venerdì 1 agosto 2014

Album vissuti: Lucio Battisti - Anima Latina 1974

Giornalista: Perché sei sempre di moda?
Battisti: Perché me ne infischio delle mode.
(Tv Sorrisi e Canzoni, 3 dicembre 1978)


Avevo quattordici anni e avevo appena imparato a suonare la chitarra con il metodo che andava per la maggiore: chitarrista in 24 ore. Ovviamente la prima cosa che si imparava erano i tre accordi (LA-RE-MI) de La canzone del sole di Lucio Battisti. Tanti di noi, cresciuti nei primi anni '70, hanno respirato la sua musica per poi allontanarsene per svariati motivi; prima di tutto non faceva più figo ed era etichettata di destra, soprattutto in certi ambienti; inoltre all'epoca pochi capirono la portata e la complessità di un disco clamorosamente avanti coi tempi come Anima Latina
Avevo appena comprato la cassetta e ricordo che una sera, affascinato e al tempo stesso sbigottito per il radicale cambio di rotta, stavo ascoltando l'album nel mio mangianastri. Entrò mio padre incuriosito e attratto dalla voce inconfondibile di Lucio. In casa avevamo quasi tutti i suoi 45 giri (ricordo anche svariate cassette di Fausto Papetti e l'indimenticabile Ho scritto t'amo sulla sabbia di Franco IV e Franco I).  

- Ma è Battisti questo? - 
- Sì, l'ultimo disco. 
- Ma che robaccia si è messo a fare?
Bocciatura istantanea. Se il ricordo non mi tradisce stavo ascoltando Il Salame

Di quell'album riuscii a suonare solo un paio di canzoni: Due Mondi e la title track grazie agli accordi rimediati sull'ultima pagina di un Ciao 2001. Col tempo poi, nel mio giro allargato di amicizie e conoscenze, nel passaggio dall'adolescenza alla maggior età, Battisti non si suonava più; neanche in spiaggia davanti ai falò. Eravamo presi da Guccini, De André, Gaber: La Locomotiva, Il Bombarolo e La Libertà i nostri inni. A un certo punto io cominciai a scartare con De Gregori e Lolli; ancora due anni e il punk avrebbe fatto piazza pulita delle nostre chitarre acustiche e dei nostri credo. Tant'è che quando salii per la prima volta su un palco, lo feci suonando e cantando Psycho Killer.
Comunque mi ci vollero vent'anni per recuperare e comprendere a pieno quello che può essere considerato un capolavoro assoluto della musica italiana.
Scrive Roberto Blatto: ... un album che precede le migliori intuizioni di tutto il rock di quarant'anni a venire. Il tropicalismo "raffreddato", la navigazione ritmica a vista, le acustiche a fianco dei synth, il funk e i fiati solcati dalle percussioni. La voce registrata bassa, talvolta persino filtrata e schiacciata dai suoni per esplicito volere di Battisti stesso, che richiedeva all'ascoltatore un impegno e una partecipazione superiore. (da MyTunes - Come salvare il mondo una canzone alla volta, Baldini & Castoldi).
Ancora adesso è uno di quei pochi dischi degli anni settanta che un paio di volte all'anno sento il bisogno di ascoltare; senza derive nostalgiche, ma semplicemente per godere di qualcosa di bello ed irripetibile; magari per commuovermi immancabilmente al minuto quattro di Anima Latina, quando prende vita il coro che fa da apertura alla entusiasmante galoppata finale tirata da fiati e percussioni.
Quarant'anni portati alla grande: Anima Latina uscì nel dicembre del 1974.

