giovedì 19 novembre 2009

Liste di proscrizione musicale

Una delle chicche che ogni tanto mi capita di leggere su Alias. Un documento del 1985 (tratto dal libro The last Soviet generation) ad uso interno del partito comunista sovietico che metteva al bando, con tanto di motivazioni, una serie di gruppi musicali e artisti. Si proponeva di intensificare i controlli soprattutto nelle sale da ballo affinché non si diffondesse la musica dei seguenti:
1. Sex Pistols: punk, violence
2. B-52s: punk, violence
3. Madness: punk, violence

4. Clash: punk, violence

5. Stranglers: punk, violence

6. Kiss: neofascism, punk, violence
7. Crocus: violence, cult of strong personality
8. Styx: violence, vandalism

9. Iron Maiden: violence, religious obscuritanism

10. Judas Priest: anticommunism, racism

11. AC/DC: neofascism, violence

12. Sparks: neofascism, racism

13. Black Sabbath: violence, religious obscuritanism

14. Alice Cooper: violence, vandalism

15. Nazareth: violence, religious mysticism

16: Scorpions: violence
17. Gengis Khan: anticommunism, nationalism

18. UFO: violence

19. Pink Floyd (1983): distorstion of Soviet foreign policy*

20. Talking Heads: myth of the Soviet military threat
21. Perron: eroticism
22. Bohannon: eroticism

23. Originals: sex

24. Donna Summer: eroticism

25. Tina Turner: sex

26. Junior English: sex
27. Canned Heat: homosexuality

28. Munich Machine: eroticism
29. Ramones: punk

30. Van Halen: anti-soviet propaganda
31. Julio Iglesias: neofascism

32. Yazoo: punk, violence

33. Depeche Mode: punk, violence

34. Village People: violence

35. Ten CC: neofascism

36. Stooges: violence

37. Boys: punk, violence

38. Blondie: punk, violence


*Fino all'uscita di The final cut era consentito l'ascolto pubblico dei Pink Floyd. Anzi, il magazine musicale sovietico Krugozor anni prima aveva infatti descritto la loro musica come "perfettamente antiborghese". Poi con l'uscita dell'album nel 1983 il vento cambiò a causa del brano Get Your Filthy Hands off My Desert, che fa esplicito riferimento all'invasione dell'Afghanistan del 1980. L'intero capitolo su Google Book (per i curiosi, a pag. 214 il documento originale in cirillico).

Il libro da cui è tratto il documento.

mercoledì 18 novembre 2009

Falling down

Un'idea che si è fatta largo inesorabilmente nella mia mente negli ultimi anni, suffragata da svariati esempi e quotidiane esperienze dirette. Ho la sensazione che per la prima volta nel corso della nostra storia le ultime generazioni siano destinate ad essere più ignoranti (nel senso letterale del termine) e con prospettive di conoscenza e libertà più limitate rispetto a quelle che le hanno precedute. Qualcosa che non ha niente a che fare con la crescita e il benessere economici. Non è una certezza, ma un'ombra confusa i cui contorni mi appaiono sempre più definiti.

Muse - Falling down (da Showbiz 1999)

