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sabato 1 febbraio 2020

1970/2020: Cinquanta album italiani

Con il 2020 fanno 50 anni di musica: praticamente da quando ne avevo dieci e nel diario scolastico riscrivevo arbitrariamente la hit parade radiofonica. Ovviamente gli album dei primi anni '70 li ho scoperti strada facendo e la lista non pretende di essere esaustiva: riflette esclusivamente i miei gusti e la mia sensibilità.

Fabrizio De André - La Buona Novella 1970
Osanna - L'uomo 1971
Claudio Rocchi - Volo magico n.1 1971
Le Orme - Collage 1971
Alan Sorrenti - Aria 1972
PFM - Storia di un minuto 1972
Banco del Mutuo Soccorso 1972
Lucio Battisti - Il mio canto libero 1972
Area - Arbeit Macht Frei 1973
Lucio Battisti - Anima Latina 1974
Perigeo - La valle dei templi 1975
Area - Crac 1975
Francesco De Gregori - Rimmel 1975
Napoli Centrale - Napoli Centrale 1975
Edoardo Bennato - Io che non sono l'imperatore 1975
Enzo Jannacci - Quelli che... 1975
Claudio Lolli - Ho visto anche degli zingari felici 1976
Francesco De Gregori - Bufalo Bill 1976
Francesco Guccini - Via Paolo Fabbri 43 1976
Eugenio Finardi - Sugo 1976
Rino Gaetano - Mio fratello è figlio unico 1976
Lucio Dalla - Com'è profondo il mare 1977
Ivan Graziani - Pigro 1978
Skiantos - MONOtono 1978
Pino Daniele - Nero a metà 1980
Gaznevada - Sick Soundtrack 1980
Franco Battiato - La voce del padrone 1981
Surprize - The Secret Lies In Rhythm 1982
Diaframma - Siberia 1984
Fabrizio De André - Crêuza de mä  1984
Not Moving - Flash on you 1988
Elio e le Storie Tese - Italyan, Rum Casusu Çikti 1992
Frankie Hi-Nrg Mc - Verba Manent 1993
Üstmamò - Üst 1996
Daniele Silvestri - Il Dado 1996
Fabrizio De Andrè - Anime Salve 1996
Consorzio Suonatori Indipendenti - Tabula Rasa Elettrificata 1997
Casino Royale - CRX 1997
Almamegretta - Lingo 1998
Subsonica - Microchip emozionale 1999
Quintorigo - Grigio 2000
Samuele Bersani - Giudizi Universali 2000
Offlaga Disco Pax - Socialismo tascabile 2005
Afterhours - Ballate per piccole iene 2005
Baustelle - La Malavita 2005
Verdena - Requiem 2007
Julie's Haircut ‎– Our Secret Ceremony 2009
A Toys Orchestra - Midnight Talks 2010
Tre Allegri Ragazzi Morti - Nel Giardino dei Fantasmi 2012
Le luci della centrale elettrica - Terra 2017

lunedì 9 dicembre 2019

I dischi più belli degli anni '10

Cosa resterà degli anni dieci? Speriamo non la trap o il reaggeton. In questo caso profetico sarebbe stato il titolo del sesto album dei Tre Allegri Ragazzi Morti uscito nel 2010: Primitivi del futuro.
Certo che pensando agli anni settanta, ottanta, novanta e a quello che è rimasto, al momento c'è da farsi prendere dallo sconforto. Il confronto può sembrare impietoso, ma non esageriamo, magari il tempo è veramente galantuomo, anche se a volte assistendo a certe riabilitazioni si resta parecchio perplessi. Con la rete e la bulimia musicale che ne è conseguita, ne è passata di musica sotto i ponti e in tutti i dispositivi e in chiusura di questo decennio ho raccolto gli album che ho amato di più e che forse resisteranno alle ingiurie del tempo, per lo meno qui sulla teiera.
Intanto, per cominciare, è impossibile dimenticare una performance semplicemente geniale come questa.



