venerdì 24 ottobre 2014

Post numero 1000: momenti di gioia e libertà sulla Terra
























La guerra con le cerbottane
Gli indiani metropolitani
Vagabondare nei paesi abbandonati dell'Appennino
Radio Graal e Radio Alice
Le case occupate di Amsterdam
L'amore e gli strapiombi della Corsica
La nascita di un figlio
L'alba e il tramonto nel Mojave e a Joshua Tree
Il tè e il blues dei Tuareg intorno al fuoco
Il sole e la luna che si rincorrono a mezzanotte
Le balene nell'oceano
I gatti da accarezzare
Karma Police dal vivo
Il bagno nel cratere del vulcano
Le onde sulla spiaggia di Sagres
Le urla dei lemuri nella foresta pluviale
Paradise Valley, Marocco
Le Illuminazioni di Rimbaud
Remain in Light

La libertà dello spirito non ha prezzo, ma questo mondo vuole imporne uno a ogni cosa.
Q, pag.160 - Luther Blisset (Wu Ming)

Landmannalaugar, Islanda - luglio 2009


mercoledì 22 ottobre 2014

La Teiera al cinema: da non perdere (promemoria)


La stagione autunnale cinematografica è iniziata in sordina: dalla fine dell'estate non sono riuscito a vedere niente che mi abbia anche minimamente esaltato. Unici film a cui posso dare più della sufficienza sono stati Frances Ha di Noah Baumbach e Tutto può cambiare di John Carney, (decisamente meglio del tedioso e sopravvalutato Once).

Nonostante la delusione per la bocciatura di Ravenna come capitale europea della cultura, dalle mie parti c'è la notizia positiva della riapertura definitiva di una multisala d'essai dove c'è poca confusione, proiettano buoni film e non ti assegnano i posti: ti siedi dove cavolo ti pare.

Tante vale proiettarsi nelle uscite più allettanti dei prossimi mesi. Nei titoli i link di approfondimento.

OTTOBRE

Boyhood
Il mio coetaneo Richard Linklater (School of Rock) esce questo weekend con una storia girata a spezzoni in dodici anni di tempo, accompagnando la crescita reale di Mason, un bambino di otto anni e della sua famiglia. Interessante esperimento che procede di pari passo con l'evoluzione della tecnologia e gli avvenimenti dell'ultimo decennio.


NOVEMBRE

Interstellar (6 novembre)
E' il nuovo film di fantascienza firmato da Cristopher Nolan con Matthew McConaughey. Può bastare!

Sils Maria (6 novembre)
Prima di vedere lo splendido Qualcosa nell'aria, uscito l'anno scorso, conoscevo poco le opere del regista parigino. Mi sono ripromesso di non perdere più niente di Olivier Assayas. Ed ecco in uscita il suo nuovo film che ha come protagonista Juliette Binoche.

DICEMBRE

L'amore bugiardo - Gone Girls (18 dicembre)
Un altro pezzo da novanta, cioè David Fincher, ha girato questo film con Ben Affleck e Rosamund Pike, tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice americana Flynn Gillian. Non so, ma sento odore di fregatura. Chissà! Il regista di Seven comunque finora ne ha sbagliati pochissimi.

2015 

Vizio di forma (febbraio)
Settimo film di Paul Thomas Anderson... California fine anni '60, J. Phoenix è Larry "Doc" Sportello, un investigatore privato
tossicodipendente...

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet
Riusciremo a vedere in Italia il nuovo film dell'estroso e geniale Jeunet? (Delicatessen, Il magico mondo di Amelie)

