martedì 24 marzo 2009

L'erba delle streghe (datura stramonium)

In passato nella cerchia di amicizie e conoscenze, che principalmente avevano come punto di ritrovo due bar del centro, ce n'erano parecchi di personaggi strambi. Uno di essi era il chiromante, così soprannominato per le sue manie esoteriche. Non era un frequentatore assiduo, però tutti lo conoscevano, come è normale che sia in provincia. Era un buonissimo ragazzo, però ottusamente fissato con il mondo dell'occulto e tra le sue curiosità vi era quella piuttosto pericolosa di testare su se stesso e su eventuali volontari gli effetti di sostanze contigue a quel mondo come la datura stramonium. Conosciuta come erba delle streghe, questa pianta è nota per essere utilizzata nei rituali degli sciamani di molte tribù indiane, nonché in passato da druidi e da streghe. Sta di fatto che aveva imparato a riconoscerla e dopo averne raccolte le foglie o forse i semi ed estratto il principio attivo (l'atropina, un alcaloide velenoso e allucinogeno) una sera convinse alcuni ragazzi del bar ad andare a casa sua per berne un bicchierino sotto forma di distillato alcolico. Una specie di sesto senso o forse semplicemente la prudenza mi suggerirono di rifiutare. Avendolo frequentato anche da bambino e conoscendolo abbastanza bene, ero piuttosto sospettoso nei confronti di quella bottiglietta dall'aria innocua e, visto quel che accadde, feci molto bene.
Non so dire se le dosi fossero calcolate o se fu solo fortuna, ma per poco qualcuno non ci lasciò le penne! Per una settimana nel bar e in paese non si parlò d'altro. Tre furono i casi più eclatanti, roba da non credere. Un primo ragazzo fu trovato all'alba dal padre imbianchino in garage seduto sulla cappotta dell'auto in condizioni pietose: era nudo e tremante con il corpo coperto di pennellate di vernice. Il secondo fu ricoverato all'ospedale in preda ad allucinazioni e delirio dopo essere stato rincorso e fermato lungo l'argine del fiume mentre fuggiva da assassini inesistenti; fu sottoposto a lavanda gastrica e se la cavò in pochi giorni. Il terzo, noto fighetto e discotecaro di periferia, una sera si presentò al bar completamente fuori di testa per menare il chiromante. Sosteneva di essere stato ingannato, essendosi fatto convincere a bere un bicchierino di "liquore speciale" prima di andare a ballare. - Quando sono tornato a casa guardavo mia madre e vedevo un mostro con le antenne! - urlava furibondo. E noi incoscienti giù a ghignare: pareva una scena tratta da un fumetto di Pazienza. Dopo questi episodi il chiromante sparì dalla circolazione per diversi mesi: l'aveva fatta fuori dal vaso, lo sapeva benissimo e da allora diventò molto più solitario e sospettoso. Tentare di imitare Castaneda, lettura molto diffusa in quegli anni, aveva portato a conseguenze che per poco non sfociarono in una tragedia. Per fortuna finì tutto lì, ma ci sono tanti episodi e una galleria di personaggi incredibili che hanno popolato la mia vita di provincia e che ogni tanto mi diverte raccontare.

14 commenti:

  1. E fai bene a raccontare...anche a noi!
    I nostri racconti in fondo sono la nostra vita.
    Ciao

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  2. E' strano, ma proprio oggi pensavo allo Stramonio. In primavera vado spesso nella macchia mediterranea a raccogliere erbe ed asparagi selvatici. Cicuta, Stramonio ed altre piante del genere, sono molto comuni, ma l'uso come per i funghi deve essere assolutamente limitato alle piante non tossiche. Improvvisarsi sciamani poi. E' questo il genere di cattivi maestri di cui ho paura.

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  3. In effetti hai ragione, ma più che altro ci fu un overdose di incoscienza.
    Con certe cose non si scherza, avrebbero fatto meglio a lasciarle a Castaneda e al suo stregone.

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  4. Hanno avuto un bel coraggio a fidarsi di uno così e bere l'intruglio!

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  5. Questi aneddoti mi hanno tenuto lontano dalla tentazione degli acidi e dei funghetti: conosco diverse persone mai ritornate completamente da un bad trip. Uno dopo anni confondeva le luci del semaforo (e non era daltonico), si incantava allo stop, ha ha. O uno ha la vocazione del Syd Barrett, o meglio stare attenti.

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  6. Come diceva De Andrè: 'non tutti nella capitale sbocciano i fiori del male'.

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  7. Ma anche Syd Barrett che aveva la vocazione non è che ha fatto una gran fine, alla fine il talento gli si è bruciato
    Meglio il Sangiovese che dalle nostri parti è anche molto buono.

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  8. Già solo la parola, chiromante, evoca mistero. Comunque alla fine nessuno si è fatto davvero male (anche se una lavanda gastrica non è certo una bella esperienza), almeno hanno qualcosa da raccontare ai nipoti.

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  9. Quattro i punti cardinali: Vino, figa, un buon toscano e la gnocca! Ovviamente con il sottofondo di musica...

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  10. Chissà se il chiromante ha ancora di quel "liquorino". Gli effetti mi sembrano favolosi. Ne ordino un litro!

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  11. Ignoranza accompagnata ad incoscienza... micidiale! Come dice Zaio... conosco troppa gente che si è bruciata il cervello per aver fatto cazzate del genere senza una guida esperta e senza controllo. Viva la guinness piuttosto!

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  12. Alfio Garozzo26 marzo 2009 00:53

    guinness tutta la vita!

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  13. l'hanno scampata bella!!!
    Da ragazzi se ne combinano tante, ma questi..potevano lasciarci le penne.

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  14. bella a tutti di questo blog,io mi trovavo un po smarrita sul web mentre cercavo [url=http://www.ministryofcannabis.com/it]semi cannabis[/url] ed a un certo momento mi sono ritorvata in questo sito ed ho ritenutodi chiudere la pagina poi ho desistito e sai che non è stato tempo perso. ciao!

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