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venerdì 22 novembre 2019

Io, gli altri e la musica


Breve post ispirato da un tweet letto qualche giorno fa. Lo trovate snob? E' solo una battuta con un fondo di verità. Il fatto è che la musica allontana o avvicina come poche altre cose. Sarò talebano, ma nella mia mente c'è una lista nera di gruppi, dischi e cosiddetti artisti che d'istinto mi fa allontanare dalle persone. Non intendo la mancanza di rapporti, necessari ed auspicabili per la convivenza civile a tutti i livelli, quanto l'impossibilità di quell'intimità che può invece scaturire dal piacere ineguagliabile di certe condivisioni. Oltre il fottuto lavoro, oltre i legami parentali; qui si parla di musica, ma ovviamente ci si può allargare ad altri campi: dall'arte, al cinema, alla letteratura.

STORIELLA
Un giorno io e la mia compagna siamo invitati a cena a casa di un'amica; vuole farci conoscere il nuovo moroso. Io ero sempre quello che portava i dischi. Ne prendo su una decina, fra cui Naked dei Talking Heads, appena uscito. Lo metto sul piatto tutto gasato e il moroso ascoltando Blind così sentenzia: Cos'è questa schifezza?
Fine della breve storia del fighetto piacione alla Biagio Antonacci che mai uscì con noi (e dopo poco tempo neanche con l'amica che peraltro è ancora una nostra amica). 

venerdì 7 giugno 2019

Ambulance songs - Non dimenticare le canzoni che ti hanno salvato la vita

La musica - direbbe Kandinskij - è una necessità interiore, una vocazione spirituale a cui, anche da semplice ascoltatore, non puoi sottrarti. Manderà i suoi emissari un giorno, ma tu ricostruirai il senso di quell'incontro solamente a distanza di tempo. (pag.28)

E a distanza di anni, un brano è tornato a farmi visita e a soccorrermi con le sue parole in occasione della morte improvvisa di un carissimo amico. L'ultima volta l'avevo incontrato alla reunion del mio gruppo; sembrava in gran forma: spaccone e simpatico come al solito. Il nome del blog si deve in buona parte a lui, oltre che ovviamente ai Gong, per un certo periodo la nostra band favorita. Abbiamo viaggiato insieme sulle teiere volanti sognando l'anarchia e una rotta per ogni tipo di libertà.

Buon viaggio G
La luce si fa più forte
E tutti i nostri occhi guardano laggiù
Per vedere cosa sta succedendo
Ma è tutto a posto
Presto sarai fuori vista
E navigherai verso il sole

da I Never Glid Before - Gong

mercoledì 1 agosto 2018

L'imprevedibile potere della musica

La Roux, nome d'arte di Elly Jackson, è arrivata al successo giovanissima nel 2009, forse troppo velocemente. Tant'è che a un certo punto si era smarrita in una specie di burn out da sovraesposizione.
"Era come se questa grande palla di tensione nella mia gola si fosse chiusa e io non ne avessi il controllo. Non ho potuto cantare per circa un anno". 
Ci sono canzoni, a volte anche recenti, che in modo sorprendente innescano nel cervello un meccanismo che ci riporta indietro: è un fenomeno studiato ed è relativo alla produzione di dopamina collegata ai ricordi piacevoli della nostra vita. Let me down gently è per me uno di quei brani. Non so come o perché, ma ha il potere di trasportarmi emotivamente in una bolla di nostalgia ad un'estate spensierata e allo stesso tempo malinconica verso la fine degli anni '80 che ha avuto come sottofondo True Faith, Sign O' The TimeThere Is A Light That Never Goes Out e la dolcissima Orpheus di David Sylvian. Gli ultimi mesi prima della stagione adulta delle responsabilità e del distacco definitivo dai genitori.
In questa versione live mi fa impazzire, compreso l'assolo finale di sax vintage. La Roux è al lavoro per il terzo album.

lunedì 2 luglio 2018

Paralisi musicale: quando si smette di cercare musica?

