lunedì 16 marzo 2009

L . P. Cover Art: The Stranglers - The Raven 1979 (3D)


Questo disco con questa copertina, giuro ce l'avevo. Durante il mio primo viaggio a Londra entrai in un negozio di dischi e fu il mio primo acquisto. In Italia l'artwork con il corvo minaccioso in 3D non si riusciva a trovare (era uscito in limited edition) e per me oltretutto aveva un notevole valore affettivo. Purtroppo nello sciagurato e trasandato periodo in cui prestavo e portavo dischi ovunque, questo cult sparì e ora mi devo accontentare della versione CD peraltro molto curata e comprata, ironia della sorte, di nuovo a Londra nel 2002. The Raven è stato l'apice mai più raggiunto da questo gruppo inglese, fondato nel 1974: punk prima del punk e senza nessuna truffa del rock'n'roll.
L'album raggiunse la posizione n.4 delle charts inglesi, mentre Duchess fu il loro primo singolo di successo, da cui fu realizzato anche un video che vedeva gli Stranglers vestiti da chierichetti cantare all'interno di una chiesa: cosa giudicata blasfema dalla BBC che ovviamente lo bandì dalle sue reti. Visto ora è roba da educande.

venerdì 13 marzo 2009

Gratta e forse vinci il futuro

Ho un'amica italiana che ormai vive a San Francisco da parecchi anni (beata lei). Quando ottenne una borsa di studio all'inizio degli anni '90 andò a San Diego e la prima voltà che tornò in Italia mi raccontò che alcuni studenti californiani le avevano chiesto seriamente se in Italia le strade erano asfaltate. Questa la diceva lunga sulla mentalità e sul livello di istruzione di un popolo. E noi allora a sfotterli. Quando l'andai a trovare nel 2001 rimasi però entusiasta oltre che delle bellezze naturali della California anche per la civiltà e la cortesia della gente.
Quasi vent'anni dopo, Obama ha capito che bisogna investire sulla scuola pubblica per continuare ad essere una nazione civile (cosa che stanno facendo tutti i governi avveduti vedi in Svezia il governo di destra) e per fronteggiare le battaglie che il futuro ci riserva.
L'ignoranza dilagante, la mancanza di cultura e senso civico invece sono ormai un dato di fatto per il nostro Paese. Ora purtroppo siamo noi ad essere sfottuti dagli altri. Un altro amico, spesso all'estero per lavoro, ogni volta torna a casa sempre più seccato e avvilito per le battute di colleghi francesi, tedeschi o chicchessia, riferite soprattutto alle gesta del nostro special-one e alla ottusità della maggioranza dei nostri connazionali che continua a sostenerlo.
Negli ultimi anni la scuola è stata oggetto, oltre che di tagli continui, anche di un'opera di discredito da parte della classe politica e di certa opinione pubblica che vedono l'istruzione e i docenti come inutili zavorre. Le conseguenze le ho riscontrate ampiamente su mio figlio che ha ormai attraversato tre ordini di scuola. Devo dire che finora è stato un viaggio allucinante (come il famoso film) all'interno di un organismo che, mano a mano ci si addentra, si rivela sempre più contorto e malato. Eravamo partiti bene con la scuola elementare (ora già molto peggiorata rispetto 10 anni fa) per poi attraversare il limbo mediocre della scuola media ed arrivare ad una scuola superiore totalmente deprimente. Ci manca solo l'Università, se mai ci arriveremo, per completare il percorso formativo di un Paese governato da un ultrasettantenne che crede nel futuro e nei giovani come se si trattasse di un gratta e vinci: con un po' di fortuna le cose miglioreranno e i problemi si risolveranno. Basta essere ottimisti, ci dicono come in uno spot.

mercoledì 11 marzo 2009

La prima cassetta, il primo vinile, il primo CD

edizione portoghese - - - edizione israeliana

Lo so, ogni tanto cado nella trappola del post nostalgico, ma non so resistere. Di questi tempi poi, con la fine dei supporti, sento come la necessità di fissare la memoria su alcuni momenti storici per la mia formazione musicale. Per questioni anagrafiche non sono cresciuto smanettando sul computer, ma l'avvento dell'era digitale e il peer to peer non mi hanno trovato impreparato o passivo: ho usato la rete fin dagli albori (con bollette telefoniche crescenti), però la magia di maneggiare un vinile al posto di un file è insuperabile. Più che altro si tratta di un gioco e di un esercizio di memoria: ricordare quali sono stati la prima cassetta, il primo vinile e il primo CD acquistati.
La prima cassetta originale: Wish were here
Negli anni' 70 il verbo scaricare aveva un altro significato, ma anche allora si doppiavano e si copiavano selvaggiamente audiocassette. Ricordo una trasferta con il cinquantino per andare ad acquistare l'album dei Pink Floyd, che volevo assolutamente avere in originale pur essendo senza giradischi.
Il primo vinile: Ho visto anche degli zingari felici di Claudio Lolli. Appena ebbi il giradischi. Pochi mesi dopo aver sentito il cantautore bolognese dal vivo suonare questo capolavoro con il suo gruppo.
Il primo CD: Remain in light - Talking Heads
Nel 1989 comprai un nuovo impianto con il lettore CD. Avevo già questo disco che aveva girato all'impazzata per tutti gli anni '80 ed era in condizioni pietose.
E ora spazio a chi vuole cimentarsi in questo memory. Mi incuriosisce e mi diverte. Va bene anche uno su tre.

