Io e Rob dieci anni fa girammo una serie di corti; fra questi, uno partecipò ad un paio di festival. Il tutto per puro divertimento e senza particolari velleità. Non l'avevo mai postato: un po' per pudore, un po' perché nella parte del cattivo non mi sento particolarmente convincente. Molto meglio come ballerino destrutturato...
La sospensione dello storico blog dell'Alligatore mi ha colpito. In ogni caso, anche per me, pausa ferie augustae. Dopo tutti questi anni, devo anch'io meditare sulla nuova oscena versione di blogger e prendere decisioni sulla possibilità o meno di continuare. Nel frattempo sono anche qui. A fine agosto vedremo.
Versione DIRECTOR'S CUT di un'ordinaria disavventura di provincia: un portuale a corto di danaro, chiede un prestito ad uno strozzino spietato e senza scrupoli. Il danaro è subordinato ad un favore particolare. Redrumstudio
Quest'estate li abbiamo visti sulla spiaggia dell'Hana-Bi. Sono gli Algiers,quattro ragazzi originari di Atlanta e devo dire che mi hanno fatto una buonissima impressione: un misto in apparenza improbabile di gospel, R&B e punk con sprazzi industrial. Il loro terzo album, There is no year, è anticipato da questo singolo formidabile.
Il video è stato girato nel comune di Noisy le Grand alla periferia di Parigi tra i simboli del colonialismo francese. Un video politico, incazzato, che si chiude con una frase del poeta e scrittore palestinese Mahmoud Darwish: Nothing is harder on the soul, than the smell of dreams, while they're evaporating.
A parte i genitori, gli amici e le amiche con cui siamo cresciuti, esistono altri uomini e donne che non abbiamo mai incontrato personalmente ma che hanno contribuito, in maniera a volte anche determinante, a farci diventare quello che siamo. Grazie alla loro musica, arte, cinema e letteratura ci innalziamo oltre le brutture dell'esistenza quotidiana. Uno degli ultimi in ordine cronologico è Matthew "Matt" Berninger, la voce di The National: l'unico Nationalista che potrò mai supportare. Col nuovo album,I'm easy to find, è tornato a riscaldarci con la sua voce baritonale e con la sua band di antidivi, questa volta accompagnati da un quintetto femminile d'eccezione: Gail Ann Dorsey (la bassista di Bowie), Lisa Hannigan, Sharon Van Etten, Mina Tindle e Kate Stables.
A Certain Ratio agli Strawberry Studios con Grace Jones
A Certain Ratio, storica band di Manchester della Factory Records, festeggia il 40° anniversario quest'anno con un nuovo cofanetto dal titolo ACR: BOX con 20 tracce inedite. Sono allergico ai cofanetti celebrativi, ma in questo c'è la sorpresa come nell'uovo di Pasqua: una cover che unisce due fra le mie più grandi passioni musicali di sempre: A Certain Ratio e Talking Heads.
Il brano in questione e uno di quelli che hanno tracciato l'evoluzione della musica negli anni '80 insieme all'album di cui fa parte: sto parlando di House in Motion da Remain in Light. Nel progetto originale doveva esserci la collaborazione di Grace Jones che però all'epoca non completò il suo take, ma ora la traccia è stata conclusa ripescando la registrazione originale e il risultato è stre-pi-to-so, video compreso.
House in Motion - Talking Heads, 1980 (A Certain Ratio cover)
Unici e soprattutto i primi nel panorama inglese di fine anni '70 ad unire il punk con il glam rock e l'elettronica, utilizzando anche il violino. Tutto ciò fino al terzo album Systems of Romance. In seguito, con l'uscita di John Foxx, vi fu una svolta verso un sinth-pop melodico che andò per la maggiore per quasi tutti gli anni '80. I primi tre album degli Ultravox li ho ascoltati infinite volte; il seguito per me è trascurabile.
Hiroshima mon amour è il brano di chiusura del secondo disco Ha Ha Ha, nonché lato B del singolo ROckwrok. Una splendida canzone ritmata dalla drum-machine (la TR 77 della Roland ormai nei musei della musica) e dalla batteria, accompagnata da un basso geometrico e potente e dal synth in primo piano. Il tutto in contrasto con il cantato romantico, quasi decadente. Uno dei loro brani più belli che richiama, non so quanto volutamente, le atmosfere del Bowie berlinese. Come singolo non entrò nella pop charts, ma la Island Records continuò ad avere fiducia nel gruppo. Brian Eno fu il primo produttore.
