sabato 8 agosto 2015

Disconnettersi per pensare, leggere, scrivere...

Nei mesi estivi ho la fortuna di poter disporre di molto tempo libero e nell'arco degli anni diverse volte è capitato che le persone con sincera curiosità (stranamente quasi mai con invidia) mi chiedessero come trascorrevo le mie ore. La risposta messa a punto ormai da anni è sempre la stessa: Penso, leggo, scrivo, cammino, ascolto musica, guardo film, gioco a scacchi o a carte, faccio il casalingo e ovviamente ozio. A questo proposito sembra quasi che avere del tempo libero, alieni al mito dell'efficienza produttiva e allo stesso tempo sfuggenti alla dittatura dei social network più in voga sia una cosa sconveniente. A tal proposito leggetevi: perché facebook vale un abbandono.

Nel suo saggio intitolato In pausa (sottotitolo: come l'ossessione per il fare sta distruggendo le nostre menti) Andrew Smart, ricercatore della N.Y. University, descrive su basi scientifiche la necessità del nostro cervello di trovare momenti di sosta per vagare libero affinché possa attivarsi la rete neurale di default, sede fondamentale deputata alla creatività e al benessere delle nostre menti. I tempi sospesi (o se preferite morti) sono di vitale importanza e quando è possibile li vado a cercare come strategia per sopravvivere intellettualmente.
L'ultima frontiera da colonizzare è quella del sonno e piano piano ci stanno riuscendo.


19 commenti:

  1. Sono completamente d'accordo. Dobbiamo creare presidi nel nostro cervello, perchè ormai è rimasto solo quello da colonizzare...

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  2. "Penso, leggo, scrivo, ascolto musica, guardo film, gioco a scacchi o a carte, faccio il casalingo e ovviamente ozio", a parte che non so giocare a scacchi, il resto è curativo e sano, ed è a basso consumo d'energia :)

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    1. Giuste osservazioni.
      Gli scacchi sono un gioco affascinante che richiede molto tempo e per questo praticato da pochi.

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  3. Concordo! Da quando sono in pausa con la possibilità di oziare, pensare, dormire, insomma, seguire i miei ritmi vitali, la memoria ha ricominciato a funzionare molto bene.
    Il "padre dei vizi" è la migliore prevenzione all'Alzheimer :)

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    1. La mente e la memoria vanno esercitate per non diventare google dipendenti, anche se il motore di ricerca resta uno strumento fantastico e rivoluzionario e andrebbe insegnato il suo utilizzo corretto fin dalla scuola di base.
      Anch'io, lo ammetto, a volte ne abuso.

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    2. Ops, sarà per questo che non mi ricordo mai niente?

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    3. Scrivi: I tempi sospesi (o se preferite morti) sono di vitale importanza e quando è possibile li vado a cercare come strategia per sopravvivere intellettualmente.
      Assolutamente giusto. Necessitiamo di tempi morti, di stacco, o sarà un annientamento delle facoltà, degli istintii, delle sensazioni pure.

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    4. Ancor più di una strategia, un'isola non sempre agevole da raggiungere dove però i pensieri sono più leggeri.

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  4. adesso che sono disoccupato spero di potermi concentrare ancora meglio su quello che vorrei leggere e scrivere.

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  5. Bravo, concordo con quanto scritto, e la butto in politica (la buona politica), rilanciando lo slogan: lavorare tutti, lavorare meno, sempre, sempre di meno ....
    Così tutto avemmo da vivere bene, e crescere come esseri pensanti.
    Banale dirlo: questo, il sistema non lo vuole, anzi, lo teme.

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    1. Pare che lo slogan si sia rovesciato :(

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    2. Si, lavorare meno! Lo diceva anche Keynes!

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  6. rilancio davvero quanto scritto da ally.

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  7. Avere tempo per sé e le proprie cose è impagabile.

    Buona domenica.

    Un abbraccio

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  8. Stiamo andando verso il picco della pazzia... ma sono positivo... quando arriveremo sulla cima del picco... scopriremo che invece di scalare, abbiamo scavato... e ne trarremo un'ottima lezione.

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