sabato 18 agosto 2018

Ho fatto in tempo ad essere uno di quegli zingari felici














Seconda metà degli anni settanta: un ragazzino partiva di nascosto in motorino per andare al suo primo concerto al Festival della Gioventù: De Gregori, Napoli Centrale e Claudio Lolli che presentava per la prima volta Ho visto anche degli zingari felici. 

I miei amici li ho chiamati piedi,
perché ero felice solo
quando si partiva.
Ed il mio mare l'ho chiamato cielo,
perché le mie onde arrivavano
troppo lontano.

(Analfabetizzazione - Disoccupate le strade dai sogni, 1977)

Ho fatto in tempo a vagabondare per l'Europa in autostop
ho fatto in tempo ad abitare nelle case occupate
ho fatto in tempo ad ubriacarmi di luna in Piazza Maggiore
ho fatto in tempo a conoscere un poeta senza compromessi come Claudio Lolli.

Dopo quell'incontro e quel concerto ho iniziato a suonare mettendo in pratica, senza ancora conoscerla, una sua frase detta in un'intervista molti anni dopo: “La musica mi ha salvato la vita dalla banalità”. In seguito ho conosciuto e ascoltato di tutto: dal punk all'elettronica, però una fiammella è sempre rimasta accesa. Era nato dieci anni prima di me; grazie anche a lui ed ai suoi versi non ho mai disoccupato le strade dai sogni e ho cominciato a guardare la realtà con occhi diversi. Gli stessi occhi degli studenti che hanno avuto la fortuna di averlo come insegnante al liceo.

E’ stato snobbato da tv, da critici e dal grande pubblico, ma siamo certi: quell’anima anarchica si prenderà il posto che gli spetta nel cuore dei grandi ideali, delle parole che animano idee, speranze e il grande cuore di chi non si arrende per cambiare.
E quanti hanno avuto fortuna e costanza di ascoltare le sue canzoni, o di conoscerlo, da oggi hanno un motivo in più per ricordarlo e ringraziarlo. 
Un bellissimo ricordo, prosegue qua. 

27 commenti:

  1. Un grande che ci lascia, ma la sua musica non morirà mai.
    Saluti a presto.

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    1. Ieri mi sono commosso riascoltando in auto "Ho visto anche degli zingari felici"

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  2. Un bel ricordo di un grande poeta!

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    1. Lui, De André e De Gregori sono stati i veri poeti per più di una generazione.

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  3. Era nato dieci anni prima di me e grazie anche e soprattutto a lui, non ho mai disoccupato le strade dai sogni.
    Sottoscrivo

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  4. Gran bel ricordo, cose che ti invidio, anche se pure io sono riuscito a sentirlo live. Poeta senza compromessi, condivido in pieno al definizione.

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    1. Lui era così: prendere o lasciare. Con "Disoccupate le strade dai sogni" raccontando le rivolte del 1977 mise in atto un vero suicidio commerciale. Però io quel disco l'ho amato: contiene ancora oggi dei versi di un'attualità sconcertante.

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  5. incontrai Lolli 8 anni fa..è stato l'anno in cui ho lavorato in ina piccola casa editrice,e pubblicammo un libro il cui autore era amico suo..fu gentile,serio..mi sembrò non troppo felice..
    ma questo non vuol dire,fu solo un incontro di 2 ore
    piuttosto,non gli parlai degli zingari,di come io fossi stato uno di quelli che nel 77 erano in piazza maggiore ecc..pensai che lo avessero sfinito con quei ricordi,e che la cosa fosse anche un po' patetica,dopo 40 anni..comunque sia,è davvero un altro parte di noi che se ne va..una parte di giovinezza ,di sogni,anche se smantellati da decenni, di poesia,di emozione
    è una cosa normale,ma è triste

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    1. dimenticavo..ho riascoltato gli zingari..come sempre,una emozione e commozione enormi..anche di più,stavolta

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    2. Come è successo a me ieri.
      Mi ha fatto tenerezza leggere questa sua dichiarazione di qualche tempo fa: dimostrazione di intelligenza nel capire che i tempi stavano cambiando e che era ora di farsi da parte, però senza svendersi come poi hanno fatto quasi tutti. «Una sera, mi ricordo, suonò un gruppo che si chiamava “Centro d’Urlo Metropolitano”, da dove, se non sbaglio, sono venuti fuori gli Skiantos e i Gaznevada. Una situazione direi emblematica, ci siamo ritrovati a suonare con il referente comune di appartenere al movimento, ma io – come espressione musicale – rappresentavo il passato, loro il futuro».