Fu un colpo di fulmine la prima volta che vidi gli Yeah Yeah Yeahs dal vivo al David Letterman nel 2007: un'esibizione incendiaria per sole chitarra e batteria con la folle e divina Karen O in un punk-blues malato e furioso. Due ottimi album (Fever to tell e Show your bones) e poi si sono persi. Karen O (nome d'arte di Karen Lee Orzołek, madre coreana e padre polacco) è da poco entrata alla corte di Danger Mouse e, appena passati i quaranta, si è data una calmata (si fa per dire). Guardatela in una strepitosa performance al Late Show di Stephen Colbert con la regia di Spike Jonze. Il suo nuovo album si intitola Lux Prima.
Caboose è una band italiana che a gennaio è stata scelta per esibirsi a Memphis alla Blues Foundation, la più grande manifestazione al mondo dedicata ai nuovi talenti di questo genere musicale. Con Hinterland Blues sono all'esordio sulla lunga durata. E che esordio!
L’idea di blues che sta alla base del progetto è in perfetto equilibrio fra tradizione e modernità, evoca i grandi classici del passato nonostante la narrazione abbia i piedi ben piantati nel presente, sviluppando temi sociali e politici che ci riguardano da vicino (disoccupazione, sfruttamento, social media, etc), e contamina il genere arricchendolo con scorie di psichedelia, di spoken word e di un rock sporco e ansiogeno. La recensione su Loudd
Se in rete scrivi una cagata mostrando palese ignoranza o anche solo un'evidente imprecisione sull'argomento trattato, prima o poi qualcuno ti farà le pulci o semplicemente te lo farà notare. L'importante è che sia fatto educatamente e che dall'altra parte si prenda l'occasione per imparare qualcosa. A me in dieci anni di post qualche volta è capitato e ho sempre ringraziato, ma a quanto pare c'è gente piuttosto permalosa.
Sarà il malumore dovuto al colpo della strega, ma visti i recenti sviluppi della società, a volte mi chiedo se era proprio così necessario conquistare la posizione eretta. Sapete quanti mal di schiena ci saremmo risparmiati da quadrupedi?
Per come si snobba la geografia nelle nostre scuole, presto anche noi italiani saremo così capre da non sapere indicare neppure una nazione in un planisfero. In due minuti un concentrato di ignoranza geografica globale.
La prima (high school e college) indica l'America del Sud dicendo che è il Sud Africa e via andare...
Come raccontano gli Smashing Pumpkins, crescendo in una periferia nel 1979 era molto facile annoiarsi (e a volte poteva essere una fortuna) ma di certo non con la musica: ascoltarla ma anche suonarla. Dalla lista pazzesca qui sotto riportata verrebbe da pensare che le annate che finiscono con nove musicalmente siano molto prolifiche... speriamo!
Da quando c'è la rete qui sulla teiera mi piace condividere novità interessanti (a volte anche entusiasmanti) purtroppo però non mi sono mai annoiato come quest'anno nell'ascoltare nuove uscite. Tutta la rete e milioni di ascolti a disposizione, però (parafrasandoForma e Sostanza di C.S.I.) Comodo ma come dire poca soddisfazione. Siccome ho bisogno della mia dose giornaliera, negli ultimi mesi sono spesso andato a ripescare nel passato recuperando ascolti molto datati ma sempre eccezionali: in particolare Traffic, Soft Machine, Brand X e ovviamente Gong.
Tornando comunque al 2018, qualcosa si salva e merita.
LA CANZONE
L'ultimo lavoro degli Editors non mi ha esaltato, diciamo un 6½ di stima. La versione elettronica della title track ha un fascino vintage irresistibile, ma quella acustica ha qualcosa di magico e potente.
IL CONCERTO
American Utopia non passerà alla storia come un album fondamentale, ma per come sa rappresentare la sua musica dal vivo David Byrne è uno degli ultimi artisti geniali ancora in circolazione.
ALBUM
Rhye - Blood
Sembra Sade, ma è Mike Milosh, voce maschile del duo canadese Rhye. Mischiano con raffinatezza R&B a dream-pop.
Dopo gli esordi punk-hardcore ha messo il suo talento al servizio della melodia componendo due album di ballate acustiche dal sapore beatlesiano con echi di Simon & Garfunkel. Siamo abituati alla ridondanza, ai cofanetti deluxe e anch'io in un primo momento sono rimasto spiazzato dalla brevità di dieci brani che non superano i due minuti e mezzo: sono come miniclips d'autore che condensano il meglio in poche immagini. Mai come in questo caso il motto less is more risulta azzeccato. Qua
Me lo ricordo in The Commitmens di Alan Parker ambientato a Dublino; un ragazzino dai capelli rossi. Ha iniziato a suonare per le strade della capitale irlandese a 13 anni e dopo tanti anni ha ancora qualcosa da dire. Disco caldo come un abbraccio grazie anche all'uso di Hammond e fiati. Qua
Impossibile non apprezzare l'electro-soul di James Mathé: songwriter, producer, e musicista londinese che usa lo pseudonimo di Barbarossa. Poco conosciuto in Italia.
