martedì 28 luglio 2015

Disconnettersi per pensare, leggere, scrivere...

Nei mesi estivi ho la fortuna di poter disporre di molto tempo libero e nell'arco degli anni diverse volte è capitato che le persone con sincera curiosità (stranamente quasi mai con invidia) mi chiedessero come trascorrevo le mie ore. La risposta messa a punto ormai da anni è sempre la stessa: Penso, leggo, scrivo, cammino, ascolto musica, guardo film, gioco a scacchi o a carte, faccio il casalingo e ovviamente ozio. A questo proposito sembra quasi che avere del tempo libero, alieni al mito dell'efficienza produttiva e allo stesso tempo assenti dai social network più in voga sia una cosa sconveniente.

Nel suo saggio intitolato In pausa (sottotitolo: come l'ossessione per il fare sta distruggendo le nostre menti) Andrew Smart, ricercatore della N.Y. University, descrive su basi scientifiche la necessità del nostro cervello di trovare momenti di sosta per vagare libero affinché possa attivarsi la rete neurale di default, sede fondamentale deputata alla creatività e al benessere delle nostre menti. I tempi sospesi (o se preferite morti) sono di vitale importanza e quando è possibile li vado a cercare come strategia per sopravvivere intellettualmente.
L'ultima frontiera da colonizzare è quella del sonno e piano piano ci stanno riuscendo.


venerdì 24 luglio 2015

Soffrire al cinema: Louisiana - The Other Side



L'altra faccia dell'America. Il documentario girato da Minervini in Louisiana, racconta l'esistenza di una comunità di emarginati: una visione dove la frontiera tra documento e finzione è molto labile perché l'impressione è che i protagonisti, sapendo di essere ripresi, recitino (a volte al limite del compiacimento) le loro vite fatte di produzione casalinga di amfetamine, buchi, alcool e invettive contro Obama e la sua amministrazione. Un limite sta proprio qui, nello sfiorare il voyeurismo, nonostante si avvertano chiaramente l'empatia e la fiducia con cui il regista è entrato in contatto con questa comunità di dropout. Spesso durante la visione sorge istintivo chiedersi non a cosa si stia assistendo, ma come il regista sia stato in grado di girare immagini così forti e intime, in particolare quelle dei due personaggi principali e del loro amore tossico: le iniezioni in primo piano, i rapporti sessuali, i dialoghi (non si sa quanto spontanei).
Citando le parole di Caden Cotard nel suo blog Il Buio in Sala: Se sceneggi allora vorremmo anche una storia, se non mi dai la storia allora, forse, ci vorrebbe una regia ancora più distaccata, semplice osservatrice, e non così mise en scene.
I bianchi in Louisiana rappresentano ancora la maggioranza della popolazione in una condizione sociale generale di estremo degrado e di altissima disoccupazione nonostante la ripresa economica americana e la crescita del PIL. Il merito del film è quello di aver saputo cogliere e mostrare con efficacia questo aspetto politico-sociale di cui poco o nulla sapevo, specie nella seconda parte quando la telecamera segue l'addestramento di un gruppo paramilitare inneggiante ad una rinascita americana ispirata ai valori di patria e famiglia declinati però in maniera delirante. Il finale con il bombardamento e l'esplosione dell'auto dove è stato piazzato il pupazzo di Obama è uno dei momenti più potenti di un film interessante e che ha fatto molto discutere. Innegabili il notevole talento registico e l'originalità dell'approccio documentaristico di Roberto Minervini, una prospettiva che mi lascia comunque qualche perplessità.

Sofferenza totale per arrivare ai titoli di coda. Può anche darsi che il mio giudizio ne sia stato influenzato. A parte la scomodità storica delle sedie del cinema all'aperto che frequentiamo, sembrava veramente di starci nelle paludi della Louisiana per il caldo feroce e l'umidità. Mai vista una roba simile! Detto da uno che il caldo lo sopporta alla grande.


   

venerdì 17 luglio 2015

Arcade Fire - Porno

Fa talmente caldo che i tasti che sto pigiando si sciolgono sotto i miei polpastrelli.
Con questo clima tropicale la voglia di scrivere è prossima allo zero.
Mi restano solo le forze per volare ad Haiti dove gli Arcade Fire (che stanno per tornare in studio) hanno girato questo video promozionale in vista del film The Reflktor Tapes che uscirà a settembre. Un trip meraviglioso di otto minuti nel quale si sovrappongono due frames a creare una prospettiva molto particolare. Obbligatoria la visione a tutto schermo.

giovedì 16 luglio 2015

Cantalamappa - Atlante bizzarro di luoghi e storie curiose

I Wu Ming non finiscono mai di stupirmi. Fin da bambino ho avuto una passione sfrenata per la geografia, per carte e mappe, argomenti colpevolmente trascurati nelle scuole e comunque insegnati con superficialità. Ho accolto perciò con entusiasmo la loro nuova opera: Cantalamappa - Atlante bizzarro di luoghi e storie curiose, Mondadori ElektaKids. Un libro per bambini svegli e adulti che hanno ancora il gusto e la curiosità della scoperta. Si viaggia attraverso il nostro pianeta in compagnia di Guido e Adele Cantalamappa e del loro librone corredato di mappe alla ricerca di luoghi e storie intriganti come Il cinema nel deserto, L'isola delle Rose, il Verme Mongolo della Morte, Il viaggio delle paperelle di plastiche nell'oceano e la storia d'amore e d'anarchia fra Dolcino (quello de Il Nome della Rosa) e Margherita.

