Da ricerche recenti commissionate dalla piattaforma Deezer su un campione di mille persone, emerge che dopo i trent'anni si smette di cercare nuova musica restando legati a quello che si è ascoltato ed apprezzato in precedenza. Viene definita paralisi musicale. Fra le cause principali ci sono la nascita dei figli, gli impegni di lavoro e la difficoltà ad orientarsi nella mole immensa di proposte che ci invadano da ogni fronte. Il picco della curiosità si avrebbe intorno ai 24 anni. Modestamente non mi ci ritrovo in queste conclusioni e coloro che hanno seguito la teiera in tutti questi anni lo possono confermare. Sarà che l'esplosione del download e dello streaming è avvenuta quando avevo già superato l'età presa in considerazione; inoltre sono cresciuto con la frustrazione di non poter ascoltare e comprare tutto quello che mi interessava. Con gli anni (devo ammetterlo) la curiosità è diminuita, ma non ho mai smesso di cercare. Ovvio che gli amori fondamentali restino indelebili, ma per quanto mi riguarda è anche sano e normale non mitizzare certi ascolti di merda di quando eravamo brufolosi.
Benvenuti a bordo. Suoni, visioni e liberi pensieri dall'universo musicale e da altri mondi paralleli . . . . . .
lunedì 2 luglio 2018
domenica 1 luglio 2018
Uruguay tutta la vita
Concedetemi una breve ed unica parentesi sui mondiali di calcio in Russia.
Nonostante la scarsa simpatia di Suarez, come si fa a non tifare per una squadra guidata da un uomo così? Un allenatore che ha trasformato la Garra sudamericana in qualcosa di nobile e poetico e la sua malattia in forza.
lunedì 25 giugno 2018
Uccidi Paul Breitner: quella maglia color arancione utopia
I primi istanti della finale della Coppa del mondo del 1974.
In campo Germania Ovest e Olanda. Dal calcio d'inizio i giocatori in maglia arancione toccano la palla quattordici volte di seguito con quattordici giocatori in continuo movimento e in perenne interscambio di posizioni tra loro, fino a quando il quindicesimo giocatore che poi indossa il numero quattordici e risponde al nome solenne di Johan Cruijff, al termine di un'improvvisa progressione individuale entra in area ed è atterrato dal difensore tedesco Uli Hoeneß. L'arbitro fischia rigore. É passato meno di un minuto. La Germania Ovest non ha ancora toccato la palla. É il momento più alto e sublime del "calcio totale".
“Uccidi Paul Breitner” di Luca Pisapia (Alegre, pag. 285)
In tanti credono di saper raccontare di calcio, ma è una dote che in pochi hanno: in questo libro Luca Pisapia lo fa in una maniera affascinante, evitando l'onanismo del pur bravo Federico Buffa e la spocchia dei tecnici pallonari e filosofi che salgono in cattedra. Partendo da Argentina 1978: i mondiali della colpa (quando i desaparecidos venivano torturati e assassinati nei bunker di regime) e della marmellata peruviana, fino alla più recente edizione in Brasile grondante corruzione, una narrazione che mette in luce i grandi eretici e i visionari del pallone senza tralasciare i contesti socio-politici. Da sempre, fin dall'inizio del XX secolo, le dittature, la politica ed i potentati economici hanno trovato nello sport e nel calcio in particolare uno dei loro principali strumenti di propaganda. L'altra faccia della medaglia, quella più moderna, è quella dove il calcio è potere, declinato nella corruzione fondamento delle democrazie capitaliste. É l'evoluzione di un apparato ideologico utile a produrre consensi e che nella declinazione berlusconiana raggiungerà una delle sue massime espressioni, per poi essere a sua volta superato da una globalizzazione sempre più vorace che sta portando i prossimi mondiali in Qatar.
Pagina dopo pagina, fiction e realtà storica scorrono su binari paralleli per poi intrecciarsi in modo avvincente. Una controstoria a tratti struggente, che scava nel profondo ed emoziona chi come me da ragazzino aveva pianto di rabbia nel vedere l'Olanda scippata del titolo che avrebbe meritato esattamente 40 anni fa in una finale nella quale l'arbitro italiano Gonella permise di tutto all'Argentina del dittatore Videla. Dieci anni dopo la nostra folle squadra amatoriale avrebbe avuto come divisa quella stessa maglia color arancione utopia.
venerdì 22 giugno 2018
E intanto in Ungheria cancellano il musical Billy Elliot...