Da ricerche recenti commissionate dalla piattaforma Deezer su un campione di mille persone, emerge che dopo i trent'anni si smette di cercare nuova musica restando legati a quello che si è ascoltato ed apprezzato in precedenza. Viene definita paralisi musicale. Fra le cause principali ci sono la nascita dei figli, gli impegni di lavoro e la difficoltà ad orientarsi nella mole immensa di proposte che ci invadano da ogni fronte. Il picco della curiosità si avrebbe intorno ai 24 anni. Modestamente non mi ci ritrovo in queste conclusioni e coloro che hanno seguito la teiera in tutti questi anni lo possono confermare. Sarà che l'esplosione del download e dello streaming è avvenuta quando avevo già superato l'età presa in considerazione; inoltre sono cresciuto con la frustrazione di non poter ascoltare e comprare tutto quello che mi interessava. Con gli anni (devo ammetterlo) la curiosità è diminuita, ma non ho mai smesso di cercare. Ovvio che gli amori fondamentali restino indelebili, ma per quanto mi riguarda è anche sano e normale non mitizzare certi ascolti di merda di quando eravamo brufolosi.

domenica 15 gennaio 2017

Per scaldarsi in queste inclementi giornate di gennaio

Lost and Found
Beth Gibbons & Rustin Man - Out Of Season


Sono appena usciti tre album che aspettavo: XX, Sohn e Baustelle, ma non ho fretta di tuffarmi in nuovi ascolti. Da quel pozzo senza fondo che è diventato la mia memoria esterna è riapparsa questa meraviglia, archiviata tempo fa forse proprio per scaldarmi in queste inclementi giornate di gennaio.
Se Tom The Model non vi procura neanche un minimo sussulto, l'aridità vi sta prosciugando. Winter is coming.


Il titolo dice tutto: il disco uscito dalla voce di Beth Gibbons, cantante dei Portishead, e dalle mani di Paul Webb, ex Talk Talk e compagno di lei nella vita, è fuori stagione. Che non vuol dire fuori moda, perché una moda, qui, non è neppure concepita. Significa, semplicemente, fuori dal tempo. Pubblicato nel 2002, questo album potrebbe appartenere a qualsiasi epoca, persino agli anni Venti o Trenta (basti ascoltare le sonorità retrò di “Tom The Model”). E tale prerogativa, si capisce, è propria soltanto di pochissimi eletti dischi: i migliori.  storiadellamusica

È un album emozionante, questo "Out Of Season". Emozionante perché la voce di Beth Gibbons spazia tra amori, desideri, gioia di vivere, fragilità con una capacità che sicuramente non è inferiore a quella che già conoscevamo, ed anzi forse la cantante di Bristol qui raggiunge vette tali da farci chiedere se sia giusto che simili delizie ci debbano essere donate così di rado, o se forse è giusto e inevitabile così.  ondarock

sabato 5 novembre 2016

One More Night: la sostanza della musica in 2' 30"

Qui sulla teiera, a poco meno di due mesi dalla fine dell'anno, Love & Hate continua ad essere il disco preferito uscito quest'anno (insieme a A Moon Shaped Pool).

Meravigliosa nella sua essenzialità questa esibizione live di 2' 30" sulla BBC, Andrew Marr Show.

venerdì 30 settembre 2016

Capolavori senza tempo: Starless - King Crimson

Pubblicata pochi giorni fa una versione spettacolare dal vivo di Starless con tre percussionisti e il sempre grande Fripp a dirigere l'orchestra.
L'album è Red e questa suite ha la capacità rara e ormai quasi smarrita nel panorama attuale di racchiudere in 12 minuti tutta la dolcezza e la potenza della musica.

sabato 31 ottobre 2015

Ispirazioni musicali

Due esempi di come la musica sia sempre un'incredibile fonte di ispirazione. A tutti i livelli: dalla scuola di base fino ai piani più alti...
Snjog!

