venerdì 22 giugno 2018

E intanto in Ungheria cancellano il musical Billy Elliot...

L’Opera nazionale di Budapest ha annullato 15 repliche del musical Billy Elliot dopo le accuse del giornale filo-governativo Magyar Idők di “voler convertire all'omosessualità i giovani spettatori". Qua

Se avevo qualche dubbio riguardo un eventuale viaggio in Ungheria e in particolare a Budapest, questa notizia mi ha definitivamente chiarito le idee. Non è un caso che nel 2010 sia stato inaugurato un Consiglio per i media che ha trasformato l’editoria pubblica in un mezzo di propaganda. Che bel posto sta diventando l'Europa! Specie quella dell'est tanto presa ad esempio da alcuni nostri politici.
L'intro del film sulle note dei T. Rex.

lunedì 18 giugno 2018

A Very English Scandal: Frears, Polanski, le serie e il cinema

Le serie stanno togliendo spazio al cinema. Questo mi dispiace,  perché il fascino del buio di una sala è insostituibile, ma è un dato di fatto che spesso riescano ad imporsi grazie alla qualità delle produzioni. E' il caso di A Very English Scandal, miniserie in tre episodi prodotta da BBC e Amazon Studios che ha rilanciato alla grande Stephen Frears, un regista che ho molto amato soprattutto in passato (basti ricordare My Beautiful Laundrette, Le relazioni pericolose, Alta Fedeltà). Nel raccontare le vicende dello scandalo che travolse il leader liberale Jeremy Thorpe, il regista inglese ritrova tutta la sua verve sarcastica rappresentando in modo magistrale l'ipocrisia della società a cavallo fra due decenni: gli anni '60 quando l'omosessualità nel Regno Unito era ancora un reato, fino alla fine degli anni '70. 
Ben Whishaw e Hugh Grant sono i due protagonisti di una storia poco conosciuta fuori dall'Inghilterra, ma che ebbe una grande eco a livello mediatico facendo emergere oltre agli aspetti pruriginosi della loro relazione segreta, altre questioni più serie e sempre attuali come la corruzione della politica, l'omofobia e il rapporto di forza sproporzionato tra il cittadino comune e le stanze del potere.



Delusione invece per l'ultimo film di Polanski (altro regista molto amato) dal quale mi aspettavo di più. Quello che non so di lei, nonostante la collaborazione con Assayas ricalca senza sussulti il tema prevedibile del doppio, come avesse inserito il pilota automatico. Mancano la scintilla e lo stile corrosivo di opere come Carnage, per parlare solo di uno dei suoi film più recenti.

venerdì 15 giugno 2018

Paz 1988 - 2018

Tre grandi amori della mia giovinezza e di oggi ancora: Andrea Pazienza, Magnus e Bologna. Paz ci lasciò la notte tra il 15 e il 16 giugno, proprio quell'estate in cui decisi di andare definitivamente via di casa. La realtà? Bah!

Da I dolori del giovane Paz (Ed. Milieu - Roberto Farina, 2016)

Le generazioni di oggi sentono ancora la disperazione e l'inquietudine che sentivamo noi, ma noi trovavamo in esse un valore aggiunto e le raccontavamo senza vergogna, con coraggio. Oggi invece tutti sono obbligati a essere felici. Questo è terribile.
Claudio Lolli

Pazienza mi ha aiutato a capire che la cattiveria che avevo dentro poteva essere tirata fuori in modo creativo.
Daniele Luttazzi

L'associazione immediata è con i poeti maledetti, ma non aiuta, perché lui era solare.
Jacopo Fo

Paz è agli antipodi della coglionaggine ottimistica che c'è in giro e di cui i media sono pieni, con tutta quella gente che fa finta di essere allegra per qualcosa che non merita neanche un secondo di attenzione.
Bifo

Individuava, in questa massa di coglioni, quello che poteva dargli denaro. Sono di questa cerchia l'80% dei vari direttori di riviste che prendeva per il culo mollandogli lavori minori in cambio di un sacco di soldi.
Vincenzo Sparagna - su linkiesta una sua intervista interessante.