L’Opera nazionale di Budapest ha annullato 15 repliche del musical Billy Elliot dopo le accuse del giornale filo-governativo Magyar Idők di “voler convertire all'omosessualità i giovani spettatori". Qua
Se avevo qualche dubbio riguardo un eventuale viaggio in Ungheria e in particolare a Budapest, questa notizia mi ha definitivamente chiarito le idee. Non è un caso che nel 2010 sia stato inaugurato un Consiglio per i media che ha trasformato l’editoria pubblica in un mezzo di propaganda. Che bel posto sta diventando l'Europa! Specie quella dell'est tanto presa ad esempio da alcuni nostri politici.
L'intro del film sulle note dei T. Rex.
Se avevo qualche dubbio riguardo un eventuale viaggio in Ungheria e in particolare a Budapest, questa notizia mi ha definitivamente chiarito le idee. Non è un caso che nel 2010 sia stato inaugurato un Consiglio per i media che ha trasformato l’editoria pubblica in un mezzo di propaganda. Che bel posto sta diventando l'Europa! Specie quella dell'est tanto presa ad esempio da alcuni nostri politici.
L'intro del film sulle note dei T. Rex.
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lunedì 18 giugno 2018
A Very English Scandal: Frears, Polanski, le serie e il cinema
Le serie stanno togliendo spazio al cinema. Questo mi dispiace, perché il fascino del buio di una sala è insostituibile, ma è un dato di fatto che spesso riescano ad imporsi grazie alla qualità delle produzioni. E' il caso di A Very English Scandal, miniserie in tre episodi prodotta da BBC e Amazon Studios che ha rilanciato alla grande Stephen Frears, un regista che ho molto amato soprattutto in passato (basti ricordare My Beautiful Laundrette, Le relazioni pericolose, Alta Fedeltà). Nel raccontare le vicende dello scandalo che travolse il leader liberale Jeremy Thorpe, il regista inglese ritrova tutta la sua verve sarcastica rappresentando in modo magistrale l'ipocrisia della società a cavallo fra due decenni: gli anni '60 quando l'omosessualità nel Regno Unito era ancora un reato, fino alla fine degli anni '70.
Ben Whishaw e Hugh Grant sono i due protagonisti di una storia poco conosciuta fuori dall'Inghilterra, ma che ebbe una grande eco a livello mediatico facendo emergere oltre agli aspetti pruriginosi della loro relazione segreta, altre questioni più serie e sempre attuali come la corruzione della politica, l'omofobia e il rapporto di forza sproporzionato tra il cittadino comune e le stanze del potere.

Delusione invece per l'ultimo film di Polanski (altro regista molto amato) dal quale mi aspettavo di più. Quello che non so di lei, nonostante la collaborazione con Assayas ricalca senza sussulti il tema prevedibile del doppio, come avesse inserito il pilota automatico. Mancano la scintilla e lo stile corrosivo di opere come Carnage, per parlare solo di uno dei suoi film più recenti.


Delusione invece per l'ultimo film di Polanski (altro regista molto amato) dal quale mi aspettavo di più. Quello che non so di lei, nonostante la collaborazione con Assayas ricalca senza sussulti il tema prevedibile del doppio, come avesse inserito il pilota automatico. Mancano la scintilla e lo stile corrosivo di opere come Carnage, per parlare solo di uno dei suoi film più recenti.

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venerdì 15 giugno 2018
Paz 1988 - 2018
Da I dolori del giovane Paz (Ed. Milieu - Roberto Farina, 2016)
Le generazioni di oggi sentono ancora la disperazione e l'inquietudine che sentivamo noi, ma noi trovavamo in esse un valore aggiunto e le raccontavamo senza vergogna, con coraggio. Oggi invece tutti sono obbligati a essere felici. Questo è terribile.
Claudio Lolli
Pazienza mi ha aiutato a capire che la cattiveria che avevo dentro poteva essere tirata fuori in modo creativo.
Daniele Luttazzi
L'associazione immediata è con i poeti maledetti, ma non aiuta, perché lui era solare.
Jacopo Fo
Paz è agli antipodi della coglionaggine ottimistica che c'è in giro e di cui i media sono pieni, con tutta quella gente che fa finta di essere allegra per qualcosa che non merita neanche un secondo di attenzione.