lunedì 16 novembre 2009

Il Cannibale, Frigidaire e il naufragio degli anni ottanta

Il Cannibale ovvero il talento, la creatività e l'arte della provocazione a fumetti. Il numero zero di cui vedete la copertina a fianco (disegno di Liberatore) è custodito sotto allarme nella mia libreria insieme agli altri numeri.
Liberatore, Mattioli, Pazienza, Scozzari e Tamburini diedero vita ad un progetto di rottura, in contemporanea al movimento di contestazione più creativo del dopo guerra in Italia, quello del '77 che vide il suo epicentro a Roma e Bologna. Il fumetto ebbe vita breve: pochi numeri che divennero ben presto un cult. Ma nel 1980 il gruppo si allargò per fondare Frigidaire; allora fu la volta del cinico Zanardi, di Rank Xerox, di servizi corrosivi e di una serie infinita di provocazioni nei confronti del potere costituito (a volte anche di cattivo gusto). Raffrontando tutto questo con le polemichette attuali sul fumetto la Ministronza è facile capire come oggi in Italia l'omologazione e la voglia di censura siano arrivati ad un livello preoccupante.
Iniziava un decennio inaugurato musicalmente col botto da quel capolavoro che è Remain in Light e che a me pareva nascere sotto buoni auspici. Furono invece gli anni dell'Aids, della diffusione delle droghe pesanti; anni sì meravigliosi per la nostra giovane età, ma anche tragici e che portarono alla morte di Paz e Tamburini e di schiere di ragazzi che avevano scambiato l'eroina per un passatempo. Forse a qualcuno faceva e fa comodo così: meno centri sociali e impegno politico = più facilità di controllo.
Disoccupate le strade dai sogni, aveva cantato Claudio Lolli
qualche anno prima profetizzando l'arrivo di una decade che ha contribuito al declino delle controculture così come le avevamo conosciute fino ad allora: assorbite, metabolizzate e normalizzate nel calderone fintamente spensierato e consumistico degli anni '80, al grido di Gimme Five! Le mie poche certezze non erano più politiche, ma avevano altri nomi: David Sylvian, Tom Waits, The The, Cure, Style Council, Smiths... e un nome di donna.

venerdì 13 novembre 2009

Altai

"Se Dumas diceva che la storia era il chiodo a cui appendeva i suoi romanzi, noi invece cerchiamo buche nel terreno storiografico in cui infilare i nostri." Wu Ming
E chi se l'aspettava! Dopo 10 anni il collettivo bolognese WU Ming (ex Luther Blissett) lunedì 16 novembre esce in libreria con il seguito di Q, romanzo storico ambientato nell'Europa del XVI secolo. Me lo bevvi tutto d'un fiato: una ricostruzione storica minuziosa e una trama avvincente, con il Vaticano e l'Inquisizione alle prese con un ribelle rivoluzionario ispirato ad una figura realmente esistita, un eretico anabattista dimenticato dalla Storia.
Incontrai gli scrittori alla presentazione del libro in cui raccontarono la genesi del libro e il loro metodo di lavoro collettivo. Disertarono fra le polemiche il premio Strega del 1999, dichiarando: "Lo Strega è una buffonata, una delle tante istituzioni inutili di questo Paese. "Il primo posto è sempre assegnato in anticipo, ma se per caso dovessimo entrare nella cinquina, abbiamo consigliato alla Einaudi di comprarci il quarto posto. "Il Premio Strega è più truccato di Sanremo e quest'anno è già appaltato alla Maraini." Cosa che puntualmente avvenne.

mercoledì 11 novembre 2009

A me Materazzi mi fa un baffo

Calcio femminile americano: lo show di Elizabeth Lambert, difensore ventenne di University of New Mexico. Notare che è stata ammonita solamente al 76' e manco espulsa.
Femminile, maschile, giovanile, non ha importanza: per questo e tanti altri motivi, è ormai da vent'anni (dai tempi del Milan di Sacchi) che al calcio preferisco il basket e l'atletica.

martedì 10 novembre 2009

L'uomo che ballava i Tuxedomoon

Avevo un amico che in pieno marasma post-punk e new wave continuava a frequentare imperterrito tutte le più squallide disco-dance di periferia. Al tempo stesso usciva con noi e veniva ai nostri concerti, anche se ogni tanto doveva subire il nostro sputtanamento. Stava quasi sempre allo scherzo, però attenzione: quando beveva, si scatenava la sua anima country-punk e bisognava stare in occhio, perchè si incattiviva e rischiava di fare danni.
Una sera eravamo ad una specie di festa, di quelle che si organizzavano nelle case di campagna. Era il periodo di infatuazione per i Tuxedomoon, che stavano andando a tutto volume: all'improvviso si spalanca la porta ed entra il mitico Sat. Resta un attimo interdetto (forse si aspettava una festa più movimentata) poi parte con un'improbabibile danza disco-pelvica stile Saturday Night Fever. Da pisciarsi addosso dal ridere, impossibile trattenersi; il tormentone dei mesi successivi. Non ricordo il brano, di certo l'album era Desire del 1981 (disco splendido). Uno dei miei vinili di cui, ahimé, si sono perse le tracce.

