sabato 31 marzo 2012

Hey Jane - Spiritualized

Hey Jane è il titolo del nuovo video degli Spiritualized: vero e proprio cortometraggio in cui si raccontano le disavventure di Frida, un travestito alle prese con due figli da crescere e con il mestiere più antico del mondo alternato al lavoro in uno strip club. Nonostante il brutto carattere, sarà figliolo più grande a dare un provvidenziale aiuto alla madre/padre!
Sweet Heart, Sweet Light, il settimo album della band inglese guidata da Jason Pierce (ex Spacemen 3) uscirà a meta aprile.

giovedì 29 marzo 2012

Io, il punkoide e le radio libere

Negli anni in cui internet era ancora fantascienza per un ragazzo riuscire a comunicare attraverso i microfoni di una radio le proprie idee e la propria passione musicale era una fantastica opportunità.
Tutto era nato grazie ad una sentenza della Corte Costituzionale del 1975 che dichiarava illegittimo il monopolio statale dei programmi via etere. Di lì a poco l'Italia fu inondata da migliaia stazioni locali in quella che fu la stagione la stagione delle radio libere: un laboratorio di comunicazione che coinvolse decine di migliaia di giovani appassionati. Nel 1980 la RAI aveva dimezzato gli ascolti.

Il punkoide era il suo soprannome beffardo. Come umanoide sta ad umano, punkoide stava a punk forse per sottolineare la carenza di attributi che ricordassero la sua appartenenza a tale movimento. Si distingueva da lontano per il caratteristico casco di capelli ricci, l'abbigliamento da bravo ragazzo e la pelle scura. Non so bene perché diventammo amici; frequentavamo lo stesso bar e sicuramente accadde per la comune passione per la musica. Mi stava simpatico perché a differenza di certi suoi coetanei (aveva un paio d'anni meno di me) non si atteggiava con divise d'ordinanza postdatate e spilline varie. Il punkoide era semplicemente un fanatico della musica e soprattutto del punk in tutte le sue declinazioni: dai Sex Pistols ai Dead Kennedys. Io avevo già dato e voltato pagina: era il periodo in cui ero fissato con la new wave contaminata con il funk (A Certain Ratio, Pop Group, Medium Medium, ecc...). Insieme mettemmo su questo programma settimanale di un'ora in una delle radio più squinternate della bassa romagna; certo non si può dire che non fosse libera. Si partiva con una borsa piena di vinili per iniziare alle 14 in punto; la sigla era dei Ramones ed il format era che si sceglieva alternativamente un brano a testa: lui punk ed io new wave, con tutto il seguito di discussioni e finte accuse infamanti reciproche. Finita l'ora, dovevamo rimettere in onda il nastro di canzoni a ciclo continuo (interrotte da saltuarie inserzioni di triste pubblicità locale), che serviva a tappare i buchi della programmazione pomeridiana.
Durante la trasmissione ricevevamo qualche telefonata. Ricordo che una volta venni accusato da un ascoltatore duro e puro e con le idee poco chiare di proporre della disco di merda; in un'altra occasione chiamarono due ragazze che volevano conoscerci. Il punkoide, perennemente arrapato, fissò un appuntamento per il pomeriggio della settimana seguente a fine trasmissione. Fuori dalla radio ci trovammo di fronte due ragazzine aspiranti punk con la ridarella. Quello stesso anno ci furono momenti di gloria quando la radio organizzò due concerti: Tuxedomoon (fantastici, oltre che superdisponibili) e Section 25. Dopo pochi mesi la radio chiuse: era la seconda volta che mi capitava; di Radio Graal, la radio fricchettona che ho frequentato da giovanissimo, ho già raccontato qualche tempo fa.

martedì 27 marzo 2012

Tyrannosaur














Nelle ultime settimane niente di esaltante sul fronte musicale, mentre per quanto riguarda il cinema ho diverse cose da segnalare, a partire da questo film inglese (mi piaceva la locandina tedesca) che ha raccolto premi in giro per il mondo sia per la regia che per i due attori protagonisti, ma in Italia non ha ancora distribuzione. Tyrannosaur, primo lungometraggio dell'attore inglese Paddy Considine, è un pugno allo stomaco fin dalla sequenza iniziale quando Peter Mullan, vedovo ubriacone e attaccabrighe, ammazza il suo cane in un attacco d'ira. I sobborghi londinesi fanno da sfondo all'incontro improbabile fra due solitudini alla ricerca di una via d'uscita dalla propria disperazione quotidiana. Sia che ci si aggrappi ai pochi amici rimasti o si cerchi rifugio nella religione, un senso di sconfitta e rabbiosa rassegnazione sembra avvolgere la vita delle persone facendo emergere violenze degradanti e miserie morali; il riscatto o la redenzione sono sempre possibili, ma le conseguenze possono essere estreme.
Mostruosa in tutti i sensi l'interpretazione di Peter Mullan (uno degli attori prediletti di Ken Loach) al pari della coprotagonista Olivia Colman, moglie-vittima timorata di Dio, la cui esistenza avrà una svolta imprevedibile proprio grazie all'incontro con l'uomo che inizialmente chiederà il suo aiuto.
Dirompente e commovente il finale sulle note di We were wasted.
Voto: 8
Link nei commenti.

lunedì 26 marzo 2012

La battaglia delle copertine


Ne resterà solo una!