IL VIDEO
Valerio Mastandrea si presta ad una spassosa pantomima. Da notare intorno al minuto 2:30 le due locandine di Non essere cattivo, di cui una mezza strappata.
All'inizio del 2003 c'era grande attesa per l'uscita di questo disco. Dopo le sperimentazioni di Kid Ae Amnesiac circolava la notizia (oltre a svariati mp3 in rete) che i Radiohead fossero tornati alle atmosfere di OK Computer. Dopo aver resistito ad ogni tentazione, il giorno dell'uscita comprai l'album a scatola chiusa; cose che ormai non succedono più.
Non intendo fare la millesima recensione: dico semplicemente che questo disco è un capolavoro e che i Radiohead quindici anni fa ci hanno regalato qualcosache non appartiene all'industria discografica e neanche in senso stretto alla musica. Appartiene alla bellezza, come tutte quelle cose a cui abbiamo dato il nome di arte. (Luca Valtorta)
Dopo un'ascolto ininterrotto di parecchie settimane, comprammo subito i biglietti per il concerto al Castello di Ferrara del 12 luglio 2003, l'anno del caldo pazzesco. I concerti sono strani: a volte hai grandi aspettative e poi, per qualche motivo, capita che resti deluso. Ricordo ancora lo sconforto quando nel '90 David Bowie, dopo poche canzoni, ebbe un calo di voce fino a restare quasi del tutto afono. Era l'ultima volta in cui cantava tutto il vecchio repertorio; un'incredibile occasione sfumata proprio mentre iniziava il divertimento. Quella sera invece la realtà superò ogni aspettativa: due ore di pura magia abbinata ad un livello tecnico ed esecutivo stratosferico. Brividi fin dall'inizio (con l'introduzione delle percussioni tribali di There There)al gran finale, con i bis di Sit Down Stand Up e Karma Police cantata in coro. Ne uscimmo spossati (il caldo era veramente terribile), ma entusiasti e carichi di emozioni che continuarono a riaffiorare anche nei giorni successivi.
Prodotto da Brian Eno, usciva quarant'anni fa questa pietra miliare della new wave. La copertina riflette il tipico stile demenziale del gruppo che all'epoca si presentò con una cover memorabile di Satisfaction.
Teorizzarono la de-evolution, cioè il processo che avrebbe portato gli americani a regredire allo stadio di vegetali, rappresentati da loro stessi in scena sotto forma di patate giganti o altri travestimenti, simbolo di regressione e idiozia. In copertina è infatti disegnato un volto con il ghigno ebete dell'americano medio. Col senno di poi, forse non si erano sbagliati di molto.
Io e miei amici fummo folgorati dai Devo: ci pareva di aver messo un piede nel futuro e impazzimmo alla notizia che avrebbero suonato a Bologna; è stato uno dei miei primi concerti in assoluto.
Sotto, il video dell'esibizione al Saturday Night Live del 1978.
Tra le nuove uscite di inizio anno, delusione per MGMT e Franz Ferdinand, mentre ho avuto belle sensazioni da tre album che mi stanno facendo compagnia e risollevano l'umore in queste giornate pallide di lavoro e pioggerella.
Rhye è un un progetto del musicista canadese Michael Milosh che aveva esordito qualche anno fa con Woman. Ora torna con Bloode con la sua voce vellutata che ricorda incredibilmente quella di Sade. Atmosfere soft che, traccia dopo traccia, ti avvolgono come una coperta calda.
La classe di Joan Wasser, ex compagna di Jeff Buckley, in arte Joan as Policewoman non si discute. “Posso dire che la musica ha salvato la mia vita, perché le sono devota. Non è qualcosa che si può scegliere, è semplicemente così”. Damned Devotionil titolo del nuovo lavoro.
L'ho scoperta da pochissimo dal blog di Andrea: U.S. Girls, è il progetto musicale di Meg Remy, americana- canadese, classe 1985. L'undici maggio suona a Bologna al Locomotiv Club.
