martedì 30 novembre 2010

Il cinema non morirà mai

Il cinema non morirà mai. Morirà la sala cinematografica, forse, ma di questo non mi frega proprio niente. Mario Monicelli

La Grande Guerra - 1959
Sul set di Amici miei (1975), con Tognazzi, R. Montagnani, A. Celi e P. Noiret
La ragazza con la pistola - 1968


lunedì 29 novembre 2010

La donna cannone

Precious - Lee Daniels (uscita 26/11/10)

Era un ebreo negro comunista, omosessuale, tossicomane. Avrebbe potuto farcela, se solo non fosse nato nel Bronx... recitava Freak Antoni in una delle sue poesie. 
Si può immaginare una situazione più marginale? Forse sì, se ci spostiamo ad Harlem per seguire le vicende di Precious. Una storia del ghetto, fatta di abusi e maltrattamenti, ma anche un inno alla dignità umana e di come questo valore possa essere calpestato dall'ignoranza e dal degrado sociale. L'impatto emotivo della storia originale resta fortissimo, grazie alla grande prova della debuttante Gabourey Sidibe e nonostante qualche divagazione patinata di troppo della regia.

Così la donna cannone, quell'enorme mistero volò
sola verso un cielo nero si incamminò ...

E alla fine qualche lacrimuccia scese dalla teiera.

domenica 28 novembre 2010

La cultura non si mangia

grande Biani come sempre
Nelle nostre società non c’è sviluppo senza cultura perché la crescita dipende più dalla produzione di beni immateriali che di beni materiali: informazioni, servizi, simboli, conoscenza. Oggigiorno si può essere ricchi e ignoranti per una generazione, ma non per due. A. Scurati 

Diritto di replica in tv? Va bene. Però allora ci date: per ogni culo danzante una chiacchierata con Margherita Hack; per ogni paio di tette un paio di poesie di Alada Merini; per ogni coppia di veline mute un approfondimento con Ilda Bocassini e Rita Borsellino ... Paola e Silvia Scola - Lettera a il Fatto Quotidiano


A proposito di cultura e identità nazionale. La RAI ha prodotto e distribuito Noi Credevamo, il film di Martone sul Risorgimento in 30 misere sale in tutta Italia. Salvo aumentare le copie a 55 e poi a 78, visti gli incassi e il successo di pubblico e di critica.

venerdì 26 novembre 2010

Appunti musicali #4

Apre oggi a Faenza la quattordicesima edizione del MEI, il meeting delle etichette indipendenti. Stasera a  Teatro Masini verranno premiati i Toys Orchestra (domani sera al Bronson) come miglior gruppo italiano dell'anno. Sottoscrivo: premio super meritato. Per chi ancora non li conoscesse è d'obbligo ascoltare Midnight Talks.


Simona Gretchen-Gretchen pensa troppo forte
A proposito di musica italiana, segnalo il disco d'esordio della giovane cantautrice di Faenza. La recensione l'ha ben fatta l'amico Alligatore su Frigidaire di novembre. Aggiungo solo che la ragazza si rifa alla nobiltà del cantautorato (Cohen, Nico, De André, PJ Harvey) e questo le fa onore, anche se a livello compositivo trovo che manchi ancora qualcosa. Il brano d'apertura è anche il più convincente e per me questa è la strada da percorrere. Alpha Overture

Takka Takka - Migration  
Gruppo newyorkese il cui secondo album dopo due anni viene finalmente distribuito anche in Europa. La lezione dei Talking Heads ben presente nella testa di questi ragazzi, che si distinguono per classe ed equilibrio tra soluzioni acustiche ed elettroniche, sortite funkeggianti e richiami alla world music. I Vampire Weekend sbiadiscono al confronto. 


Burn Unit - Side Show  
Ottima qualità compositiva per questo esperimento di global folk che ha visto coinvolti nel progetto otto musicisti scozzesi e canadesi di diversa estrazione. Si sono ritirati nelle campagne della Scozia dando vita ad un disco piuttosto eterogeneo, molto più riuscito nei momenti di pop-folk romantico come in Blood, Ice and Ashes, con la bellissima voce di Karin Polward che da qualche giorno non mi stanco di ascoltare. 

