giovedì 19 luglio 2012

Message in a bottle (Amsterdam 30 anni dopo)

Sabato voleremo in Olanda per visitare Amsterdam e dintorni. C'è qualcuno della teiera che non c'è mai stato; per qualcun altro si tratta invece di un ritorno emozionante. 

Arrivai dopo esser già stato a Bruxelles e Londra e mi fermai per tre mesi: terza tappa del mio viaggio europeo con i soldi guadagnati dalla vendemmia. Il problema era che le finanze erano quasi finite e dopo la prima notte passata in una bettola, mi adattai velocemente alla vita da squatter trovando alloggio in una delle tante stanze di un ex brefotrofio occupato. Abitavo insieme ad un altro ragazzo italiano e a Uwe, storico e integerrimo freakettone tedesco, sopravvissuto al suicidio della sua generazione. Di lì a poco, trovai anche lavoro in un ristorante di lusso e conobbi una serie di persone che mi sono rimaste impresse nella memoria.
Terry: Era un muratore inglese che abitava di fianco alla nostra stanza. Filosofo ed ex mercenario, spesso alla sera ci invitava a bere una cassa di birra in compagnia del suo amico-collega: un bestione tedesco di poche parole; lo chiamavamo l'uomo di Neanderthal perché aveva i capelli lunghi, barba incolta e biondiccia, naso da pugile; prendeva le bottiglie di birra, strappava il tappo con i denti e le scolava. Terry, invece, era un personaggio da film: pelle scura, tutto tatuato (cosa non di moda allora), con il pizzo; era stato nella legione straniera e in giro per il mondo. Ci raccontava storie incredibili e anche se a prima vista incuteva un certo timore, ci aveva adottato ed era sempre cordiale e protettivo nei nostri confronti.
Klaus: Un ragazzo tedesco, stravagante e logorroico, che spesso faceva incazzare Uwe con le sue uscite demenziali. Fannullone cronico, di giorno vagava nei parchi in cerca di funghi con i quali alla sera cucinava zuppe che a sentir lui avrebbero dovuto essere allucinogene. Mai assaggiate!
La fanatica religiosa: Una ragazza che ogni tanto si presentava per fare del proselitismo; non ricordo per quale ordine religioso. Il suo sguardo spiritato era piuttosto inquietante nonostante i discorsi su Dio e la fede. Mi ricordava la mamma di Carrie in Carrie lo sguardo di Satana di Brian de Palma.  
Gli egiziani: Lavoravano come me nel ristorante, ovviamente in nero. Apparentemente cordiali e amiconi, ma grazie a loro fui lasciato a casa da un giorno all'altro per far posto ad amici che si accontentavano di una paga più bassa (così mi raccontò il caposala italiano).
Hare Krishna: Ottimo metodo per mangiare gratis (prima del lavoro al ristorante). Alla sera si poteva entrare come ospiti nella loro sede e dopo essersi sorbiti tutta la cerimonia, si gustava un'ottima cena vegetariana. 
Le ragazze olandesi: Belle e impossibili. Meglio socializzare con le turiste italiane.
Gong: Visti al Melkweg. Non la band originaria, ma la versione Pierre Moerlen's Gong.
Police: Non la polizia, ma il gruppo di Sting.
Nel settembre del 1979 uscì il singolo Message in the bottle: la colonna sonora di quel periodo.
La camera che volevo prenotare all'Hilton hotel per rifarmi dei patimenti passati.

5 commenti:

  1. Chiapperi, mai stato in Olanda, anche se devo ammettere, è uno dei paesi europei che mi tenta ... bello il racconto, pensavo fosse una pagina di Hanif Kureishi o Paul Auster. Buon viaggio amigo.

    RispondiElimina
  2. @ Alligatore:
    Prima o poi un giretto nel nord Europa bisogna farlo. Non che sia tutto rose e fiori, ma ci sono Paesi e realtà che mi fanno molta invidia soprattutto se raffrontati allo spreco delle nostre potenzialità.
    Poi non cambierei di certo il clima, la cordialità, la Romagna, ecc...
    Grazie e a presto.

    RispondiElimina
  3. Bella galleria di personaggi, sbaglio o di qualcuno avevi già scritto?

    RispondiElimina
  4. @ Allelimo
    Sì, in un vecchio post, uno dei primi: 4 anni fa agli albori della teiera.
    Ottima memoria! :)

    RispondiElimina
  5. post molto carino..divertiti in vacanza,..

    RispondiElimina

Welcome