2010
Arcade Fire - The Suburbs
Dirt Music - BKO
John Grant - Queen of Denmark

2011
Feist - Metals

2012
The Shins - Port of Morrow

2014
J. Mascis - Tied a Star

2016
Radiohead - A moon shaped pool
David Bowie - Black Star
Michael Kiwanuka - Love & hate

2017
Black Grape - Pop Voodoo  
Balmorhea - Clear Language
Respirare e sciogliersi. Post-rock per la disconnessione

mercoledì 30 maggio 2018

Gli anni '80 in cento canzoni



Ammettiamolo, nonostante internet e i voli low cost, dal 2001 in poi la nostra società fa sempre più schifo. Se avessi una macchina del tempo, cambierei epoca per disconnettermi e disintossicarmi con un anno sabbatico negli scintillanti anni '80. Decade sempre controversa nei giudizi (che ora qui non interessano) che però non è sono solo quella del culto dell’ottimismo, del superfluo e di Dirty Dancing. Quando ci ripenso, le prime tre cose che mi vengono in mente sono la musica fantastica, il ritorno dei concerti in Italia e le interminabili notti nell'underground romagnolo, quando tutte le tendenze si mischiavano felicemente prima dell'omologazione generale che ha segnato l'inizio di un periodo tormentato. Poi, quando meno te lo aspetti, come nei migliori film il copione riserva una svolta fulminea, grazie all'incontro con una persona che ti illumina mentre tanti intorno a te sprofondano. Non era tutto rose e fiori: una mezza generazione falcidiata dall'eroina che aveva invaso la penisola; Chernobyl, l'Aids, ma per fortuna anche Quelli della notte, i fumetti di Paz, e soprattutto il potere salvifico della musica.
Tempo fa, in occasione di una serata, ho preparato su richiesta di un gruppo di amici una lista basata sui miei gusti personali, attingendo senza regole da un decennio che ha avuto mille sfaccettature. Inevitabile la commistione fra brani forse sconosciuti a tanti e (al netto di Duran Duran e Madonna) alcuni pezzi più commerciali, comunque simbolo del decennio. Un'occasione per ripescare perle dimenticate e one-hit wonder. Playlist delle prime 50 su spotify.
  1. The B-52's - Private Idaho 1980
  2. Dead Kennedys - California Über Alles 1980
  3. Talking Heads - Once in a Lifetime 1980
  4. Tuxedomoon - 59 to 1 - 1980
  5. Killing Joke - Requiem 1980
  6. Blondie - Call me 1980
  7. Siouxsie and the Banshees - Israel 1980
  8. Joy Division - Love Will Tear Us Apart 1980
  9. The Clash - The Magnificent Seven 1980 (Live 1981 Tom Synder Show)
  10. David Bowie - Fashion 1980
  11. David Bowie - Ashes to Ashes 1980
  12. Devo - Girl U Want 1980
  13. Material - Reduction 1980
  14. Martha & the Muffins - Echo Beach 1980
  15. The Selecters - To Much Pressure 1980
  16. John Foxx - Metal Beat 1980
  17. A Certain Ratio - Shack up 1980
  18. Blondie - Rapture 1981
  19. Brian Eno - David Byrne - Regiment 1981
  20. The Passions - I'm in Love with a German Film Star 1981
  21. Maximum Joy - Stratch 1981
  22. Siouxsie and the Banshees - Arabian Knights 1981
  23. Bauhaus - Kick In The Eye 1981
  24. Human League - Don't You Want Me 1981
  25. Simple Minds - Love song 1981
  26. Medium Medium - Mice or monsters 1981
  27. Tom Tom Club - Wordy Rappinghood 1981
  28. Soft Cell - Tainted Love 1981
  29. The Clash - This is Radio Clash 1981
  30. Japan - Vision of China 1981
  31. Yazoo - Situation 1982
  32. The Cure - Let's Go To Bed 1982
  33. Simple Minds - Someone, Somewhere In Summertime 1982
  34. The The - Uncertain Smile 1982
  35. The Clash - Rock The Casbah 1982
  36. Grandmaster Flash - The Message 1982
  37. Bush Tetras - You can't be funky 1982
  38. David Bowie - Cat People (Putting Out Fire) 1982 (da Ingloriuos Bastard)
  39. Culture Club - Do You Really Want To Hurt Me 1982
  40. Talking Heads - Burning Down The House 1983
  41. New Order - Blue Monday 1983
  42. Eurythmics -  Sweet Dreams 1983
  43. Frankie Goes To Hollywood - Relax 1983
  44. Public Image Limited - This is not a love song 1983
  45. Depeche Mode - Everything counts 1983
  46. Tears for fears - Change 1983
  47. U2 - Pride (In the Name of Love) 1984
  48. The Style Council - You're the Best Thing 1984
  49. Talk Talk - It's my life 1984
  50. Everything But The Girl - Each & Every One 1984
  51. Prince - Purple Rain 1984
  52. Bronski Beat - Small town boy 1984
  53. Echo & the Bunnyman - The Killing Moon 1984
  54. Alphaville - Made in Japan 1984
  55. David Sylvian - Nostalgia 1984
  56. Smiths - How Soon Is Now 1984
  57. Brian Ferry - Slave to love 1985
  58. The Cult - Rain 1985
  59. The Cure - In Between Days 1985
  60. Sting - If You Love Somebody Set Them Free 1985
  61. Grace Jones - Slave To The Rhythm 1985
  62. Run-Dmc - Walk this way 1985
  63. Eurythmics - There must be an angel 1985
  64. Simply Red - Money's Too Tight To Mention 1985
  65. Peter Gabriel & Kate Bush - Don't give up 1986
  66. Art of Noise - Paranoimia 1986 
  67. Smiths - Bigmouth strikes again 1986
  68. Simply Red - Open Up The Red Box 1986
  69. Peter Gabriel - Sledgehammer 1986
  70. The The - Infected 1986
  71. David Sylvian - Orpheus 1987
  72. Smiths - There Is A Light That Never Goes Out 1987
  73. New Order - True Faith 1987
  74. Prince - Sign ''O'' The Times 1987
  75. Beastie Boys - (You Gotta) Fight for Your Right (to Party) 1987
  76. Terence Trent D'Arby - Sign your name 1987
  77. Neneh Cherry - Buffalo Stance 1988
  78. Morrisey - Every day is like sunday 1988
  79. U2 - Desire 1988
  80. Edie Brickell & New Bohemians - What I Am 1988
  81. Tears For Fears - Sowing the seeds of love 1989
  82. Depeche Mode - Personal Jesus 1989
  83. Public Enemy - Fight the Power 1989
  84. Red Hot Chili Peppers - Higher ground 1989
  85. Nirvana - About a girl 1989
  86. Lenny Kravitz - Let love rule 1989
  87. The Cure - Lullaby 1989
 UN PO' D'ITALIA
  1. Franco Battiato – Up Patriots To Arms 1980
  2. Gaznevada - Japanese Girl 1980
  3. Alice - Per Elisa 1981
  4. Fabrizio De André - Sand Creek 1981
  5. Francesco De Gregori - La leva calcistica del '68 1982
  6. Surprize - Don't Want Be Easier 1982
  7. Vasco Rossi - Portatemi Dio 1983
  8. Raf - Self Control 1984
  9. Diaframma - Amsterdam 1984
  10. Fabrizio De Andrè - Crêuza de mä 1984
  11. CCCP - Io sto bene 1985
  12. Litfiba - Istambul 1985
  13. Franco Battiato - E ti vengo a cercare 1988