venerdì 10 ottobre 2014

John De Leo - IL Grande Abarasse

John De Leo con la voce è un fenomeno: un artista capace come pochi di portare il proprio talento al servizio della sperimentazione. L'ho conosciuto di persona e visto diverse volte dal vivo fin dai tempi dei Quintorigo. L'ho sentito cantare e fare cose incredibili. Il verbo "fare" non è casuale, perché con la sua voce-orchestra lui dialoga realmente con ogni strumento, riuscendo a costruire ed esplorare zone ignote: territori dove passeggiava normalmente gente come Demetrio Stratos.
Dopo sei anni di progetti vari arriva Il Grande Abarasse, secondo album solista di John De Leo, accompagnato in alcuni brani dall'Orchestra Filarmonica di Bologna.
Stefano Benni, che ha lavorato con lui, l'ha ironicamente definito alla sua maniera: fa del jazz ma non è jazzista; fa musica contemporanea, ma sembra Rasputin; ha suonato con Uri Caine ma non si ricorda perché è completamente pazzo. Lo hanno avvicinato a Demetrio Stratos e Tim Buckley ma lui si sente vicino a Willy Coyote.
Il titolo dell'album è volutamente enigmatico, un po' come le composizioni che mischiano la poesia con i toni grotteschi, la musica colta con la mazurka, il pop con l'avanguardia. Prima dell'uscita è partito l'invito verso i frequentatori del suo sito a dare una definizione su che cosa poteva essere Il Grande Abarasse, con tanto di copia premio per coloro che davano le risposte più originali.  

Ogni canzone è una soggettiva all'interno dei pensieri dei vari personaggi che popolano un fantomatico condominio, fra cui ad esempio l'anziano de La Mazurka del Misantropo, che sproloquia con una badante dell'Est di nome Tania. Il paragone visivo più azzeccato che ho letto e che è venuto in mente anche a me, è quello con le atmosfere di Delicatessen, il surreale film di Jeunet e Caro ambientato proprio all'interno di un palazzo abitato da inquilini stralunati. 
Nell'insieme il disco è a tratti piuttosto spiazzante e certamente non facile da approcciare; io lo preferisco comunque nella sua funambolica dimensione live accompagnato da mini orchestra o anche in duo con Fabrizio Tarroni alla chitarra, capace come pochi con la sua duttilità di assecondare e supportare il talento puro di John. D'altra parte lui è stato molto chiaro e diretto nel dire:
"Pasolini diceva che lo spettatore deve fare tanta fatica quanta ne faceva lui per concepire i film. Ecco, io non dico che un ascoltatore debba faticare, però non voglio neanche cantare quel che la gente s'aspetta di sentire. Sarebbe noioso, se non offensivo. Prendi Björk: non fa dischi esattamente canticchiabili, però dietro c'è un pensiero musicale, un concetto stimolante. Il rispetto per il pubblico non sta nell'accontentarlo".

giovedì 9 ottobre 2014

Siamo stati bene insieme

Sedici anni da gatto vero (e non da soprammobile casalingo) a caccia di passerotti, merli e lucertole che a volte, preso da pietà, ti portavo via. Avevi reagito alla grande al trasloco; anzi, eri tu quella della famiglia ad essere subito a suo agio con molti più posti da esplorare e in cui nasconderti.
Te ne sei andata senza un lamento con una dignità felina commovente; da animale nobile qual eri.

Ciao Matula, bela gatona.







Da cucciola




Va bene la casa nuova, ma almeno datemi da bere!






mercoledì 8 ottobre 2014

Butterfly Effect: il ritorno di A Toys Orchestra

Nel 2010, ai tempi di Midnight Talk, era stato amore al primo ascolto, confermato poi dal vivo. Quell'anno furono premiati come miglior gruppo indipendente italiano grazie ad un pop cristallino d'ispirazione brit a dir poco raro nel panorama nostrano. Ad una settimana dall'uscita ufficiale del nuovo album, intitolato Butterfly Effect, la band di Agropoli poche ore fa ha postato lo streaming integrale. Speriamo bene.
Buon ascolto!

lunedì 22 settembre 2014

Tagli

Tagli di capelli che si fanno in casa.
Tagli ai quotidiani (cartacei).
Taglio ai pacchetti di sky.
Taglio alla benzina (se è possibile, sempre a piedi o in bici).
Nessun taglio alla cultura che dà da mangiare.

Le uniche cose su cui non si lesina sulla Teiera sono il cinema, la musica e... le bionde o le rosse delle mie zone!

la bionda
la rossa

martedì 16 settembre 2014

Appunti musicali: alt-J (∆) e J Mascis

 

Fattore J, lettera comune agli alt-J ed a J Mascis che con tre decenni di carriera alle spalle potrebbe essere idealmente loro padre.
Alt-J, ovvero ∆, sono i ragazzi di Leeds che dopo il botto del primo album in tanti stavamo aspettando al varco. 
Per quanto mi riguarda non hanno tradito le aspettative: dallo scorso weekend è in rete e in streaming il loro secondo lavoro, intitolato This is all yours. L'ho già ascoltato tre volte. I singoli avevano fatto ben presagire e devo dire che nonostante una flessione nella parte finale, il livello è alto ed il loro stile inconfondibile (un mix di ritmi, elettronica, folk e ballate malinconiche) resta una delle sorprese musicali più gradevoli degli ultimi anni. Attenzione a non esagerare con i coretti (tipo quelli predominanti nell'intro) che personalmente non mi entusiasmano. Provate però ad ascoltare Nara, la terza canzone: i Radiohead sanno ancora scrivere pezzi così? Commovente!



