giovedì 28 luglio 2016

Cult dell'estate 2016

SERIE

Mr. Robot (2° serie)
Ancora più paranoica ma sempre più avvincente.

Stranger Things
Fantascienza stile anni '80 con una colonna sonora strepitosa: Joy Division, New Order, Clash, Jefferson Airplane, Echo & The Bunnymen. Dal 15 luglio su Netflix.



MUSICA

Michael Kiwanuka - Black Man In A White World
Le radici soul e gospel nel 2016 di questo ragazzo inglese di origini ugandesi.



Francesco Motta - La fine dei vent'anni
Dopo Vasco Brondi finalmente si rivede un autore italiano in grado di accoppiare testi con ottima musica (con la produzione di Riccardo Sinigallia). Link streaming



MOSTRE
Da non perdere (per fortuna a Bologna a un'ora da casa).



















LIBRI


























POKEMON GO
Il commento di un umarell con il barista dove vado sempre a bere il caffè.

- Ma cos'è sto Pokemon Go? Perché ieri c'erano due ragazzini nel mio cortile col cellulare in mano e gli ho chiesto cosa stavano facendo e mi hanno risposto che stavano cercando i Pokemon!

- E' un gioco per lo smartphone (segue spiegazione dettagliata del ragazzo del bar)

Alla fine della spiegazione, in dialetto romagnolo:
- Fati rob, quant'aveva 16 ann me andeva a figa, miga a Pokemon.



TWITTER
Su tripadvisor che giudizio danno gli alieni del nostro pianeta?


lunedì 25 luglio 2016

Berlino up & down (fuck paranoia)

[UP]

§ Il mercatino delle pulci della domenica a Boxhagener Platz (sotto un acquisto).

mateo-art.com/#/gallery/

























§ East Side Gallery: l'ultimo tratto di muro con i graffiti storici che ha resistito alla speculazione edilizia e all'impeto di libertà del 1989. Un must.

§ La street art in generale. Berlino è il regno insieme a Londra e New York.




















§ Il museo della DDR. La documentazione dettagliata dell'incubo in cui vivevano i tedeschi dell'Est.

























§ La sala da tè russa (per la precisione tagika). Ci si tolgono le scarpe e seduti su cuscini e tappeti si  assapora un tè favoloso e i tipici bliny.


















§ Il museo del cinema a Potsdamer Platz, con una mostra temporanea sulla fantascienza: da  Metropolis a Interstellar. Allestimento notevole.

alien + alien 

























§ Holocaust Mahnmal. Un labirinto simbolico per commemorare tutte le vittime del  genocidio  nazista, ma la parte straziante è nei sotterranei con un allestimento visivo, storico e cronologico della Shoah che mi ha riempito di lacrime.

§ I ristoranti. Scegliendo bene, ogni sera si cambia tipo di cucina con un eccellente rapporto qualità  prezzo.

§ Ovviamente la birra e in particolare quella del Joseph Roth Pub.

§ Magic moment al Monkey Bar in Budapester Str. 40, situato al decimo piano con una terrazza affacciata sullo zoo (colonna sonora di David Bowie e Beautiful South).

§ Il concerto degli Air alla porta di Brandeburgo.

[DOWN]

§ Tutti i fattacci esplosi proprio durante la nostra permanenza in Germania. La paranoia da aeroporto  e da mezzi di trasporto affollati.
Con quello che sta succedendo sono i luoghi dove vorremmo passare meno tempo, ma la mia posizione, sia razionale che istintiva, è racchiusa in questo tweet:









§ Le migliaia di cantieri, che comunque sono anche il segno di una città in continuo divenire.

§ Alexanderplatz. Sicuramente è un simbolo storico di Berlino; si riconoscono ancora i muscoli del  socialismo reale, anche se l'architettura originale è stata completamente stravolta dopo l'unificazione.
 Un potpourri sconclusionato e poco attraente, all'insegna del consumismo turistico.





















venerdì 1 luglio 2016

Tutti vogliono qualcosa: full immersion negli anni 80

Siamo in un college in Texas all'alba degli anni 80, quando iniziano a contaminarsi le musiche e le culture giovanili. Anche dalle mie parti se frequentavi certi locali in riviera potevi incontrare di tutto: punk, dark, fighetti strafatti, hippy fuori tempo massimo. L'aids non era ancora comparso e c'erano un'aria di ottimismo e vitalità che si respirano nella commedia di Linklater, che dopo il capolavoro Boyhood, gira un film apparentemente leggero, uscito in sordina all'inizio dell'estate.

"Tutti vogliono qualcosa" fa il verso ai college movie cretini che imperversavano proprio nel decennio degli anni 80: ne viene ricreata minuziosamente l'atmosfera, le scenografie, la fotografia e persino il vocabolario dei protagonisti. Ma, a differenza di quelle saghe ben poco meritevoli, Linklater gioca di fino sulle sfumature, rimodella tutto, quasi all'oscuro dello spettatore, ricombinando i fattori. Ondacinema

Un'ironia che prende di mira anche l'ostentazione ridicola della virilità maschile tipica dell'epoca con le sue pose pseudo-macho, fra abbordaggi patetici in discoteca, feste punk o di studenti di belle arti dall'aria snob, con una goliardia che a tratti ricorda sì Animal House, ma in realtà (quasi con malinconia) racconta lo scorrere del tempo in quel limbo magico e incosciente che tutti abbiamo vissuto tra la fine della giovinezza e l'inizio dell'età adulta. Ci sarebbe tanto da raccontare anche in Italia su quel periodo grattando sotto la superficie; nessun regista che io ricordi l'ha mai fatto in modo soddisfacente. Il grande Caligari ci è riuscito in Non essere cattivo con gli anni novanta.

Notevole la colonna sonora.

giovedì 30 giugno 2016

Portishead - SOS

Nelle ultime settimane qualcosa mi ha sottratto la voglia di scrivere, oltre che il buonumore. Fra un paio di settimane siamo in partenza per Berlino, ma non sento quell'entusiasmo che di solito precede la partenza per vedere qualcosa di nuovo. 
Sarà quello che accade nel mondo, il futuro incerto dei figli, i genitori che invecchiano e hanno sempre più bisogno, il lavoro che un tempo mi piaceva e nel frattempo è diventato una discreta merda. Passerà... spero presto.

Proprio Berlino. Ricordo l'eccitazione, in quel novembre alla fine degli anni ottanta, di fronte alle immagini del muro che cadeva in coincidenza con il mio compleanno. Non avevo ancora trent'anni.
Ora, a volte, ho l'impressione di vivere una realtà distopica, come in uno di quei film di fantascienza con cui sono cresciuto.

La cover tributo di Beth Gibbons (Portishead) a Joe Cox. Una versione nello stesso tempo dolce e spettrale della canzone degli Abba.

venerdì 3 giugno 2016

Space will be my home

Afrojazz-funk spaziale e poliritmico quello di Andrea Benini e del suo ensemble, con lo sguardo rivolto al futuro e le radici che affondano nel passato di maestri come Sun Ra. Goduria per le orecchie e per lo spirito. E' il nuovo album dei Mop Mop intitolato Lunar Love, con la partecipazione speciale di Anthony Joseph.
Show me this place they call Earth and let me land this ship...




mercoledì 1 giugno 2016

Teiera volante vol. 14

Per me con il 1° giugno inizia ufficialmente l'estate, periodo che corrisponde alla nascita di questo blog nell'ormai lontano 2008. Anche se gli anni passano, faccio finta di non sentirli e con i primi caldi aumenta la voglia di muoversi e ascoltare musica di ogni genere; quando capita l'occasione mi piace fare un salto all'Hana-bi, dove quest'anno ritornano a suonare gli Shearwater dal Texas. A parte la dose quotidiana dell'ultimo Radiohead, alcune fra le cose più interessanti degli ultimi mesi le ho messe in questa compilation.







giovedì 26 maggio 2016

Dov'è Mario? Ovvero l'indiscutibile superiorità di Corrado Guzzanti

Arrivano Mario Bambea e Dragomira e non ce n'è più per nessuno. Aspettavo con curiosità il debutto di Corrado Guzzanti nel mondo delle serie e devo dire che la sua satira è ancora micidiale e cinicamente sublime.
Un massacro che già nella prima puntata demolisce l'intellighenzia da salotto di certa sinistra per poi puntare sull'idiozia mondo dello spettacolo e della cultura che ruotano attorno alla televisione. 

lunedì 23 maggio 2016

A Paz

Era nato il 23 maggio 1956 e oggi avrebbe compiuto 60 anni.
Un po' come un fratello maggiore scapestrato e geniale. Con le sue storie ci sono cresciuto. Lo so, non erano particolarmente educative, ma è stato un grande e come tutti coloro che si innalzano parecchio al di sopra della mediocrità, ha fatto sempre discutere e storcere il naso ai benpensanti.
















lunedì 9 maggio 2016

Il nuovo Radiohead: impressione dopo i primi ascolti

Notturno come un sogno liquido in una piscina a forma di luna.
Meno frenesia di sperimentare e più ricerca della melodia.
Una sintesi di varie anime musicali.
Con una semplice regola: niente soluzioni scontate e banali

Nella parte centrale tre gemme di rara bellezza:
Desert Island Disk - Una sorprendente ballata acustica che via via si arricchisce di effetti cosmici.
The NumbersRitmo lento e avvolgente con orchestrazioni pazzesche (sicuramente J. Greenwood).
Present Tense - Una nenia dolce e sbilenca a metà strada tra samba psichedelica e ninna nanna.

Da ascoltare ancora tante volte.
In solitudine.

L'annuncio domenica sera su twitter alle 19.56











venerdì 6 maggio 2016

Il condominio dei cuori infranti


Titolo italiano da podio in un'ipotetica classifica di bruttezza.
Il film è un adattamento per lo schermo del romanzo Chroniques de l’asphalte, del regista-scrittore Samuel Benchetrit. Solitudini urbane nella periferia parigina che si incontrano in un anonimo palazzone fatiscente. Una commedia surreale che racconta tre storie:
L’invalido solitario che si innamora dell’infermiera triste (Gustave Kervern e Valeria Bruni Tedeschi), l’adolescente dimenticato che fa amicizia con l’attrice in crisi (Jules Benchetrit e Isabelle Huppert), l’immigrata araba che accoglie l’astronauta perso nello spazio (Tassadit Mandi e Michael Pitt).

Paradossale e stralunato, con una sceneggiatura scarna che però non sbanda mai grazie a dialoghi brillanti e concisi allo stesso tempo. Per l'assurdità delle situazioni e dei personaggi il primo regista che mi viene da accostare è 
Aki Kaurismaki. Se vi capita non perdetevi questa chicca.




Legenda voti
@ una cagata pazzesca
@½ pessimo
@@ trascurabile
@@½ passabile
@@@ buono
@@@½ da vedere
@@@@ da non perdere
@@@@½ cult
@@@@@ capolavoro