mercoledì 31 gennaio 2018

Chiamami col tuo nome, Lady Bird e dei film sull'adolescenza

A partire da I 400 colpi, tutti i film che parlano di adolescenza e delle scelte cruciali che si compiono in quest'età, esercitano su di me un fascino irresistibile. Sarà che quando è stato il mio turno, dai 15 ai 20 anni, ho vissuto una ribellione talmente radicale e spiazzante per i miei genitori e per le persone che mi conoscevano, da segnare un solco indelebile che mi ha accompagnato fino alla giovinezza per poi proseguire all'età adulta. L'ho raccontato a più riprese, soprattutto nei primi anni del blog. Lady Bird, esordio di Greta Gerwig alla regia, rientra in questa tipologia di film, quelli cioè in grado di catturare la complessità di un periodo irripetibile in maniera intelligente e da diverse angolature: il conflitto con i genitori, le aspirazioni, l'importanza delle amicizie, la voglia di libertà, la scoperta del sesso. In tutto questo Saoirse Ronan, nonostante l'età non proprio più adolescenziale, è perfetta nel rappresentare tutte le sfumature: dall'ironica alla più drammatica.








Non mi unisco al coro di soli elogi, pur ritenendo il film di Guadagnino un'opera ben riuscita.

Poetico ed elegante, con una ricostruzione storica impeccabile che restituisce tutto il fascino dei primi anni '80.

L'estate italiana protagonista voluttuosa di un romanzo di formazione che ogni adolescente potrebbe aver vissuto, al di là dell'estrazione sociale e dell'orientamento sessuale.

L'inquietudine amorosa e il fascino del desiderio raccontati con grazia.

Altri aspetti positivi: le interpretazioni e la colonna sonora. Bellissima Mistery of Love di Sufjan Steven

Il monologo del padre (molto esaltato) l'ho trovato inizialmente commovente, ma da un certo punto in avanti talmente nobile ed elevato da risultare inverosimile.

Premetto che non ricerco l'azione nel cinema. Forse è solo un'impressione soggettiva, ma l'evolversi della trama ha un andamento costantemente prevedibile. Ti portano là, esattamente dove immagini ti vogliano portare fin dalla prima inquadratura. Per questo, momenti di noia hanno rischiato di prendere il sopravvento. Per ora nessuno, da quello che ho letto in giro, l'ha sottolineato o forse l'ha voluto ammettere.




Filmografia Coming of age: i migliori 10 visti negli ultimi 10 anni
  • Juno - Jason Reitman (2007)
  • L'amore che resta - Gus Van Sant (2011)
  • This is England - Shane Meadows (2011)
  • Broken - Una vita spezzata - Rufus Norris (2012)
  • Moonrise Kingdom - Wes Anderson (2012)
  • Noi siamo infinito  - Stephen Chbosky (2012)
  • Boyhood - Richard Linklater (2014)
  • Divines - Houda Benyamina (2016)
  • Sing Street - John Carney (2016)
  • Tutto quello che vuoi - Francesco Bruni (2017)

mercoledì 27 dicembre 2017

2017 up & down - cinema


Come si può notare dai salti di gioia, anche quest'anno è andata.
Passato Natale, possiamo tornare ad occuparci di cose più divertenti, tipo il cinema.
Nella sidebar trovate tutti i film visti sulla teiera con relativi voti.
Qui sotto una sintesi; mentre per i post completi il tag è film 2017.

I 5 MIGLIORI

La La Land - Damien Chazelle (uscita 26 gennaio)
Quest'anno non c'è gara. Damien Chazelle è un fuoriclasse: è giovanissimo e chissà cosa ci regalerà in futuro. Per chi ancora non l'avesse visto, approcciatevi senza troppi filtri; non per sospendere il giudizio, ma per goderne a pieno. Lasciatevi emozionare e trasportare come i due protagonisti, quando volano senza gravità nella scena dell'osservatorio. 

Blade Runner 2049 - Denis Villeneuve (uscita 5 ottobre)
Per dirla in breve: l'unico vero problema di Blade Runner 2049 è che quando uscì l'originale di Ridley Scott si era di fronte ad un'opera che non assomigliava a niente di visto in precedenza. Ciò non toglie che il regista canadese sia riuscito ad ottenere il massimo possibile da una sfida ad alto rischio, salvaguardando la propria autorialità e mantenendo al tempo stesso un solido collegamento all'universo visivo e narrativo di uno dei cult che ha fatto la storia del cinema, non solo di fantascienza.

Wind River - Taylor Sheridan (28 novembre Torino Film Festival)
Partendo da un soggetto classico e apparentemente sfruttato come il mito della frontiera selvaggia, si costruiscono ancora ottimi film come questo: basta saper utilizzare al meglio gli ingredienti giusti: sceneggiatura solida, lo sfondo maestoso della natura e una colonna sonora ispirata, garantita dalla coppia Warren Ellis/Nick Cave.

Arrival - Denis Villeneuve (uscita 19 gennaio)
Villeneuve riesce a schivare tutte le trappole insite nel genere invasione aliena e ad inventarsi qualcosa di originale. Due ore che fanno pensare ed emozionare, dove la comunicazione tra specie diverse e la percezione del tempo sono i temi affascinanti proposti.

Dunkirk - Cristopher Nolan (uscita 31 agosto)
La terra, il mare e il cielo protagonisti: alleati e allo stesso tempo carnefici nella lotta per la sopravvivenza. Nolan ha tracciato una nuova linea per i film di guerra.