venerdì 8 giugno 2018

Dieci anni dopo

Dieci anni che sono volati, ma per i tempi della rete è come se fosse passata un'era geologica.
Nel giugno del 2008 tentava i primi decolli La Teiera Volante. Avevo tante cose da raccontare e forse altre ancora ne racconterò, perché come disse Pavese: è bello scrivere perché riunisce due gioie: parlare da solo e parlare a una folla. In questo il blog è l'evoluzione perfetta per una passione che ho sempre avuto fin da ragazzino, quando sul diario di scuola inventavo classifiche musicali e fumetti o quando più grande riempivo pagine di racconti, sceneggiature improbabili e appunti per le trasmissioni alla radio. Poi un buco di parecchi anni, fino alla scoperta di quella che considero ancora una splendida opportunità nonostante molti la ritengano superata da altre forme più veloci e immediate.

mercoledì 30 maggio 2018

Gli anni '80 in cento canzoni



Ammettiamolo, nonostante internet e i voli low cost, dal 2001 in poi la nostra società fa sempre più schifo. Se avessi una macchina del tempo, cambierei epoca per disconnettermi e disintossicarmi con un anno sabbatico negli scintillanti anni '80. Decade sempre controversa nei giudizi (che ora qui non interessano) che però non è sono solo quella del culto dell’ottimismo, del superfluo e di Dirty Dancing. Quando ci ripenso, le prime tre cose che mi vengono in mente sono la musica fantastica, il ritorno dei concerti in Italia e le interminabili notti nell'underground romagnolo, quando tutte le tendenze si mischiavano felicemente prima dell'omologazione generale che ha segnato l'inizio di un periodo tormentato. Poi, quando meno te lo aspetti, come nei migliori film il copione riserva una svolta fulminea, grazie all'incontro con una persona che ti illumina mentre tanti intorno a te sprofondano. Non era tutto rose e fiori: una mezza generazione falcidiata dall'eroina che aveva invaso la penisola; Chernobyl, l'Aids, ma per fortuna anche Quelli della notte, i fumetti di Paz, e soprattutto il potere salvifico della musica.
Tempo fa, in occasione di una serata, ho preparato su richiesta di un gruppo di amici una lista basata sui miei gusti personali, attingendo senza regole da un decennio che ha avuto mille sfaccettature. Inevitabile la commistione fra brani forse sconosciuti a tanti e (al netto di Duran Duran e Madonna) alcuni pezzi più commerciali, comunque simbolo del decennio. Un'occasione per ripescare perle dimenticate e one-hit wonder. Playlist delle prime 50 su spotify.
  1. The B-52's - Private Idaho 1980
  2. Dead Kennedys - California Über Alles 1980
  3. Talking Heads - Once in a Lifetime 1980
  4. Tuxedomoon - 59 to 1 - 1980
  5. Killing Joke - Requiem 1980
  6. Blondie - Call me 1980
  7. Siouxsie and the Banshees - Israel 1980
  8. Joy Division - Love Will Tear Us Apart 1980
  9. The Clash - The Magnificent Seven 1980 (Live 1981 Tom Synder Show)
  10. David Bowie - Fashion 1980
  11. David Bowie - Ashes to Ashes 1980
  12. Devo - Girl U Want 1980
  13. Material - Reduction 1980
  14. Martha & the Muffins - Echo Beach 1980
  15. The Selecters - To Much Pressure 1980
  16. John Foxx - Metal Beat 1980
  17. A Certain Ratio - Shack up 1980
  18. Blondie - Rapture 1981
  19. Brian Eno - David Byrne - Regiment 1981
  20. The Passions - I'm in Love with a German Film Star 1981
  21. Maximum Joy - Stratch 1981
  22. Siouxsie and the Banshees - Arabian Knights 1981