Bifo
Individuava, in questa massa di coglioni, quello che poteva dargli denaro. Sono di questa cerchia l'80% dei vari direttori di riviste che prendeva per il culo mollandogli lavori minori in cambio di un sacco di soldi.
Vincenzo Sparagna - su linkiesta una sua intervista interessante.
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venerdì 8 giugno 2018
Dieci anni dopo
Dieci anni che sono volati, ma per i tempi della rete è come se fosse passata un'era geologica.
Nel giugno del 2008 tentava i primi decolli La Teiera Volante. Avevo tante cose da raccontare e forse altre ancora ne racconterò, perché come disse Pavese: è bello scrivere perché riunisce due gioie: parlare da solo e parlare a una folla. In questo il blog è l'evoluzione perfetta per una passione che ho sempre avuto fin da ragazzino, quando sul diario di scuola inventavo classifiche musicali e fumetti o quando più grande riempivo pagine di racconti, sceneggiature improbabili e appunti per le trasmissioni alla radio. Poi un buco di parecchi anni, fino alla scoperta di quella che considero ancora una splendida opportunità nonostante molti la ritengano superata da altre forme più veloci e immediate.
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mercoledì 30 maggio 2018
Gli anni '80 in cento canzoni
Ammettiamolo, nonostante internet e i voli low cost, dal 2001 in poi la nostra società fa sempre più schifo. Se avessi una macchina del tempo, cambierei epoca per disconnettermi e disintossicarmi con un anno sabbatico negli scintillanti anni '80. Decade sempre controversa nei giudizi (che ora qui non interessano) che però non è sono solo quella del culto dell’ottimismo, del superfluo e di Dirty Dancing. Quando ci ripenso, le prime tre cose che mi vengono in mente sono la musica fantastica, il ritorno dei concerti in Italia e le interminabili notti nell'underground romagnolo, quando tutte le tendenze si mischiavano felicemente prima dell'omologazione generale che ha segnato l'inizio di un periodo tormentato. Poi, quando meno te lo aspetti, come nei migliori film il copione riserva una svolta fulminea, grazie all'incontro con una persona che ti illumina mentre tanti intorno a te sprofondano. Non era tutto rose e fiori: una mezza generazione falcidiata dall'eroina che aveva invaso la penisola; Chernobyl, l'Aids, ma per fortuna anche Quelli della notte, i fumetti di Paz, e soprattutto il potere salvifico della musica.
Tempo fa, in occasione di una serata, ho preparato su richiesta di un gruppo di amici una lista basata sui miei gusti personali, attingendo senza regole da un decennio che ha avuto mille sfaccettature. Inevitabile la commistione fra brani forse sconosciuti a tanti e (al netto di Duran Duran e Madonna) alcuni pezzi più commerciali, comunque simbolo del decennio. Un'occasione per ripescare perle dimenticate e one-hit wonder. Playlist delle prime 50 su spotify.
- The B-52's - Private Idaho 1980
- Dead Kennedys - California Über Alles 1980
- Talking Heads - Once in a Lifetime 1980
- Tuxedomoon - 59 to 1 - 1980
- Killing Joke - Requiem 1980
- Blondie - Call me 1980
- Siouxsie and the Banshees - Israel 1980
- Joy Division - Love Will Tear Us Apart 1980
- The Clash - The Magnificent Seven 1980 (Live 1981 Tom Synder Show)
- David Bowie - Fashion 1980
- David Bowie - Ashes to Ashes 1980
- Devo - Girl U Want 1980
- Material - Reduction 1980
- Martha & the Muffins - Echo Beach 1980
- The Selecters - To Much Pressure 1980
- John Foxx - Metal Beat 1980
- A Certain Ratio - Shack up 1980
- Blondie - Rapture 1981
- Brian Eno - David Byrne - Regiment 1981
- The Passions - I'm in Love with a German Film Star 1981
- Maximum Joy - Stratch 1981
- Siouxsie and the Banshees - Arabian Knights 1981
- Bauhaus - Kick In The Eye 1981
