Uno dei due bar che ho frequentato era gestito da una signora che amava produrre artigianalmente ghiaccioli che hanno deliziato più di una generazione. Dentro c'era veramente la frutta a pezzi e nei mesi estivi erano un'autentica goduria: alla pesca, al melone, alla macedonia, alla fragola, i gusti più richiesti.
Come ben sa chi ha frequentato il bar di paese, una delle figure tipiche e onnipresenti è quella del rompicoglioni, a volte simpatico, altre volte un po' meno. Filo per fortuna apparteneva alla prima categoria, però una volta scelta una vittima, aveva la tendenza a reiterare i suoi scherzi e le sue menate in maniera ossessiva. Per mesi, forse anche per un paio anni, ogni volta che si presentava al bar aveva continuato a perseguitare la barista chiedendole i ghiaccioli dai gusti più strani, dimostrando un'insistenza particolare per il ghiacciolo alla cipolla. La barista abbozzava, aveva altro a cui pensare, ma in un paio di occasioni qualcuno l'aveva sentita farfugliare tra i denti in dialetto: - Ades ona ad stal volt! (adesso una di queste volte) Me al feg però ta tl'è da magnê. Conoscendo il suo carattere mansueto e per niente incline allo scherzo, nessuno ci aveva creduto, ma finalmente venne il giorno. Filo si presentava sempre nel primo pomeriggio per il caffé e quella volta il suo desiderio fu esaudito: con un ghigno di soddisfazione la vecchia barista, all'ennesima richiesta, aprì il frigorifero e gli porse il ghiacciolo alla cipolla con pezzi di cipolla, che fu mangiato quasi per intero. Fine del tormentone e crampi alla pancia dalle risate.
Come ben sa chi ha frequentato il bar di paese, una delle figure tipiche e onnipresenti è quella del rompicoglioni, a volte simpatico, altre volte un po' meno. Filo per fortuna apparteneva alla prima categoria, però una volta scelta una vittima, aveva la tendenza a reiterare i suoi scherzi e le sue menate in maniera ossessiva. Per mesi, forse anche per un paio anni, ogni volta che si presentava al bar aveva continuato a perseguitare la barista chiedendole i ghiaccioli dai gusti più strani, dimostrando un'insistenza particolare per il ghiacciolo alla cipolla. La barista abbozzava, aveva altro a cui pensare, ma in un paio di occasioni qualcuno l'aveva sentita farfugliare tra i denti in dialetto: - Ades ona ad stal volt! (adesso una di queste volte) Me al feg però ta tl'è da magnê. Conoscendo il suo carattere mansueto e per niente incline allo scherzo, nessuno ci aveva creduto, ma finalmente venne il giorno. Filo si presentava sempre nel primo pomeriggio per il caffé e quella volta il suo desiderio fu esaudito: con un ghigno di soddisfazione la vecchia barista, all'ennesima richiesta, aprì il frigorifero e gli porse il ghiacciolo alla cipolla con pezzi di cipolla, che fu mangiato quasi per intero. Fine del tormentone e crampi alla pancia dalle risate.