venerdì 30 dicembre 2011

Parole da rottamare per l'anno che verrà

Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti! 
Nanni Moretti - Palombella Rossa 1989 

SPALMARE
Si spalma la nutella, non i debiti o gli orari come ho sentito dire anche da un collega.

IL POPOLO DELLA RETE
Entità banalmente mitizzata e inesistente; menzionata perlopiù a caso da conduttori incompetenti in programmi deprimenti.

ATTACCARE LA PROFONDITA'
Spero che la profondità inghiotta chiunque l'attacchi o pronunci a sproposito il suo nome.

VOLANO (per l'economia, per lo sviluppo, ecc...)
Io conosco solo il Po di Volano.

Un 2012 senza dover sentire tutti i giorni "crescita", "spread" e i (fottuti) "mercati" ... ma sto chiedendo troppo eh?

mercoledì 28 dicembre 2011

Frammenti e macerie mentali (blob di fine anno)

Per gli eventi che lo hanno caratterizzato, più che un anno il 2011 mi è sembrato un decennio. 
Containers cargo dopo lo tsunami in Giappone












Berlusconi ha finalmente tolto il disturbo e in quei giorni mi è tornato alla mente il commento avvilente di un conoscente; i nostri figli si frequentavano in occasione di compleanni e feste scolastiche, più che altro perché erano in classe insieme. Il personaggio in questione era una sottospecie di aspirante manager rampante con fuoristrada, lampadato e depilato. Era tempo di elezioni all'inizio del berlusconismo: 
"Ci farà stare tutti meglio". No comment!



LA NUOVA PREISTORIA?
"Quando il mondo classico sarà esaurito, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando l'industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione, allora la nostra storia sarà finita".  Pasolini, La rabbia



FRA DIECI ANNI...
Dopo l'assassinio dei due senegalesi a Firenze ho risentito l'eco disgustoso di una frase colta al tavolo di un ristorante un paio d'anni fa, quando l'emergenza immigrati pareva essere l'unico nostro problema: "Fra dieci anni verranno a sgozzarci nei nostri letti." 
Certe frasi e certe facce restano in mente e riesce veramente difficile associarle ad un'eventuale ripresa sociale e culturale, ancor prima che economica.


... E OGGI
Ora che sono tornati all'opposizione, da questa cricca di anziani codardi, egoisti, aspiranti sceriffi di paese e dai più giovani emuli del trota e di Salvini, sempre con la bava alla bocca, aspettiamoci il peggio del repertorio razzista-propagandistico. Anche al governo non è che avessero un gran contegno.

...io lo so quanto valete, quanto vi piace il potere, quanto andate matti per gli enti locali, quanto la vostra etica di buonsenso ormai suona come una scoreggia all’uscita da una pizzata. Facciamo che la vostra sincera e rediviva tempra rivoluzionaria, fieu, la andate a raccontare a qualcun altro.
Matteo Bordone (Freddy Nietzsche) - Ignoranti, stupidi e disonesti


lunedì 26 dicembre 2011

I dieci film più belli del 2011

Rispetto al 2011, negli anni passati mi sono occupato più spesso di cinema. Malgrado ciò non rinuncio alla solita classifica, anche perché se il tempo per scriverne come si deve non c'è più, non ho rinunciato a vedere quasi tutti i film che mi interessano o mi incuriosiscono (sia a casa che in sala).















10) This must be the place - Paolo Sorrentino

"Non sto cercando me stesso: sono in New Mexico, non in India." Cheyenne
... continua

9) Habemus Papam - Nanni Moretti
Abbiamo ancora registi come Moretti in Italia e teniamoceli bene stretti.
8) The tree of life - Terrence Malick
Full immersion nell'universo di Malick. Un poema sinfonico e maestoso, impossibile da raccontare; un profluvio di concetti e allegorie che annullano (e questo in parte lo considero un limite) qualsiasi stereotipo narrativo.
7) Miracolo a Le Havre - Aki Kaurismaki
Poetico, chapliniano; un blues sulla tolleranza e la solidarietà: il vero film di Natale.
“Tutto l'affare dei profughi è qualcosa di veramente deprimente con troppi finali tristi nella vita reale, così un'opera di fiction che tratta questo tema ha bisogno di almeno due lieto fine per creare una sorta di bilanciamento”
6) Carnage - Roman Polanski
Ottimo Polanski, direttore d'orchestra come sempre capace di esplorare le pulsioni più intime della animo umano con la giusta dose di raffinato cinismo... continua
5) Drive - Nicolas Winding Refn 
Destinato a diventare un cult.
4) Non lasciarmi - Mark Romanek
Si può fare fantascienza anche in assenza di effetti speciali, semplicemente partendo da un'idea di presente distopico sviluppata in maniera coerente ed originale... continua
3) Source Code - Duncan Jones
La conferma del figlio di Bowie, che dopo Moon si evidenzia come uno dei registi di fantascienza più interessanti del panorama attuale.
2) This is England - Shane Meadows
Storia di formazione ambientata nel 1983 nell'Inghilterra della Thatcher... continua
1) Il Grinta - Joel e Ethan Coen
Western. Jeff Bridges. F.lli Coen. Serve altro? ... continua

Visto in ritardo (nel 2012) una menzione speciale per L'amore che resta di Gus Van Sant.


Come da tradizione da quattro anni, il premio brush toilet:
L'ultimo dei templari di Dominic Sena (con Nicolas Cage).

sabato 24 dicembre 2011

Le due facce del Natale

 

Entrambe le foto esprimono il mio umore alterno durante le festività natalizie.
Stasera, sulla teiera, classica cena della vigilia. Quest'anno con gli amici americani siamo diventati quindici!. Stretti, ma felici! Gioco musicale della serata: colonne sonore di film da indovinare. E questo è Hithchock coi bambini. 
Quasi tutto il resto è invece nella smorfia di Mr. Zappa.

Merry Christimas

giovedì 22 dicembre 2011

Teapot album 2011: musica italiana

Come ogni fine anno, un post dedicato ai dischi italiani che più mi sono piaciuti.

Zen Circus - Nati per subire 
Dopo più di dieci anni dal loro esordio la formazione toscana azzecca tutto: rock e folk cantautorale in equilibrio mirabile. Come sinteticamente dichiarato già nel titolo dell'album, undici canzoni come tessere che formano un mosaico amaro e tagliente, fotografia del paese che sembra una scarpa.

 

Verdena - Wow

Nonostante la ridondanza (un doppio con 27 tracce è quasi una follia) sono da elogiare per il coraggio e la voglia di sperimentare uscendo dagli schemi delle solite indie band italiane. Quando poi azzeccano i brani, non ce n'è per nessuno.

