il secondo era diventato penoso.
    Sui Blonde Redhead ti credo sulla parola.

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  5. Spiace, il trio mi ha sempre interessato, ma forse aveva già detto tutto con i primi dischi. Gli Interpol? Scappiamo, non facciamoci prendere :)

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