  23. Bauhaus - Kick In The Eye 1981
  24. Human League - Don't You Want Me 1981
  25. Simple Minds - Love song 1981
  26. Medium Medium - Mice or monsters 1981
  27. Tom Tom Club - Wordy Rappinghood 1981
  28. Soft Cell - Tainted Love 1981
  29. The Clash - This is Radio Clash 1981
  30. Japan - Vision of China 1981
  31. Yazoo - Situation 1982
  32. The Cure - Let's Go To Bed 1982
  33. Simple Minds - Someone, Somewhere In Summertime 1982
  34. The The - Uncertain Smile 1982
  35. The Clash - Rock The Casbah 1982
  36. Grandmaster Flash - The Message 1982
  37. Bush Tetras - You can't be funky 1982
  38. David Bowie - Cat People (Putting Out Fire) 1982 (da Ingloriuos Bastard)
  39. Culture Club - Do You Really Want To Hurt Me 1982
  40. Talking Heads - Burning Down The House 1983
  41. New Order - Blue Monday 1983
  42. Eurythmics -  Sweet Dreams 1983
  43. Frankie Goes To Hollywood - Relax 1983
  44. Public Image Limited - This is not a love song 1983
  45. Depeche Mode - Everything counts 1983
  46. Tears for fears - Change 1983
  47. U2 - Pride (In the Name of Love) 1984
  48. The Style Council - You're the Best Thing 1984
  49. Talk Talk - It's my life 1984
  50. Everything But The Girl - Each & Every One 1984
  51. Prince - Purple Rain 1984
  52. Bronski Beat - Small town boy 1984
  53. Echo & the Bunnyman - The Killing Moon 1984
  54. Alphaville - Made in Japan 1984
  55. David Sylvian - Nostalgia 1984
  56. Smiths - How Soon Is Now 1984
  57. Brian Ferry - Slave to love 1985
  58. The Cult - Rain 1985
  59. The Cure - In Between Days 1985
  60. Sting - If You Love Somebody Set Them Free 1985
  61. Grace Jones - Slave To The Rhythm 1985
  62. Run-Dmc - Walk this way 1985
  63. Eurythmics - There must be an angel 1985
  64. Simply Red - Money's Too Tight To Mention 1985
  65. Peter Gabriel & Kate Bush - Don't give up 1986
  66. Art of Noise - Paranoimia 1986 
  67. Smiths - Bigmouth strikes again 1986
  68. Simply Red - Open Up The Red Box 1986
  69. Peter Gabriel - Sledgehammer 1986
  70. The The - Infected 1986
  71. David Sylvian - Orpheus 1987
  72. Smiths - There Is A Light That Never Goes Out 1987
  73. New Order - True Faith 1987
  74. Prince - Sign ''O'' The Times 1987
  75. Beastie Boys - (You Gotta) Fight for Your Right (to Party) 1987
  76. Terence Trent D'Arby - Sign your name 1987
  77. Neneh Cherry - Buffalo Stance 1988
  78. Morrisey - Every day is like sunday 1988
  79. U2 - Desire 1988
  80. Edie Brickell & New Bohemians - What I Am 1988
  81. Tears For Fears - Sowing the seeds of love 1989
  82. Depeche Mode - Personal Jesus 1989
  83. Public Enemy - Fight the Power 1989
  84. Red Hot Chili Peppers - Higher ground 1989
  85. Nirvana - About a girl 1989
  86. Lenny Kravitz - Let love rule 1989
  87. The Cure - Lullaby 1989
 UN PO' D'ITALIA
  1. Franco Battiato – Up Patriots To Arms 1980
  2. Gaznevada - Japanese Girl 1980
  3. Alice - Per Elisa 1981
  4. Fabrizio De André - Sand Creek 1981
  5. Francesco De Gregori - La leva calcistica del '68 1982
  6. Surprize - Don't Want Be Easier 1982
  7. Vasco Rossi - Portatemi Dio 1983
  8. Raf - Self Control 1984
  9. Diaframma - Amsterdam 1984
  10. Fabrizio De Andrè - Crêuza de mä 1984
  11. CCCP - Io sto bene 1985
  12. Litfiba - Istambul 1985
  13. Franco Battiato - E ti vengo a cercare 1988

sabato 12 maggio 2018

Distopie presenti e future: The Rain, Westworld, The Crossing, The Handmaid's Tale, 3%

