martedì 24 aprile 2012

Recensioni indie snob-ermetiche














La deriva di certa critica musicale ci ha portato verso il baratro semantico.
Utilizzando il software polygen, qualcuno ha ideato un delirante generatore di recensioni indie, termine che ha perso ormai significato, se mai ne aveva avuto uno.
Qui sotto ne trovate una sola, però cliccando sul titolo del post oppure con F5, la pagina si aggiorna facendo materializzare un nuovo delirio recensorio.
La pagina con lo script la trovate qui.
Buon divertimento!

9 commenti:

mr.Hyde ha detto...

Etichettatura telematica.Tastiere postundicisettembre, sono quelle trovate tra le macerie? Adatto a stupri senza meta?..
Demenziale!

unwise ha detto...

e come credevi che facessero le recensioni degli album indie? :)

Resto In Ascolto ha detto...

mi serviva...

Lucien ha detto...

@ Gianni:
Può sempre tornare utile nei momenti di scarsa ispirazione!

@ Unwise:
Avevo qualche sospetto! :)

@ Mr Hyde:
Se vai al link ce ne sono di altri generi altrettanto demenziali e divertenti.

allelimo ha detto...

unwise e Lucien: la parola "indie" però mi sembra pleonastica, non è che le recensioni jazz o metal o r'n'b siano meno stereotipate o fumose...

unwise ha detto...

beh, la roba indie si presta parecchio a questo tipo di "nerderie" (detto alla francese)... non parlo di stampa italiana, che ormai non leggo da anni, cmq. quella inglese mi sembra invece molto competente e concreta, anche e soprattutto sul piano tecnico. ricordo cmq di aver letto qualche recensione metal, diversi anni fa, piuttosto esilarante (mi pare si parlasse di roba estrema, black-death-burdel metal, o cose del genere). di solito è quello che succede quando a recensire sono dei fan senza gran competenza e con qualche canna di troppo nei polmoni... fra l'altro, per quel poco che mi capita di sentire, sto generatore casuale di stronzate è parecchio usato pure da qualcuno dei gruppi rock (hahahaha) italiani degli ultimi tempi :))

Lucien ha detto...

Generatore migliorabile con l'inserimento di qualche altro termine tipo "avant" adesso molto in voga come suffisso (avant-pop; avant-folk; ecc...).

Blackswan ha detto...

Scrivere una recensione musicale è piegare la fantasia ai bisogni dell'impalpabile.E' per questo che spunta tutta una serie di neologismi che non significano assolutamente nulla.Mica semplice,però :)

Lucien ha detto...

@ Blackswan:
Verissimo! Semplice per niente (almeno per me) infatti se non sono convinto al 100% spesso ci rinuncio e preferisco qualche flash o brevi impressioni.
Non so perché, a volte mi riesce più facile scrivere su un film nonostante abbia più competenze in campo musicale.