lunedì 13 luglio 2015

Il cinema e il bisogno di spaesamento

... il cinema serviva a quello, a soddisfare un bisogno di spaesamento, di proiezione della mia attenzione in uno spazio diverso, un bisogno che credo corrisponda a una funzione primaria dell’inserimento nel mondo, una tappa indispensabile d’ogni formazione. Certo per crearsi uno spazio diverso ci sono anche altri modi, più sostanziosi e personali: il cinema era il modo più facile e a portata di mano, ma anche quello che istantaneamente mi portava più lontano. Ogni giorno, facendo il giro della via principale della mia piccola città, non avevo occhi che per i cinema, tre di prima visione che cambiavano programma ogni lunedì e ogni giovedì, e un paio di stambugi che davano film più vecchi o scadenti, con rotazione di tre alla settimana. Già sapevo in precedenza quale film davano in ogni sala, ma il mio occhio cercava i cartelloni piazzati da una parte, dove s’annunciava i film del prossimo programma, perché là era la sorpresa, la promessa, l’aspettativa che m’avrebbe accompagnato nei giorni seguenti.  Italo Calvino - Autobiografia di uno spettatore, 1974

Ecco, io la vedo ancora così. Il percorso di formazione di cui parla Calvino è permanente.
Appena tornato dalle vacanze, una delle prime esigenze è proprio quella di immergermi in un film. E quale migliore occasione di Sapore di Cinema, rassegna estiva che proprio dalle mie parti propone grandi classici restaurati dalla cineteca di Bologna. Si inizia con il Macbeth di Roman Polanski del 1971.

E a proposito di spaesamento, esattamente trent'anni fa nel 1985 proprio alla fine dell'estate, usciva questo capolavoro di Terry Gilliam (titoli di testa).
Tornando invece al presente, Un piccione seduto sul ramo riflette sull'esistenza ha soddisfatto totalmente le caratteristiche di cui sopra.

7 commenti:

  1. io adoro i film e soprattutto andare al cinema, è un po' che non ci vado... ah mi piacciono anche i trailier :-)

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    1. L'estate è una buona occasione per recuperare all'aperto i film persi d'inverno.

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  2. Sagge parole quelle di Calvino! E auguri a quel delirante cult di Brazil!

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    1. Stavo leggendo un saggio sul cinema e mi ci sono ritrovato in pieno

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  3. Concordo sopratutto con l'ultimo paragrafo.

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  4. davvero un gran bel film Brazil e mi sa che è tanto che non lo rivedo.

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  5. Condivido in toto, e per quanto riguarda la cineteca di Bologna, ho visto di recente Salvatore Giuliano e Le mani sulla città di Rosi, e la prossima settimana ci sarà Macbeth, che spero di riuscire a vedere... Brazil? Gran momento di cinema.

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