MIGLIOR FILM ITALIANO

Tutto quello che vuoi - Francesco Bruni (uscita 11 maggio)
Il valore della memoria storica; la forza della parola e il suo potere evocativo: che sia scritta, orale o sotto forma di poesia incisa sui muri di una stanza come si racconta nel terzo film di Francesco Bruni con un commovente Giuliano Montaldo.

DELUSIONI

Madre - Darren Aronofsky (uscita 28 settembre)
Sul fatto che Aronofsky sia un autore con la a maiuscola non ci sono dubbi, come pure sulla certezza che quando si lascia trasportare da farneticazioni filosofiche e da un linguaggio eccessivamente metaforico riesce ad essere fastidioso se non insopportabile (vedi anche L'albero della vita). Per me la sua opera migliore resta Requiem for a Dream.

Song to Song - Terrence Malick (uscita 10 maggio)
Dopo 15 minuti la noia e la tristezza sono calate inesorabili sul mio volto. Un'impresa notevole visto il cast a disposizione e la location di Austin. Esiste un limite oltre il quale le ellissi, i salti spaziali, la destrutturazione del racconto e il diluvio di quesiti esistenziali diventano controproducenti.

DOWN

Famiglia all'improvviso - Istruzioni non incluse (uscita 20 aprile)
Il cinema francese gode di ottima salute, ma anche i cugini producono la loro dose di schifezze. In questo caso si continua a sfruttare l'effetto simpatia di Omar Sy (Quasi amici) fotocopiando un film messicano, peraltro peggiorandolo nettamente.

mercoledì 20 dicembre 2017

2017 up & down - musica

Come ogni dicembre che si rispetti nei blog e nei siti musicali fioccano i classificoni di fine anno; qui sulla teiera volante mi limito ai quattro album che hanno procurato più gioie ai piloti. Per fortuna c'è sempre più vita oltre X-Factor, Fazio, The Giornalisti, lo pseudo indie pop e il 99% delle radio che propinano la stessa sbobba uniforme.

Black Grape - Pop Voodoo
Una delle delle vere sorprese. A vent'anni di distanza sono ricomparsi i Black Grape con un album bello carico fin dal titolo. Sciabolate funky e cori contagiosi da pub in un reload miracoloso della scena di Madchester che ebbe negli Happy Mondays il gruppo di punta.

Arcade Fire - Everything now
Resta sempre l'annoso problema degli album e degli anni che passano anche e soprattutto per band dagli esordi così folgoranti; è difficile però trovare di meglio parlando di main stream come ormai pare siano avviati a diventare.


Balmorhea - Clear Language
Dopo cinque anni di silenzio è un notevole ritorno quello dell'ensemble texano. Post-rock dalle atmosfere oniriche, senza ridondanze e con un equilibrio mirabile tra sonorità acustiche ed elettroniche. Less is more: la mia musica da meditazione e da sottofondo per quest'inverno appena iniziato.





DISCO ITALIANO

Julie's Haircut - Invocation and Ritual Dance of My Demon Twin
Sulle antiche piste tracciate dei Can. Ipnotici, circolari, psichedelici e soprattutto curiosi di spaziare ed esplorare, senza ansie da prestazione o singoli da lanciare. In Italia pochi hanno il coraggio di spingersi così avanti e contaminare in modo originale l'idea di Kraut Rock.

GRANDE ATTESE PER...
David Byrne con un nuovo disco e udite, udite: tre concerti in Italia. Il biglietto è già in cassaforte!

Johnny Marr (ex chitarra degli Smiths) e il suo nuovo progetto molto interessante.
Qui sotto un'anteprima.

giovedì 28 settembre 2017

Philip K. Dick’s Electric Dreams

E' imminente l'uscita di Blade Runner 2049 (operazione delicatissima però nelle ottime mani di Denis Villeneuve). Le prime reazioni della critica americana sono entusiastiche. La bibliografia di Philip Dick è ancora un'autentica miniera d'oro, oltre che attuale. Penso non ci siano altri scrittori cui il cinema di fantascienza debba così tanto.

Sono proprio appena reduce dalla visione del primo episodio di Philip K. Dick’s Electric Dreams, la nuova serie sulla britannica Channel 4 (orfana di Black Mirror passato a Netflix insieme al suo autore); si tratta di dieci puntate stand-alone, tratte da altrettanti racconti degli anni '50 dello scrittore americano, in cui la qualità come sempre elevata si spera possa dare buoni frutti.
Nei prossimi episodi Steve Buscemi, Timothy Spall (Codariccia di Harry Potter), Tuppence Middleton (Sense8), Anna Paquin (True Blood), Bryan Cranston, Liam Cunningham(Game of Thrones), Vera Farmiga (Bates Motel) e Greg Kinnear (Little Miss Sunshine).

Filmografia

Blade Runner - Ridley Scott 1982



Atto di forza -  Paul Verhoeven, 1990



Minority Report (Steven Spielberg, 2002)



Paycheck (John Woo, 2003)



A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare (Richard Linklater 2006)



The man in the high castle- Serie prodotta da Amazon (2015)



Trasposizione del famoso La svastica sul Sole, romanzo ucronico che ipotizza la vittoria di Hitler nella II guerra mondiale e il nuovo ordine che ne deriva. Non mi ha convinto.

venerdì 14 luglio 2017

Autobiografia cinematografica #3 - venticinque film fondamentali degli anni ottanta

















Negli anni ottanta i cinema si frequentavano settimanalmente: solo nel paese in cui sono cresciuto (8.000 abitanti) c'erano tre sale che hanno resistito fino alla decadenza verso la fine del decennio, quando si è iniziato ad andare in videoteca a fare il pieno di VHS.
Stavolta la scelta era molto ampia e limando qua e là ho selezionato i titoli personalmente più significativi per la mia formazione dai 20 ai 30. Magari può essere un'occasione, per i lettori e amici che durante l'estate avranno voglia di passare da queste parti, di recuperare qualche film mai visto e darmi un parere.