A poem unlimited L’album nasce da cupe riflessioni sulle atmosfere che precedono e seguono gli atti di violenza. Molte delle canzoni riguardano le donne alle prese con il potere: raccontano come guadagnarlo e come esercitarlo spiritualmente, ma anche le strategie disperate per mitigare la sua imposizione. Inoltre, Remy si ribella alle bugie dei leader politici e religiosi, e si domanda quali siano le menzogne che raccontiamo a noi stessi per sopravvivere.
Un idiota è un idiota; due idioti sono due idioti. Diecimila idioti sono un partito politico.
Franz Kafka
Un anno di macelleria bancaria. Di alluvioni, incendi e siccità.
Di muri visibili e invisibili. Di idioti nelle stanze del potere.
Di parchi delle meraviglie aperti h24 dai padroni moderni
per il mercato dei nuovi schiavi/consumatori.
Come questo o quest'altro.
Fra qualche mese andremo anche a votare e penso proprio che stavolta non potrò neanche turarmi il naso. Allora mi tornano in mente i pensieri di un uomo; idee che riescano a darmi una prospettiva più autentica, benché utopica e lontana.
Aspetterò domani, dopodomani e magari cent’anni ancora finché la signora Libertà e la signorina Anarchia verranno considerate dalla maggioranza dei miei simili come la migliore forma possibile di convivenza civile, non dimenticando che in Europa, ancora verso la metà del Settecento, le istituzioni repubblicane erano considerate utopia.
Fabrizio De André
Dopo una domenica svagata, inizia subito ripida la settimana.
All'alba le cure termali: lo scorso inverno la sinusite mi ha devastato.
Poi una corsa per essere in tempo ad una riunione di lavoro (mentre la mia auto, profetica, puzzava di merda) ad ascoltare una grigia funzionaria dalla voce stridula con i suoi princìpi da ipermercato.
Mi ha disgustato.
Non c'è niente di più pericoloso di queste suore laiche inconsapevoli, votate alla causa di un falso efficientismo; indottrinate in modo ridicolo per uniformare i cervelli.
A lei e ai suoi mandanti va tutto il mio disprezzo.
Voglio tornare ad essere l'ultima ruota di questo carrozzone.
Sono passati vent'anni da Tabula Rasa Elettrificata, ma è ancora più attuale.
La cosiddetta «Era del cataclisma» era cominciata con piccoli segnali in luoghi periferici del Pianeta – periferici rispetto agli Stati Uniti, ovviamente. C’era stata una rivolta delle donne a Riad, disordini a Delhi, l’instaurazione di una repubblica femminile in Moldavia, un tempo nodo strategico per la tratta delle donne immesse sul mercato della prostituzione mondiale. Poi gli episodi di rivolta si sono moltiplicati anche negli Stati Uniti e gli uomini hanno tentato di reagire, gridando al complotto anti-maschi: mentre perdevano a poco a poco il loro potere hanno cercato un antidoto per tornare alla «normalità», hanno creato organizzazioni armate e ronde, sono ricorsi alla segregazione. Tutto inutile, la forza, the Power, è dalla parte delle donne. Come è potuto accadere? via
Naomi Alderman - Ragazze elettriche (The Power)
Data Pubblicazione: 31/08/2017
Editore: Nottetempo Soundtrack: Air - Moon Safari
Dopo tre mesi aridi, stamattina un dolce risveglio con la pioggia. Dopo colazione, gli Air in sottofondo e un nuovo libro da iniziare.
Non conoscevo questa scrittrice londinese, ma la trama (pare sia già destinata a diventare una serie) e il sostegno di Margaret Atwood, mi hanno convinto all'istante.
Dopo quattro anni, ritornano Jane Campion e la detective Robin Griffin (Elisabeth Moss, affiancata da Gwendoline Christie, la Brienne de Il Trono di spade) con la seconda stagione di una delle serie più originali degli ultimi tempi. Una storia intricata ed intensa, ambientata in una Sydney inedita in cui, ahimè, il genere maschile ne esce con le ossa rotte. Da segnalare anche Nicole Kidman con la chioma grigia in un ruolo interessante e diverso dal solito. Attualmente trasmessa su BBC; non si sa ancora quando in Italia.
Ozark
Jason Bateman, protagonista nel ruolo di produttore e regista di alcune puntate, è un cinico consulente finanziario che di punto in bianco si trova in guai molto seri sia con l'FBI che con il cartello della droga messicano a causa del riciclaggio di denaro. Parte in sordina, ma poi si rivela abbastanza coinvolgente e originale.