Fine della post astinenza con qualche giorno di anticipo.
A presto!

mercoledì 7 marzo 2012

Sospensione

Perso lo smalto, ma soprattutto la motivazione e l'entusiasmo dei primi due anni (fra pochi mesi saranno quattro). Per colpa di niente e di nessuno; a volte le cose vanno così. Ciò che mi premeva raccontare, l'ho raccontato: l'amore per la musica, il cinema, i fumetti; i personaggi e i viaggi. Tutto quello che non era preventivato e che è arrivato in più è stato appagante, ma anche impegnativo in termini di tempo e concentrazione (750 post scritti con passione) ed ora c'è anche stanchezza dovuta a svariati motivi. Fra le varie cose, mi sarei anche rotto il cazzo di lavorare, ma in questo campo purtroppo c'è ben poco da scegliere: la strada è ancora lunga e obbligata; meglio non pensarci. Magari, poter fare come mio padre che si è potuto dedicare alle sue amate maratone in giro per l'Italia e per il mondo (adesso però ne paghiamo tutti le conseguenze).
Credo si tratti solo di una sospensione: la teiera ha bisogno di manutenzione. Magari per un po' va bene anche solo leggere e commentare le tante voci interessanti che arrivano dall'universo blogger. Take it easy.
A presto: diciamo... aprile.

domenica 4 marzo 2012

C'è dolore e dolore




Affrontare temi "seri" attraverso i toni leggeri della commedia non è un'impresa semplice. Due esempi distanti tra loro, per quanto riguarda la riuscita degli intenti, sono rappresentati dagli ultimi due film che ho visto. Da una parte la vitalità del francese Quasi amici in cui, romanzando parzialmente fatti realmente accaduti, si tratta il tema della disabilità in maniera brillante e soprattutto senza pietismi o con il ricorso a concetti banali del tipo anche i ricchi piangono; dall'altra la produzione italo-americana che ha affidato a Roberto Faenza l'adattamento cinematografico del romanzo di Peter Cameron: Someday This Pain Will Be Useful to You (Un giorno questo dolore ti sarà utile). L'ho visto sabato sera è già dopo il primo tempo ero poco soddisfatto di aver pagato il biglietto. E' una storia di formazione adolescenziale ambientata a New York che ben presto si impantana in una serie di luoghi comuni sul mondo adulto (visto dagli occhi di un diciassettenne disadattato e solitario), supportati da dialoghi che dovrebbero indurre, a seconda delle situazioni, al sorriso o alla riflessione senza riuscirvi in entrambi casi. Marco dei pensieri cannibali la settimana scorsa parlava di un’impresa ad alto rischio di fallimento  azzeccando in pieno la previsione.
Il paragone con il giovane Holden citato sulla locandina peggiora ulteriormente le cose.
Voto: Quasi amici @@@½
Voto: Un giorno questo dolore ti sarà utile @

venerdì 2 marzo 2012

Lucio, Lucia e altri dolci ricordi

Strane coincidenze dietro a un nome che per me ha un significato particolare.
Lucio Dalla e Lucio Battisti, nati il quattro e il cinque marzo dello stesso anno (il 1943), fanno parte dei ricordi della mia infanzia e prima adolescenza, quando ascoltavo hit parade alla radio e fantasticando già con la musica, riscrivevo le classifiche a mio piacimento nei quaderni e sul diario scolastico.
Un altro passatempo preferito era l'esplorazione della caotica collezione di 45 giri di mio zio.
Dalla lo andai anche a vedere da ragazzino ai tempi di Nuvolari, quando gli artisti si degnavano di cantare alle feste dell'unità di paese. Erano gli anni delle estati passate al mare dalla nonna Lucia (da cui l'origine del mio nome che doveva essere proprio Lucio, poi leggermente allungato) di professione cuoca sopraffina nelle pensioni della riviera romagnola. Sono ormai leggenda le sue lasagne al forno ed i suoi cappelletti.
Crescendo i miei gusti culinari non sono cambiati; quelli musicali invece parecchio e Dalla, devo essere sincero, l'ho sempre ascoltato per caso alla radio e non ho nessuno dei suoi dischi. Ciononostante personaggi come lui resteranno nella memoria collettiva di un Paese dove l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale.