domenica 19 febbraio 2017

Manchester by the sea


Lee Chandler è un tuttofare che vive alla periferia di Boston: scorbutico e scontroso, ma sempre efficiente sul lavoro. Un improvviso lutto familiare lo costringe a tornare nel Massachusetts, nella fredda cittadina di mare dove è cresciuto in modo scapestrato.

Struttura narrativa esemplare, dove tutto si svela (dolore compreso) con ritmo calcolato secondo le dinamiche interiori di uno straordinario Casey Affleck, perfetto nel ruolo dell'anti-eroe.
Kenneth Lonergan (regista che non conoscevo) si dimostra onesto fino in fondo: storie sulla perdita come questa non possono approdare a un lieto fine, ma solo raccontare in modo autentico la vita che scorre e va avanti, nonostante tutto. Chi ha scritto o stampato sulla locandina capolavoro comunque ha un po' esagerato: si tratta di un ottimo film, anche per la capacità di alternare il registro drammatico con quello più leggero, grazie alla presenza del nipote sedicenne affamato di vita. In ogni caso un racconto convenzionale col difetto (l'unico) di una colonna sonora a tratti invadente nel suo essere ostentatamente melodrammatica. La corsa con La La Land, dal mio punto di vista è persa, ma non per questo vanno sminuite le qualità di Manchester by the sea che resta un film da podio tra quelli finora usciti nel 2017.




LEGENDA VOTI

@ una cagata pazzesca
@½ pessimo
@@ trascurabile
@@½ passabile
@@@ buono
@@@½ da vedere
@@@@ da non perdere
@@@@½ cult
@@@@@ capolavoro

12 commenti:

  1. non vedo l'ora di vedere questo film...

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  2. Sono molto curioso, ho in programma di vederlo domani sera: spero non mi deluda, anche perchè mi pare roba molto fordiana. :)

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    1. Per me 3 bicchieri glieli dai... :)

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  3. Per fortuna trovo che non sono l'unica a non aver digerito quella colonna sonora ;) Poi concordo con il tuo giudizio moderato! Ma soprattutto non è il mio genere.

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    1. Neanche il mio, però mi ha catturato.

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  4. La colonna sonora devo dire che non ha entusiasmato troppo nemmeno me.
    Per il resto invece mi ha colpito parecchio e in una maniera quasi violenta, pur nella delicatezza dei suoi toni.

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    1. Sì, una discreta tramvata. Bisogna avvicinarsi con una certa predisposizione.

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  5. Se risuciamo, in settimana andremo a vederlo ... è la seconda rece di fila positiva che leggo oggi.

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    1. Per me già solo con i primi due mesi, il 2017 per quanto riguarda il cinema, ha superato il 2016.

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  6. Ne parli bene, prendo nota. Grazie.

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  7. Ho visto il film in sala, quindi doppiato, poi l'ho rivisto a casa in lingua originale. Si tratta di quello che in un'altra epoca sarebbe stato definito un film d'autore (espressione oggi desueta), realizzato da un bravo sceneggiatore che però non si può definire un regista. E' molto "scritto" non solo nei dialoghi ma anche e soprattutto nei silenzi, sarebbe interessante vedere lo storyboard; dal punto di vista della regia però si vede chiaramente la scarsa esperienza e la poca dimestichezza con i ferri del mestiere. Per quanto riguarda la colonna sonora ho trovato alcune scelte banali, in particolar modo i brani di musica classica. Ad elevare il film comunque una prestazione superlativa di Casey nel ruolo di protagonista, premiato stanotte con l'Oscar ( e a mio avviso non c'era discussione). Un buon film, più europeo che americano, certamente non adatto a tutti, ma il termine masterpiece è fuori luogo. Non penso che lo rivedrò per la terza volta
    Ciao
    Gianluca

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    1. Beh, come espressione forse non è più tanto in uso, però definisce ancora bene un certo tipo di film. Visto l'argomento tostissimo direi che può bastare anche una volta e mezzo!

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