lunedì 12 ottobre 2009

"Fuck your love I need your sex"


Da un passato sepolto ma mai dimenticato, l'amico Hans ha resuscitato e miracolosamente restaurato la registrazione in audiocassetta del nostro primo concerto. Correvano i primi anni '80; scorrevano energia new wave e funk bianco. Abbiate pietà!

20 commenti:

  1. ah finalmente posso ascoltare i reverse! ma anche il testo è tuo? grande! il tutto ha un vago sapore di clash!!! :)

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  2. Non scherzerei mai su queste cose,quindi credimi se ti dico che musicalmente c'eravate davvero;da critico dovrei dire che forse il cantato lascia un po' a desiderare ma visto che sono stato cantante anch'io taccio per decenza.cmq chitarra basso e sax alla grandissima.
    A te cmq 21st century skizoid man dei king krimson dovrebbe piacere parecchio

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  3. @ Antony:
    Il periodo era quello, ma le anime di ciascuno erano molto diverse
    I testi tutti del nostro Peval.

    @ Euterpe:
    Troppo generoso, eravamo veramente alle prime armi: idee molte, soldi pochi, tecnica rude.
    In effetti in nostro vocalist più che cantare, declamava; in compenso era un fenomeno nelle public relation e come procacciatore di ingaggi.

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  4. Che forza! Concordo anche io sul cantato, o meglio, 'declamato'...
    Il basso pompa una cifra!!!
    Sarebbe forte vedervi in foto durante uno dei vostri live...

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  5. Ribatterei con: fuck sex I need some love :-)))

    hey Lucien, se ben ricordo sei stato in Islanda da poco, hai consigli? io parto mercoledì per questo festival pazzesco sembra una figata, tutti i locali di downtown con bands e musica a profusione fino all'alba!!

    è vero che per pagare una birra bisogna chiederre n mutuo? tranquillizzami ti prego!!!
    ciaooo

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  6. @ Yuki:
    Modestamente il basso... :-)
    Qualche foto l'ho pubblicata tempo fa.
    http://tinyurl.com/yfm87b8

    @ Chiara:
    Both it's better!

    Con il crack e l'inflazione che hanno subito si sono dati una calmata. Prezzi dimezzati, rispetto a un anno fa. Io di birra ne bevo (non conosco i tuoi consumi) però non mi sono rovinato! Non so poi i prezzi degli alberghi, perché noi abbiamo fatto un viaggio super-selvaggio in zone impervie e dormito in rifugi. Reykjavik vista di passaggio: niente di che, però piena di giovani simpatici e colorati.
    Divertiti!

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  7. Ma quali Clash!
    Qui semmai si respirano ACR e Pop Group!
    Niente male davvero!
    Se lo mandi a qualche sedicente indie-label, spacciandola per roiba attuale, ti pibblicano all'istante! :)

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  8. L'ultima riga, era:
    "per roba attuale, ti pubblicano all'istante!"

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  9. Joy:
    Bingo su una parte del mio background del periodo.

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  10. Beh, dai... un vecchio come me non poteva che ritrovarci Simon Topping e Mark Stewart! :-)
    Solo che in Italia, quella musica non aveva preso bene come quella dei vari Joy Division, Cure e Bauhaus... rimase ai margini, tristemente.
    Mi ricordo quando ho visto i New Order a Bologna, nel 1981 (tour di Movement, praticamente i Joy Division), di supporto c'era una band di bologna, i SURPRIZE, che proponevano un funk-dub davvero favoloso. Suonavano alla grande, molto meglio dei New Order (non che ci volesse molto) ma la loro carriera si limità ad un EP e un paio di LP che sparirono presto dai cataloghi. \/\/ L'Italia!

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  11. Che flash! I Surprize li vidi anch'io: erano veramente forti, avevo una loro cassetta.
    Sciolti come noi nel 1984 (però sono su myspace!)
    Ovviamente andai a vedere gli A Certain Ratio, quando vennero in Italia. Io e Hans di fronte al bassista per carpirgli quello slap micidiale.
    In effetti ovunque suonassimo (malgrado la tecnica cagnesca, come poi tanti altri agli esordi) ci facevano molti complimenti per l'originalità e le intuizioni musicali. La filosofia era: niente cover o ricalco di gruppi cult tipo Joy Division o Cure. Forse ci mancò l'ambizione, poi ci si mise anche la sfiga: ci rubarono tutto, dico proprio tutto dalla sala prove, compreso un quattro piste costosissimo che avevamo in prestito.

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  12. No doubts! megljo both :-) è che il sex se ne trova quanto vuoi ma per l'amore si perde la speranza!

    per l'islanda grazie di avermi rassicurata!
    l'albergo almeno me lo pagano visto che vado per lavoro. ciao!

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  13. Niente male, davvero! Vogliamo aggiungere James Chance e i Material alla lista?

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  14. @ Andrea:
    Eh, direi proprio di sì!

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  15. Complimenti per la sana aria "parallela" alla musica italiana di quel periodo. Grandi aspettative per il nostro stivale, ma finale triste con i Litfiba come jingle per i Sofficini. Speravamo in questi percorsi della musica nostrana, divorando i nostri "Rockerilla", le nostre fanzine, le nostre cantine autogestite. Suoni senza mediazioni, che farebbero tanto fashion in qualche etichetta indipendente ruffiana odierna. Allora era onestà musicale, voglia di uscire con forza dalle maglie del pop italiano. Adesso le risenti e ti inkazzi, perchè capisci che avevi ragione.

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  16. da buon ultimo mi associo ai complimenti per questo spaccato rude e sincero degli '80.

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  17. ...poi arrivò DJ Television, Cecchetto venne in un locale famoso ad inneggiare alla new wave, i Gaznevada cominciarono a farsi le pere e ad andare al Festvalbar. L'aria parallella fu ancora più oscurata (anche se pulsava e pulsa tuttora).

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  18. Accidenti che ritmo! Pompavate alla grande :D

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