venerdì 10 luglio 2020

Serie da altri mondi: Barkskins e Dark

Basato sul romanzo del premio Pulitzer Annie Proulx (Brokeback Mountain) questa serie National Geographic è un viaggio al tempo delle frontiere selvagge del continente americano verso la fine del XVII secolo. Siamo a Wobik, in Canada nei territori del Quebec, dove la chiesa cattolica inviava sacerdoti gesuiti per convertire gli indigeni; nel contempo giungevano i coloni dalla Francia e le cosiddette Figlie del re (giovani donne sponsorizzate da Luigi XIV per sposarsi, fondare una famiglia e contribuire alla prosperità delle colonie). Tutti questi emarginati dovevano affrontare disagi brutali, conflitti e rapporti rischiosi con i nativi americani, che spesso cambiavano alleanze scegliendo alternativamente inglesi o francesi. Si tratta di una storia corale che segue le vicende di parecchi personaggi che lottano per sopravvivere: coloni in cerca di fortuna, delinquenti, affaristi senza scrupoli e giovani donne in cerca di marito i cui sogni sono destinati a scontrarsi con la brutale realtà. Molto ben fatto e coinvolgente.


Da altri mondi si può dire che provenga anche Dark: la cosa più estrema che si sia mai vista sui viaggi nel tempo: i personaggi si spostano dal 1880 al 2050 senza soluzione di continuità; la trama è impossibile da raccontare. In rete si sprecano alberi genealogici, interpretazioni e centinaia di spiegoni. Durante i miei studi di filosofia ho sempre pensato che i tedeschi fossero folli (Hegel, Kant, Nietzsche...). La conferma definitiva l'ho avuta dopo aver visto la terza e conclusiva stagione di questa serie. Piaciuta? Forse sì, però devo ancora riprendermi.

mercoledì 8 luglio 2020

Potente di Fuoco

L'anno scorso mi sono appassionato all'arte di Ericailcane seguendo e documentando le varie fasi di realizzazione di una sua opera murale dedicata alla resistenza nel mio paese.
Fino a domenica 12 luglio a Ravenna, a Palazzo Rasponi, si può visitare gratuitamente la mostra Potente di fuoco e altri disegni; 90 opere che raccontano l'evoluzione dei suoi animali fantastici e reali: si tratta degli stessi disegni allo specchio proposti in due chiavi di lettura, quella di Leonardo bambino (il suo vero nome) e quella dell'artista bellunese che li ha reinterpretati da adulto. Sono presenti anche nuovi lavori creati nei giorni del lock down. Se capitate da queste parti, merita.
























venerdì 3 luglio 2020

In ricordo del maratoneta pensionato

Strana parabola quella di mio padre: da giovane è stato grande un grande appassionato di moto, mi ricordo che aveva una Kawasaki 500, soprannominata bara volante per quanto era sgarbata. Da bravo romagnolo era anche un tifoso accanito di Renzo Pasolini (uno dei rivali più sfortunati di Agostini) e tutti gli anni da bambino mi portava a Imola a vedere le corse. La seconda fase, fino ai 50 anni, è stata quella della bicicletta; era stato soprannominato Fuente da amici e colleghi per le sue doti di scalatore. Infine con la pensione è esploso l'amore per il podismo. Grazie al tempo libero, si è potuto dedicare con soddisfazione alla maratona e contemporaneamente all'attività di casalingo (massaino rurale, come si era autodefinito). Siccome le cose ci piaceva farle per bene, ha partecipato con risultati più che dignitosi alle maratone di New York, Londra, Helsinki e Venezia, oltre che a quelle minori in ambito regionale.

A un anno esatto dalla morte di mia madre ci ha lasciato anche lui. Vittima collaterale del Covid, a causa del quale erano state posticipate diverse visite, fra cui quella per il cuore. Un cuore da fondista da 40 battiti al minuto diventato improvvisamente troppo fragile. Voglio ricordarlo così, da giovane negli anni settanta, su una delle prime moto. Ciao maratoneta!