lunedì 9 novembre 2009

Nati con il muro

La costruzione del muro di Berlino cominciò il 13 agosto del 1961. Noi nati nei primi anni sessanta ci siamo cresciuti con questo simbolo. Per me vederlo abbattere in diretta quel giorno di vent'anni fa, fu un'emozione incredibile: un misto di speranza e incredulità. Il brivido di vivere in diretta un evento che sarebbe rimasto stampato in tutti i libri di storia. Poi la Storia purtroppo non ha avuto quello scatto che avevamo sognato. La galleria di Life su Google. Filmografia


18 agosto 1961: la costruzione


21-2-1962: Un ragazza con il fidanzato cerca di parlare con la madre al di là del muro.

18-4-1963: La polizia di Berlino Est sorveglia a sinistra del muro. Durante la notte, Wolfgang Engels, un meccanico militare di 19 anni, aveva tentato di abbatterlo con un tank per fuggire a Berlino Ovest. Si ferì e fu operato. In occasione dell'anniversario è stato rintracciato e intervistato dalla BBC.

venerdì 6 novembre 2009

L.P. Cover Art: In the Court of Crimson King - 1969


Il mese scorso e precisamente il 10 ottobre è stato l'anniversario dei 40 anni dall'uscita. L'idea sovversiva di gruppi come i King Crimson e tutti gli altri della scena progressive di quegli anni, fu di andare oltre i classici tre-quattro minuti della canzone rock per spingersi in territori più vicini alla musica sinfonica che alla musica di consumo. Risultato: una serie di capolavori per una stagione musicale irripetibile.
Barry Godber, un amico di Fripp, realizzò il volto grottesco e angosciato della copertina ispirandosi chiaramente all'urlo di Munch. Rappresenta il 21st Century Schizoid Man: l'uomo schizoide del 21° secolo di cui si parla nella favolosa e ipnotica traccia iniziale del disco. Un vero pugno nello stomaco, una scossa elettrica sulla ormai declinante Swinging London; musicalmente di una complessità enorme ed ancora oggi all'avanguardia. La voce filtrata di Greg Lake recita versi atroci che nel finale diventano inquietanti, soprattutto se proiettati nel nostro secolo, un futuro che in quegli anni pareva lontanissimo ed era vissuto nell'immaginario come fantascientifico.
Death seed blind man's greed / Seme di morte nascondiglio di uomini avidi
Poets' starving children bleed / Poeti affamati bambini sanguinanti

Nothing he's got he really needs / Nulla ottenuto di reale bisogno.

Twenty first century schizoid man / Uomo schizoide del XXI° secolo.

Aprendo la copertina ci accoglie invece un personaggio sorridente con le due dita alzate in segno di pace; rappresenta il Re Cremisi che ha ispirato il nome del gruppo. In un'intervista Fripp, proprietario del disegno originale, ha detto che in realtà, coprendo la bocca sorridente, gli occhi rivelano un'infinita tristezza (in effetti è vero). Barry Godber (1946-1970) morì di infarto giovanissimo nel febbraio del '70, pochi mesi dopo l'uscita del disco. Fu l'unico suo disegno, poiché in realtà era un programmatore di calcolatori.

mercoledì 4 novembre 2009

Un'antica tradizione e un simbolo inoffensivo

vignetta di J. Held: inasoni.com

Dopo la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo che ha ribadito l'inopportunità della presenza del crocifisso nelle aule scolastiche, abbiamo assistito all'agitarsi nervoso e scomposto di tutta la classe politica italiana. Perfino il "laico" Bersani ha perso una buona occasione per dire qualcosa di sinistra o per lo meno tacere: - E' un'antica tradizione e un simbolo inoffensivo, ci vuole buon senso - in sostanza le sue dichiarazioni.
Sul fatto che il simbolo in sé non abbia mai fatto male a nessuno siamo d'accordo, piuttosto sono la storia e la politica che incarna che lasciano un po' a desiderare. Un'ideologia oscurantista che rifiuta il divorzio, l'aborto, l'uso del preservativo, della pillola, che discrimina chi non è eterosessuale e che nel corso della storia si è macchiata di crimini orrendi. Sono queste le tradizioni di cui parla Bersani? Direi che a conti fatti l'ingerenza e il controllo della Chiesa nella vita delle persone hanno di gran lunga superato gli aspetti evangelici. Per questo e per tutti gli altri motivi non mi riconosco nella Chiesa Cattolica; perciò non ho battezzato mio figlio (che al momento è molto sereno). Qualcuno nel frettempo spieghi o ricordi al neo-segretario del PD che più di due secoli fa ci fu l'Illuminismo che teorizzò il concetto di laicità dello Stato.

