giovedì 12 aprile 2012

Struzzi e ciabatte nell'ex-era dell'ottimismo

Andy Singer
Qualche giorno fa mi serviva una ciabatta elettrica...

Sono al supermercato a fare la spesa e vedo il classico cestone stracolmo con offerte a 15 euro. Non mi pare un granché, per cui dovendo andare in un emporio dove hanno di tutto, mi sono detto che l'avrei potuta comprare lì. 
Entro, cerco un po' fra le corsie deserte e in uno scaffale vedo dei superciabattoni spaziali a sei prese senza prezzo.
Chiedo alla commessa che mi spara 50 euro e qualche centesimo! (???) Domando se è sicura perché non è possibile; al che va dal superiore il quale, dopo aver alzato gli occhi da una scrivania dalla quale non l'ho mai visto muoversi, le dice con aria distratta e scocciata di controllare il prezzo sul pc (in effetti mi pare un po' troppo). Dopo un paio di minuti, notando che la tipa non cava un ragno dal buco, mi avvio all'uscita dicendo: - Va beh, lasciate stare perché non la compro neanche se costa la metà. Tornando a casa mi viene in mente il negozietto del vecchio elettricista, ultimo baluardo cittadino di fronte all'avanzata dei megastore dell'ottimismo. A tal proposito, tutti ricorderanno il tormentone pubblicitario dell'unieuro con il povero Tonino Guerra come protagonista (chissà come riuscirono a convincerlo). Uscì su tutte le reti a partire esattamente dal 26 agosto 2001. Due mesi prima, per festeggiare la fine del mio mutuo casa, ero stato in vacanza in California e Arizona noleggiando un motorhome nonostante il cambio disastroso lira-dollaro (poi nel 2002 sarebbe arrivato l'euro... ). 
Direi che a distanza di un decennio siamo praticamente passati in un'altra era, allora immaginabile solo nei romanzi distopici. Dieci anni in cui l'illusione ottimistica di una crescita economica perenne è stata erosa fino all'osso. Chissà cosa ne pensa ora Gianni del profumo della vita. Non che sia obbligatorio vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto, ma ormai si è capito che la prospettiva di un futuro decente non sta più nell'abbondanza e nell'aumento dei consumi; il problema è che in tanti ancora fingono di non averlo compreso: conosco persone con le pezze al culo, che girano con il telefonino ultimo modello da 700 euro.
Fine del pistolotto sui massimi sistemi e torniamo al negozio del vecchietto simpatico. Entro e trovo con mia grande sorpresa due modelli di multipresa (da tre e da sei) la prima costa cinque euro. Affare fatto e fanculo a megastore, ipermercati e struzzi globalizzati.

8 commenti:

Rouge ha detto...

Per qualche riga mi sono chiesto che cavolo te ne facevi di ciabatte (da mettere ai piedi) elettriche, poi ho finalmente capito che stavi parlando di multiprese. Pensa in che anno sono rimasto :)

Enri1968 ha detto...

Bella l'idea di scriverci un post. Sottoscrivo la chiusa!

mr.Hyde ha detto...

1) Il profumo della vita in certi posti, se la fa alla larga...E' puzza di marcio..
2) Il caro Tonino era un poeta..Si presto' un po'l'arteriosclerosi, un po' il bisogno..
3) Il mio cellulare è costato 19 €: lo uso per ricevere (male. non sento quasi niente) e per comunicare(già faccio fatica a viva voce..)..Ma non ne posso più. Di sentire parlare di cellulari in tutte le salse.
4) Bisogna difendersi...Andiamo a fare la spesa dal vecchietto che si difende..
Scusa per avere preso spazio, un caro saluto!

Minerva ha detto...

Solo micronegozietti per me, vecchietti simpatici, giovani che ci riprovano (ad avere attività in concorrenza con multinazionali del commercio e della vendita al dettaglio), cose vecchie, usate, riutilizzabili sinché posso. E si fanno ottimi affari, spesso. Spesso, appunto, basta volerlo, non arrendersi, e contemporaneamente si promuove un altro 'modello' di acquisto/uso/consumo.

Lucien ha detto...

@ Rouge:
Sarebbe un brevetto interessante!

@ Enrico:
La chiusa di uno che il negozietto l'ha avuto. Ceduto appena in tempo, poco prima di subire l'avanzata dei megacentricommerciali all'inizio degli anni '90.

@ Mr.Hyde:
Scherzi? Lo spazio è qui apposta. :)
Il vecchietto i miei vicini di casa lo trovano scorbutico, a me invece sta simpatico.

@ Minerva:
Proprio così! Ma in certe realtà è quasi impossibile: ormai hanno chiuso tutti.
Mia madre è andata oltre: in certi casi è tornata al baratto. Lavori di sartoria in cambio di frutta e verdura (ad esempio da un cliente fruttivendolo)

Granduca di Moletania ha detto...

Por Tunèc; all'inizio anch'io non mi spiegavo come riuscirono a convincerlo, poi venni a sapere la cifra dell'assegnone e capii tante cose.
Se non altro li ha spesi degnamente.
Tonino perdonami, ma ce l'hai insegnato tu che la verità si deve sempre dire, anche quando "la brusa".
Onore al vecchietto negoziante; lui si che odora di ottimismo.

Un abbraccio

Enri1968 ha detto...

E' l'omologazione, il mercato globlale, ad esempio non amo particolarmente andare nei centri commerciali (quelli che negli USA sono chiamati mall), si respira un aria per i polmoni che non credo faccia proprio bene. Tornando al caso del negozietto il proprietario è coraggioso perché resistere contro la grande distribuzione (GDO) non è cosa da poco, forse riesce a dare ai clienti quel qualcosa in più.

Hans ha detto...

ben detto Luc...