giovedì 16 settembre 2010

Metropia

Una società impaurita e decadente dove le città sono collegate con La Metro, l'unico sistema di trasporto funzionante, in grado in pochi minuti di far viaggiare le persone da una capitale europea all'altra. La Trexx, una potente multinazionale, può controllare la mente di una parte della popolazione mandando avvisi e messaggi pubblicitari attraverso una misteriosa voce interiore. La TV trasmette Il Rifugio, un seguitissimo reality-quiz a premi per clandestini: chi arriverà in fondo riceverà come premio la possibilità di restare in un'Europa che sopravvive con le risorse energetiche al collasso. Siamo nel 2024.
Un futuro da incubo rappresentato attraverso un'interessante ed originale animazione ottenuta tramite l'uso di un comunissimo software con cui il regista svedese di origine egiziana Tarik Saleh ha dato vita a personaggi iperealistici e grotteschi allo stesso tempo. Le suggestioni kafkiane e le atmosfere distopiche alla Orwell purtroppo non sono supportate a pieno da una sceneggiatura convincente e le disavventure di Roger, il paranoico protagonista della storia, risultano (non so quanto volutamente) senza ritmo. Presentato al festival del cinema di Venezia lo scorso anno e non distribuito in Italia, merita comunque una visione (in rete si trova con i sottotitoli in italiano). Trailer

martedì 14 settembre 2010

Perle di saggezza popolare

Una breve selezione raccolta per voi al lavoro e in spiaggia, ascoltando i discorsi di alcuni nostri connazionali.

- Preferirei avere un figlio prete o drogato piuttosto che culorotto.
(No Comment)

Fra qualche anno, quando saranno in tanti, verranno a sgozzarci nei nostri letti.
(Riferito ai musulmani) Evviva l'ottimismo!

- Ormai non si può più uscire la sera: in giro e nei bar ci sono solo loro.
(Una conoscente in riferimento al numero degli stranieri presenti in paese)
Quest'estate siamo usciti mediamente tre-quattro sere a settimana senza dover fare lo slalom fra sconosciuti che parlano idiomi incomprensibili. Poi in ogni caso, anche se fosse...

Il genere di saggezza che porta a situazioni come quella della scuola di Adro.

lunedì 13 settembre 2010

Appunti musicali

Una selezione dagli album ascoltati ultimamente. In cima alla lista (probabilmente ancora per molto) restano gli Arcade Fire.

Robert Plant - Field of Joy
Rock'n'roll con venature country blues. Come un buon vino d'annata, il vecchio Plant ha ancora qualche colpo in canna. Ci sono anche due belle cover dei Low: Silver rider e Monkey.



Blonde Redhead - Penny Sparkle
Algido e raffinato, però non mi ha conquistato. In particolare trovo la voce di Kazu Makino mono/tona.
Here Sometimes.



Tunng - ...and then we saw land
Non saprei come definire la musica di questi londinesi: mi suggeriscono folktronica o avant folk-pop. In ogni caso soprendenti; suonano di tutto, comprese grosse conchiglie con un impasto vocale veramente notevole. Rinfrescante.
October

Zola Jesus - Stridulum II
Tastiere sovrastanti e sonorità gothic da primi anni '80 condite dalla voce potente di Nika Roza Danilova. Probabilmente parecchi anni fa, quando ero passato al lato oscuro, mi sarebbe piaciuto molto di più. Night


Interpol - Interpol
Il dark come mestiere per un disco nato vecchio.





LEGENDA

venerdì 10 settembre 2010

Somewhere: la solitudine dei numeri uno

Sofia Coppola è una regista di talento e possiede quell'arroganza (inconscia?) tipica di certi figli d'arte. Non si può altrimenti spiegare la sua convinzione di poter coinvolgere lo spettatore raccontando la piatta routine quotidiana di una star hollywoodiana: un fottuto privilegiato di nome Johnny Marco (Stephen Dorff) l'attore più cool del momento che in Somewhere, in preda alla noia esistenziale, passa le giornate al Chateau Marmont, (famigerato hotel in cui vengono parcheggiate le celebrità) in mezzo a gnocche assortite, cocktail, pasticche, appuntamenti di lavoro, ma anche interminabili momenti di vuoto e solitudine. L'ancora di salvezza e forse la possibilità di un cambiamento arriverà dall'improvviso arrivo nella sua vita della figlia undicenne.
L'abilità della regista sta proprio nel riuscire a raccontare in maniera convincente questo rapporto familiare, indirettamente autobiografico, con minimalismo e senza enfasi, utilizzando come al solito al meglio la colonna sonora. Il tema dello spaesamento anche qui come in Lost in Traslation passa attraverso la permanenza e la descrizione minuziosa di quei non-luoghi per eccellenza che sono gli hotel. Esilarante e deprimente allo stesso tempo è il viaggio in un'Italia da barzelletta per il ritiro del TeleGatto da parte dell'attore con Nino Frassica, Simona Ventura e Valeria Marini nella parte di se stessi.
Film che ha avuto un'accoglienza contrastante, con i critici e il pubblico divisi tra lodi incondizionate (addirittura c'è chi parla di Leone d'Oro) e solenni stroncature. Per me è una via di mezzo: un bel film che comunque non mi ha esaltato; preferisco le sue opere precedenti.