 

Bud Spencer Blues Explosion - Do It
Divertirsi e far divertire con l'hard-blues: si può fare anche solo in due e perfino in Italia, come dimostra la coppia romana formata da Adriano Viterbini (chitarra) e Cesare Petulicchio (batteria).


    LA CANZONE
    Paolo Benvegnù - Avanzate, ascoltate

    martedì 20 dicembre 2011

    Teapot album 2011: n° 6 Other Lives - Tamer Animals

     

    Una bella scoperta di quest'anno. Band dell'Oklahoma difficile da incasellare e questo è quasi sempre un bene. Pop orchestrale si potrebbe definire; scenografico, pieno di suggestioni, con arrangiamenti ricercati (sedici mesi di lavoro) che vanno assaporati ascolto dopo ascolto. Un disco contemplativo dall'inizio sfavillante con capolavori come l'eterea Four 12, ma con una seconda parte in leggero calo. Peccato, altrimenti sarebbe potuto salire ancora più in alto. 
    Jesse Tabish: “La nostra idea era quella di creare una musica ispirata dal paesaggio, ma che creasse a sua volta uno spazio, una specie di grande cielo in cui perdersi. Un po' come una colonna sonora.”

    lunedì 19 dicembre 2011

    It's a dream

    Strana cosa i sogni. Per mesi ti svegli con vaghi ricordi, perlopiù sensazioni e poi ti capita, come questa mattina, di mettere a fuoco tutti i particolari senza sforzo.
    Lo aspettiamo in un'aula scolastica; non so se siamo studenti. Entra con la sua tipica camicia a quadri e l'aria molto timida; un amico parla per lui. Io sono seduto nella prima fila e il tipo mi mette in mano una chitarra acustica invitandomi a suonare una canzone, che poi loro mi avrebbero accompagnato. Sul banco però i plettri sono tutti spezzati (tipica situazione del cazzo dei sogni). Nonostante conosca a memoria decine di sue canzoni non so cosa fare e inizio a strimpellare un pezzo country improvvisato che però (con mio stupore) viene da dio, come se le dita fossero teleguidate. Neil Young e l'amico ci cantano sopra. Alla fine solo pochi tiepidi applausi: avverto un'indifferenza tra le persone presenti nell'aula che mi infastidisce.
    Neil deve andare via, ma prima vuole lasciarci un ricordo: va alla lavagna e col gesso disegna la sua faccia sorridente; sembra un fumetto. Io gli vorrei dire tante cose; lo saluto con un abbraccio e mi rendo conto che è magrissimo, molto più di me. Sono emozionato e in un inglese strascicato riesco solo a dirgli che ho iniziato a suonare con le sue canzoni a 15 anni e l'ho sempre ammirato. I due si avviano all'uscita e a quel punto mi viene in mente la foto, ma è troppo tardi e mi sveglio incazzato per non averci pensato prima. It's a dream

    venerdì 16 dicembre 2011

    Teapot album 2011: n° 7 Tinariwen - Tassili

    Lo scorso inverno, dopo aver passato del tempo nel deserto con i Tuareg, mangiando e suonando insieme attorno al fuoco, sono stato toccato dal loro blues. Una musica che, come quella dei Tinariwen, merita di essere ascoltata e vissuta dal vivo per coglierne l'essenza. Per loro è come un respiro: suoni e voci che colgono l'anima del deserto e la vita vera delle persone. 
    Quando mi hanno chiesto perentoriamente di suonare qualcosa della nostra tradizione sono stato colto di sorpresa: qualcuno aveva fatto la spia... Che cosa proporre? Cantautori? Romagna mia? L'inno di Mameli? Alla fine nonostante la ruggine e la mancanza di plettro (un buon chitarrista, cioè non io, ne ha sempre uno con sé) me la sono cavata. Un capodanno magico e irripetibile.

    mercoledì 14 dicembre 2011

    Teapot album 2011: n° 8 Bodi Bill - What?

    Un tempo la musica elettronica di tutti i generi mi piaceva e mi affascinava: un percorso iniziato con Tangerine Dream, Kraftwerk, Brian Eno e il krautrock; proseguito poi negli anni '80 con John Foxx, Depeche Mode ed il filone sinth-pop, new wave.
    Col passare degli anni me ne sono progressivamente distaccato, diventando sempre più critico e persino diffidente verso chi ne fa un uso intensivo, anche perché troppo spesso mi è capitato (con poche eccezioni) di imbattermi in robe inascoltabili o al contrario nella solita fuffa electro-dance.
    Per i miei gusti attualmente ci sono pochi gruppi interessanti su questo versante. Come da tradizione, dalla Germania, fanno eccezione i Bodi Bill.

    martedì 13 dicembre 2011

    Teapot album 2011: n°9 Low - C'mon



    Musica onirica, rock al rallentatore o slowcore: chiamatela come vi pare; il fatto è che l'originalità e le capacità compositive di Alan Sparhawk (voce e chitarra) e Mimi Parker (batteria e voce) coniugi del Minnesota, non si discutono. Suonano dal 1994, ma li ho conosciuti nel 2003: erano la band di supporto al tour dei Radiohead e presentandosi solo in due fecero una notevole performance.
    Difficile superare la magia di un album come The Great Destroyer, però C'mon è un disco piacevole, con più folk-rock e meno asperità rispetto al passato.
    Witches (qui interpretata stupendamente dal vivo) è una delle canzoni che preferisco.

    domenica 11 dicembre 2011

    Business dei ricordi e nostalgia

    "Ogni generazione invecchiando vorrà vedere la propria gioventù musicale trasformata in mito e monumento".
    Simon Reynolds - Retromania (Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato)


    Questo fenomeno, col passare degli anni delle persone è comprensibile, anche se a volte mi è capitato di assistere a scene surreali e imbarazzanti, come quando ad una festa di compleanno o di classe (avevamo i figli alle elementari) un babbo fece cantare alla figlia la canzone di cui sotto (1981), accompagnando le parole con l'aria sognante di chi si immerge nei ricordi di gioventù.
    Naturalmente ogni generazione e ciascun individuo ha i suoi miti/ricordi musicali e certi programmi televisivi fanno leva proprio su questo aspetto per dispensare nostalgia e canzoni all'ingrosso grazie soprattutto all'apporto di bambini ammaestrati e cantanti riesumati.   



