martedì 6 gennaio 2009

Black angels lost in the desert















The Black Angels - Directions to see a ghost

Negli ultimi giorni d'ozio prima di tornare alla routine quotidiana, ho ascoltato un CD arrivatomi proprio il 31 dicembre, appena in tempo per il buon anno.
Secondo album già uscito a metà anno (anch'io ho i miei tempi) per questi ragazzi texani di Austin, che nel nome si sono ispirati alla canzone dei Velvet Undergroung The black angel's death song. Oltre al gruppo di Nico e Lou Reed, Black Angels hanno ben ascoltato i loro antenati, gente tipo Grateful Dead, ma anche parenti meno lontani come Jesus & Mary Chain. Alla fine seguendo le loro tracce si sono persi e hanno visto i fantasmi nel deserto fra i quali appare anche Jim Morrison che a tratti riecheggia nel cantato del barbuto Alex Maas, che in un brano si diletta persino a suonare il sitar. Grande recupero di sonorità psichedeliche aggiornate con estrema originalità all'estetica dei nostri giorni: chitarre acide cariche di effetti, bassi pulsanti e cavalcate allucinate al ritmo di percussioni tribali, fino a raggiungere i 16 minuti dell'ultimo splendido mantra Snake in the grass.
In dicembre sono passati in Italia a Roma al Circolo degli Artisti e da quanto letto in questa recensione la loro esibizione merita sicuramente.

9 commenti:

  1. Ottima segnalazione. Non li conosco, e ascolto per la prima volta gli mp3 da te inseriti.
    Anche se, le sonorità non sono particolarmente originali, i loro "richiami" mi riportano a gruppi che in passato ho amato e questo gioca senz'altro a loro favore.
    Grazie

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  2. Folk o psichedelia le giovani band alla fine vanno a ripescare nelle sonorità del passato. Poi non tutti sono bravi a esprimersi inmodo originale. Molto difficile creare qualcosa di nuovo. Forse gli ultimi a riuscirci sono stati i Radiohead.

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  3. Non li conosco, grazie per la segnalazione.
    Un abbraccio e buona serata!

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  4. costantino spineti6 gennaio 2009 19:12

    ...Sì...li ho visti al Circolo degli artisti...psichedelia pura...giusti riverberi...giuste reminescenze...cerchi concentrici baluginanti...figli o nipoti di Velvet Underground,di Lou Reed,di Grateful Dead...cosa importa?...Nelle loro vene scorre sicuramente il loro sangue mischiato magari con un pò di bourbon...and a lot of birra...Li conoscevo,ma non li avevo mai visti sul palco...meritevoli,apprezzabili,affatto scontati...in una parola sola...psichedelici...

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  5. Buona serata anche a te Kylie.

    Costantino, grazie per la conferma. Spero che tornino in Italia nelle mie vicinanze.

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  6. Una bomba, dalla tua recensione..

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  7. Grazie Lucìen e piacere mio. Approfondisco questo disco e questo gruppo che avevo ingiustamente trascurato, il tuo post non lascia alternative...

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  8. Uno dei dischi più belli del 2008.

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  9. Ottima segnalazione Lucien, per me una novità assoluta non sospettavo nemmeno la loro esistenza.
    grazie.
    silvano.

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