giovedì 25 novembre 2010

Modi diversi di sopravvivere a scuola

Questa settimana nel liceo frequentato da mio figlio sono stati organizzati tre giorni di autogestione con iniziative culturali, proiezioni, dibattiti sulla riforma e approfondimenti gestiti totalmente dagli studenti, lasciando comunque la possibilità  per chi lo volesse di seguire il normale orario scolastico. 
Apriti cielo: "Le istituzioni intervengano" tuona il consigliere regionale delle Libertà Del suo Padrone, affinché sia bloccata "l'autogestione anarcoide", soprattutto per la presenza di "due conferenze: una sull’omosessualità, l’altra sulle droghe, in particolare derivate dalla cannabis".
L'accorato appello è dovuto soprattutto alla presenza dell'arcigay all'interno della scuola, invitata per un laboratorio non sull'omosessualità, bensì sui pregiudizi e l'omofobia a cui ha partecipato anche mio figlio giudicandolo molto interessante e istruttivo. Come alternativa ai corsi di sopravvivenza paramilitari proposti nelle scuole della Lombardia dalla nefasta accoppiata Gelmini-La Russa mi pare decisamente da medaglia d'oro alla resistenza, visto il declino della nostra istruzione.  
Invitando l'illuminato consigliere delle libertà di plastica a partecipare al seminario, l'arcigay ha così risposto:
Il nostro intervento di educazione non formale formulato appositamente per le scuole, per consentire la comprensione profonda di concetti come stereotipo, pregiudizio e discriminazione, si occupa di omosessualità solo in termini di discriminazione. Ma dopo aver sentito l’affermazione omofoba del presidente del Consiglio "meglio guardare le belle ragazze che essere gay" non ci stupisce il timore del consigliere regionale. La risposta degli studenti
Ho anche letto il programma degli studenti (cineforum, storia del rock, conferenza su Fabrizio De André, la nascita del metodo scientifico, dibattito sulla riforma, ecc...) e devo dire che se c'è ancora un qualche barlume di speranza per il futuro di questo Paese lo dobbiamo a ragazzi come questi che nonostante tutto riescono ancora a ritagliarsi spazi intelligenti con responsabilità e senso critico.  

mercoledì 24 novembre 2010

LP cover art: David Bowie - Diamond Dogs 1974

Il disegno di copertina fu realizzato da Guy Peellaert pittore e fumettista belga, scomparso due anni fa. L'illustrazione originale non piacque alla RCA: David Bowie rappresentato metà uomo e metà cane, nella parte posteriore mostrava chiaramente degli ibridi genitali. Solo pochissime copie riuscirono ad entrare in circolazione e vennero vendute, poi la parte scandalosa fu ripassata con l'aerografo. Quell'edizione rarissima oggi vale migliaia di dollari ed è una delle copertine più costose della storia del rock. Dopo diversi anni l'album è stato ripubblicato con la sua copertina originale. Un'altra famosa copertina firmata da Peellaert è It's only rock'n'roll dei Rolling Stones, uscito lo stesso anno.


Diamond Dogs - Promo TV

martedì 23 novembre 2010

Maître à penser

"Invece di andare in piazza, entrate in banca e ritirate i vostri soldi. Tutti. Di punto in bianco. È così che si stacca la spina al sistema. Che poi qualcuno sia in grado di riattaccarla è un altro discorso, ma di sicuro crollerebbe un mondo."  
Eric Cantona
Con tutta la stima caro Eric, siamo sicuri che poi il conto alla fine non ci tocchi pagarlo sempre noi?



GENIUS

"Fini ha compiuto la sua parabola: era fascista, è stato postfascista, ora tornando al futurismo è pre-fascista." 
"Nelle scuole manca la carta igienica: la Gelmini chiede alle famiglie di mandare i bambini già defecati."
Un geniale Corrado Guzzanti a vieni via con me

lunedì 22 novembre 2010

The name of this band is . . .

A sinistra si può ammirare il poster con il logo del nostro gruppo in occasione di un concerto, diversi anni fa. (Grazie Hans!).
Non ho mai avuto un talento particolare nell'inventare nomi o titoli: infatti l'idea di Reverse non fu farina del mio sacco, però mi ha sempre incuriosito e affascinato quel momento fondamentale per una band che coincide con la ricerca e l'invenzione del proprio nome. 
Un processo ispirativo che nella storia ha portato ai più strani e svariati risultati: una lettera sola (X); un monosillabo (Yes, Who, Can) fino ad arrivare all'assurda lunghezza del nome scelto dai texani I love you but I've chosen darkness. Come non citarne poi due fra i più eccentrici: The The (quasi impossibile anni fa da trovare in rete, quando i motori di ricerca erano poco raffinati) e i californiani !!!, da pronunciare chk chk chk, facendo schioccare la lingua sotto il palato. 
Terribile fu quello che scegliemmo per il primo gruppo in cui ho suonato: Aldo morto e le BR; tant'è che fin dalla prima uscita, per evitare noie (pur restando come vero nome conosciuto solo da pochi fedeli) fu sostituito da Tua Sorella, in pratica le prime parole che ci vennero in mente quando fummo costretti ad un cambio veloce.
D'altra parte la storia della musica è piena di band che per svariati motivi hanno cambiato nome:
The Cure in origine erano Easy Cure, poi Smith decise che era un nome troppo hippy.
Warsaw fu modificato in Joy Division alla fine del 1977, soprattutto per evitare malintesi con il gruppo punk londinese dei Warsaw Pakt. 
I Bauhaus in origine erano Bauhaus 1919.
I Radiohead si chiamavano On Friday, ma cambiarono nome prendendo spunto da una canzone dei Talking Heads (Radio Head dall'album True Stories del 1986).