- Human League - Don't You Want Me 1981
- Simple Minds - Love song 1981
- Medium Medium - Mice or monsters 1981
- Tom Tom Club - Wordy Rappinghood 1981
- Soft Cell - Tainted Love 1981
- The Clash - This is Radio Clash 1981
- Japan - Vision of China 1981
- Yazoo - Situation 1982
- The Cure - Let's Go To Bed 1982
- Simple Minds - Someone, Somewhere In Summertime 1982
- The The - Uncertain Smile 1982
- The Clash - Rock The Casbah 1982
- Grandmaster Flash - The Message 1982
- Bush Tetras - You can't be funky 1982
- David Bowie - Cat People (Putting Out Fire) 1982 (da Ingloriuos Bastard)
- Culture Club - Do You Really Want To Hurt Me 1982
- Talking Heads - Burning Down The House 1983
- New Order - Blue Monday 1983
- Eurythmics - Sweet Dreams 1983
- Frankie Goes To Hollywood - Relax 1983
- Public Image Limited - This is not a love song 1983
- Depeche Mode - Everything counts 1983
- Tears for fears - Change 1983
- U2 - Pride (In the Name of Love) 1984
- The Style Council - You're the Best Thing 1984
- Talk Talk - It's my life 1984
- Everything But The Girl - Each & Every One 1984
- Prince - Purple Rain 1984
- Bronski Beat - Small town boy 1984
- Echo & the Bunnyman - The Killing Moon 1984
- Alphaville - Made in Japan 1984
- David Sylvian - Nostalgia 1984
- Smiths - How Soon Is Now 1984
- Brian Ferry - Slave to love 1985
- The Cult - Rain 1985
- The Cure - In Between Days 1985
- Sting - If You Love Somebody Set Them Free 1985
- Grace Jones - Slave To The Rhythm 1985
- Run-Dmc - Walk this way 1985
- Eurythmics - There must be an angel 1985
- Simply Red - Money's Too Tight To Mention 1985
- Peter Gabriel & Kate Bush - Don't give up 1986
- Art of Noise - Paranoimia 1986
- Smiths - Bigmouth strikes again 1986
- Simply Red - Open Up The Red Box 1986
- Peter Gabriel - Sledgehammer 1986
- The The - Infected 1986
- David Sylvian - Orpheus 1987
- Smiths - There Is A Light That Never Goes Out 1987
- New Order - True Faith 1987
- Prince - Sign ''O'' The Times 1987
- Beastie Boys - (You Gotta) Fight for Your Right (to Party) 1987
- Terence Trent D'Arby - Sign your name 1987
- Neneh Cherry - Buffalo Stance 1988
- Morrisey - Every day is like sunday 1988
- U2 - Desire 1988
- Edie Brickell & New Bohemians - What I Am 1988
- Tears For Fears - Sowing the seeds of love 1989
- Depeche Mode - Personal Jesus 1989
- Public Enemy - Fight the Power 1989
- Red Hot Chili Peppers - Higher ground 1989
- Nirvana - About a girl 1989
- Lenny Kravitz - Let love rule 1989
- The Cure - Lullaby 1989
UN PO' D'ITALIA
- Franco Battiato – Up Patriots To Arms 1980
- Gaznevada - Japanese Girl 1980
- Alice - Per Elisa 1981
- Fabrizio De André - Sand Creek 1981
- Francesco De Gregori - La leva calcistica del '68 1982
- Surprize - Don't Want Be Easier 1982
- Vasco Rossi - Portatemi Dio 1983
- Raf - Self Control 1984
- Diaframma - Amsterdam 1984
- Fabrizio De Andrè - Crêuza de mä 1984
- CCCP - Io sto bene 1985
- Litfiba - Istambul 1985
- Franco Battiato - E ti vengo a cercare 1988
sabato 12 maggio 2018
Distopie presenti e future: The Rain, Westworld, The Crossing, The Handmaid's Tale, 3%
Dopo un periodo poco prolifico, grazie alle serie, la fantascienza negli ultimi anni è tornata vitale. A volte pure troppo! Infatti non tutto quel che luccica è oro; notevole ad esempio è stata la delusione per Altered Carbon.
Nelle prossime settimane inizierò comunque a seguire diverse storie, per poi decidere quali meritano di essere portate a termine. Con calma. Al momento, dopo appena quattro puntate, sono immerso in una delle cose migliori prodotte nell'ultimo decennio insieme a Breaking Bad: si tratta di The handmaid's tale. Chi volesse approfondire, ne ho già parlato qua. Sulle altre ci torneremo più avanti, forse.