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  6. Grande post Lucien, lo hai ricordato come merita! Io non riesco ancora a crederci, la sua amicizia per me è stata qualcosa di indescrivibile, quella dolcezza e quell'umanità che mi ha dimostrato rimarranno sempre scolpiti nel mio cuore! Grazie di questi bellissimi ricordi

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    1. Grazie a te per il passaggio sulla teiera. Un abbraccio

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  7. Abbiamo perso prima di tutto un poeta,e poeti non ce ne sono tanti nel mondo ... il poeta dovrebbe essere sacro (prendo a prestito le parole che Alberto Moravia pronunciò, vado a memoria, in occasione dell'orazione funebre per Pier Paolo Pasolini)
    Ciao
    Gianluca

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    1. Una perdita che mi ha colpito come quasi mai mi è capitato. Come ha detto Bifo: "Lui è stato uno dei pochi poeti che si è occupato della felicità, che è l’unica questione che conta. Oggi questo sembra del tutto incomprensibile ed è cancellato dalla memoria e dalla speranza del genere umano. Certamente questo è stato il suo contributo più importante così come lo è stato per il movimento bolognese del ’77."

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  8. Non ho difficoltà ad ammettere che ho pianto, come non piangevo dalla morte di mio padre ...
    Ciao
    Gianluca

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    1. radiocittadelcapo.it/archives/claudio-lolli-la-lettera-dellex-studente-mi-ha-insegnato-a-vivere-liberamente-194742/

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  9. Scusa il ritardo... ma la piattaforma blogspot che usate molti di voi finge di pubblicare i commenti, spero sia la volta buona.

    Massimo rispetto.
    Un voce “altra” della nostra musica.

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    1. Qualche volta sbacchetta e mi ritrovo i commenti nello spam, però di solito va bene. Una voce impossibile da rimpiazzare: le testimonianze dei suoi ex-studenti sono commoventi.

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  10. Disoccupate le strade è un disco bellissimo. Oggi non c'è un Lolli in circolazione, eppure sarebbe bello poterlo ascoltare.

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    1. All'epoca fu poco considerato, ma era notevole anche dal punto di vista musicale.

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  11. Un grandissimo che io, essendo un pò più giovane, ho scoperto in anni più recenti. Meriterebbe di essere apprezzato e conosciuto molto di più.

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    1. Lui, De Andrè, De Gregori: patrimonio di una canzone d'autore che ormai non c'è più. L'unico che si è un po' avvicinato ai nostri giorni è Vasco Brondi.

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  12. Molto bello quello che hai scritto.Concordo su tutto.Ci sta che fosse snobbato dai media, la critica e il grande pubblico. Perchè era uno spirito libero e non avrebbe accettato alcun compromesso.Raccontare la verità e i disagi della sua generazione, questo era importante.
    "La musica mi ha salvato la vita dalla banalità”, chissà se ancora oggi funziona...

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    1. E' vero, chissà! Forse per qualcuno funziona ancora così.

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  13. E' uno dei miei capisaldi e, sebbene ci siano alcuni suoi pezzi che risultano normalmente e fisiologicamente datati, ha scritto cose bellissime, come Michel, Vent'anni, Quelli come noi, Io ti racconto, ecc. ecc., per arrivare poi all'inarrivabile Anna di Francia: beh, nessun altro ha saputo parlare così della libertà di una donna

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    1. E' vero inarrivabile: è una delle canzoni più belle che ha scritto. La preferita di mia moglie.

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