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mercoledì 22 maggio 2019

Un angolo speciale della mia libreria


Nella mia libreria uno scaffale è occupato solo dalle opere del collettivo bolognese Wu Ming. Esattamente vent'anni fa, quando erano ancora Luther Blisset, usciva Q: per me un romanzo storico illuminante, un fottuto capolavoro. A posteriori lo ha certificato anche Libero, un giornale che ha fatto della raffinatezza culturale la sua cifra: «Altai è una boiata, proprio come Q
Da ieri è in libreria con un'edizione speciale illustrata.
Breve post solo per dire grazie per questi anni di storie e di Storia.
Spesso sono criticati per le posizioni estreme, ma è anche grazie a loro se al salone del libro di Torino non si è consumato il definitivo sdoganamento del fascismo. Come disse Pertini: "Essere antifascisti è impedire ai fascisti di manifestare." 

martedì 11 settembre 2018

Blob di fine estate: Il Selvaggio, Wu Ming, J Mascis, Thom York, Serena Williams

Uno Stato non è migliore di chi lo guida – Philip K. Dick (La svastica sul sole)

Sarà la fine dell'estate o l'effetto taser di un governo che mi anestetizza, ma sono strani giorni in cui non riesco a concentrarmi su niente; tantomeno scrivere. Mi estraneo leggendo questo libro durissimo per la carica di violenza e disperazione che trasmette. Al tempo stesso però è anche di una vitalità incredibile: non riesco a staccarmi. Arriaga racconta due storie parallele: una (in parte anche autobiografica) ambientata nella sua Città del Messico, l'altra nello Yukon, la regione nordoccidentale del Canada. Juan Guillermo, il protagonista, è un adolescente che impara ad arrangiarsi crescendo sui tetti della città in un quartiere malfamato con il mito del fratello maggiore Carlos, cane sciolto colto e indipendente che si fa beffe della polizia messicana. 


Thom Yorke ha curato la colonna sonora di Suspiria. Questa ballata solo per piano e voce è un gioiello.




Così come questa canzone di J. Mascis che precede il suo nuovo lavoro che uscirà a novembre a tre anni di distanza da Tied a Star: un album che ho amato e ascoltato all'infinito.




The End of the F***ing World
Una delle serie più belle e sorprendenti della scorsa stagione avrà un seguito.



















Il politically correct portato all'estremo sta diventando un'ossessione in tutti i campi e rischia definitivamente di perdere significato. Agli Us Open una sconfitta netta e clamorosa si è trasformata a livello mediatico in una ridicola questione di genere. Serena Williams, campionessa di antisportività, ha oscurato con il suo psicodramma la vittoria della giovanissima Osaka, con l'aggravante dell'odiosa affermazione (che in Italia ben conosciamo in versione salviniana) urlata all'arbitro: "Io non baro, ho una figlia, non puoi farmi questo." Della serie: lo dico da mamma!



















Per ora l'unica consolazione della fine dell'estate è l'uscita di questo libro il 23 ottobre.


martedì 26 aprile 2016

Il Piccolo Regno

E’ un romanzo breve, o un racconto lungo – a seconda dei punti di vista -, per ragazzi dai 10 ai 100 anni. Si potrebbe definire un racconto gotico-rurale, ambientato durante una lunga estate, in un’epoca pre-digitale. C’è la campagna inglese, una banda di ragazzini, un antico tesoro, un fantasma che sconvolge le notti del protagonista e un segreto da scoprire. 

Un piccolo grande libro che mi ha fatto riassaporare la purezza dell'infanzia, l'amore per l'avventura e per le sfide quando, liberi di scorrazzare, esploravamo il territorio allontanandoci sempre di più. E' stata una fortuna da piccoli aver avuto un piccolo regno (affine a quello qui narrato) fatto di case abbandonate e palazzi in costruzione, campagne da perlustrare, bagni proibiti nel fiume, pomeriggi trascorsi sugli alberi armati di fionde e cerbottane.
La banda dei quattro protagonisti formata da Merlo, Lepre, Tasso e Ranocchio ci fa rivivere questa libertà attraverso la magia della letteratura sullo sfondo della campagna inglese degli anni trenta, in quel periodo della vita irripetibile e a volte traumatico, rappresentato dal passaggio dall'inconsapevolezza primitiva dell'infanzia all'impatto con il mondo dei grandi.
Un po' di commozione sul finale mi ha colto dolcemente di sorpresa.

giovedì 1 ottobre 2015

Il nuovo libro Wu Ming e la beffa mediatica che segna il ritorno di Luther Blisset


Siamo ad un mese circa dall'uscita di L'invisibile ovunque ed è oggi riapparso in grande stile Luther Blisset (ora Wu Ming) il collettivo già autore nel 1999 del magnifico Q, un libro che adoro.
La bufala accreditata a Ryanair per far volare i profughi senza visto, è opera loro attraverso il sito ryanfair.com  Il primo giornale che se n'è accorto è stato La Stampa.

