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giovedì 23 giugno 2011

Weekend al C.B.G.B.

Un weekend di giugno 1975: guardate un po' chi suonava al CBGB, mitico locale newyorkese che diede il via alla scena punk e in seguito new wave della grande mela (Suicide, Ramones, Television, Talking Heads, Blondie, Patti Smith, per citare solo i più famosi).

Pubblicità del Village Voice


lunedì 7 febbraio 2011

L'arte del poster musicale: Emek

Emek è un'artista e illustratore israeliano che ha rivitalizzato l'arte dei poster per concerti. La sua carriera è decollata negli anni '90 quando ha cominciato a lavorare per gruppi come Radiohead e Pearl Jam. Qui la sua storia e la sua fantastica arte. Sotto e nel tumblr alcuni esempi.

How to disappear completely, 1997
 

mercoledì 20 ottobre 2010

Songs with other strangers

  Stasera a Ravenna
21/10: Breve aggiornamento con foto.
Nella girandola di musicisti interscambiabili (con John Parish che ha quasi sempre suonato la batteria per l'assenza del batterista) è mancata un po' di amalgama, ma la serata è stata piacevole.
Il momento più intenso: Manuel Agnelli con Ballata per la mia piccola iena nella versione inglese. Per me è una delle più belle canzoni italiane degli ultimi cinque anni.
E visto che siamo anche in tema di poster da concerto, segnalo DKNG, studio artistico specializzato in quella che può essere considerata una vera e propria arte. Qui sotto un esempio. Al link tante altre bellissime opere.

martedì 12 ottobre 2010

El Topo

El Topo 
Alejandro Jodorowski, 1971

Quando vidi per la prima volta questo film rimasi scioccato e affascinato allo stesso tempo da questa specie di viaggio iniziatico di un pistolero, el topo appunto, (la talpa in spagnolo) in un deserto popolato da strani personaggi. Un western esoterico che divenne una pellicola di culto, molto suggestiva, anche se di certo sopravvalutata.
Lo stesso effetto lo fece a John Lennon che contribuì con un milione di dollari alla realizzazione del film successivo di JodorowskyLa Montagna Sacra. 
Orrenda la locandina italiana, d'una rara bruttezza.

venerdì 3 settembre 2010

Harold & Maude



Harold & Maud - Hal Husby 1971 (poster dell'edizione francese)

"Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale".

mercoledì 21 gennaio 2009

The Omega man

Nel paese dove sono nato e cresciuto c'erano tre cinema, ormai chiusi da vent'anni. Io abitavo di fianco ad uno di essi: il glorioso Cinema Italia. Da questa vicinanza nacque la mia passione per la settima arte, che ha preceduto di qualche anno quella musicale. Tutte le domeniche pomeriggio doppia proiezione: sempre un western, seguito da un film di altro genere. Dopo gli otto anni cominciai ad andare da solo, il gestore era amico dei miei genitori e mi conoscevano tutti, dal bigliettaio all'omino che vendeva ceci e brustoline. Bastava uscire di casa e girare l'angolo per ritrovarsi nella galleria coperta dove c'era l'ingresso del cinema. Era una specie di porticato che collegava due strade del centro, sempre tappezzato con i manifesti dei film in programmazione: uno dei luoghi prediletti della mia infanzia, insieme alle case abbandonate o in costruzione. Nei pomeriggi di noia, mi ritrovavo spesso a fantasticare davanti alle suggestive immagini dei manifesti che mi parevano enormi. Leggevo tutto: i titoli, i nomi degli attori, le presentazioni e spesso mi immaginavo le trame film che forse avrei visto. I titoli più famosi erano segnalati da un cartoncino rettangolare con la scritta GRANDE SUCCESSO. Ogni tanto qualche buontempone si divertiva a modificare la scritta, strappando dalla parola "successo" le prime tre lettere. OCCHI BIANCHI SUL PIANETA TERRA (The Omega man) lo vidi quando facevo le medie. Ne rimasi così esaltato ma anche impressionato che la sera a letto non riuscii a prendere sonno e continuai a meditare per ore su quella storia, un misto di fantascienza e horror. Nel gruppo dei miei amici diventò un vero e proprio cult: l'uomo che rimane solo sulla Terra e deve sopravvivere. Ci sbizzarrivamo ad inventare situazioni, possibilità, sottotrame, soluzioni ai problemi di sopravvivenza. Con estrema curiosità l'anno scorso sono perciò andato a vedere Io sono leggenda, anch'esso tratto dal romanzo di Mathison del 1954 da cui nel 1963 era stato tratto anche L'ultimo uomo sulla Terra con Vincent Price. Il film con Will Smith non è che mi abbia entusiasmato e per rimanere su un genere che continuo ad amare, molto meglio 28 giorni dopo di Danny Boyle. Per chi come me è un appassionato di fantascienza apocalittica consiglio una pagina di wikipedia con tutta la filmografia del genere.
Tornando al discorso relativo alla chiusura dei cinema, oggi non c'è che da prendere atto che dopo gli ipermercati anche le multisale hanno preso il sopravvento (con i loro pro e contro). Dove abito però c'è ancora un piccolo cinema che con le unghie e con i denti resiste alle spallate di questo monopolio. Ritornerò prossimamente su questo argomento.