    Con una disponibilità fino a pochi anni fa impensabile, nel calderone dei ricordi, attraverso ristampe, cofanetti e reunion varie; con l'ausilio di internet, youtube, blog, tv e radio, ce n'è per tutti i gusti: dalle porcate più commerciali o scadenti alle quali lo scorrere del tempo ha inspiegabilmente restituito dignità, ai prodotti di nicchia più sconosciuti, ormai a portata di clic. Come argomenta Reynolds nel libro che sto leggendo, è la retromania, un fenomeno che si è diffuso in maniera dilagante soprattutto in ambito musicale e non solo: pensate alla quantità di remake nel cinema degli ultimi anni.
    In linea di principio non c'è niente di male ed è fantastico che ci siano queste opportunità: a tutti e anche al sottoscritto piace parecchio rivedere e ascoltare (rivivere) cose del passato; è lo sguardo costantemente rivolto all'indietro senza interesse per un presente considerato poco stimolante o addirittura deprimente/scadente, che mi lascia perplesso. Parlo in generale di un atteggiamento abbastanza diffuso tra gli appassionati che hanno superato una certa soglia d'età, ma in concreto mi riferisco anche a persone che stimo e conosco personalmente.
    Nel mercato dei ricordi c'è poi un aspetto in particolare che non sopporto e non mi ha mai attirato: le reunion, soprattutto quelle temporanee; anche dei gruppi che ho più amato. Per fare un esempio: se si riformassero i Talking Heads esclusivamente per riproporre i vecchi brani, mai e poi mai andrei ad un loro concerto; preferisco tenermi il ricordo di quel live strepitoso del 1980.

    Ormai ci siamo trasformati in tribute band. Se ti metti a suonare (sempre e solo, aggiungerei) il vecchio repertorio sei una tribute band. E questo vale anche per me. 
    (Hugh Cornwell, ex cantante degli Stranglers)

    venerdì 9 dicembre 2011

    Teapot album 2011: n° 10 Girls - Father, Son, Holy Ghost

    Nel nome del padre, del figlio, dello spirito santo. In apparenza easy listening che attinge in buona parte dai sixties, ma che fa della leggerezza (in senso beatlesiano) una delle sue armi vincenti insieme ad un pop di matrice californiana venato di psichedelia.
    Girls da San Francisco, ovvero Chet White (ex punk rocker della bay area) e Christopher Owens, personaggio tormentato con una biografia perfetta per un film di Gus Van Sant. Cresciuto con la setta americana Children of Gods tra abusi sessuali e precetti assurdi (fra cui il divieto di ascoltare musica), ha visto la madre prostituirsi e il fratello morire a causa della proibizione di utilizzare cure mediche. A 16 anni è fuggito e ha vissuto per strada sbandato e strafatto fino ad un incontro fortunato che gli ha cambiato la vita dando inizio alla sua carriera musicale.
    Fra le undici canzoni, c'è la gemma anomala di Vomit, uno dei brani più belli e struggenti ascoltati quest'anno.

    mercoledì 7 dicembre 2011

    Teapot album 2011















    Ho atteso l'uscita dei Black Keys prima di chiudere i giochi e scegliere i dischi di un annata per me decisamente al femminile (tre donne nei primi cinque posti); senza grandi picchi o clamorose novità, ma con diverse uscite da non perdere.
    I dieci migliori del 2011 della teiera volante:
    1. Beirut - The Rip Tide
    2. Joan as Policewoman - The Deep Field
    3. Feist - Metals
    4. The Decemberists - The King is Dead
    5. Florence + The Machine - Ceremonials
    6. Other LivesTamer Animals
    7. Tinariwen - Tassili
    8. Bodi Bill - What?
    9. Low - C'mon
    10. Girls - Father, Son, Holy Ghost
    Nei prossimi giorni un breve post per ciascuno.

    martedì 6 dicembre 2011

    In Italia vogliono sempre fotterci

    Libri e dischi sono fra le poche cose che concepisco come regali di Natale. Ed ecco che mentre mi accingo al primo acquisto mi ritrovo di fronte alle due opzioni sotto...

    Amazon Italia
    Amazon UK (col cambio attuale 8,16 €)












    Spedizione dall'Italia


    Spedizione dall'Inghilterra in sterline

    domenica 4 dicembre 2011

    La scoperta di Frank Zappa

    Diciotto anni fa, il 4 dicembre 1993, ci lasciava Frank Zappa all'età di 53 anni. 
    Il nostro incontro avvenne grazie ad una radio, di quelle che allora erano definite "libere"; si chiamava Radio Graal, luogo di incontro autogestito dove nella seconda metà degli anni settanta confluiva dalla bassa romagna un'umanità varia costituita da fricchettoni, anarchici e verso la fine, anche i primi punk. Chiunque poteva trasmettere ed io (nonostante fossi uno sbarbatello) ne approfittai per inserirmi nel palinsesto colabrodo che lasciava spazio a chiunque. Un'esperienza breve che si concluse dopo un anno circa dalla chiusura di Radio Alice a Bologna.
    Spulciare tra le centinaia di L.P. presenti in radio era come entrare in una realtà parallela fatta di disegni, testi, nomi e copertine fantastiche che accendevano la mia fantasia e la voglia di ascoltare e saperne sempre di più. Fu allora che scoprii  gruppi come Gong, King Crimson ed anche Frank Zappa. Quest'ultimo risultava un po' troppo ostico per le mie orecchie ancora acerbe, fino a quando ad una festa qualcuno non fece girare sul piatto Over-nite Sensation e fu un colpo di fulmine: finalmente cominciai ad apprezzare il genio di un chitarrista e compositore che fino ad allora avevo considerato, con superficialità, un personaggio bizzarro e musicalmente complicato. Un disco che ancora oggi amo alla follia.
    Frank Zappa ha saputo arricchire... una musica che nel mondo non ha visto più rivali perchè inarrivabile è stato il suo stile, come irragiungibile è stata la sua capacità di shockare e stupire, di meravigliare chiunque si ritrovi davanti ad una sua opera. Pazzia, sperimentazione, gusto retrò, improvvisazioni free jazz, demenzialità sopraffina, atmosfere da cabaret: l'ennesima perla del genio di Baltimora. 
    Paolo Bellipanni (la recensione completa dell'album su rockline.it)

    Se n'è andato troppo presto e ci manca. 

    sabato 3 dicembre 2011

    Limite Minimo 130 al Ravenna Festival Underground

    Il meglio dell'underground musicale ravennate.
    8, 9, 10 dicembre: scatta la prima edizione. Allo Spartaco (c.s.a).