Così un docente tedesco di scuola elementare fa reinterpretare ai suoi alunni Die Roboter dei Kraftwerk.


Kye Smith, un batterista australiano, omaggia in cinque minuti la discografia dei Beatles. Ovviamente sul tetto di un palazzo.

martedì 22 aprile 2014

Liberiamo la musica e l'Italia dagli italiani

Mentre sono in fila al distributore arriva un furgone con due tizi vestiti da lavoro che si fermano a pochi centimetri dal paraurti della mia auto. Va beh, un'occhiata storta e finita lì. Scendono, e il più vecchio (comunque un po' più giovane di me) per ingannare l'attesa inizia a canticchiare, in modo ben udibile e con aria compiaciuta, una canzone inneggiante il duce. A quel punto il sottoscritto non può esimersi dal commentare a voce alta:- "Bella canzoncina di merda". Ne nasce un parapiglia (fortunatamente solo verbale) sull'orgoglio di essere italiani, su come ci siamo ridotti e sul nonno tornato a piedi dalla Germania. E quindi? Se è per questo, il mio di nonno ha avuto i piedi amputati per assideramento in Grecia dove era andato a combattere proprio per Mussolini.
Ancora oggi, dopo 70 anni, c'è ancora gente che vive tristemente di queste mitologie. Pace all'anima loro.


Il giorno di Pasqua Klaus-Peter Diehl, flautista e musicista tedesco che ha suonato in svariate orchestre d'Europa, si presenta in frac e papillon nella piazza principale di Ravenna per allietare la giornata con brani di musica classica. Ben presto viene bloccato da due zelanti vigili urbani che gli notificano un verbale da 50 euro per la mancanza di permessi: è il regolamento comunale sui buskers. Un norma che obbliga a presentare preventivamente una Scia (Segnalazione certificata inizio attività) dove l'artista deve dichiarare le proprie generalità, il possesso dei requisiti morali, il tipo di spettacolo previsto, il luogo e gli orari dello stesso. Il commento dell'artista di fronte all'idiozia della burocrazia: Ho sempre suonato ovunque liberamente. E poi questa non è la città candidata a capitale europea della cultura? Eccolo qui in un live con Sinead O'Connor.

mercoledì 16 gennaio 2013

La mia vita senza te

Nel dicembre scorso è uscito il nuovo disco dei Tre Allegri Ragazzi Morti ed è stato amore al primo ascolto: un album (in apparenza) leggero, come questa canzone dall'andamento soft in levare, che però diventa devastante nel testo, in particolare per chi è stato colpito dalla scomparsa di una persona cara. Questo però non ha impedito al brano e al disco di essere adottati come colonna sonora dell'ultima parte dell'anno e dell'inizio di quello nuovo: quasi come una terapia nella lenta ma fondamentale presa di coscienza che la vita deve continuare anche senza le persone che ci hanno accompagnato per un lungo tratto di strada. Potere della musica.



La traduzione della canzone in lingua LIS (Lingua dei Segni Italiana) è l'idea sulla quale si sviluppa il video. . . (prosegue su youtube)

martedì 12 giugno 2012

Canzoni tristi per sporchi amanti

Ci sono canzoni e dischi che trasmettono emozioni; sospendono i nostri soliti pensieri e il trantran quotidiano: per questo non ci stanchiamo mai di ascoltarli.
Era il 2003 e The National, originari dell'Ohio ma cresciuti artisticamente a Brooklyn, pubblicavano il loro secondo album: Sad songs for dirty lovers. Non li conoscevo ancora; sarei arrivato a loro cinque anni dopo grazie ad uno dei tanti input dei blog musicali. Dopo essermi innamorato di The Boxer, ho ripercorso cronologicamente i loro album fino ad arrivare, qualche tempo fa, a queste dodici canzoni dove la forza espressiva dei National tocca corde di malinconia e dolcezza che smuovono brividi, come in 90-mile Water Falls con uno straziante assolo di violino che spezza in due il brano. Un album di genere indefinibile e dal titolo programmatico: una soap opera di ordinari disadattati (Scaruffi) di cui Matt Berninger è il narratore crepuscolare con la sua voce profonda che ci conduce nel racconto delle esistenze di questi personaggi.

mercoledì 11 gennaio 2012

Faber e la musica

La musica non è simbolica. La musica rappresenta se stessa. È un fenomeno protomentale, anticipa la ragione. Evoca, ma non simbolicamente.