martedì 10 marzo 2009

Nuove uscite e nuovi ascolti

Periodo musicalmente intenso, in cui uscite interessanti e attese si susseguono. Qual è il disco più bello per questi primi due mesi dell'anno? C'è molta carne al fuoco, non saprei dire.
Yeah Yeah Yeahs - It's blitz
Dopo il secondo album, la svolta del gruppo newyorkese era nell'aria, ma mi aspettavo di più. Non basta inserire le tastiere, ci vogliono le idee. La splendida voce di Karen O non graffia più come all'inizio e neppure la chitarra di Nick Zinner. Merita: Shame and fortune.

Anthony Joseph And The Spasm Band - Bird Head Son
Ingredienti: funky, jazz, groove e ritmi tribali miscelati insieme. Ecco ciò che è riuscito a fare con bravura questo poeta/musicista originario di Trinidad. Dovranno incatenarmi per farmi stare fermo con certi brani dal puro sapore funk, preferibili a quelli lenti. Ascoltare Vero per credere.

Ministri - Tempi bui
Nell'era di amici, grandi fratelli, fattori e fattorie ci sono ancora ragazzi portatori sani di incazzatura da riversare in musica. Forse acerbi e un po' ingenui vista l'età, ma freschi e diretti.

U2 - No line on the horizon
Nuova linfa o semplice intervento estetico con l'equipe medica Eno/Lanois? Parevano imbalsamati verso un'inevitabile decadenza, invece danno ancora qualche zampata: Moment of surrender, Stand up comedy. Dopo un paio di ascolti però mi viene voglia di risentire solo quei due-tre pezzi, il resto mi attira meno.

Dan Auerbach - Keep it hide
Blues e country, souni distorti e acidi per la chitarra e voce dei Black Keys. Il tutto con un approccio Lo-Fi e diretto.
The prowl


Julie's Haircut - Our Secret Ceremony

Doppio CD bello e complesso (Liturgy + Sermon) di un gruppo italiano (emiliano) che non conoscevo. Un prodotto coraggioso per il mercato italiano, dal quale traspare una gran voglia di fare musica senza porsi limiti, al di là dei generi. Ci si può trovare space e kraut rock, psichedelia ed anche progressive, vista la durata e l'impostazione di alcuni brani. Alligatore li ha ospitati qualche giorno fa in una un'intervista.
download dal sito ufficiale: Sleepwalk

venerdì 6 marzo 2009

Quando chiude il tuo negozio di dischi


Purtroppo ho appreso che Nannucci, il negozio storico di dischi nel centro di Bologna, chiuderà i battenti. Nato nel 1936, è il più antico d'Italia, noto a molti appassionati di musica non solo della regione; negli anni '70 si fece un nome grazie al vasto catalogo di dischi di importazione. E' stato una mia meta di pellegrinaggio da tempi remoti: a volte si partiva in treno per Bologna con il solo scopo di varcare quella porta e spendere ogni risparmio, ma i soldi non bastavano mai. Durante il periodo dell'università ci passavo pomeriggi interi a stressare le commesse per ascoltare nelle cabine gli LP che non mi potevo permettere. In verità in seguito, quando ho cominciato a guadagnare qualche soldo, ci ho lasciato un discreto patrimonio. A quanto pare Nannucci chiuderà a metà aprile: è già stato firmato un accordo di mobilità con i 9 dipendenti. Certo la rete è fantastica, però tutto questo dà proprio la sensazione della fine di un'era. Fra qualche anno avremo un mondo musicale fatto solo di files? Che tristezza!
Il primo disco acquistato da Nannucci: Q. Are we not men? - Devo. Se la memoria non mi tradisce.