    In una società soffocata dal conformismo e dall'omologazione c'è bisogno come l'ossigeno di spazi per le nuove generazioni per respirare musica e libertà. Due elementi che (modestamente) a casa nostra sono sempre andati come il pane.
    Ci sono anche loro e ci sono pure io; se non fisicamente di certo col pensiero.
    Dài burdèl, dad is proud (anglo-romagnolo). Limite minimo 130

     
    Giovedì 8/12
    Io e Bobby - Commando Nuova Era - Shimeon Cars - Travis One - Post Etere - Blindsidehit - LavisThe Way to Gents - Fundamental
    Venerdì 9/12
    Rust in Peace - Kites - Caostica - Touch too Much - Cleaniswood - Malestremo Gang - Black Sound Empire - Void of Sleep - MioticBad More Ending
    Sabato 10/12
    Television Sixties - From Space to Hell - She Said Destroy - Freestyle Battle - Lato Oscuro della Costa - Limite Minimo 130 - The Adrenaline - Action Men - Senza Fissa Dimora

    venerdì 2 dicembre 2011

    Gatti da libreria

    Matula: amante della lingua italiana e della libreria billy.























    L' idea che hanno i gatti della comodità è assolutamente incomprensibile agli umani. 

    (Colette)

    martedì 29 novembre 2011

    George Harrison: living in a material world

    Sembra ieri, eppure sono già passati dieci anni. Il 29 novembre 2001 se ne andava George Harrison. Non ho mai avuto una venerazione musicale per lui, ma mi è sempre piaciuto per la sua discrezione e per i suoi modi.
    Da qualche giorno è disponibile in rete il documentario di Martin Scorsese (George Harrison: Living in a material world) che ripercorre la sua esistenza terrena: una buona occasione per conoscere meglio la sua storia che poi è anche un pezzo importante di storia della musica.



    Come si legge su youtube fra i vari materiali raccolti da Scorsese c'era anche questo spezzone d'intervista rilasciata nel 1990 a Red Ronnie che poi non è stata utilizzata.

    sabato 26 novembre 2011

    Che palle che fa "che tempo che fa"

    Con il passare del tempo Fabio Fazio sta diventando sempre più paraculo e democristiano. Il suo programma, che qualche volta ai primi tempi era interessante e divertente, puzza sempre più di paludato e di noia. Musicalmente meglio stendere un velo pietoso sugli ospiti musicali che solitamente vengono invitati (stasera ad esempio c'è Tiziano Ferro). Il top comunque lo si raggiunge domani sera con Angelino Alfano, Venditti e Gianni Riotta (si presenterà con la camicia bianca da professorino come quando era direttore del Tg1?).

    Grande è stato Moretti a sputtanarlo quando, come al solito, il conduttore ha iniziato ad incensare l'ospite con frasi come sei il mio mito.

    venerdì 25 novembre 2011

    Dieci (+5) dischi da isola deserta

    Sarà un segno dei tempi, ma ancora di sopravvivenza si parla da queste parti. Dopo la fuga dall'incendio del post precedente ho raccolto l'invito di Rootshighway (che festeggia 10 anni di presenza nel web) a stilare l'elenco dei dieci dischi da portare su un'isola deserta. Alla fine verrà pubblicata la lista dei 100 più votati
    Complicato? Sì, ma anche divertente, in fondo la vita è fatta di scelte spesso difficili e in questo caso è solo un gioco. Ne avete almeno uno che per mille diverse ragioni risulti imprescindibile?
    • The Beatles - Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band 
    • David Bowie - Hunky Dory 
    • Neil Young - Harvest 
    • Grace Slick - Manhole
    • Frank Zappa - Over-nite sensation 
    • Gong - Flying teapot trilogy (ovviamente)
    • Patti Smith - Horses
    • Talking Heads - Remain in light
    • The The - Infected
    • Radiohead - OK Computer 
    CINQUE ITALIANI
    • Francesco De Gregori - Rimmel
    • Claudio Lolli - Ho visto anche degli zingari felici
    • Fabrizio De André - Non al denaro, non all'amore né al cielo
    • Fabrizio De André - Anime Salve
    • Lucio Battisti - Anima Latina

    lunedì 21 novembre 2011

    Burning down the house: cosa porteresti in salvo?

    The burning house è un sito che invita a fare delle scelte nel caso (speriamo mai) la casa vada a fuoco. Cosa salvereste con voi stessi avendo pochissimo tempo a disposizione? Un conflitto tra le cose utili, quelle di valore pecuniario e ciò che ha un valore puramente sentimentale. Chiunque può postare la sua foto. Questa è la mia.





















    ELENCO
    • Almeno una chitarra
    • Occhiali
    • Chiavette usb e magari anche il disco esterno
    • Il maggior numero di vecchi fumetti (nella foto Cannibale e Compagnia della Forca)
    • Foto di viaggi
    • Racchetta da beach tennis
    • Canon power shot
    • Berretto (fa un freddo cane)
    • T-shirt del concerto dei Radiohead
    • Foto storiche
    • Last but not least: la mia gattona Matula.
    Purtroppo niente libri o dischi: sono troppi e si possono ricomprare. Però ripensandoci, mi piange il cuore; qualche vinile tenterei di salvarlo: uno, ad esempio, potrebbe essere quello da cui è tratto il video qui sotto.
    Burning down the house

    sabato 19 novembre 2011

    Brown Bird

    David Lamb e MorganEve Swain sono un duo americano dal Rhode Island. Salt to Salt è il loro album che ci dà un po' di calore in queste serate fredde e nebbiose di novembre da castagne e vino.

     

    giovedì 17 novembre 2011

    Viaggi nella terra della polvere

    The Walkabouts - Travels in the dustlands



    Dopo due dischi con i Dirt Music, Chris Eckman ritorna a pubblicare con i Walkabouts a sette anni dall'uscita di Acetylene.
    È stato molto difficile capire quale dovesse essere il passo successivo. Poi mi sono venute in mente queste parole “travels in the dustland” e tutto si è sviluppato in maniera naturale e rapida. I titoli sono importanti, mi capita spesso di scrivere canzoni partendo dal titolo, è difficile che dia un titolo a un brano dopo averlo scritto. Faccio anche così ma preferisco partire dal titolo e poi scrivere il pezzo. Intervista completa

    Disco del mese di Roots Highway

    martedì 15 novembre 2011

    domenica 13 novembre 2011

    Festeggiare vomitando

    Ieri ero pronto a brindare a cena con gli amici in uno dei tanti ristoranti strapieni ed invece nel pomeriggio ho anticipato i festeggiamenti a casa mia vomitando.
    Non sto scherzando: un mal di testa fulminante con conseguente nausea mi ha letteralmente steso. Forse è stato un caso o forse il peso di diciassette anni di marciume e porcate a cui abbiamo rischiato di assuefarci si è fatto sentire tutto in una volta. Si vede che in qualche modo dovevo liberarmi. Oggi va meglio.