Leggetelo e regalatelo ai vostri bambini, direi dai nove anni in su.




lunedì 13 luglio 2015

Il cinema e il bisogno di spaesamento

... il cinema serviva a quello, a soddisfare un bisogno di spaesamento, di proiezione della mia attenzione in uno spazio diverso, un bisogno che credo corrisponda a una funzione primaria dell’inserimento nel mondo, una tappa indispensabile d’ogni formazione. Certo per crearsi uno spazio diverso ci sono anche altri modi, più sostanziosi e personali: il cinema era il modo più facile e a portata di mano, ma anche quello che istantaneamente mi portava più lontano. Ogni giorno, facendo il giro della via principale della mia piccola città, non avevo occhi che per i cinema, tre di prima visione che cambiavano programma ogni lunedì e ogni giovedì, e un paio di stambugi che davano film più vecchi o scadenti, con rotazione di tre alla settimana. Già sapevo in precedenza quale film davano in ogni sala, ma il mio occhio cercava i cartelloni piazzati da una parte, dove s’annunciava i film del prossimo programma, perché là era la sorpresa, la promessa, l’aspettativa che m’avrebbe accompagnato nei giorni seguenti.  Italo Calvino - Autobiografia di uno spettatore, 1974

Ecco, io la vedo ancora così. Il percorso di formazione di cui parla Calvino è permanente.
Appena tornato dalle vacanze, una delle prime esigenze è proprio quella di immergermi in un film. E quale migliore occasione di Sapore di Cinema, rassegna estiva che proprio dalle mie parti propone grandi classici restaurati dalla cineteca di Bologna. Si inizia con il Macbeth di Roman Polanski del 1971.

E a proposito di spaesamento, esattamente trent'anni fa nel 1985 proprio alla fine dell'estate, usciva questo capolavoro di Terry Gilliam (titoli di testa).
Tornando invece al presente, Un piccione seduto sul ramo riflette sull'esistenza ha soddisfatto totalmente le caratteristiche di cui sopra.

sabato 11 luglio 2015

Quando un assolo di chitarra può ancora farti venire i brividi

Album della piena maturità per Karl Larsson e i suoi Last Days Of April, “Sea Of Clouds” è un progetto difficile da riporre velocemente nell’archivio, un mix di alternative-country e pop privo di coloranti e additivi, un vero toccasana per le vostre orecchie. Ondarock

Non lo fa quasi più nessuno, ma un assolo di slide guitar fatto come si deve può ancora farti venire i brividi. Dal nono album degli svedesi Last Days of April la dolce e malinconica The Thunder & The Storm.

mercoledì 24 giugno 2015

Low - No Comprende

Li apprezzai per la prima volta dal vivo come gruppo spalla dei Radiohead. Erano solo due sul palco: Alan Sparhawk e Mimi Parker (marito e moglie) e tennero la scena alla grande malgrado l'attesa spasmodica per Yorke e compagni. Me ne sono innamorato ascoltando quello che considero il loro lavoro migliore: The Great Destroyer, uscito nel 2005. Stanno per tornare con un nuovo album e questo è il primo singolo.


lunedì 22 giugno 2015

A ogni pieno che fai, un barcone che viene

A ogni pieno che fai, un barcone che viene. Per pompare olio, serve destabilizzare, colonizzare, sfollare. Allora si può pompare. E mettere un bel centone per arrivare alla prossima stazione di benzina, dove potrai continuare a lamentarti dei barconi...
Barconi e Suv - Carmillaonline





L'85% dei rifugiati di tutto il mondo in fuga da guerre e persecuzioni (circa 60 milioni) vive nell'area cerchiata.
fonte NYtimes.com
 
20 giugno 2015 - via mapsontheweb

sabato 20 giugno 2015

Beirut - No No No

Sono passati ormai quattro anni dal concerto di Ferrara Sotto le Stelle quando vidi suonare in una splendida accoppiata Beirut + The National. Finalmente il gruppo guidato da Zach Condon si rifà vivo con un singolo che preannuncia l'uscita del nuovo album prevista il 15 settembre.
Il video, spassoso e surreale, vede ogni membro del gruppo alle prese con pantomime di ogni genere.

sabato 13 giugno 2015

Föllakzoid: dal Cile alle porte del cosmo che stanno su in Germania


Può accadere che tre ragazzi cileni siano prodotti dal guru tedesco Uwe Schmidt e vengano a suonare con un viaggio cosmico in Italia e guarda caso proprio dalle mie parti ...

Con III cambia dunque l’acidità del trip ma non la sostanza. L’album è un muro terrestre e monolitico, edificato nell’essenza circolare del ritmo; è un androide che cade in una trance corposa e logorante, è una ruota che gira su immensità di tribalismi sintetici tra sabbia e acqua, cielo e terra.  Rocklab

giovedì 11 giugno 2015

Ad Amburgo a piedi














Mi è sempre parso incredibile che la tecnologia, capace di rivoluzionare qualsiasi aspetto della vita umana negli ultimi cinquant'anni, non sia stata ancora in grado di superare il motore a benzina.
Odio guidare, sono allergico al traffico automobilistico ed è per questo che ho già progettato per la pensione di trasferirmi ad Amburgo a bere birra e a tifare St. Pauli sulle note di Song 2.

La seconda città tedesca per numero di abitanti ha avviato un progetto per eliminare completamente la circolazione di auto entro vent'anni: alla data di scadenza del 2034 nessuno avrà più bisogno di utilizzare la macchina. Il progetto si chiama GrünenNetz Hamburg, cioè Rete Verde di Amburgo.