Dopo un periodo poco prolifico, grazie alle serie, la fantascienza negli ultimi anni è tornata vitale. A volte pure troppo! Infatti non tutto quel che luccica è oro; notevole ad esempio è stata la delusione per Altered Carbon.
Nelle prossime settimane inizierò comunque a seguire diverse storie, per poi decidere quali meritano di essere portate a termine. Con calma. Al momento, dopo appena quattro puntate, sono immerso in una delle cose migliori prodotte nell'ultimo decennio insieme a Breaking Bad: si tratta di The handmaid's tale. Chi volesse approfondire, ne ho già parlato qua. Sulle altre ci torneremo più avanti, forse. 
Dico forse, perché anche se in questi giorni mi è tornata la voglia di scrivere, la carenza di sonno dovuta ad un disturbo notturno di cui mi sto lentamente liberando, di giorno mi fa quasi assopire e (senza quasi) incazzare; specie se capita quando mi siedo davanti ad una tastiera. Forse i dieci anni di blog (fra un mese il compleanno) si fanno sentire? Chissà! 
Nel frattempo, chi è appassionato del genere butti un occhio su:

- The Rain (serie danese) Netflix
aggiornamento: Dopo poche puntate si è capito che siamo nel filone young adult, però con attori mediocri e dialoghi di una banalità sconcertante. Peccato, perché l'idea di partenza e l'ambientazione non sono male.

- 3% (serie brasiliana 2 stagione) Netflix

- Westworld 2 (Sky Atlantic) - Per ora non si capisce una mazza, ma il fascino resta inalterato.

- The Crossing (serie ABC) ora su Amazon. Forse la meno promettente, anche se in realtà la trama sembra intrigante. 

ps:  Senza bisogno di spingerci troppo nel futuro abbiamo già le nostre realtà più o meno distopiche...  Dipende dalla prospettiva da cui si guarda, ma dalla caduta del muro di Berlino in poi fino ad arrivare a Trump, a Putin e all'Europa attuale, qualcosa è andato storto.

mercoledì 9 maggio 2018

Quello che lasciamo


Spesso me lo sono chiesto, perché quando pensavo ai miei genitori e in particolare a mio padre mi assaliva l'angoscia di ritrovarmi nella stessa situazione. Quando sono cresciuto io, la frattura generazionale era talmente netta che andando a frugare nei ricordi delle mie esperienze, non c'è quasi di nulla di condiviso o che mi sia stato trasmesso. Suonare, la passione per la musica, per i fumetti, i miei viaggi, le letture per cui mi entusiasmavo: un universo sconosciuto. Chi non ha avuto i genitori nati nel periodo della guerra forse non si rende conto delle distanze di cui sto parlando. Non ne faccio nessuna colpa, ma è un dato di fatto. Questi pensieri si sono di nuovo messi in moto nell'ascoltare mio figlio che proponeva la sua musica alla radio. 
Pensieri ben presto di soddisfazione, perché qualcosa (o forse più) è passato. Il tanto tempo trascorso insieme giocando, leggendo libri, viaggiando e poi discutendo di cinema e musica, è stato un periodo straordinario nonostante i problemi e i litigi fisiologici. Un percorso da equilibristi, in bilico tra la tentazione di proteggere, l'entusiasmo di trasmettere le proprie passioni e la necessità di trovare le giuste distanze. I nostri vinili sono diventati i suoi, ma la strada intrapresa ormai è solo sua. 

martedì 8 maggio 2018

I Zimbra

Un brano che ha ormai quarant'anni ma che (come conferma questa esibizione live di David Byrne) non li dimostra. D'altra parte, associare una ritmica africana ad un poema dadaista è un'operazione che non proprio tutti sono in grado di fare.
Così disse in un intervista Jerry Harrison dei Talking Heads: We also knew that our next album would be a further exploration of what we had begun with "I Zimbra". 
Fear of music è l'album della svolta e delle prime contaminazioni per le teste parlanti. Uno di quelli che non ti stanchi mai di ascoltare.