    Berlusconi nel 2010: "Sconfiggeremo il cancro entro tre anni." Ne è bastato solo uno.
    sonounprecario

    Girls - Vomit  

    venerdì 11 novembre 2011

    11-11-11

    Data molto particolare a cui si aggiunge il fatto che in questo giorno, oltretutto alle undici di sera, sono nato.
    Per l'occasione un nuovo membro dell'equipaggio è entrato a far parte della teiera volante. Qualcuno l'ha introdotto di nascosto con mia grande gioia.

















    E domani è il compleanno di zio Neil.


    mercoledì 9 novembre 2011

    Compilation del primo decennio post mp3

    Una compilation degli anni zero. Sembrava una missione impossibile, ma è l'ultimo appuntamento con il contest sui decenni in musica nel blog di Loizirion. La difficoltà è dovuta al moltiplicarsi delle opportunità da Napster in poi e invece è uscita d'istinto, con in più anche tre italiane! Forse è una lista un po' stramba, ma in fondo è un decennio irrappresentabile (oltre che pessimo e non mi riferisco alla musica), figuriamoci poi con solo 20 canzoni. Come sempre si fa per giocare, ma se a qualcuno piace, la può votare qua.     
    1. The Dandy Warhols - Bohemian like you  2000
      Beh, un pezzo ruffiano in testa ci deve essere per forza. In realtà divertente, liberatorio e con un ritmo trascinante; è stata la pubblicità a renderlo un tormentone che col tempo ha stancato.
    2. PJ Harvey - This mess we're in  2001
      Un duetto tra Thom Yorke e PJ Harvey non può non finire in una compilation.
    3. Francesco De Gregori - Sempre e per sempre  2001
      Una poesia in musica. Il mio inno sentimental-politico: sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai.
    4. Primal Scream - Some velvet morning  2002
      Cool che più cool non si può. Diciamola tutta: una furbata fatta con stile.
    5. Radiohead - There There  2003
      L'apertura del loro Hail to the thief  tour: sentirlo dal vivo è stata un'emozione unica.
    6. Yeah Yeah Yeahs - Date with the night  2003
      Un esordio folgorante. Punk blues graffiante con una Karen O strabordante.
    7. The Mars Volta - Televators  2003
      Non sono un loro grande estimatore; infatti non so spiegarmi da dove abbiano pescato questa bellissima ballata psichedelica.
    8. Low - Monkey  2004
      Alan Sparhawk e Mimi Parker dal Minnesota hanno sempre scritto grandi canzoni.
    9. Verdena - Luna  2004
      Un video malato e acido per un brano che mi ha sempre ipnotizzato fin dal primo ascolto. 
    10. Arcade Fire - Rebellion (Lies) 2004
      Un anthem contagioso e due dischi che hanno marchiato a fuoco il decennio.
    11. Afterhours – Ballata per la mia piccola iena  2005
      Agnelli e soci in gran spolvero con una ballata amara dal crescendo che ti inchioda.
    12. Black Rebel Motorcycle Club - Weight of the world  2005
      Il peso del mondo è, al contrario, una canzone leggera e gradevole come un bel mattino di primavera.
    13. Silversun Pickups - Well Thought Out Twinkles  2006
      Ehi, lo so, ci vorrebbero un po' di anni di meno, ma questi californiani mi esaltano e mi esagitano.
    14. The National - Slow Show  2007
      Qui c'è solo l'imbarazzo della scelta: adoro questa band.
    15. Beirut - Nantes  2007
      Scoperti tardi. All'inizio li ho anche snobbati (con tutti quei fiati!); poi il colpo di fulmine è scoppiato quest'estate sentendoli a Ferrara al concerto di The National.
    16. Eddie Vedder - No Ceiling  2007
      Con questa e altre canzoni della colonna sonora di Into the wild, la voce di Vedder è riuscito a far vibrare le corde più profonde.
    17. Stateless - Down here  2007
      Sono poco noti, ma nel loro omonimo album d'esordio ci sono perle struggenti come questa.
    18. Florence and the Machine - Dogs day are over  2009
      Phisique du role e talento incontenibile: una delle rivelazioni femminili del decennio.
    19. The Decemberists - Hazards of love 4  2009
      Il brano di chiusura di un disco e di un gruppo che amo molto.
       
    20. Massive Attack - Special cases 2003
      Accoppiata vincente con Sinéad O'Connor.

    martedì 8 novembre 2011

    Ricordi d'infanzia: il mangiaquiz e Je t'aime moi non plus

    Ricordo che da bambino mia madre mi lasciava spesso in custodia da una vicina di casa: un'adorabile signora con un barboncino stronzo che cercava sempre di mordermi (una volta ci riuscì pure). C'era anche il figlio adolescente che nei pomeriggi dopo la scuola, con la sua gang di amici cappelloni, organizzava un quiz musicale che mi incantavo a guardare. Nella seconda metà degli anni sessanta le case degli italiani erano invase dai 45 giri e dai mangiadischi; i ragazzotti ne utilizzavano uno per fare questo gioco: un addetto faceva ingoiare il disco da indovinare; appena iniziava il brano, due sfidanti partivano dal fondo del corridoio per pigiare l'interruttore della luce dalla parte opposta: il primo che accendeva aveva diritto a rispondere e se azzeccava il titolo della canzone eliminava l'altro o prendeva un punto (non ricordo). Un vero e proprio format.
    In quei pomeriggi della mia tarda infanzia cominciai ad acquisire le prime conoscenze musicali (oltre che sessuali, con giornalini tipo Isabella, sfogliati di soppiatto nella bottega del barbiere e con la peccaminosa Je t'aime moi non plus [1] ).Il mangiadischi ingoiava e masticava di tutto: Nico e i Gabbiani, Antoine, I Giganti, Equipe 84, il primo Battisti, Patty Pravo, Beatles, Rolling Stones, ecc...
    Avrei voluto giocare anch'io! Non mi è mai piaciuto stare in panchina.  
    Il primo mangiadischi fu prodotto da Irradio nel 1966

























    [1] Eravamo nell'estate del 1969 e la censura si abbatté sulla canzone che ebbe comunque un clamoroso successo, tanto che pochi mesi dopo Ombretta Colli ne fece una cover edulcorata e francamente orrenda con il titolo di Ti amo...io di più. 

    giovedì 3 novembre 2011

    LP Cover Art: Talking Heads - Remain in light 1980





























    Funk, new wave, world music, elettronica e sperimentazione: una combinazione di suoni in grado di cambiare il ritmo dei pensieri. Quando uscì questo disco, la maggior parte delle cose che avevo ascoltato prima mi sembrava inutile e banale.