  1. Shining - Stanley Kubrick (1980)
  2. The Blues Brothers . John Landis (1980)
  3. The Elephant Man - David Lynch (1980)
  4. 1997 Fuga da New York - John Carpenter (1981)
  5. I misteri del giardino di Compton House - Peter Greenaway (1982)
  6. La Cosa - John Carpenter (1982)
  7. Blade Runner - Ridley Scott (1982)
  8. La zona morta - David Cronemberg (1983)
  9. Zelig - Woody Allen (1983)
  10. C'era una volta in America - Sergio Leone (1984)
  11. Bianca - Nanni Moretti (1984)
  12. Stop Making Sense - Jonathan Demme (1984)
  13. Ritorno al futuro - Robert Zemeckis (1985)
  14. Brazil - Terry Gilliam (1985)
  15. Ran - Akira Kurosawa (1985)
  16. Velluto Blu - David Lynch (1986)
  17. Qualcosa di travolgente - Jonathan Demme (1986)
  18. Il cielo sopra Berlino - Wim Wenders (1987)
  19. Full Metal Jacket - Stanley Kubrick (1987)
  20. Arizona Junior - Joel ed Ethan Coen (1987)
  21. Akira - Katsuhiro Ôtomo (1988)
  22. Le relazioni pericolose - Stephen Frears (1988)
  23. Crimini e Misfatti - Woody Allen (1989)
  24. Harry ti presento Sally - Bob Reiner (1989)
  25. Fa' la cosa giusta - Spike Lee (1989)

giovedì 29 giugno 2017

Autobiografia cinematografica #2: i miei cult movies del passato

Seconda parte con la storia del cinema, ovvero la lista dei 10 film che ho più amato. Visti e spesso rivisti nel corso del tempo; parliamo di capolavori girati prima degli anni settanta, o poco più, che per ovvi motivi anagrafici ho potuto apprezzare successivamente.

Freaks
Preso ad esempio da fotografi (Diane Arbus), cantanti rock (Ramones, David Bowie) e registi (Alejandro Jodorowsky) proprio a sostegno delle lotte dei diritti dei diversi. Anche se in decenni successivi altri autori come David Lynch, Terry Gilliam e Tim Burton si sono ispirati ai Freaks di Tod Browning, solo pochi (Ciprì e Maresco è l’esempio più calzante) ne hanno compreso veramente il potenziale eversivo.  Sentieriselvaggi
I pregiudizi e il perbenismo costarono al regista il bando da Hollywood e danneggiarono per sempre la sua carriera.

Il grande dittatore
Rivisto di recente: risate e occhi lucidi per un capolavoro senza tempo. Qua




Rashômon
Ne ho parlato qua.





Viale del tramonto
Spietata satira sul mondo di Hollywood con Gloria Swanson diva decadente.





Orizzonti di gloria
Una delle più efficaci rappresentazioni sull'assurdità della guerra.





I 400 colpi 
A proposito di autobiografie: i libri e il cinema come salvezza.




La ricotta 

La pellicola con Orson Welles sequestrata per vilipendio alla religione. Post





Hollywood Party 

Peter Sellers in una serie di gag devastanti. Alta scuola di regia e recitazione.





Rosemary's baby
L'horror psicologico per eccellenza.





I Diavoli

Su questo film, visto due anni fa, uno dei miei post più lunghi di sempre




domenica 1 maggio 2016

25 indiscrete domande cinematografiche

Non sono appassionato di premi blogger stile catena di sant'antonio, mentre mi diverto a partecipare a tempo perso ad un meme, in questo caso cinematografico, come quello ideato da Sofàsophia.

1. Il personaggio cinematografico che vorrei essere
Lebowski tutta la vita.

2. Genere che amo e genere che odio
+ Fantascienza intelligente.
- Commedie italiane gggiovani per anziani.

3. Film in lingua originale o doppiati?
E' uguale.

4. L'ultimo film che ho comprato
Comprare? Scherzo, Eisenstein in Messico.

5. Sono mai andato al cinema da solo?
E' capitato anche se non spessissimo.

6. Cosa ne penso dei Blu-Ray?
Non li utilizzo.

7. Che rapporto ho con il 3D?
Lo evito, sono prevenuto.

8. Cosa rende un film uno dei miei preferiti?

Qualcosa di intelligente, emozionante e originale.

9. Preferisco vedere i film da solo o in compagnia?
Dipende dalla compagnia, ci sono persone, anche amiche, che al cinema diventano insopportabili. Quindi in coppia.

10. Ultimo film che ho visto?



11. Un film che mi ha fatto riflettere?
Lui (Hitler) è tornato. Dimostra che oggi avrebbe ancora seguito e questo è parecchio inquietante.

12. Un film che mi ha fatto ridere?
Smetto quando voglio.

13. Un film che mi ha fatto piangere?
Big Fish di Tim Burton

14. Un film orribile?Cattivi vicini. Banale al limite dell'insostenibile.

15. Un film che non ho visto perché mi sono addormentato?
Top Secret! di Zucker-Abrahams-Zucker. La morosa si incazzò di brutto e uscì dalla sala (l'avevo portata io). Quando mi svegliai fu traumatico: mai più addormentato al cinema.