lunedì 28 luglio 2014

Uno così riesce a far fare bella figura perfino a Blatter

Ecco quello che si può definire un fine pensatore. Uno così, che riesce a far fare bella figura perfino a Blatter, dovrebbe dirigere al massimo una bocciofila e invece è candidato alla guida della federcalcio italiana.
Al di là del concetto di razzismo e della solita menata del politically correct che sempre fa insorgere i paladini dell'ipocrisia, sorgono grossi dubbi non solo sull'intelligenza, ma anche sulle capacità di un personaggio (pluricondannato) che ormai certo di avere le chiavi in mano della FIGC, se ne esce con una frase così infelice in un contesto ufficiale. Indicativa dello spessore dell'uomo.
Qualche tempo fa Tavecchio, da saggio dirigente qual è, ha elargito perle di saggezza anche sul calcio femminile: “Si pensava che le donne fossero handicappate rispetto al maschio, ma abbiamo riscontrato che sono molto simili”
Qualche mese fa Donald Sterling, presidente dei Clippers di Los Angeles, è stato sospeso a vita dalla NBA per aver detto alla fidanzata "niente neri alle partite".


domenica 20 luglio 2014

Afghan Whigs ovvero l'irresistibile fascino della metropolitana di NYC

Prendere la metropolitana in estate a New York è un'esperienza affascinante ma estrema: scese le scale l'afa diventa insopportabile, poi una volta saliti sui vagoni si viene investiti da un'ondata di gelo siberiano con uno sbalzo minimo di 20 gradi. Gli abitanti della grande mela non fanno una piega, probabilmente nel corso del tempo hanno avuto una mutazione genetica che gli permette di sopportare qualsiasi temperatura con indifferenza. Per fortuna qualche spettacolo è sempre assicurato: musicisti di ogni genere si esibiscono nei sottopassaggi; una volta ci siamo incantati per più di mezzora ad ascoltare tre ragazzi ai fiati accompagnati da un percussionista strepitoso. Ballerini pronti ad ogni tipo di performance appaiono spesso sui vagoni: una tradizione di New York fin dai primi anni settanta.
Ultimamente però la polizia del nuovo sindaco Bill de Blasio ha messo in atto una campagna repressiva che ha portato all'arresto di più di duecento performers accusati di disturbare viaggiatori. In realtà pare che molte di queste operazioni siano state accompagnate dai sonori booo dei passeggeri che nella maggioranza dei casi, lo dico per esperienza diretta, non hanno nulla in contrario: sono indifferenti oppure tendono a divertirsi.

La copilota della teiera nei meandri della subway

I musicisti di cui sopra












































Gli Afghan Whigs, tornati con un nuovo album dopo sedici anni, hanno realizzato un video con vari ballerini che si esibiscono in un vagone della metropolitana in risposta polemica proprio su questa questione. Tutto da vedere!


giovedì 17 luglio 2014

Johnny Winter

Come accarezzava le corde lui con lo slider ce n'erano pochi. Il suo ultimo Roots è un capolavoro omaggio agli eroi del blues. Se n'è andato a 70 anni uno dei più grandi chitarristi della storia.
Febbraio 1969: Hendrix al basso, Johnny Winter alla chitarra e Buddy Miles alla batteria.

domenica 13 luglio 2014

Arriva la tempesta

Ieri pomeriggio sulle spiagge di Ravenna. Calma piatta e dopo 15 minuti il diluvio.


























Altri titoli a scelta: E la chiamano estate, Here Comes The Rain Again, Stormy Weather, ma soprattutto ...

venerdì 11 luglio 2014

Titoli di testa: The Bridge

La suggestiva sigla iniziale della serie crime scandinava Bron/Broen (già ricopiata in versione americana con il titolo The Bridge) è opera del compositore e chitarrista greco-danese Jannis Noya Makrigiannis. Attorno al suo progetto denominato Choir of Young Believers ruotano diversi musicisti. In realtà l'ultimo album Rhine Gold, datato 2012, non è che mi abbia entusiasmato; di certo non quanto l'intrigante serie tv in questione: una coproduzione svedese e danese che cattura l'attenzione a partire dagli opening titles.
Con un'estate così, dal clima quasi autunnale, tanto vale immergersi nelle cupe atmosfere scandinave, visti anche i molti scarti nelle uscite cinematografiche ed un mondiale di calcio assai deludente sia come qualità del gioco che come spettacolo.
Per saperne di più, l'ottima recensione di bradipofilms.