Africa Unite - In Nomine mp3 (Pater Filiis et Spirictus Sanctus)

martedì 3 novembre 2009

Finali pazzeschi di film

Facendo zapping sono finito su youtube in una sezione riguardante i finali dei film e mi sono incantato nel rivedere ne "I 400 colpi" di Truffaut, la corsa verso il mare di Antoine, in fuga dal riformatorio.


Allora mi è venuto in mente questo post che probabilmente non brilla per originalità, ma che soddisfa una mia curiosità. Mi sono chiesto quali sono i finali di film che mi sono rimasti più impressi. Quelli che quando esci rimani scosso e non puoi fare a meno di pensarci e ripensarci. Gli aspetti che possono concorrere a fare di un finale un capolavoro sono tanti: originalità, sorpresa, commozione, poesia e via dicendo. Non ho voluto fare una classifica, (in rete ce ne sono parecchie; questa non è male) ma una cosa istintiva senza troppe elaborazioni, confidando nella mia memoria, senza chiedere troppo aiuto a google.
Attenzione: spoiler selvaggio (ma chi non li ha visti?)

Il pianeta delle scimmie (1968)
Dopo la fuga, la sconvolgente scoperta della statua della libertà: siamo sulla Terra! Adesso pare scontato, ma all'epoca fu una bella botta sul muso!

Point Break (1991)
Fa' la cosa giusta. Keanu Reeves, alias agente FBI Johnny Utah, getta il distintivo nella sabbia dopo aver liberato Bodhi per l'ultima surfata nella tempesta del secolo.

I soliti sospetti (1995)
Lo zoppetto dove lo metto...

Magnolia (1999)
Piovono rane e parte Save me di Aimee Mann (o viceversa?). In ogni caso pura emozione. Una gran voglia di rivederlo nonostante le tre ore.

Big Fish (2003)
Solo in fin di vita del padre, un figlio scopre la sua grandezza e il suo amore. Mi ritornano i goccioloni solo a pensarci. Un Tim Burton commovente e poetico come non mai.

Thelma e Lousie (1991)
Il volo in auto sul Grand Canyon.

Blade Runner (1982)
Rutger Hauer nel più bel (pre)finale di sempre.

A qualcuno piace caldo (1959)
Well, nobody's perfect. Citazione quasi obbligatoria che però rimanda più precisamente ad un'altra categoria:quella delle migliori battute del cinema.

lunedì 2 novembre 2009

Arretrati e nuove uscite

In questo weekend con appendice del lunedì ne ho approfittato per ascoltare un po' di materiale scaricato o acquistato che ogni tanto si accumula. Alcune cose che mi sono piaciute:

Thom Yorke
- Hearing damage
Soundtrack di New Moon che devo dire ha radunato un gruppo di artisti niente male: Bon Iver, Grizzly Bear, Editors, (giusto per fare qualche nome). Non ho visto Twilight e manco andrò a vedere questo: la colonna sonora non basta.

Dez Mona - Hilfe Kommt
Gruppo belga già segnalato da Antony. Da non perdere Carry On: una delle più belle canzoni ascoltate quest'anno.

Zoot Woman - Things are what they use to be
Un'orrida copertina per un dischetto electropop easy e al tempo stesso raffinato. Ogni tanto ci sta. Recensione qui.


Anacronistico e privo di mordente mi è parso il ritorno delle Slits, malgrado nuova linfa con l'innesto di due musiciste più giovani. Una delle prime, se non la prima punk band tutta al femminile della scena inglese, poi contaminatasi con dub e reggae.