16. Un film che non ho visto perché stavo facendo le cosacce?
Forse un porno.

17. Il film più lungo che ho visto?
La meglio gioventù (366 min)

18. Il film che mi ha deluso?
Gigolo per caso di John Turturro con Woody Allen: pensavo fosse divertente, invece è fiacco.

19. Un film che so a memoria?
Il Grande Lebowski.

20. Un film che ho visto al cinema perché mi ci hanno trascinato?
Di solito sono io che trascino gli altri e poi mi pento.

21. Il film più bello tratto da un libro?
I tre mi vengono in mente al volo: Shining, Blade Runner e Non lasciarmi.

22. Il film più datato che ho visto?
Quarto potere.

23. Miglior colonna sonora?
Magnolia - Il Giovane Favoloso - Across the Universe

24. Migliore saga cinematografica?
Non amo particolarmente le saghe.

25. Miglior Remake?
La Cosa di John Carpenter

domenica 7 febbraio 2016

L'ottavo film di Tarantino per me è il settimo


Dopo aver letto ormai un centinaio tra post e articoli che vanno dalla stroncatura (del tipo Tarantino non ha più niente da dire e cita se stesso) alla glorificazione, butto giù qualche idea senza il minimo accenno alla trama di cui non andrebbe svelato nulla.

- Con Quentin siamo abituati ad un livello così eccelso che ci si aspetta sempre di più e si tende ad essere severi alla minima flessione.

- In questo caso, per quanto riguarda la mia personale classifica, The Hateful Eight va a collocarsi al penultimo posto tra le sue opere. Il che non significa assolutamente bocciatura, ma 3 tazze e ½ cioé da vedere come dice la legenda della teiera.

- Lasciatemi spendere altre due righe per un personaggio che entrerà nella storia del cinema di Tarantino (e non solo) alla stregua di Mr. Wolf. Sto parlando di Jennifer Jason Leigh e della sua beffarda fuorilegge Daisy Domergue. Per me è già un cult.

- I dialoghi sono magistrali come al solito, veri e propri meccanismi ad orologeria.

Infine ecco la lista dei magnifici otto. L'ultimo potrebbe essere il primo per centinaia di registi.

1. Pulp Fiction                 @@@@@
2. Django Unchianed       @@@@@
3. Jackie Brown              @@@@½
4. Bastardi senza gloria   @@@@½
5. Le Iene                      @@@@
6. Kill Bill                       @@@@
7. The Hateful Eight        @@@½
8. Grindhouse                @@@

martedì 29 dicembre 2015

Cinema: il meglio, il peggio e le scene cult del 2015



Come tutti gli anni vi tocca il classificone. Per i primi tre c'è anche il link con relativo post.

IL PODIO


VIZIO DI FORMA (P. Thomas Anderson)


BIRDMAN (Alejandro González Iñárritu)


NON ESSERE CATTIVO (Claudio Calegari)



FLOP

Humandorid
Tutto quello che non piace della fantascienza. Peccato, perché su Neil Blomkamp contavo parecchio dopo l'ottimo esordio di District 9.

Samba
Non che mi aspettassi un capolavoro, ma dopo il divertente Quasi amici, una prova totalmente incolore per Olivier Nakache ed Éric Toledano, coppia di registi parigini. Retorica e didascalismo à go go su temi come immigrazione e integrazione. Tutto quello che non mi piace in un film (in questo caso francese).


L'ECCELLENZA

Mustang (Francia)
Beasts of no nation (Usa)
Suburra (Italia)
American Sniper (Usa)
Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza (Svezia)
Il segreto del suo volto (Germania)
Il racconto dei racconti (Italia)
Musarañas (Spagna)
Timbuktu (Francia - Mauritania)
Hungry Hearts (Italia)
Blue Ruin (Usa)
Babadook - (Australia)
Youth - La Giovinezza (Coproduzione)
Jodorowsky's Dune (Usa)

DA VEDERE


The imitation game (UK - Usa)
The Drop - Chi è senza colpa (Usa)
Gemma Bovery (Francia)
Selma - La strada per la libertà (Usa)
La Isla Minima (Spagna)
Calvario (Uk)
Wild (Usa)
Corri ragazzo corri (Germania - Francia - Polonia)
Mia madre (Italia)
Noi e la Giulia (Italia)
Giovani si diventa (Usa)
Louisiana - The Other Side (Italia - Francia)
Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet (Francia)
Who am I (Germania)
Big Bad Wolves (Israele)
E' arrivata mia figlia (Brasile)
Sicario (Usa)
Ritorno alla vita (Coproduzione)
La felicità è un sistema complesso (Italia)
Quel fantastico peggior anno della mia vita (Usa)
'71 (Uk)
Vulcano - Ixcanul (Francia - Guatemala)
Ex-Machina (UK - Usa)
Diamante nero (Francia)
Dio esiste e vive a Bruxelles (Belgio - Francia)
Irrational man (Usa)
Star Wars - Il Risveglio della Forza (Usa)
Il ponte delle spie (Usa)

SCENE CULT (Link)

Vizio di forma: l'urlo di Joaquin Phoenix




La felicità è un sistema complesso: Il tuffo in piscina

sabato 27 dicembre 2014

Cinema: il meglio e il peggio del 2014



Se è vero come ha detto il grande Alfred che “un film è la vita a cui sono stati tagliate le parti noiose” bisogna ammettere che in questo 2014 non ci siamo annoiati.
Un settantina di film di cui quasi la metà (quelli a priori ritenuti meritevoli) visti al cinema, mentre il resto sulla teiera. Complice il trasloco, qualcosa di buono è umanamente sfuggito e vedremo di rimediare.
Quando si assegnano voti è sempre complicato utilizzare un metro di giudizio coerente: come valutare un tema. La soggettività resta comunque una componente non trascurabile, però quando penso al massimo lo associo automaticamente a grandi e indiscussi capolavori, per esempio Arancia Meccanica, Pulp Fiction, Apocalypse Now, Rashômon, I quattrocento colpi, giusto per fare i primi titoli che mi vengono in mente. Quindi capite bene che prima di regalare un dieci o anche un nove...
Ovviamente si tratta di un gioco e anche di un passatempo che già prima della rete mi divertivo a fare su carta.