Il brano completo

giovedì 3 luglio 2014

Top of the Lake



















Una ragazzina di dodici anni tenta di togliersi la vita sulle rive di un lago; viene salvata e le analisi rivelano che è in stato di gravidanza. Tui è il nome dell'adolescente che si chiude in un mutismo ostinato limitandosi a scrivere in un foglietto "No one". E' l'incipit di Top of the Lake. 
Dopo Breaking Bad un'altra mini-serie (di soli sette episodi) da guardare tutta d'un fiato. Spesso, a causa della prolissità, difficilmente mi faccio coinvolgere da questo genere, ma quando entrano in campo una regista come Jane Campion, attori come Peter Mullan e in più gli scenari incontaminati della Nuova Zelanda, impossibile non immergersi a capofitto nelle sette puntate. Nonostante la violenza che permea la natura e gli animi umani, non si pensi ad una serie d'azione con inseguimenti e sparatorie; chi conosce la regista lo può già immaginare: i temi a lei cari qui affiorano prepotentemente (la violenza sulle donne, la complessità dell'animo umano, la contrapposizione tra natura e civiltà, tra generi maschile e femminile) in quello che risulta essere vero e proprio cinema d'autore.
Su tutti spiccano Peter Mullan, nei panni di un padre padrone dilaniato dai sensi di colpa, vittima e carnefice della sua stessa violenza; la guru Holly Hunter (Lezioni di piano), che sotto il nome di GJ guida in modo enigmatico una squinternata comune femminile che si è accampata sulle rive del lago; la protagonista Elisabeth Moss, giovane detective esperta di casi infantili, che ritorna dall'Australia alla sua terra d'origine per seguire il caso della ragazzina: un intreccio che la porterà a scoperchiare il suo passato e un mondo ai margini della civiltà, fatto di omertà, abusi e giustizia sospesa. Temi universali già ampiamente esplorati sia nel cinema che in letteratura, che qui però trovano la loro forza nella suggestione dei paesaggi mozzafiato, nei dialoghi dilatati, nei personaggi memorabili e in una trama tentacolare che coinvolge inesorabilmente fino ad un vero e proprio finale. “Mi piaceva questo mondo, ma non per 20 episodi” ha dichiarato la regista.
Merito a Sky di averlo proposto quest'estate nel suo canale Atlantic, anche se io dopo le prime due puntate ho proseguito con la versione originale sottotitolata che si trova in rete.

giovedì 26 giugno 2014

Glass Animals - Pools

Un debutto convincente quello dei Glass Animals, inglesi di Oxford, con il primo album intitolato Zaba.

lunedì 23 giugno 2014

I miei anni ottanta: 1983 playlist

Nasce lo swatch, icona degli anni '80; esce Zelig, il capolavoro in cui Woody Allen "disegna una società stupida e banale che prima idolatra Zelig, poi lo dimentica, poi lo mercifica e quindi lo bistratta". (filmscoop). Trionfa il trasformismo, inizia l'era di Craxi e la new wave è ai titoli di coda.



sabato 21 giugno 2014

Wild Beasts - Mecca

Uno degli album più interessanti di questi primi sei mesi del 2014. Present Tense è il quarto lavoro degli inglesi Wild Beasts. Qualche giorno fa è uscito il video di Mecca.
Fra le varie definizioni di genere, quella che compare in modo più ricorrente riguardo la loro musica è art-rock o art-pop. 
Ormai le etichette sono diventate un giungla inestricabile, però mi pare valida una definizione che ho trovato e tradotto da rateyourmusic, che così ho sintetizzato: un genere che fonde le melodie della musica pop con elementi non convenzionali o sperimentali come l'uso di strutture progressive, cambi di tempo repentini, sperimentazione vocale, frequente aggiunta di diversi elementi elettronici o sinfonici...

domenica 15 giugno 2014

Unknown Pleasures


Trentacinque anni fa, il 15 giugno 1979 usciva Unknown Pleasures.
Fu stampato in diecimila copie senza singoli promozionali. All'inizio le vendite furono piuttosto fiacche fino all'uscita, qualche mese dopo, di Transmission: la miccia che contribuì a far decollare un album destinato col tempo a diventare un cult con una copertina tramutata in icona.