Voci di clienti raccolte in negozio da RCDC

giovedì 5 marzo 2009

Buonumore

A volte ci sono mattine in cui mi sveglio e non so bene perché (forse il pensiero che in giornata farò qualcosa di piacevole) il buon umore prevale sul mio lato oscuro. Se esco, mi viene naturale sorridere o essere gentile con la prima persona che capita. Stamattina, dopo essere andato in banca a versare un acconto per il mio prossimo viaggio in Islanda (ecco forse il motivo), sono entrato in un bar e ho visto seduta una signora, vecchia conoscente di mia madre che non vedevo da vent'anni. Mi ha riconosciuto, indecisa o timorosa se salutarmi o meno. Mi sono avvicinato, l'ho salutata io per primo, abbiamo fatto due chiacchiere e le ho offerto un caffé. Happy go lucky (fin quando è possibile in questa Italia mutilata).

lunedì 2 marzo 2009

La baia dei pirati (come svuotare il mare con un secchiello)

Anche la RAI, a sei anni dalla chiusura di Naspter, si accorge dell'esistenza di una corrente di pensiero che con l'esplosione della libera comunicazione elettronica ritene ormai superato il principio di copyright. In occasione dell'uscita del libro di Luca Neri, La baia dei pirati, TG3 linea notte ha dedicato all'argomento ben cinque minuti di approfondimento. La tesi del giornalista e consulente informatico è molto semplice:
«I principi su cui si basa il copyright sono obsoleti e incompatibili con il fiorire della libera comunicazione elettronica. Ergo: scaricare senza pagare – musica, film, software, videogame, – è non solo giusto, ma anche necessario per la democrazia. VIDEO
Intanto in questi giorni a Stoccolma è in corso il processo contro i quattro responsabili del sito Piratebay (tuttora vivo e vegeto) il cui esito potrebbe avere un certo impatto per il futuro delle reti peer to peer. John Kennedy, ex boss della Universal e ora capo IFPI, l'associazione che sostiene gli interessi delle major, sostiene il principio che ogni download equivale ad un album acquistato in meno. Questa tesi non mi trova per niente concorde. Personalmente da quando esiste la rete ho ampliato le mie conoscenze musicali e acquisto più o meno lo stesso numero di dischi di prima. Semplicemente compro solo ciò che mi piace veramente, mentre sei o sette anni fa mi dovevo fidare a scatola chiusa delle recensioni (cosa molto rischiosa) dell'ascolto di una canzone o del mio intuito. Forse non è così per tutti, però ho l'impressione che il tentativo di bloccare il download mondiale sia come tentare di svuotare il mare con un secchiello. Per approfondimenti sul processo: puntoinformatico.

sabato 28 febbraio 2009

Guitar heroes #3


Neil Young - L. Goldsmith 1991
(Rolling Stones 100 più grandi chitarristi all time #83)



Lou Reed - H. Diltz 1989 (Rolling Stones #52)


Mark Knopfler (Rolling Stones #27)


Robert Fripp - Notting Hill 1979 (Rolling Stones #42)


Terza puntata in cui ho selezionato quattro chitarristi dai percorsi artistici completamente diversi. Da una parte l'anima del rock rappresentata dal carisma di Lou Reed e dal talento compositivo di Neil Young. Dall'altra la tecnica con la freddezza geometrica e geniale di Fripp (King Crimson) inventore con Brian Eno del Frippertronics, contrapposta al morbido calore dei polpastrelli di Knopfler (fingerstyle), uno che del plettro non sa che farsene. Ho sempre avuto una grande passione per Neil Young, avendo praticamente imparato a suonare la chitarra con Harvest. Forse ho una leggera preferenza per le cose acustiche ma adoro anche due suoi dischi elettrici come On the beach, un capolavoro rivalutato nel tempo e Zuma, che contiene quella splendida canzone che è Cortez the killer, in cui il musicista canadese mostra tutta la sua abilità in un lunghissimo assolo.

giovedì 26 febbraio 2009

Quelli che benpensano

Dal sito di Mauro Biani
Se anche mio padre (settant'anni di tolleranza e in pieno possesso della sue facoltà mentali) comincia ad inveire contro Rom ed extracomunitari e a sostenere che non si sente sicuro ad uscire la sera nel suo tranquillissimo paese, significa che l'operazione lavaggio dei cervelli è giunta a buon punto. Se nella mia scuola è stato picchiato un ragazzino italiano, la cui madre vive in Italia da 22 anni, solo per la pelle un po' scura, significa che i geni dei nostri figli hanno subito una mutazione malefica. A forza di soffiare sul fuoco la maggioranza della gente si è incattivita sul serio, senza rendersi conto che i proclami e gli slogan della casta sono tutto fumo negli occhi e che a questi qua non fotte nulla, perché altrimenti non tenterebbero di fare leggi per bloccare le intercettazioni, quando grazie ad esse sono stati incastrati tanti delinquenti, assassini e stupratori. Si sarebbero preoccupati, visto che hanno governato già tre volte, di fare leggi più dure per tenere in galera più tempo coloro che delinquono compresi gli stranieri che continuano ad arrivare come in tutti i paesi d'Europa.