Il Trono di Spade 7
Ormai ci sono affezionato, anche se da quando gli sceneggiatori hanno sopravanzato il romanzo, la serie si sta trasformando sempre più nella lotta convenzionale tra bene e male. Chissà Martin se ha ancora voce in capitolo. Vedremo. Stasera mi aspetta l'ultima puntata.
MUSICA
Black Grape - Pop Voodoo
Una delle (poche) sorprese dell'estate. A vent'anni di distanza sono ricomparsi i Black Grape con un album bello carico fin dal titolo. Un reload positivo della scena Madchester che ebbe negli Happy Mondays il gruppo di punta.
LIBRI Massimo Zamboni - Nessuna voce dentro. Un’estate a Berlino Ovest
Ora che di nuove barriere si arma quotidianamente il mondo, il simbolo murario è la manifestazione più concreta ed eterna del fallimento non di un regime, ma dell'esperienza umana tout court.
Il racconto dell'ex-chitarrista dei CCCP che nell'estate del 1981 lascia gli studi di medicina e si trasferisce a Berlino. La Berlino del muro raccontata con verve e sincero amore per una città unica. Uno di quei viaggi che ti cambiano la vita, grazie anche ad un incontro che contribuirà alla nascita di uno dei gruppi più influenti degli anni '80.
Jack London - Il vagabondo delle stelle
Ho (ri)scoperto grazie al post di wrong uno scrittore in passato poco considerato.
Incipit:“Assai spesso, nella mia vita, ho provato la strana impressione che il mio essere si sdoppiasse, che altri esseri vivessero o avessero vissuto in lui, in altri tempi o in altri luoghi.”
TORMENTONI Il caldo e la musica latinoamericana...
Se tra gli effetti del riscaldamento globale c’è anche l’aumento delle canzoni estive latinoamericane, allora è il momento di intervenire seriamente.Alessandro Bartolini
ATAC E VACCINAZIONI Un'altra accoppiata micidiale! Tu puoi sembrare un idiota e parlare come un idiota, ma non devi stupirti: sei realmente un idiota. Groucho Marx
Lost and Found Beth Gibbons & Rustin Man - Out Of Season
Sono appena usciti tre album che aspettavo: XX, Sohn e Baustelle, ma non ho fretta di tuffarmi in nuovi ascolti. Da quel pozzo senza fondo che è diventato la mia memoria esterna è riapparsa questa meraviglia, archiviata tempo fa forse proprio per scaldarmi in queste inclementi giornate di gennaio.
Se Tom The Model non vi procura neanche un minimo sussulto, l'aridità vi sta prosciugando. Winter is coming.
Il titolo dice tutto: il disco uscito dalla voce di Beth Gibbons, cantante dei Portishead, e dalle mani di Paul Webb, ex Talk Talk e compagno di lei nella vita, è fuori stagione. Che non vuol dire fuori moda, perché una moda, qui, non è neppure concepita. Significa, semplicemente, fuori dal tempo. Pubblicato nel 2002, questo album potrebbe appartenere a qualsiasi epoca, persino agli anni Venti o Trenta (basti ascoltare le sonorità retrò di “Tom The Model”). E tale prerogativa, si capisce, è propria soltanto di pochissimi eletti dischi: i migliori.storiadellamusica
È un album emozionante, questo "Out Of Season". Emozionante perché la voce di Beth Gibbons spazia tra amori, desideri, gioia di vivere, fragilità con una capacità che sicuramente non è inferiore a quella che già conoscevamo, ed anzi forse la cantante di Bristol qui raggiunge vette tali da farci chiedere se sia giusto che simili delizie ci debbano essere donate così di rado, o se forse è giusto e inevitabile così.ondarock
Pareva di aver attraversato un portale che conduceva nel futuro della musica. Per la perfezione del suono, sembravano in playback e poi non si vedevano fili. L'amico Hans, fulminato dai Devo, mi spiegò che utilizzavano microfoni wireless. Furono i primi insieme a Rolling Stones e Todd Rundgren. Tre dischi abbaglianti di cui il primo clamoroso, colonna sonora di quell'estate che consacrò la definitiva esplosione della new wave anche in Italia. Poi si sono eclissati. A differenza di altre band di quel periodo non hanno tracciato una strada, ma sono rimasti un fenomeno direi irripetibile.
Chi è già stato in Islanda può chiudere gli occhi e tornare a ripercorrere il proprio viaggio, per tutti gli altri è un esortazione a visitare questa terra meravigliosa e primordiale.
Dall'album Island Songs: un viaggio di 7 settimane attraverso l'Islanda per registrare altrettante composizioni. Al canto Nanna Bryndís Hilmarsdóttir, vocalist dei Of Monsters and Men.