Il titolo di questo post è preso in prestito dal doppio album live del 1982 intitolato The name of this band is Talking Heads. Curiosa l'origine del titolo: fu scelto perché i componenti della band avevano notato che troppo spesso il pubblico sbagliava il loro nome, premettendo erroneamente l'articolo "the".

L'elenco potrebbe essere infinito: a voi il compito di aggiungere nomi (anche inventati), curiosità o preferenze. Alcune fonti:

venerdì 19 novembre 2010

Uscite attese: The Decemberists e Marlene Kuntz

The King is dead  (18 gennaio 2011)
Down by the water (il brano in anteprima) non sarà niente di originale, ma a me piace da morire.



Ricoveri virtuali e sexy solitudini (23 novembre 2010)



giovedì 18 novembre 2010

Voglia di cinema


Sabato scorso per vedere Potiche, il nuovo film di Ozon, c'era la ressa. Era già la seconda settimana di programmazione nell'unico piccolo cinema rimasto in città a sfidare lo strapotere della multisala.
Noi credevamo, il film di Martone... non pervenuto: distribuito miseramente in 30 sale del Regno d'Italia con file interminabili. 
E' un discorso già affrontato; non ho nulla per partito preso contro le multisale: però rilevo che quest'anno l'80% dei film li ho visti da altre parti, semplicemente perché lì non sono stati programmati. 
Michele Serra ieri su L'amaca ha scritto: Vacilla (non solo al cinema, anche in televisione) l'idea che il mercato sia una specie di falce che mozza il capo di chiunque osi alzare la testa oltre il livello della mediocrità ... e aggiungo io: della pura logica commerciale.
Il mercato è l'alibi prediletto dei produttori paurosi, degli editori pigri e degli artisti conformisti: la frase "la gente non capirebbe" ha fatto più danni alle arti, alla comunicazione, alla cultura e anche alla politica di qualunque censura, di qualunque taglio, di qualunque crisi. 

P.S.: Ieri sera ho visto The Social Network: film molto ben riuscito. Fincher è una gran regista; non ha banalmente cercato di raccontare il fenomeno Facebook e le sue origini, ma (come ha scritto Zambenedetti su gli Spietati) di investigare freddamente il lato oscuro del capitalismo del nuovo millennio. 

martedì 16 novembre 2010

The Young Gods - Everybody Knows

Qualche giorno fa cercando fra le nuove uscite qualcosa di buono, ho ascoltato e apprezzato un gruppo svizzero a me sconosciuto: The Young Gods. Devo ammettere che tra la fine degli anni '80 e i primi '90 mi è rimasto qualche buco, infatti pensavo fosse una nuova formazione; poi ho letto con stupore che Scaruffi nella sua introduzione li considera fra gli innovatori più influenti della scena post-rock industrial della seconda metà degli anni '80: un gruppo dal sound portentoso.
Aggiungo che David Bowie, intervistato nel 1995 riguardo le influenze musicali del suo concept Outside, ha dichiarato di essere un loro ammiratore e debitore e non di Nine Inch Nails come molti pensavano. 
Everybody Knows è un gran bel disco. Se ricominciassi a suonare, sarebbe un genere di musica che mi piacerebbe fare. In cinquanta minuti e dieci canzoni c'è parecchia carne al fuoco: acustica e elettronica; vintage e avanguardia; pulsazioni ritmiche e atmosfere ambient maneggiate e alternate con una sensibilità sorprendente in un ponte temporale che attraversa i decenni e i generi. Tra i brani che preferisco: l'ipnotica Blooming, subito dopo l'intro, e gli otto minuti finali di Once again. Uno dei migliori ascolti di quest'anno. La voce è quella di Franz Treichler aka Franz Muse, l'unico membro originario rimasto. 
Il gruppo, tramite Bandcamp, ha messo a disposizione un widget per ascoltare tutti i brani.