    Anche la copertina è in linea con l'avanguardia musicale rappresentata dai Talking Heads all'inizio degli anni ottanta. L'artwork fu realizzato con il supporto dei computers del Massachusetts Institute of Technology. I volti dei quattro membri della band, in bianco nero su sfondo blu, sono verniciati di rosso, mascherati come terroristi che nascondono la loro identità. Una dicotomia che pone in contrasto il titolo - Rimanere nella luce - con l'aspetto poco rassicurante di Byrne, Frantz, Harrison e Tyna Weymouth.
    Nel retro e anche nella busta interna quattro aeroplani rossi con stelle verdi sulle ali volano in formazione sopra le montagne dell'Himalaya. In origine doveva essere questa la facciata principale, poi quando il titolo dell'album venne cambiato (la prima idea, Melody Attack, non convinceva Byrne), l'immagine fu spostata sul retro.

    Possiamo perdonare un bambino che ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando gli uomini hanno paura della luce. Platone
    I Talking Heads con questo album non solo non hanno avuto paura della luce, ma sono entrati nel suo cuore abbagliando anche tutti coloro che li hanno seguiti, fino all'apoteosi di due concerti indimenticabili a Bologna e Roma nel 1980.




    martedì 1 novembre 2011

    La noia, l'abbandono, il niente son la tua malattia

    "Che sarà, che sarà, che sarà" mi chiedevo con curiosità mentre ammiravo le sublimi scene d'apertura in cui si esprime a pieno il genio visivo di Lars Von Trier: quadri onirici slow motion sulle potenti musiche di Tristano e Isotta di Wagner; ma qui c'era già tutto il film con tanto di spoiler pronto e servito.
    A parte qualche sprazzo, il resto è un alternarsi di noia e nichilismo, pur inseriti in una splendida cornice pittorico-fotografica, nell'attesa dell'evento che porrà fine alle sofferenze di Justine (una malata/radiosa Kirsten Dunst), della terrorizzata sorella Claire (una sempre brava Charlotte Gainsbourg), dell'umanità e soprattutto dello spettatore. 

    Mutemath nuovo disco e video interattivo















    Odd Soul è il nuovo album per il gruppo di New Orleans.
    Hanno realizzato un divertente video interattivo suddiviso in sei riquadri in cui è possibile separare le sei tracce: basso, batteria, chitarra, tastiera, voce, cori e sinth.
    Un po' lento a caricarsi ma merita, come del resto tutto il disco. Qui

    sabato 29 ottobre 2011

    Sette canzoni: Francesco De Gregori


    Dopo Neil Young, Peter Gabriel, Cure, David Sylvian e Massive Attack è il turno del primo italiano: un artista che ormai da una vita fa parte del gruppo dei miei numi tutelari.
    Negli anni settanta c'erano i festival alternativi della gioventù: una realtà che ho vissuto di sfioro. In una cittadina delle mie parti con forti movimenti underground e di controcultura, a fine estate si organizzava una tre giorni di musica; e fu lì, a 16 anni, che vidi il mio primo concerto (di nascosto ai genitori).
    Fu sempre lì che avvenne il primo incontro con De Gregori. Quella sera suonarono in sequenza: lui, da solo con la chitarra (brani da Rimmel e dall'appena uscito Bufalo Bill); Claudio Lolli con la sua band che presentava Ho visto anche degli zingari felici e infine Napoli Centrale con James Senese. Un bel battesimo!
    Veniamo alle sette canzoni: scelta molto difficile, visto il repertorio enorme che abbraccia quattro decenni, ma il gioco è questo e anche chi legge è invitato ad indicare le canzoni preferite o anche solo una a cui è particolarmente affezionato.

    Bene 1974
    Volevo iniziare con una canzone del periodo pre Rimmel; ce ne sono tante che ho amato. Alla fine la scelta è andata su uno dei brani più dolci e intimi, probabilmente ispirato alla figura della madre. De Gregori ha definito Bene una canzone privata e dal vivo non l'ha mai cantata.

    Pezzi di vetro 1975
    Gli arpeggi e gli accordi di questa canzone erano diventati un'ossessione. L'unica canzone di Rimmel che quando la suonavo c'era sempre qualcosa che non andava. Finché un giorno mi venne in soccorso l'ultima pagina di Ciao 2001 che settimanalmente pubblicava lo spartito di una canzone. E' sempre stata una delle mie preferite. Nel 1992, in Povero me, De Gregori si autociterà cantando: Cammino da sempre sopra i pezzi di vetro, e non ho mai capito come.

    Atlantide 1976
    Melodia dolcissima per pianoforte e chitarra con un testo malinconico ed enigmatico che ha il potere di trasportarti altrove.
    ...rubatele pure i soldi rubatele anche i ricordi 
    ma lasciatele sempre la sua dolce curiosità 
    ditele che l'ho perduta quando l'ho capita 
    ditele che la perdono per averla tradita.

    La Storia 1985
    Come nei tuffi, anche nelle canzoni c'è il massimo coefficente di difficoltà. In questo caso un argomento estremamente ostico da affrontare; un campo minato dove il rischio della retorica è in ogni riga e in ogni parola, di pari passo a quello della scontatezza. E lui che fa? Ti cuce in pochi versi una poesia dal soffio epico con passaggi memorabili.

    Il bandito e il campione 1993
    Una delle canzoni che mi diverte di più suonare. Il lato griot di De Gregori, insieme a Faber uno dei pochi veri cantastorie moderni della musica italiana. "Se non avessi ascoltato le sue canzoni, non avrei scelto questo mestiere". (De Gregori a proposito di De André).

    L'aggettivo "mitico" 2001
    Dopo cinque anni senza novità, De Gregori uscì nel 2001 con un capolavoro: Amore nel pomeriggio, vincitore della Targa Tenco. Questo è il brano d'apertura che rimanda alla formazione dylaniana del cantautore romano: una visione lucida e quasi apocalittica del mondo globalizzato: le guerre (la sanguinaria guerra dei predatori e la serena guerra degli aviatori e gli uomini col machete sui fuoristrada, gli uomini a piedi nudi lungo la strada); il disastro ambientale (la fuga degli animali, l'inondazione e la foresta che diventa fumo le stelle pakistane che esplodono sulla frontiera);
    la sovracomunicazione che crea un indistinto rumore di fondo; l'irruzione della rete.

