lunedì 9 febbraio 2015

Non sposate le mie figlie e non esaltatevi come al solito per qualsiasi commedia francese

Una coppia tradizionale della provincia parigina è sull'orlo della disperazione a causa delle tre giovani figlie sposate (tipo barzelletta) con un magrebino, un ebreo e un cinese. Ormai le speranze di avere finalmente un genero francese DOC sono tutte riposte nella quartogenita...

Va beh, ogni volta che arriva in Italia una commedia francese ci si esalta oltremisura. Stavolta c'è ben poco: battute spesso scontate in un film dove non si ride mai e soprattutto l'apoteosi del cerchiobottismo, misto al terrore di apparire politicamente scorretti. 
Il risultato è zero empatia per qualsiasi personaggio e tutt'al più qualche accenno di sorriso in una trama che scivola via senza sussulti particolari.

Spoiler (si fa per dire)
Non penso di rivelare nulla scrivendo che ovviamente trionferanno i buoni sentimenti e la marsigliese con gran ballo finale multietnico.

Speriamo che a qualcuno non venga di nuovo l'idea di replicare la versione italiana, come è già accaduto recentemente con Cena tra amici (decisamente molto più coraggioso e meritevole di questo) ripreso da Francesca Archibugi e Giù al Nord.

voto:

8 commenti:

  1. Ho visto ieri la pubblicità al cinema ieri, e si vedono tutti i diffetti che sottolinei tu, quindi credo che salterò la visione. Ti consiglio invece Bridman, che ha mantenuto le attese, e una commedia italiana consigliata da amici fidati, che non ho ancora visto, cioè Leoni, con Neri Marcorè con barba, che sembra la versione mora di Zio Scriba ;)

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    1. Sai che m'ispira? Non conosco il regista ma mi sembra interessante.

      Birdman invece lo aspetto da Venezia!!

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    2. Avevo sempre trovato pazzescamente sottovalutati i bei film francesi del recente passato (a cominciare dai capolavori di Coline Serreau: Tre uomini e una culla – pessima e banale invece la versione americana – Romuald et Juliette, La crisi…) ma ultimamente hanno cominciato a deludermi (penso anche allo strombazzatissimo Paulette, che mi è sembrato grossolano e scontato.) Come sempre, la melassa antirazzista non aiuta. Di questi tempi, a ridere su stereotipi razziali e religiosi sono molto più bravi gli inglesi: Infedele per caso l’ho trovato esilarante.

      p.s. Ally: incredibile come torni spesso questa somiglianza che io non avevo mai notato: anni fa ero in stazione a Varese ad aspettare degli amici, e il capostazione, dopo avermi chiamato con strani gesti convulsi, mi chiese se lavoravo a raitre. Intendeva proprio Neri Marcorè. Negai più volte, ma lui rimase convinto di avermi sgamato. :)

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    3. Premesso che parliamo di una grande scuola di cinema, mi sembra che ultimamente un po' troppo spesso prevalga l'atteggiamento: commedia francese = perla da non perdere, anche quando ci troviamo di fronte a film mediocri. Fra l'altro raramente l'umorismo transalpino mi fa ridere e lo preferisco quando diventa urticante tipo "Cena tra amici".

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    4. Concordo con Neri/Zio Scriba sopra (appena l'ho visto nel film ho notato la somiglianza, potrebbe prendere in considerazione di portare al cinema i libri dello zione), dicevo concordo con Zio Scriba, sul fatto che gli inglesi siano più "bravi" nel ridere su stereotipi razziali/religiosi ...ai francesi lascio le tematiche lavoro, l'amour e i ciò che resta della novelle vague ;)

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  2. Birdman figo, da vedere ! Cinema 100%

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  3. A mio avviso, Cena tra amici è un buon film, ma non riesce a far male fino in fondo, come mi pare invece, per restare sul tema, ci sia riuscito Carnage.E' vero che c'è una certa tendenza a lodare certi prodotti d'Oltralpe, che però finiscono per non elevarsi rispetto a pellicole italiane di pari livello, se non, sempre a mio parere, per una grazia registica che fa parte del dna francese.

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    1. Beh con Carnage parliamo di un Polanski particolarmente ispirato... e in questi casi non ce n'è quasi per nessuno! :)

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