P.S.: Uno dei pochi lati positivi della fine dell'estate è che finalmente si potrà vedere al cinema qualche film decente. Qui un bel promemoria delle uscite dal blog di countryfeedback. Grande attesa per Inception il nuovo film di Cristopher Nolan.

Aggiornamento di sabato 11/09, ore 20: è arrivato il Leone d'Oro.

giovedì 9 settembre 2010

X Elio



Ebbene sì, confesso: non ho resistito alla tentazione. Incuriosito dalla presenza di Elio ho guardato (a spezzoni, alternando con gli US Open in attesa della Schiavone) la prima puntata di X Factor. Spiazzante la sua scelta di partecipare a questo carrozzone. Una scommessa e la voglia di mettersi in gioco? I soldi? Pura voglia di divertirsi? Chissà.
Il dono dell'ironia e la competenza per alzare il livello dello show non gli mancano, ma il rischio è quello di farsi coinvolgere dagli insulsi meccanismi della gara musicale all'interno di un contesto, quello televisivo, che alla lunga tutto appiatisce e banalizza.
Il suo aplomb demenziale durante l'esibizione del folle Nevruz alle selezioni.

martedì 7 settembre 2010

I tre film visti più volte



Il grande Lebowski - Joel Coen, 1998
Sai
, fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido per mantenere la mente, diciamo, flessibile. Jeff Bridge (Drugo)

The Blues Brothers - John Landis, 1980
Ci sono 160 miglia da qui a Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio e portiamo tutti e due gli occhiali scuri. Vai!
Jake Blues
(John Belushi) a Elwood Blues (Dan Aykroyd)

Pulp fiction - Q. Tarantino, 1994
Mai stato così lontano dallo stare bene.
Marsellus Wallace a Butch (Bruce Willis)

Chiunque abbia un minimo di passione per il cinema ha i suoi cult movies. Non è detto che siano i film più belli in assoluto, ma di certo sono quelli con scene e dialoghi che non ci si stanca mai di rivedere.
Qual è il film che avete visto più volte?

lunedì 6 settembre 2010

Heima, la casa Islanda

Casa Terra
Il richiamo della natura incontaminata e primordiale
Lo stupore negli occhi di un bambino
Il magico canto di Jonsi

L'emozionante tributo musicale dei Sigur Rós alla loro Terra e alle loro radici. Un'isola dove anch'io mi sono sentito accolto come in una grande casa: Heima, appunto.
Cieli e orizzonti impossibili da dimenticare.



venerdì 3 settembre 2010

Harold & Maude



Harold & Maud - Hal Husby 1971 (poster dell'edizione francese)

"Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale".

giovedì 2 settembre 2010

Charlotte Gainsbourg featuring Beck "Heaven Can Wait" (Director's Cut)



Quante direzioni e idee si possono perseguire in un videoclip per raccontare l'assurdo che irrompe nelle nostre esistenze? Ce lo dimostra Keith Schofield in questa versione director's cut di Heaven can wait.

mercoledì 1 settembre 2010

I cult dell'estate


VIDEO
We use to wait - Arcade Fire: La rete in tutta la sua potenzialità creativa. Per chi non l'ha ancora provato un'esperienza da non perdere.

MUSICA
dischi nuovi
The Suburbs (Arcade Fire) e High Violet (The National) i più amati ed ascoltati.
dischi vecchi
Anima Latina di Lucio Battisti: dopo 36 anni ancora un disco incantevole e all'avanguardia.
Area: alla riscoperta dell'incredibile voce di Demetrio Stratos e di un gruppo di musicisti fenomenale.
Neu!: una lacuna colmata con soddisfazione.
live
Dirtmusic e Tamikrest a Faenza.

CINEMA
Il segreto dei suoi occhi di Juan José Campanella (uscito il 4 giugno)
Blindness di Fernando Meirelles (non uscito in Italia)
Kynodontas (Dogtooth) di Giorgio Lanthimos (non uscito in Italia)

LIBRI
Just Kids di Patti Smith

BIRRA
La Moretti Grand Cru (6,8%).

lunedì 30 agosto 2010

Acrobati e giocolieri della fede

Stessi sentimenti verso CL e la sua baracconata di Rimini appena conclusasi mi accomunano a Tyler Durden. Una parata di acrobati e giocolieri ogni anno fa la coda per rendere il dovuto tributo al clan cattolico che in occasione del meeting riesce sempre ad inventare i titoli più pretenziosi e retorici che si siano mai visti. Insuperabile resta per ora quello del 2006: La ragione è esigenza di infinito e culmina nel sospiro e nel presentimento che questo infinito si manifesti.
Per il 2011 pare sia già stato proposto: ll mare impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle...
Per chi ci crede fino in fondo quest'anno c'era anche la possibilità di acquistare una t-shirt con un'altra frase illuminante: Non ho nulla da protestare, solo da ringraziare. Tutto il resto è moralismo. Geniale come sempre Mauro Biani nella sua capacità di sintetizzare tutto con una vignetta.