mercoledì 2 maggio 2012

Amoeba music (viaggio troppo breve nel paese dei balocchi)

Dieci anni fa nel paese dei balocchi
Luglio 2001: il nostro viaggio californiano in camper fa tappa a San Francisco per qualche giorno. Molto prima di partire c'era un nome segnato nella mia agenda: Amoeba Music. Non solo un immenso negozio di dischi (2.200 m²), ma il più fornito a livello mondiale di musica alternativa e indipendente con anche concerti settimanali gratuiti al suo interno: la locandina dei Sonic Youth era lì a testimoniarlo.
Una volta entrato, resto come ipnotizzato per un intero pomeriggio senza accorgermi del tempo che passa e senza decidere cosa comprare. Intanto la copilota con i nostri due amici ed i bambini aspettano pazienti in un parco nelle vicinanze. Quando vedo comparire mio figlio all'ingresso e subito dopo tutti gli altri, stanchi e affamati, ho in mano un misero cd di Lou Reed: "Lasciatemi qua, ancora un po!" imploro (considerate che il download selvaggio non era ancora entrato nelle nostre abitudini). Per amore dei figli e rispetto dei nostri compagni di viaggio ho dovuto concludere veloce prima che mi crescessero le orecchio da asino; per un giorno ancora ho continuato a sentire il richiamo delle sirene amebiche, poi il fascino della costa dell'Oceano Pacifico ha giustamente preso il sopravvento.
L'esperienza insegna: due anni dopo a Londra con la lista della spesa nel marsupio.

18 commenti:

Enri1968 ha detto...

Che esista ancora?

unwise ha detto...

a San Francisco non so, ma a Los Angeles c'è e prospera! visitato l'estate scorsa, non senza l'acquisto di qualche chicca vinilica (a prezzi stracciatissimi, peraltro) :)
ha invece chiuso definitivamente il mitico Tower Records...

Lucien ha detto...

Certo! E' una mini-catena con quattro sedi: Berkeley, San Francisco e due a Los Angeles.

Marco Goi (Cannibal Kid) ha detto...

ah, i bei tempi dei negozi di dischi! :)

Anonimo ha detto...

stesso luogo, stessa scena nel 2002....

Tony Face

zefirina ha detto...

allora me lo devo segnare e girare a mia figlia che vive lì, anzi ci vado di persona personalmente se esiste ancora dato che emigro lì per un mese

allelimo ha detto...

Ho vissuto scene simili in ogni paese straniero in cui sono stato negli anni prima del 2000: Londra, Parigi, New York, Barcellona, Berlino...
Poi (purtroppo) invece di continuare a spendere cifre assurde in dischi e cd ho cominciato a rubare musica on-line, e i bei tempi (?) sono finiti...
;)

La firma cangiante ha detto...

La mia indecisione cronica davanti alla moltitudine di acquisti possibili mi avrebbe ucciso.

Alligatore ha detto...

Ah, ah, ah, mi pare di vederti ... due occhi così ...

mr.Hyde ha detto...

Io mi sarei addormentato lì dentro..

Lucien ha detto...

@ Marco:
Bei tempi anche per il portafoglio! :)

@ Tony:
Meno male che non sono l'unico! Avevo fatto una testa così ai miei compagni di viaggio...

@ Zefirina:
Che invidia! Ti seguirei

@ Allelimo:
Poi mi sono rifatto nei fantastici negozietti di Greenwich.

@ Firma Cangiante:
Il problema era solo quello (oltre all'allora cambio devastante lira-dollaro).

@ Alligatore:
A spirale!

@ Mr. Hyde:
Io invece sarei rimasto sveglio due giorni ad esplorare! :9

Blackswan ha detto...

Gran bel post, Lucien. A me è successa la stessa cosa a Londra. Ho fatto il turista per un giorno intero al Tower Records e in un sacco di negozietti da vinilmania compulsiva : ho speso una fortuna e ho intristito i miei accompagnatori.:) però, che acquisti :)

enri1968 ha detto...

@ Allelimo Però dai, vuoi mettere che non ti troveresti in tentazione almeno un pochino se ora ti trovassi lì?

allelimo ha detto...

enri1968: davvero, la risposta è no. Per i dischi in vinile ho già dato, non ho più un giradischi da 15 anni e non ho nessun rimpianto per fruscii e schricchiolii.
Qualche cd di tanto in tanto lo compro ancora: la copia fisica ha ancora un senso, come supporto all'artista, soprattutto se comprata direttamente da lui.
Ma la realtà è che non ho più tanti soldi come quando avevo 20 anni da spendere in musica... le priorità di spesa sono altre.
Il download ha definitivamente ridisegnato il modo di spendere soldi per il "superfluo": è un argomento che meriterebbe un post a sè :)

Lucien ha detto...

@ Blackswan:
Anch'io ne approfittato a Londra per sostituire qualche vinile rovinato con i cd: però per fortuna quella volta ero da solo!

SigurRos82 ha detto...

Mamma mia, se penso a me stessa in luoghi della perdizione simili...sarebbero dovuti venire a cercarmi sconsolati/preoccupati/scazzati, e poi avrebbero dovuto trascinarmi via con la forza ;)

nella ha detto...

Un'esperienza che dovrebbe essere fatta da chi veramente adora la musica!

allelimo ha detto...

Ragazzi non scherziamo: un'esperienza che dovrebbe essere fatta da chi veramente adora la musica è trovare un posto da cui scaricare gratuitamente più o meno tutti i dischi esistenti, e soddisfare così qualsiasi sua curiosità musicale.
E mi viene in mente che forse un posto così già esiste... ;)