Aveva visto molto bene ed anche in netto anticipo sui tempi Frankie HI-NRG MC (1997) quando scrisse il testo di questa canzone, forse ancora più attuale ora che undici anni fa. Dall'album La morte dei miracoli uno stralcio del testo di Quelli che benpensano.
...Ognun per sé, Dio per sé,
mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica

- mani ipocrite - mani che fan cose che non si raccontano

altrimenti le altre mani chissà cosa pensano - si scandalizzano -

Mani che poi firman petizioni per lo sgombero,
mani lisce come olio di ricino,

mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli,
che si alzano alle spalle dei
fratelli.
Quelli che la notte non si può girare più,
quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan
la tv
che fanno i boss, che compran Class,
che son sofisticati da chiamare i NAS,
incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara...

mercoledì 25 febbraio 2009

COVER vs ORIGINAL: Yeah Yeah Yeahs - Sheena is a punk rocker (Ramones 1977)

Nuovo singolo in uscita per il gruppo newyorkese guidato dalla fantastica vocalist Karen O (americana di madre coreana e padre polacco). Titolo: Zero. Il nuovo e terzo album, It's blitz, è previsto in uscita il 13 aprile in UK e il 14 in USA. Nel frattempo il gruppo è stato chiamato a collaborare all'album di cover War child heroes i cui proventi andranno a favore di questa associazione che si occupa dei bambini nelle zona di guerra della Terra. Compriamo questo album, realizzato a favore di una giustissima causa. Il brano scelto per gli Yeah Yeah Yeahs è il classicone punk rock dei Ramones Sheena is a punk rocker: anno 1977. Questa loro versione mi piace. Gli Yeah Yeah Yeahs pur avendo fatto due buoni album secondo me non hanno ancora espresso a pieno le loro potenzialità. Nel 2001 si fecero conoscere come supporter ai concerti dei White Stripes, mostrando un'approccio scarno ed anche coraggioso, perchè spesso basato esclusivamente su voce, chitarra e batteria. Già nel secondo album (Show your bones) si è intravista un'evoluzione interessante che ha visto il loro approccio punk sfumare verso territori più contaminati. Sono passati tre anni, vedremo in questo terzo lavoro dove sono approdati.

lunedì 23 febbraio 2009

L.P. Cover Art: Pink Floyd - Meddle 1971



Uscito il 30 ottobre 1971, è il primo disco dei Pink Floyd che ho conosciuto.

Quando facevo la prima superiore compravo spesso Ciao 2001 e ricordo che c'era una pagina di annunci dove i lettori promuovevano le loro audiocassette registrate in casa a prezzi modici. Scrissi la mia letterina e dopo un paio di settimane mi arrivò a casa Meddle con tutte le sue scritte a biro. Diedi i soldi al postino, la misi nel mangianastri e partì il doppio basso martellante suonato da Gilmour e Waters in One of these day. Amore al primo ascolto. I pinkfloydiani sapranno che la frase "One of these days I'm going to cut you into little pieces" è Nick Mason a pronunciarla; è l'unica volta in cui la voce del batterista compare da sola in un pezzo.
La copertina, realizzata da Hypgnosis, raffigura un orecchio sommerso dall'acqua, forse una metafora per sottolineare un suono provieniente dalle profondità, come lasciano intuire anche le leggere increspature della superficie. La copertina si apriva a formare un unica immagine e all'interno compariva una foto del gruppo, l'ultima fino all'uscita di A Momentary Lapse of Reason. Alcuni brani di questo album vennero presentati per la prima volta al Crystal Palace di Londra il 15 Maggio del 1971 con impianto quadrifonico. Al termine del concerto nel laghetto che separava il palco dal pubblico emerse un polpo gonfiabile dal diametro di 15 metri.

Tutti i pesci morirono, non si è capito se per il volume troppo alto o a causa delle operazioni di gonfiaggio del mostro. In quel live i Pink Floyd aprirono lo show con una versione senza orchestra di Atom heart mother e suonarono per la prima volta Echoes che allora non si chiamava ancora così ma The return of the sun of nothing. Echoes è il lato B del disco, un'unica traccia di 23 minuti e mezzo, nonché la terza come lunghezza di tutta la produzione dei P.F. dopo Atom heart mother e Shine on you crazy diamond (tutte le parti unite più di 26 minuti). Un capolavoro riconosciuto della storia della musica.