La design fiction è una forma di design critico che usa scenari immaginari e narrativi per immaginare, spiegare e sollevare questioni circa possibili contesti futuri per la grafica e la società. Questo è ciò che la campagna RyanFair è. Naturalmente, è completamente fittizia. Si può inquadrare come burla e falso. Ma è una realtà possibile.
Alcune persone possono volare, gli altri non possono. Questo è il motivo per cui i migranti nuotano, navigano e annegano. Perché gli altri non consentono loro di utilizzare altri mezzi di trasporto. Non sto parlando di RyanAir. Sto parlando di regole, delle persone che hanno fatto le regole e delle persone che rispettano queste regole.
In questo universo 3000 persone sono morte nel Mediterraneo nel 2015. Per qualche ora altre persone hanno potuto immaginare un universo parallelo.
Guardate la risposta emotiva sui social network.
Guardate i media di tutto il mondo.
Guarda le quotazioni RYAAY al Nasdaq.
Basta con la realtà, dobbiamo superarla.
Dobbiamo cambiare le regole o violare.
Luther Blissett

venerdì 24 ottobre 2014

Post numero 1000: momenti di gioia e libertà sulla Terra
























La guerra con le cerbottane
Gli indiani metropolitani
Vagabondare nei paesi abbandonati dell'Appennino
Radio Graal, Radio Alice e le radio libere
Le case occupate di Amsterdam
L'amore e gli strapiombi della Corsica
La nascita di un figlio
La sua risata gioiosa dopo essere stato travolto da un'onda
L'alba e il tramonto nel Mojave e a Joshua Tree
Il tè e il blues dei Tuareg intorno al fuoco nel deserto
Il sole e la luna che si rincorrono a mezzanotte in Islanda
Le balene nell'oceano
I gatti da accarezzare
Karma Police dal vivo
Il bagno nel cratere di un vulcano
Le onde sulla spiaggia di Sagres
Le urla dei lemuri nella foresta pluviale
Paradise Valley, Marocco
Le Illuminazioni di Rimbaud
Remain in Light

La libertà dello spirito non ha prezzo, ma questo mondo vuole imporne uno a ogni cosa.
Q, pag.160 - Luther Blisset (Wu Ming)

Landmannalaugar, Islanda - luglio 2009


domenica 27 aprile 2014

Cura Robespierre: da Q a L'Armata dei Sonnambuli

In contemporanea all'uscita de L'armata dei sonnambuli, una sorpresa da parte della sezione musicale dei Wu Ming: è in distribuzione dal 18 aprile un album intitolato Bioscop che raccoglie in versi e musica le mini biografie o racconti biografici di alcuni personaggi maschili, contemporanei e non, fra cui: Vittorio Arrigoni, Juan Manuel Fangio, Socrates, Peter Norman, Bradley Manning, Hồ Chí Minh. Seguirà una seconda parte al femminile. Al di là dell'aspetto musicale, il disco ha il pregio di riportare alla luce storie poco conosciute come ad esempio quella dell'australiano Peter Norman, medaglia d'argento nei 200 alle olimpiadi di Messico '68, boicottato per tutta la vita dal suo paese per aver solidarizzato con Tommie Smith e John Carlos. Com'è noto i due atleti americani sul podio misero in scena la più eclatante protesta nella storia dei giochi olimpici, con il guanto nero e il pugno chiuso durante l'esecuzione dell'inno.
Tornando al campo letterario, prosegue il viaggio affascinante nella Storia del collettivo bolognese, giunto ormai al giro di boa dei vent'anni. C'è un filo prezioso di ricerca, passione e attualità che lega questi libri attraverso i quali gli autori riescono sempre a parlare al nostro presente attraverso la formula del romanzo storico. Li ho letti tutti e il mio preferito resta sempre Q, il primogenito e il punto di partenza della loro bibliografia. Questa volta ne L'armata dei sonnambuli la macchina del tempo di Wu Ming ci porta alla madre di tutte le storie, nonché della modernità: la Francia della rivoluzione e più precisamente del 1794, periodo immediatamente successivo al Regime del Terrore del Comitato di Salute Pubblica guidato da Robespierre. E' l'ora della cura e della lettura.

L’armata dei sonnambuli sono le folle dei commuters della subway londinese all’ora di punta, sono le folle che si accalcano all’entrata del supermercato il giorno in cui c’è uno sconto, sono i milioni di oppressi che vanno a votare per il loro oppressore, sono l’immenso pubblico della televisione multiforme e uniforme.
Grazie all’azione ipnotica di un cospiratore reazionario si forma l’armata dei sonnambuli: un esercito di schiavi che si identificano con il loro padrone e ne eseguono ciecamente i disegni perché la loro coscienza e la loro sensibilità sono state ipnotizzate, anestetizzate. Da questo punto di vista il romanzo racconta(anche) il divenire automa dell’umanità moderna.
Franco Berardi "Bifo"



mercoledì 2 aprile 2014

Desert Blues: Toumast Tincha (il popolo è stato svenduto)



Nel titolo del post c'è anche l'amara traduzione del titolo del brano dei Tinariwen. Il video è ambientato attraverso il deserto di Joshua Tree. Emmaar, il sesto album del collettivo del Mali, è uscito il 10 febbraio.