IL PODIO

IL SALE DELLA TERRA di W. Wenders e J. R. Salgado - 9 potente

BOYHOOD di Richard Linklater -  8½ universale

IL GIOVANE FAVOLOSO di Mario Martone - 8½ abbagliante 

L'ECCELLENZA

Grand Budapest Hotel di Wes Anderson - 8 inconfondibile
Mud di Jeff Nichols - 8 twainiano
Interstellar di Cristopher Nolan - 8 denso
Belluscone - Una storia siciliana di Franco Maresco - 8 antropologico
American Hustle di David O. Russel - 8 consistente
The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese - 8 debordante
Smetto quando voglio di Sydney Sibilia -  7½ spassoso
Mommy di Xavier Dolan - 7½   intenso
Due giorni, una notte di F.lli Dardenne -  7½ attuale
Il capitale umano di Paolo Virzì - 7½ emblematico
Io sto con la sposa  7½ vitale
Pride di Matthew Warchus - 7½  brillante
Lo sciacallo - The Nightcrawler di Dan Gilroy - 7½ cinico 

DA VEDERE

Tutto può cambiare 7 positivo
The Congress 7 visionario
Gone Girl 7 inquietante
Il treno va a Mosca 7 prezioso
Nebraska 7 agrodolce
La sedia della felicità 7 leggero
Snowpiercer 7 steampunk
12 anni schiavo 7 crudo
Dallas Buyers Club 7 solido
Frances Ha 7  alleniano

SI PUO' VEDERE

Predestination 6½ intricato
I Origins 6½ bipolare
St. Vincent 6½ simpatico
Le meraviglie 6½ bucolico
A proposito di Davis 6½ malinconico
Frank 6½ border line
I guardiani della galassia 6½ godibile
Storia di una ladra di libri 6½
Quel che sapeva Maisie 6½ toccante
We are the best 6½ delicato
Storie pazzesche 6½
Nottetempo 6 frammentato
La ragazza del dipinto 6 politically correct
Chef - La ricetta perfetta 6
La spia - A most wanted man 6 cerebrale
Ida 6 austero
Piccole crepe grossi guai 6 deprimente
Solo gli amanti sopravvivono 6 pallido
Amore, cucina e curry 6 patinato
The railway man 6 convenzionale
Under the skin 6 distante
The Stag 6 irish
Escape from tomorrow 6 delirante
I segreti di Osage County 6 verboso
Disconnect 6 prevedibile
The Butler 6 filo-oscar
Divergent 6 adolescenziale
Non dico altro 6 garbato
Magic in the Moonlight 6 ordinario

ANCHE NO/DA EVITARE

C'era una volta a New York 5½ scarico
Pazza idea 5½ gonfiato
Jimi: All Is by My Side 5½ farraginoso
The Rover 5½ inconcludente
Le week-end 5½ mono-tono
CBGB 5½ parodistico
Baby Sitting 5½ fracassone
Anarchia La notte del giudizio 5½ scontato
Instructions not included 5 forzato
Party girl 5 sciatto
I due volti di gennaio 5 ammuffito
These final hours 5 mediocre
Gigolo per caso 5 fiacco
Anita B. 5 scialbo
The Counselor-Il procuratore 5 falso
Monument Men 5 approssimativo
Un milione di modi di morire nel west 4½ trito
Cattivi vicini 4 penoso

lunedì 3 novembre 2014

Dieci cose che ho rinunciato ad apprezzare nella vita

















- Le aperture facilitate nelle confezioni
- Il CinemaCity nei weekend
- La depilazione maschile
- Che cosa è indie e che cosa no
- I Queen
- Halloween
- L'ironia di Fabio Fazio
- I discorsi di Grillo (almeno una volta facevano ridere)
- Il ciclismo dopo Marco Pantani
- Un account facebook

lunedì 8 luglio 2013

Canzoni antipatiche

Trattasi di quelle canzoni che ti urtano fin dal primo ascolto, un po' come le persone che ispirano antipatia a prima vista. La differenza è che con gli esseri umani è capitato a volte di ricredermi: con le canzoni no. E non è una questione riguardante il testo o l'artista; no, no: è proprio la canzone che sprizza antipatia ad ogni nota. Dal breve elenco sottostante ho escluso a priori gente tipo Antonacci e giù di lì perché non sono neanche da prendere in considerazione.

Mina - La Banda
Fin da bambino, quando la sentivo alla hit parade (dove restò in classifica per ben tre mesi) mi dava, e mi dà tuttora avendola riascoltata, un senso di tristezza misto a noia. Una lagna brasiliana di Chico Buarque de Hollanda.

The Beatles - Ob-La-Di, Ob-La-Da
Sarà anche considerato il primo esempio di reggae bianco, ma a me questa canzone ha sempre fatto letteralmente cagare. A quanto pare la pensava così anche Lennon se è vero, come ha raccontato il tecnico del suono dei Beatles, che venne definita "Paul's granny shit" (la canzone da nonnina di merda di Paul).

Bruce Springsteen -Born in the USA
Capisco che il testo abbia una sua importanza, ma la musica roboante e la cadenza pomposa sono insopportabili.