Immagine tratta dalla fondazione De Andrè



lunedì 9 gennaio 2012

Honey Devash: ninna nanna per grandi


Quando mi capita (per fortuna raramente) di svegliarmi e non riuscire a riprendere sonno, di solito ricorro alla musica. Sabato notte mai scelta fu più azzeccata: per 38 minuti mi sono fatto cullare viaggiando con Honey Devash, disco di un duo americano formato (per me) da sconosciuti: Gregg Kowalsky e Marielle Jakobsons; si fanno chiamare Date Palms. Di giorno non ero mai riuscito ad ascoltarlo per intero; è un disco d'altri, tempi formato da due soli brani: uno sul lato A e l'altro sul lato B. Un viaggio immersivo; un'esperienza metafisica, legata alle oscillazioni degli apparati elettronici e acustici, che alla lunga danno davvero l'impressione che anche l'aria dell'ambiente nel quale ci si trova subisca quelle rarefazioni e inflessioni ottiche caratteristiche del miraggio. (ondarock)

lunedì 14 febbraio 2011

La musica è l'estensione del silenzio

La musica è l'estensione del silenzio, ed è anche ciò che la precede e che ancora vi echeggia. La musica è una via d'accesso a un altrove della parola, a quel che la parola non può dire e che il silenzio, tacendolo, dice. Una musica senza silenzio cos'altro è se non rumore?
Hélène Grimaud in Variazioni selvagge, 2006 - Bollati Boringhieri

mercoledì 21 luglio 2010

Iggy Pop - King of the dogs

Sono sempre stato maltrattato dai media negli anni Settanta, però adesso mi adorano, mi chiedono interviste, foto, o mi offrono dei ruoli nel cinema. Non sono riusciti a distruggermi, allora hanno deciso di offrirmi una fetta di torta. Tutto qui.
Ti confesso però che la cosa mi diverte molto.
Iggy Pop - dall'intervista su Alias, sabato 17 luglio di Giancarlo De Chirico. Qui tutta l'intervista. Qui IGGYPARTY, un blog fotografico a lui dedicato.
King of the dogs




The Stooges

Potere della musica #2



Coltrane spoke to my soul and my developing intelligence.

(Patti Smith)

venerdì 16 luglio 2010

Potere della musica

Ogni sera, prima di andare a letto, si sedeva nel soggiorno con le cuffie e gli occhi chiusi ad ascoltare la musica. «Come farebbe altrimenti la mia anima a trovare pace per la notte?» Mi aveva spiegato. ... Le lacrime gli sgorgavano dagli occhi e gli rigavano il viso come l'acqua che, silenziosa ma possente, tracima da un lago. Lui ne rideva. L'avevo mai visto così felice come quando ascoltava la musica? Una volta gli chiesi cosa avrebbe voluto portare con sé su un'isola deserta, se fosse stato costretto a scegliere fra musica e libri. La musica naturalmente, mi aveva risposto. Non avevo mai capito perché. Ora cominciavo a comprendere.
Da L'arte di ascoltare i battiti del cuore di Jan-Philipp Sendker.

La passione e l'amore per la musica possono portare a questo. Quando accade (non così spesso come al protagonista del libro) è una sensazione di indescrivibile bellezza. Suoni e voci che entrano nell'anima e non ti abbandonano più.
La scelta dell'isola deserta però sarebbe veramente ardua: penso che mi affiderei al caso.