«Dovevamo registrare in un deserto. Ci piacerebbe vivere in pace nel nord del Mali, ma è difficile, non c’è amministrazione, banche, cibo, benzina. Noi amiamo i deserti, sono posti dove stiamo bene per vivere e per creare».
Tinariwen - Emmaar... recensione di una vita non di un disco

E sempre a proposito di desert blues e band del Mali, da leggere il post di Wu Ming 5 intitolato Desert Blues. Armi e chitarre dei Tuareg

Joshua Tree 2001 e Sahara 2011: due luoghi magici che ho avuto la fortuna di visitare a dieci anni di distanza l'uno dall'altro.

La pilota sulla duna al tramonto

martedì 26 giugno 2012

Timira - Romanzo meticcio

Questa è una storia vera... comprese le parti che non lo sono. 
Timira - Romanzo meticcio è la storia di Isabella Marincola, italiana nata a Mogadiscio in Somalia nel 1925 dalla relazione illegittima di un maresciallo dell'esercito coloniale italiano con una donna somala, usanza molto diffusa a quei tempi. Ciò che non era comune era riconoscere i figli, dargli il proprio cognome e farli crescere in famiglia nella madrepatria fascista; è quello che accadde ad Isabella e al fratello maggiore Giorgio (che parteciperà come partigiano alla guerra di liberazione). Un romanzo biografico collettivo costruito con il contributo stesso di Isabella/Timira (deceduta a due anni dalla sua pubblicazione) del figlio Antar e di Wu Ming 2. Una struttura a mosaico: complessa, lucida e commovente che illumina alcuni passaggi cruciali di 70 anni di storia italiana attraverso la testimonianza di una profuga in patria, sempre in lotta contro i pregiudizi, divisa tra Italia e Somalia e infine costretta a fuggire da Mogadiscio durante la guerra civile del 1991, ultima cittadina italiana ad essere rimpatriata.
Come sempre i Wu Ming (in questo caso #2) fin dai tempi di Q riescono ad appassionarmi con il loro scavare nelle pieghe della storia e delle storie insabbiate che riescono a portare alla luce perché meritano di essere raccontate. In questo libro, che mi ha catturato per quasi un mese, oltre all'unicità del personaggio, è il metodo narrativo (composto da foto, materiali d'archivio, pagine di diario, lettere, narrazione in prima e terza persona) a fare la differenza. Qui si possono leggere e vedere diverse fonti ed immagini intorno al romanzo.
Isabella, mondina dalla pelle scura in Riso Amaro (wuming)
«Per lungo tempo, mi sono raccontata che mio padre è stato un gentiluomo, che ha fatto un gesto generoso, molto insolito per quei tempi. Darci il suo cognome, il nome dei nonni. Ma ora che ascolto mia madre, ora che lei può parlare, mi rendo conto che devo accettarlo: sono figlia di una violenza, e lo sarei anche se i miei genitori si fossero tanto amati, come in un bel fotoromanzo. L’amore ai tempi delle colonie è impastato di ferocia. Un pugnale affilato minaccia e uccide, anche se lo spalmi di miele»

venerdì 13 novembre 2009

Altai

"Se Dumas diceva che la storia era il chiodo a cui appendeva i suoi romanzi, noi invece cerchiamo buche nel terreno storiografico in cui infilare i nostri." Wu Ming
E chi se l'aspettava! Dopo 10 anni il collettivo bolognese WU Ming (ex Luther Blissett) lunedì 16 novembre esce in libreria con il seguito di Q, romanzo storico ambientato nell'Europa del XVI secolo. Me lo bevvi tutto d'un fiato: una ricostruzione storica minuziosa e una trama avvincente, con il Vaticano e l'Inquisizione alle prese con un ribelle rivoluzionario ispirato ad una figura realmente esistita, un eretico anabattista dimenticato dalla Storia.
Incontrai gli scrittori alla presentazione del libro in cui raccontarono la genesi del libro e il loro metodo di lavoro collettivo. Disertarono fra le polemiche il premio Strega del 1999, dichiarando: "Lo Strega è una buffonata, una delle tante istituzioni inutili di questo Paese. "Il primo posto è sempre assegnato in anticipo, ma se per caso dovessimo entrare nella cinquina, abbiamo consigliato alla Einaudi di comprarci il quarto posto. "Il Premio Strega è più truccato di Sanremo e quest'anno è già appaltato alla Maraini." Cosa che puntualmente avvenne.