sabato 12 agosto 2017

Italia che affonda anche nell'atletica


Atletica antica passione. Nessun altro sport sa darmi le stesse emozioni. Fin da bambino non perdo un'olimpiade, un europeo o un mondiale ed è veramente triste vedere l'Italia così ridotta: una comparsa in un film in cui tutti gli altri sono protagonisti. A un giorno dalla fine dei mondiali di Londra siamo a 0 medaglie e soprattutto nessun atleta che abbia raggiunto una finale. La regina dello sport come metafora del nostro declino.

12 commenti:

  1. anch'io adoro l'atletica e dispiace anche a me vedere com'è ridotta in Italia. Siamo un paese calciocentrico purtroppo.

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    1. Da sempre, ma fino a 15 anni fa almeno avevamo ancora atleti di punta come Fiona May, A. Howe, Fabrizio Mori e Baldini. Ora il vuoto: una roba vergognosa.

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    2. Ho avuto la fortuna di avere come insegnante di educazione fisica in Collegio un Maestro dell'atletica della mia zona. Si chiamava Gianfausto Balatti. Un decano. Un vecchietto che ci ha seguito esclusivamente come ultima classe a causa dei suoi problemi fisica. Mi ha portato un paio di volte in pista. Ci ha insegnato di tutto a noi allievi. Adesso gli dedicano dei memorial a Lecco.

      Un maestro di vita in tutti i sensi.
      Lo ricordo con straordinario affetto e riconoscimento.

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  2. Non c'è una Sara Simeoni?... o un Mennea? ...

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    1. Mancano atleti di quella levatura e con quel carisma, ma soprattutto manca la cultura e il piacere di seguire la regina degli sport. Me ne accorgo parlando con le persone che conosco: finiti i 100m tutto il resto viene ignorato.

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  3. Il mondo si è globalizzato e ormai nell'atletica è difficilissimo vincere, per tutti. C'è molta più concorrenza rispetto anche solo a un paio di decenni fa. Perfino gli Stati Uniti fanno molta più fatica di un tempo a portare a casa le medaglie.
    Però è anche vero che in Italia mancano cultura e soldi. Abbiamo impianti fatiscenti, gli stadi servono soprattutto per il calcio e a tutti sembra andar bene così... in effetti il confronto con le nazioni più affini a noi (tipo Francia e Gran Bretagna, ma anche la Spagna) è davvero impietoso

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    1. Si dovrebbe ricominciare dalle scuole, dove in ed. motoria l'atletica viene quasi ignorata. Ricordo che mi appassionai proprio a scuola con i giochi della gioventù, quando cominciai a praticare il salto in alto e via via le altre discipline. Verissimo, c'è sempre più concorrenza, però in questi mondiali c'è una rinascita del movimento USA, si vede che hanno ricominciato a programmare e a lavorare bene: addirittura una doppietta nei 3000 siepi donne, da sempre regno delle africane.

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  4. Dici bene e dite tutto nel post e nei commenti: manca la cultura. L'atletica è lo Sport.
    Non me ne vogliano i tifosi del calcio.

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    1. A me è sempre piaciuto anche il calcio, ma la deriva Panem et Circenses degli ultimi anni sotto la dittatura di sceicchi e magnati mi sta allontanando.

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  5. E aggiungo i soldi e i diritti TV...
    Spero di non essere tacciato per qualunquismo... :-)

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  6. Non mancano solo la cultura e una buona educazione motoria; l'istituzione che dovrebbe promuovere lo sport, a tutti i livelli, e' diventato un comitato d'affari utile solo a se stesso.

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  7. In "itaglia" non servono atleti, servono tifosi; tifosi che comprino magliette, che sottoscrivano abbonamenti allo stadio oppure alle tv a pagamento, che si facciano tatuaggi, che si riducano i capelli come degli abati benedettini, che farciscano le frasi di "cioè", che muovano l'economia.

    A cosa ci potrebee mai servire un campione che lancia il giavellotto? La guerra dei cent'anni è ormai terminata.

    Noi siamo il popolo di Cassano & C.

    Un triste abbraccio a tutti.

    p.s.: anch'io ho seguito i mondiali ed ho fatto il tuo stesso accostamento logico.

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