lunedì 30 aprile 2018

A Toys Orchestra - Lub Dub

Sono passati otto anni da quando li vidi dal vivo e da quando nel 2010 furono premiati come miglior gruppo indipendente. Dopo due anni di tour con Nada, A Toys Orchestra si confermano ancora come una delle più felici realtà del panorama musicale italiano. Sono rimasti coerenti, continuano a cantare in inglese e a proporre il loro pop in una formula che è solo la loro, ben distante dalle sonorità che fanno tristemente tendenza. Lub Dub è il titolo del nuovo album appena uscito; forse non avrà la freschezza di Midnight Talks o la carica del precedente Technicolor Dreams, ma fin dal primo ascolto le melodie delle undici canzoni, intimiste e dal sapore un po' malinconico ti catturano immediatamente.

mercoledì 25 aprile 2018

Gli Appennini di Dino Campana, The National, The Handmaid's Tale

Il disco che preferisco di The National. Un album che ho amato alla follia e che per me è una delle cose più belle e poetiche degli ultimi dieci anni. In realtà ormai sono undici, perché The Boxer è uscito nel 2007.
Liberare la mente camminando o con la musica. Proprio oggi, di ritorno dai boschi dell'Appennino tosco-romagnolo, scopro che per il Record Store Day è uscita la versione live registrata a Bruxelles. Riascoltarlo è il modo migliore per concludere questo 25 aprile. E domani parte la seconda stagione di Handmaid's Tale. La mia assenza prolungata dice che sto passando un periodo no, però queste tre cose di oggi mi hanno un po' risollevato. Ci sono ancora.

Il paesaggio dalle parti dell'eremo di Gamogna (Marradi). Purtroppo non siamo riusciti a raggiungerlo perché con le nevicate di marzo il sentiero è in parte franato. Ci torneremo. Sulle tracce di Dino Campana.

giovedì 5 aprile 2018

The Terror, la geografia, il fascino dei luoghi incontaminati

Da sempre bistrattata a scuola e insegnata malamente, la geografia mi ha sempre appassionato fin da bambino, come pure  tutti viaggi d'esplorazione nei luoghi estremi della Terra. Il deserto e anche l'Islanda (prima che andasse di moda) sono state alcune delle mete che non dimenticherò mai. Non sempre si possono raggiungere ambienti remoti, allora anche i nostri appennini mantengono intatto il loro fascino. Restare isolati in mezzo alla natura incontaminata è una delle emozioni più intense che si possano provare.

Non è un caso che tra le tante serie d'inizio anno mi abbia colpito The Terror, dal 26 marzo su Amazon prime. La storia è il resoconto immaginato del viaggio di due navi rompighiaccio della flotta britannica (Erebus e Terror appunto) che nel 1845 partirono alla ricerca del famoso Passaggio a Nord-Ovest attraverso l'Oceano Artico. Non fecero mai ritorno e il destino di tutto l'equipaggio è ancora avvolto nel mistero. Le squadre di ricerca trovarono resti di scheletri, intervistarono testimoni inuit e cercarono di ricostruire gli eventi. Bloccati dai ghiacci per due inverni consecutivi, i sopravvissuti decisero di camminare per centinaia di chilometri fino al più vicino avamposto senza mai raggiungerlo. I relitti delle navi sono stati ritrovati solamente due anni fa. L'ambiente e una natura ostile, rappresentati in modo efficace, fungono come da personaggio principale attorno al quale ruotano le vicende umane di ufficiali e marinai in balia degli eventi e al cospetto di una sfida quasi impossibile. Nonostante gli spazi immensi, spesso ripresi dall'alto, (in realtà ricostruiti perfettamente in uno studio a Budapest) un senso claustrofobico di intrappolamento prende gradualmente il sopravvento. La follia serpeggia. Dopo i primi episodi ne sono sono stato catturato anch'io. Da ciò che ho letto sul romanzo da cui è tratto, speriamo non degeneri in un horror puro.

La luna a mezzanotte. Islanda, un po' di anni fa...