    Sempre e per sempre 2001
    Per chiudere, il mio inno sentimental-politico. Un testo che colpisce il cuore e che trasuda vita e poesia.

    giovedì 27 ottobre 2011

    Impara a ballare con The Black Keys

    Uscirà il 6 dicembre il nuovo album dei Black Keys: titolo El Camino. Per chi come me ha apprezzato Brothers (nella lista della teiera dei primi 10 album del 2010), una data da segnare. Nel frattempo ci si può tenere in allenamento imparando le mosse di ballo che ci vengono proposte nella prima anticipazione che si intitola Lonely Boy.
    Sempre più fuori di testa il duo di Akron (il 30 gennaio 2012 all'Alcatraz).

    martedì 25 ottobre 2011

    Arcade Fire e Beck con Neil Young

    All'appuntamento della Bridge School Benefit, concerto di beneficenza organizzato da 15 anni da Neil Young per la fondazione da lui creata, quest'anno c'erano altri canadesi d'eccezione: gli Arcade Fire Beck. 

    lunedì 24 ottobre 2011

    Florence n° 1

    Complici la febbre ed un terribile mal di gola, per due giorni ho ascoltato e riascoltato nel mio lettuccio Ceremonials e non riuscivo più a fermarmi. Un disco magico che non solo riprende Lung ma riesce ad andare oltre, in territori irraggiungibili ai più (parlando dell'attuale scena pop-rock). Un talento che si manifesta con una gamma impressionante di soluzioni vocali sorrette da cori celestiali, dall'immancabile arpa e da un fantastico lavoro alle percussioni (ormai due veri marchi di fabbrica). 
    Qui chiudo perché la lucidità è già in calo, ma penso che di questo disco si parlerà a lungo. Lunga vita a Florence e alla sua macchina.

    A mente fredda (tre giorni dopo)
    Diciamo che la febbre e un'esaltazione frettolosa mi hanno indotto un po' ad esagerare. La sostanza non cambia di molto: da 9 passo a  8.

    giovedì 20 ottobre 2011

    Feist - The bad in each other

    Meraviglia di pezzo, sempre dal suo ultimo lavoro intitolato Metals.
    Feist dal vivo al Later with Jools Holland accompagnata da Mountain Man (in realtà un trio femminile Appalachian folk).

    martedì 18 ottobre 2011

    This must be the place: luci e ombre

    La critica è stata divisa fin dalla presentazione a Cannes (ma perché far passare così tanti mesi per l'uscita?). Difficile eguagliare la genialità pop de Il Divo. In ogni caso, nel bene e nel male, una svolta per il cinema di Sorrentino. 

    Lezione di makeup in ascensore















    LUCI

    I dialoghi pungenti e le battute fulminanti di Cheyenne:
    Una rockstar non dovrebbe avere figli. Magari ti esce fuori una stilista strampalata.
    Non sto cercando me stesso: sono in New Mexico, non in India.


    L'originalità, l'eleganza estetica e la potenza visiva di Sorrentino (su questo fronte, in Italia nessuno come lui) totalmente a suo agio in situazioni e location nuove per il suo cinema.

    La prova di Sean Penn:
    La capacità di far vibrare e recitare ogni parte del corpo. Ottimi come sempre gli attori diretti dal regista napoletano.

    OMBRE
    Qualche deja vu di troppo sulla provincia americana.

    Nei film precedenti il regista ci aveva stupito con colonne sonore eccezionali. Anche questa mi è piaciuta, ma siamo più nella normalità (quella forse a cui aspira Cheyenne).

    Quello che ho indicato come un pregio rischia di diventare un limite, cioè il virtuosismo che sfocia in manierismo e la pretesa di rappresentare personaggi senza supportarli con un minimo di storia.

    lunedì 17 ottobre 2011

    Zen Circus - La democrazia semplicemente non funziona

    Una delle undici canzoni di Nati per subire. In attesa di Midnight (R)Evolution che esce domani, arriva da Pisa uno dei migliori album italiani usciti quest'anno.
    Streaming su rockit.it

    sabato 15 ottobre 2011

    People of the world: rise up!







    962 città e 85 Paesi.
    Speriamo in una bella manifestazione: incazzata sì, ma soprattutto pacifica e colorata. Ho persone care che sono andate a Roma a rivendicare il loro futuro.
    Quando l'ingiustizia diventa legge, ribellarsi è un dovere.

    Aggiornamento e breve riflessione su ciò che è successo
    "Parlamentari o facinorosi, è il destino di questo paese che poche centinaia di coglioni lo debbano rovinare" sudsoundsystem
    Purtroppo non è andata bene; come ha scritto Gilioli che abita nei pressi di San Giovanni e ha visto visto diverse cose in diretta, è evidente che stasera c’è chi brinda per come sono andate le cose. Non solo Berlusconi e i suoi scagnozzi, ma tutti i partiti che storicamente sono allergici ai movimenti autonomamente organizzati.
    Una domanda: come è possibile che un gruppo come questo (poche centinaia) sia in grado di mettere a ferro e fuoco una città quasi impunemente. Ad esempio hanno assaltato e incendiato una caserma che si trovava lungo il percorso e che era stata lasciata completamente (volutamente?) sguarnita dalle forze di polizia.
    Poi succede che se in Piazza San Giovanni continuano a lanciare lacrimogeni a caso, usare idranti e a fare il carosello coi blindati rischiando di investire le persone, una parte dei manifestanti si incazza e reagisce. 

     Qualcun altro ci ha anche provato a fermarli.

    venerdì 14 ottobre 2011

    This must be the day

    Avere delle aspettative così per un film in uscita mi capita al massimo due, tre volte all'anno. Perché uno come Sorrentino che ha realizzato in maniera geniale un'opera "impossibile" come Il Divo, merita un'attenzione particolare. Per quanto mi riguarda, da L'uomo in più in avanti, è sempre riuscito a conquistarmi creando qualcosa che nel cinema in italiano non c'era.
    E' stata dura, ma sono riuscito a non leggere quasi niente (il trailer mi è toccato vederlo al cinema).

    A sinistra uno dei cento manifesti creati da studenti universitari e del liceo artistico al termine del workshop di creatività applicata tenutosi a fine settembre in occasione del trailer film fest.

    martedì 11 ottobre 2011

    Evviva la Bulgaria che ci ha fatto dono del Pippero (tributo agli anni 90')

















    Dopo gli anni 60 - 70 e 80 siamo alle sfide finali a suon di compilation nel blog di Lozirion. Questa volta ho dovuto scegliere venti fra i dischi dei gruppi e degli artisti che più ho amato e ascoltato negli anni '90, un decennio che mentre per la musica sembra finito l'altro ieri, per il web (come si nota dal collage) è archeologia.

