venerdì 10 aprile 2020

Shopping war e distanziamento sociale

Uscita mattutina alla guerra per la spesa. Dalla finestra vedo una fila lunghissima già mezz'ora prima dell'apertura del supermercato. Rinuncio e mi bardo (più che altro per evitare eventuali rompicoglioni e sceriffi alla finestra) per una sana camminata che mi porta nei piccoli negozi di alimentari che vanno supportati e che sono molto più vivibili e tranquilli dei grandi iper, dove tutti si ammassano "stocazzando" tutto: merci, carrelli, casse. La retorica del restate a casa mi ha nauseato, preferisco alla grande #iostoatremetri o #iostodasolo come ho letto su questo articolo illuminante che condivido totalmente di R. Manzotti. 

Soltanto questa deriva salvifico-moralista può spiegare l’acredine e l’astio moralistico (l’onda di m…a con cui si sono affrontate le posizioni non allineate). Il dissenso è stato immediatamente associato con la indegnità morale del difensore. Chi sosteneva l’importanza dell’attività fisica è stato immediatamente deriso (la “corsetta”, “andare a spasso”) o associato a tratti moralmente inferiori (narciso, egoista, individualista, persona priva di rispetto), mentre l’abuso di carboidrati, tabacco e alcool che pure ha accompagnato la clausura domestica viene visto con indulgenza (tabacco) e generalmente con vera e propria simpatia (alcool e cibo). È ovviamente irrazionale pensare che chi corre manchi di rispetto mentre chi sforna torte e pizze sia un monaco penitente, ma è coerente con la cornice ideologica dove il virus deve essere sconfitto dal sacrificio e dalla sottomissione alla autorità e non dall'intelligenza e dalla tenacia.

In questi tempi di distanziamento sociale, un omaggio geniale a Wes Anderson e un augurio di buona Pasqua a tutti quelli che ancora passano da queste parti.

18 commenti:

  1. Buongiorno! Che bello leggere questo post, che bello vedere che c'è ancora gente che ragiona con la propria testa ^___^
    Buona Pasqua anche a te.

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    1. Grazie! Lieto di conoscerti, verrò a fare un tour nel blog.

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  2. Totalmente d'accordo con te.
    Io esco di casa verso le 7 tutte le mattine e incontro un signore che vive nel palazzo affianco che fa il giro del cortile un centinaio di volte al giorno x 4 volte. Ascolta musica e parla con la madre lontana e sorridiamo perché sembriamo dei carbonari quando scambiamo quattro chiacchiere. In centro paese ti guardano come una merda appena ti fermi un po' troppo a parlare con qualcuno. ormai sembra quasi l'ora d'aria in carcere. se potessi mi rifornirei anch'io nei negozietti del mio paese ma i prezzi sono troppo alti e soprattutto detesto (ma vale anche x mio padre e ancora di più x mia madre) i proprietari, tranne quelli del panificio.
    Dimenticavo, mi son pure beccato una ramanzina del cavolo da una guardia giurata che gestiva la fila di un supermercato x una stronzata e quando mi sono voltato i bravi cittadini rispettosi legge mi guardavano cone se avessi sparato a qualcuno. Ho il dubbio che la gente vuole tornare a uscire eebla bla bla ma che in fin dei conti apprezza questo ordine, queste sanzioni, questo controllo del territorio, queste regole asfissianti e purificatrice.

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    1. Un conto è rispettare delle regole di civiltà e buon senso, un altro diventare dei robottini rincoglioniti. Oggi nel mio giro ho visto più di una persona seduta da sola nel cortile di casa a fissare il vuoto (o la strada?) però con la mascherina!

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  3. ( perdonami qualche errore ma il cellulare mi frega)

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    1. Figurati, per questo il cellulare è micidiale.

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  4. Anche in questo periodo in cui l'umanità dovrebbe fare fronte comune c'è sempre qualcuno che non ha niente di meglio da fare che scassare i cabbasisi al prossimo. Ma quanto vivono male questi sceriffi appiccicati alle loro finestre?

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    1. A distanza di secoli il meccanismo mentale del "dagli all'untore" funziona sempre.

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  5. In questo periodo ci può salvare il buon cinema, come quello di Wes Anderson, mi ha fatto venire voglia di cercare i suoi film. Streaming libero!

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  6. Oggi spesa al supermercato: tutti mascherati e dotati di guanti, pena l'allontanamento, i banchi traboccano di merce ma ci sono intere aree circondate da nastro bianco-rosso, come quello da cantiere e cartelli gialli per spiegare che quella merce non è in vendita. Il capitalismo fa le contorsioni.
    Tentati due passi vicino casa, in piena campagna, appeso ad un cespuglio, un cartello con tanto di logo della regione, scaricato dalla rete, intima di non proseguire.
    Copio @Andrea Consonni ...in fin dei conti apprezza questo ordine, queste sanzioni, questo controllo del territorio, queste regole asfissianti e purificatrice.
    Concordo con @Alli, viva il cinema!

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    1. Servirebbe buon senso e un atteggiamento meno paranoico, ma quel cartello purtroppo dice già tutto!

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  7. Da me ci sono file ma non sono mai così lunghe. Non mi sembra che la gente sia così aberrante. Stanca sì, un po' nervosa, ma non così cattiva.
    Sarà la provincia del centro-sud che è diversa. Boh!

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    1. Anch'io vivo in provincia, ma non ho parlato di cattiveria, quanto piuttosto di gente paranoica e poco lucida che indossa la mascherina nel cortile di casa. E' vero che c'è sempre qualche furbetto, però ho sentito alcuni amici e conoscenti un tempo tolleranti invocare cecchini sui tetti, multe e punizioni esemplari manco fossimo nella Corea del Nord.

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  8. Amo Wes! Io penso che dobbiamo rispettare le regole, poi ci sono i dementi (scusa se insulto) che perdono il lume della ragione. A mia figlia che mi ha raggiunto un "signore" le ha urlato : i guanti i guanti. Lei aveva la mascherina e non i guanti e stava percorrendo il vialetto. Ecco.

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  9. Dalla foto mi sembri un personaggio di Banksy.
    ;-)

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  10. Scordavo : Auguri!!!

    Mi sa che ti prendo il video e lo userò in un post... grazie

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