David Bowie - Absolute Beginners
Una delle canzoni più brutte scritte dal duca (lo perdoniamo perché quelle belle sono tantissime) per un film insulso.

Francesco De Gregori - La valigia dell'attore 
Ho sempre amato De Gregori ma in questo caso la retorica ha preso il sopravvento.

Queen - We Are the Champions
Premesso che i Queen non li ho mai digeriti, qui siamo all'apoteosi.

John Paul Young - Love is in the air
Un ever green insopportabile proposto periodicamente da ogni radio della penisola. Poi una decina di anni fa ci si è messa la pubblicità di una famosa azienda di scarpe che adesso sta anche fallendo. Quindi porta anche sfiga.

Phil Collins - Sussudio
Più che antipatica, proprio orrenda! Uscì nel 1985: gli anni ottanta da sbianchettare.

lunedì 27 maggio 2013

Liste e cambiamenti

Una nuova teiera volante (la vedete qui a destra) che preannuncia un cambiamento ben più reale che coinvolgerà i piloti nei prossimi mesi. Il blog, ormai al traguardo del quinto anno, continua; non so quanto spesso sarà aggiornato fra ristrutturazioni, traslochi, un viaggio e tanti cambiamenti voluti e non. Chissà dove riuscirà a collocarsi nella nuova lista delle priorità.
A volte viene il momento in cui bisogna avere il coraggio di girare la leva verso l'alto e cambiare l'ordine delle cose. 

A proposito di svolte, proprio questa mattina mentre tornavo casa in bici per uno degli impegni di cui sopra, ascoltavo a tutto volume una delle canzoni preferite degli Arcade Fire e pensavo a quanti nuovi gruppi sono entrati a far parte della mia vita musicale dal nuovo millennio in poi: forse di più rispetto a tutto il resto della mia esistenza; sostanzialmente grazie alla rete. E siccome questo blog da qualche tempo è orfano di liste, ho stilato quella dei dieci gruppi più amati nati dal 2000 (circa) senza ovviamente abbandonare i numi tutelari che i frequentatori più assidui della teiera ben conoscono.
Fra parentesi l'album preferito:
  • The National - Formati in Ohio nel 1999 (Sad Songs For Dirty Lovers)
  • Arcade Fire - Montreal, Canada 2001 (The Suburbs)
  • The Decemberists - Portland, Oregon 2000 (The Hazards of Love)
  • Califone - Chicago 1998 (All my friends are funeral singers)
  • Silversun Pickups - Los Angeles 2002 (Carnavas)
  • Black Keys - Akron, Ohio 2001 (Brothers)
  • Beirut - Santa Fe, New Mexico 2006 (The Rip Tide)
  • Feist - Canada 1999 (Metals)
  • Other Lives - Stillwater, Oklahoma 2004 (Tamer Animals)
  • A Toys Orchestra - Agropoli, Campania 2000 (Midnight Talks)

martedì 30 aprile 2013

Cinema 2013: visioni e pagelle di aprile





Qualcosa nell'aria di Olivier Assayas (Francia) - 8 limpido
Gli anni dell'utopia e del dogmatismo raccontati con commovente lucidità attraverso i percorsi di crescita di un gruppo di ragazzi parigini all'ultimo anno di liceo.


Nella casa di François Ozon (Francia) - 7½ multilivel

Un giorno devi andare di Giorgio Diritti (Italia) - 7½ profondo
Raramente si sono letti giudizi così contrastanti come per il terzo film del regista bolognese. Io sono fra quelli che l'ha amato per la sincerità, la splendida fotografia dei paesaggi brasiliani e perché il tema della fuga alla ricerca di se stessi è affrontato in maniera profonda. Un grande regista italiano poco conosciuto al grande pubblico.

Bellas mariposas di Salvatore Mereu (Italia) - 7 tribal urbano (qua)


Promised Land di Gus Van Sant (Usa) - 6 Gus main stream
Sulla teiera preferiamo decisamente il Van Sant di Restless ed Elephant.

Il ministro - L'esercizio del potere di Pierre Schoeller (Francia - Belgio) - 5½ forzato





L'ipnotista di Lasse Hallström (Svezia) - 4½  scialbo



martedì 2 aprile 2013

Cinema 2013: le pagelle del primo trimestre


Django Unchained di Quentin Tarantino: 9 travolgente



Re della terra selvaggia di Benh Zeitlin:  8 primordiale
Zero dark thirty di Kathryn Bigelow: 8 tosto



The Master di P. Thomas Anderson: 7½ complesso
Il lato positivo di David O. Russel: 7½ brillante
Noi siamo infinito di Stephen Chbosky: 7 formativo
Looper di Ryan Johnson: 7 ispirato
Viva la libertà di Roberto Andò: 6½ attuale
Anna Karenina di Joe Wright 6½ audace
Cloud Atlas di Tom Tykwer, Andy e Lana Wachowski: 6½ ridondante




Educazione siberiana di Gabriele Salvatores: 6 addomesticato
La frode - di Nicholas Jarecki 6 onesto
Gambit di Michael Hoffman: 6 simpatico
In darkness di Agnieszka Holland: 6 meccanico
Les Misérables di Tom Hooper: 6 estenuante
La scelta di Barbara di Christian Petzold: 6 algido
La cuoca del presidente di Christian Vincent 5½ insipido
Upside down di Juan Diego Solanas: 5½ annacquato



The Impossible di J. Antonio Bayona 5 inutile
Our day will come di Romain Gravas: 5 presuntuoso
Cercasi amore per la fine del mondo di Lorene Scafaria:  5 bla bla bla
La madre di Andres Muschietti: 5 solita fuffa in salsa ghost