    La Compilation
    (se volete, potete votare qua)

    1. The Charlatans - The only one I know  1990
    2. R.E.M. - Losing my religion  1991
    3. Red Hot Chili Peppers - Under the bridge  1992
    4. The The - Dogs of  lust  1993
    5. Pearl Jam - Dissident  1993
    6. Lenny Kravitz - Are you gonna go my way  1993
    7. Morphine - Buena 1993
    8. Portishead - Glory Box  1994
    9. Massive Attack - Karmacoma  1994
    10. Alice in Chains - No Excuse  1994
    11. Soundgarden - Black hole sun  1994
    12. Stone Temple Pilots - Interstate love song  1994
    13. The Cranberries - Zombie  1994
    14. Alanis Morrisette – You oughta know  1995
    15. Smashing Pumpkins - 1979  1995
    16. P.J. Harvey - C'mon Billy  1995
    17. Kula Shaker - Govinda  1996
    18. Fabrizio De André - Smisurata preghiera 1996
    19. Radiohead - Paranoid Android  1997
    20. Aimee Mann - Save me (Magnolia soundtrack) 1999

    E' solo un gioco, ma è stata dura lasciarne fuori. Due in particolare mi stanno a cuore per motivi nostalgici, oltre che per il loro valore:
    Elio e le Storie Tese
    Inarrivabili nel loro genere: fuochi d'artificio verbali e invenzioni a raffica per tutto il decennio. Ho scelto Pippero, ma poteva essere Mio Cuggino o Uomini col borsello e via dicendo.
    Julian Cope
    "Una delle carriere musicali più geniali e sregolate della musica rock" (Scaruffi)
    Nel 1991 Peggy Suicide è stato uno dei dischi che ho più ascoltato. Nelle diciotto canzoni che lo compongono Cope è riuscito a condensare tutto il meglio delle sue produzioni precedenti. Il brano scelto è East Easy Rider.

    lunedì 10 ottobre 2011

    Feist - Metals

    Metals è uno dei migliori album di questo inizio d'autunno. Bella e brava la cantautrice canadese con il suo sound vellutato, fatto di canzoni dall'ascolto non immediato, sospese tra folk e pop di classe con venature jazz. Il richiamo (con tutti i dovuti distinguo) va istintivamente ad una grande artista sempre del Canada.

    venerdì 7 ottobre 2011

    Think in-different

    gnospa.tumblr

    "Nel 1985 Think different significava per Apple non adeguarsi alla massa, rifiutare l’omologazione, ricercare la propria personalità anche attraverso un prodotto tecnologico. Ora che centinaia di milioni di persone nel mondo “pensano differentemente la stessa cosa” attraverso Iphone, Ipad, Imac… come la mettiamo?" unblasfemo.tumblr



    Riapre Nonciclopedia:
    “Con Vasco è tutto chiarito. Gli lasceremo scrivere la pagina di Ligabue”. 

    waxen.tumblr


                          IL TEMPO FUORI DAL TEMPO

    D'altra parte non si può pretendere troppo: stiamo parlando del giornale (?) diretto da Sechi, garzone di bottega specializzato nelle arrampicate sugli specchi.
















    mercoledì 5 ottobre 2011

    Road movies

    Tutti i luoghi sono buoni per concepire un film, ma solo uno è il luogo perfetto: il viaggio. Paolo Sorrentino

    Aspettando This must be the place, la mia personale selezione dei 10 road movies preferiti.

    Il sorpasso - Dino Risi, 1962
    Trintignan: Sembra di essere in Inghilterra.

    GassmanPer la campagna? TrintignantNo, è che viaggiamo sempre sulla sinistra.

    Faster Pussycat, Kill! Kill! 
    - Russ Meyer, 1966
    Ho conosciuto Russ Meyer una ventina d'anni fa vedendo casualmente questa pellicola fuori di testa ambientata nel deserto californiano del Mojave. La recensione nel blog di Robydick.




















    Easy Rider - Dennis Hopper, 1969
    Un genere che ho iniziato ad amare proprio dopo aver visto questo film.

    Punto Zero - Richard C. Sarafian 1971
    Kowalski (Barry Newman) deve arrivare da Denver a San Francisco su una Dodge Challenger dal motore elaborato con la polizia alle calcagna. Super Soul, DJ cieco di una radio, ne narra le gesta e sostiene la sua fuga: Questa stazione viene ribattezzata Kowalski in onore dell'ultimo vero eroe americano per il quale la velocità è sinonimo di libertà dell'anima...

    Drugstore Cowboy - Gus Van Sant, 1989
    Di soliti i film sulla droga scadono nel moralismo o nel patetico. Van Sant invece conosce bene la materia e gira a Portland (la sua città natale) un road movie duro e realistico ambientato negli anni '70 che videro annegare il sogno della controcultura nelle sostanze stupefacenti.
    La maggior parte della gente non ha idea della sensazione che proverà tra cinque minuti, per un tossicomane invece è diverso: lui lo sa, gli basta leggere un'etichetta. (Bob, interpretato da un eccezionale Matt Dillon)

    Thelma e Louise - Ridley Scott, 1991
    Volo finale nel Grand Canyon e relativo fermo immagine che sono entrati all'istante nella storia del cinema.











    Una storia vera - David Lynch, 1999
    Il Lynch che non ti aspetti: poetico, malinconico e rurale in una sorta di elogio della lentezza e della vecchiaia. "Un road movie a 15 Km all'ora" (com'è stato definito).
    Vuoi andare nel Wisconsin con un tagliaerba? (Rosie)

    I diari della motocicletta
    - Walter Salles, 2004
    Nel tempo che abbiamo trascorso viaggiando è cambiato qualcosa, qualcosa a cui dovrò pensare molto seriamente. C'è tanta ingiustizia. Ernesto Guevara (Jean Pierre Noher).
















    Into the wild - Sean Penn, 2007
    Tanto ho sofferto quanto ho gioito e mi sono identificato per la stessa filosofia che ispirava le mie fughe giovanili. Un film che mi ha conquistato e lasciato senza filtri critici. Se poi aggiungiamo una colonna sonora del genere...
    La felicità è reale solo quando condivisa.

    The road - John Hillcoat, 2009
    On the road più cupo che si sia mai visto, ambientato in un pianeta sconvolto da una catastrofe misteriosa. Tratto dal romanzo di Cormac McCarthy, vincitore del premio Pulitzer nel 2007.

    La lista era un po' più lunga. Voglio citare anche: Duel, Little Miss SunShine, Cuore selvaggio, Sideways.