Una settimana fa mi è arrivato un messaggio da Bologna:
"J Mascis - Tied a star, secondo me ti piace". Non sono stato un fan dei Dinosaur Jr, ma non potevo sottrarmi a questa dritta.
Ho fatto bene perché alla soglia dei cinquant'anni l'ultimo lavoro solista di J Mascis è l'esempio di chi non dorme sugli allori e si rimette in gioco alla grande. Una vena acustica ed elettrica da songwriter alla Neil Young che prima ti spiazza e poi scalda l'anima con quel mix di malinconia e vibrazioni positive. Per me una sorpresa/scoperta doppia, anche perché il consiglio era di mio figlio.

Due dischi che hanno riacceso un 2014 musicalmente abbastanza fiacco.

mercoledì 10 settembre 2014

Belluscone - una storia siciliana


Belluscone - Una storia siciliana non è l'ennesimo racconto moralistico sul caimano, ma un vero trattato di antropologia; un'opera multiforme e autodistruttiva; una visione agghiacciante e paradossalmente carica di calore umano. Più che un film, un finto documentario su un vero film incompiuto e smarrito per strada tra mille difficoltà, nato in origine per raccontare i rapporti tra Berlusconi e la Sicilia, terra fertile di conquista elettorale dopo la discesa in campo del Cavaliere.
Vagando nei quartieri di Palermo, tra feste rionali e tv locali, trash oltre ogni comprensione umana, come ai tempi di Cinico TV, Maresco mette in scena un universo parallelo popolato dai suoi freaks, a cominciare dai cantanti neo-melodici, idolatrati da una moltitudine eterogenea di fans, intervistata a dall'inconfondibile voce fuori campo del regista palermitano. Alla loro guida c'è lo storico impresario locale Ciccio Mira, il vero protagonista e l'anima della storia. Risate amare ed incredulità si alternano mentre il critico Tati Sanguineti tenta di guidarci nei meandri del capoluogo siciliano alla ricerca di Maresco, scomparso dopo due anni di lavoro e decine di ore di riprese, fra cui anche una surreale intervista a Dell'Utri seduto su un trono.
E quando pensi di aver raggiunto il fondo, ovvero il cuore di tenebra dell'anti-stato:
... a un certo punto arriva l’Italia perfetta, quella post-berlusconiana, quella che si accende nel finale con appena due tocchi di pennello: Renzi e la suora (The Voice), l’orrore eccetera. Ancora una volta nei Mira e nelle borgate trovi residui di un’umanità che è infinitamente più umana e infinitamente meno mostruosa di quella che poi si vede per tre secondi nel finale. Questo è quello che a me interessava sostanzialmente.
(Da Conversazione con Franco Maresco del 24 agosto 2014 su Rapporto Confidenziale

In un Paese dove per guadagnare consenso ci si presenta ad Amici con il giubbino di pelle, sosteniamo Maresco e il suo cinema duro e puro, risorto e al tempo stesso vittima delle macerie di un'opera fallita.
Cercate il film nella sale che lo proiettano ancora.

lunedì 8 settembre 2014

La teiera al cinema - visioni estive 2014


Settembre è il mese del cinema. Dopo l'abbuffata di anteprime del festival di Venezia, torna la voglia di immergersi nel buio di una sala. Nell'attesa delle uscite più interessanti, un resoconto di alcune delle ultime visioni.

The Stag - Se sopravvivo mi sposo - 6 irish
John Butler (Irlanda 2013 - uscita 28 agosto 2014)
Commedia dall'anima irlandese e dallo scontato lieto fine; qualche inutile lentezza filosofico-esistenziale e vaghi riferimenti alla crisi economica. Si lascia vedere. Senza infamia né lode.