Nelle prossime settimane inizierò comunque a seguire diverse storie, per poi decidere quali meritano di essere portate a termine. Con calma. Al momento, dopo appena quattro puntate, sono immerso in una delle cose migliori prodotte nell'ultimo decennio insieme a Breaking Bad: si tratta di The handmaid's tale. Chi volesse approfondire, ne ho già parlato qua. Sulle altre ci torneremo più avanti, forse.
Dico forse, perché anche se in questi giorni mi è tornata la voglia di scrivere, la carenza di sonno dovuta ad un disturbo notturno di cui mi sto lentamente liberando, di giorno mi fa quasi assopire e (senza quasi) incazzare; specie se capita quando mi siedo davanti ad una tastiera. Forse i dieci anni di blog (fra un mese il compleanno) si fanno sentire? Chissà!
Nel frattempo, chi è appassionato del genere butti un occhio su:
- The Rain (serie danese) Netflix
aggiornamento: Dopo poche puntate si è capito che siamo nel filone young adult, però con attori mediocri e dialoghi di una banalità sconcertante. Peccato, perché l'idea di partenza e l'ambientazione non sono male.
aggiornamento: Dopo poche puntate si è capito che siamo nel filone young adult, però con attori mediocri e dialoghi di una banalità sconcertante. Peccato, perché l'idea di partenza e l'ambientazione non sono male.
- 3% (serie brasiliana 2 stagione) Netflix
- Westworld 2 (Sky Atlantic) - Per ora non si capisce una mazza, ma il fascino resta inalterato.
- The Crossing (serie ABC) ora su Amazon. Forse la meno promettente, anche se in realtà la trama sembra intrigante.
ps: Senza bisogno di spingerci troppo nel futuro abbiamo già le nostre realtà più o meno distopiche... Dipende dalla prospettiva da cui si guarda, ma dalla caduta del muro di Berlino in poi fino ad arrivare a Trump, a Putin e all'Europa attuale, qualcosa è andato storto.
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mercoledì 9 maggio 2018
Quello che lasciamo
Spesso me lo sono chiesto, perché quando pensavo ai miei genitori e in particolare a mio padre mi assaliva l'angoscia di ritrovarmi nella stessa situazione. Quando sono cresciuto io, la frattura generazionale era talmente netta che andando a frugare nei ricordi delle mie esperienze, non c'è quasi di nulla di condiviso o che mi sia stato trasmesso. Suonare, la passione per la musica, per i fumetti, i miei viaggi, le letture per cui mi entusiasmavo: un universo sconosciuto. Chi non ha avuto i genitori nati nel periodo della guerra forse non si rende conto delle distanze di cui sto parlando. Non ne faccio nessuna colpa, ma è un dato di fatto. Questi pensieri si sono di nuovo messi in moto nell'ascoltare mio figlio che proponeva la sua musica alla radio.
Pensieri ben presto di soddisfazione, perché qualcosa (o forse più) è passato. Il tanto tempo trascorso insieme giocando, leggendo libri, viaggiando e poi discutendo di cinema e musica, è stato un periodo straordinario nonostante i problemi e i litigi fisiologici. Un percorso da equilibristi, in bilico tra la tentazione di proteggere, l'entusiasmo di trasmettere le proprie passioni e la necessità di trovare le giuste distanze. I nostri vinili sono diventati i suoi, ma la strada intrapresa ormai è solo sua.
martedì 8 maggio 2018
I Zimbra
Un brano che ha ormai quarant'anni ma che (come conferma questa esibizione live di David Byrne) non li dimostra. D'altra parte, associare una ritmica africana ad un poema dadaista è un'operazione che non proprio tutti sono in grado di fare.
Così disse in un intervista Jerry Harrison dei Talking Heads: We also knew that our next album would be a further exploration of what we had begun with "I Zimbra".
Fear of music è l'album della svolta e delle prime contaminazioni per le teste parlanti. Uno di quelli che non ti stanchi mai di ascoltare.
Così disse in un intervista Jerry Harrison dei Talking Heads: We also knew that our next album would be a further exploration of what we had begun with "I Zimbra".
Fear of music è l'album della svolta e delle prime contaminazioni per le teste parlanti. Uno di quelli che non ti stanchi mai di ascoltare.
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