Under the skin - 6 distante
Jonathan Glazer (USA, Gran Bretagna 2013 - uscita 28 agosto 2014) 
Un'aliena Scarlett Johansson in forma smagliante arriva sulla Terra (chissà perché proprio in Scozia) per predare la razza umana maschile. Visivamente potente e suggestivo, anche se la storia (volutamente?) non decolla e non coinvolge mai.

La gabbia dorata - 8 autentico
Diego Quemada-Diez (Messico 2013 - uscita novembre 2013)
I film che hanno scarsa distribuzione e poi risultano introvabili in rete (per cui nei blog quasi nessuno ne parla) non godono, come in questo caso, del successo e della visibilità che meriterebbero. Pellicola messicana dell'esordiente Diego Quemada-Diez, già collaboratore di Iñárritu e Ken Loach. Storia durissima di immigrazione, narrata dalla prospettiva di quattro adolescenti (tre maschi e una femmina) che fuggono da una bidonville del Guatemala e attraversano un Messico spietato per raggiungere Los Angeles. Dialoghi scarni, poesia e disperazione negli sguardi dei migranti e nei paesaggi. Un connubio riuscito tra taglio documentaristico e tragico romanzo di formazione. Vincitore del Festival di Giffoni e presente al Festival di Cannes 2013 nella sezione Un certain regard.
Era uscito a novembre 2013 e sono riuscito a recuperarlo al cinema estivo. 

CBGB -  5½ parodistico
Randall Miller (Usa 2013)
Delusione! La storia del mitico e storico club dove alla metà degli anni '70 suonavano Patti Smith, Talking Heads, Ramones, Television, Iggy Pop, raccontata in forma di parodia. Un sottobosco di macchiette e situazioni demenziali con l'accento sempre posto sulle schifezze (bagni rotti, vomitate, cacche di cane pestate). Va beh, si raccontano le origini del punk e della new wave newyorkese, però penso che Hilly Kristal e suoi musicisti meritassero qualcosa di meglio. Eccezionali ovviamente le canzoni, anche se ci sono un paio di strafalcioni cronologici imperdonabili. Non distribuito in Italia.

Cattivi vicini - 4 penoso
Una copia, della copia della copia... E ancor peggio, buttata lì in forma semplicistica, una pseudo-riflessione sulla crescita all'età adulta e alle responsabilità di genitori. 
Mi aspettavo almeno qualche risata e invece sono arrivati gli sbadigli. Se aspirava ad essere o diventare Animal House dei nostri tempi, siamo veramente al declino definitivo. Al confronto Una notte da leoni è un capolavoro.

mercoledì 3 settembre 2014

Jah Wobble presents PJ Higgins

Quando cominciai a suonare dal vivo le prime influenze musicali provenivano dalla scena post punk soprattutto inglese che assimilavamo come carta assorbente l'inchiostro. Nella prima esibizione, una delle rare volte in cui suonammo covers, fu scelto anche un brano dei PiL e per la precisione Socialist, probabilmente perché essendo strumentale risolveva il problema del cantato.

Questo breve ricordo per introdurre il nome di Jah Wobble; i vecchi fan e appassionati lo ricorderanno di certo come cofondatore dei PiL e traghettatore alla fine degli anni '70 del post punk verso nuovi e fino allora sconosciuti territori dub e world, uniti all'alienazione urbana incarnata dalla voce di John Lydon. La carriera solista del bassista dei Pil ha avuto alti e bassi ed è stato complicato, soprattutto prima della rete, seguire i suoi progetti musicali. Alla fine degli anni '80 era quasi fuori dal giro e per campare costretto a fare le pulizie nelle stazioni, occupandosi di musica solo nel temo libero.
Dopo innumerevoli collaborazioni con risultati alterni, ora le sue sinuose linee di basso si sono incrociate con la splendida voce di PJ Higgins, cantante del collettivo londinese Dub Colossus. Il risultato è una sorta di dub-reggae notturno con venature trip hop.
Tutta la sua storia e la discografia in un articolo completo su ondarock.
 

lunedì 1 settembre 2014

Teiera vol. 12 - Music for fake summer end

Se ne va mestamente l'ultimo weekend d'agosto dell'estate più piovosa del secolo. Fra un acquazzone e l'altro ho racimolato qualche canzone per la compilation n. 12.
Fra gli album più attesi in settembre il nuovo Alt J (qui il singolo Left Hand Free).