venerdì 5 febbraio 2010

Il totem, il chitarrista della porta accanto e il maniaco

It might get loud
Chi ama la musica e la chitarra elettrica non può perdersi questo film documentario che mette a confronto tre musicisti di tre generazioni diverse: Jimmy Page (classe 1944), The Edge (classe 1961) e Jack White (classe 1975): il totem, il chitarrista della porta accanto (senza offesa) e il maniaco.
Per quanto il chitarrista dei Led Zeppelin appare imperturbabile e ieratico come un sacerdote pagano, Jack White risulta schizzato: dà l'idea di uno che pensa solo alla musica e non dorme mai tanto è pallido e febbrile. The Edge rappresenta invece la parte più riflessiva, forse perchè meno fantasioso e dotato tecnicamente, ma in grado comunque di creare nel tempo un suo marchio di fabbrica, uno stile inconfondibile che ha contrassegnato la musica degli U2.
Quando lo trovo, comprerò il DVD con i sottotitoli in italiano, perché nella versione originale sono riuscito a capire il significato della metà dei dialoghi e di ciò che viene raccontato dai protagonisti sulle loro storie personali. Per fortuna spesso è la musica a parlare e questa breve performance sulle note di In my time of dying (da Physical Graffiti) vale più di ogni frase.



Altro momento emozionante è stato sentire Page accennare la melodia di The Battle of Evermore. Narra la leggenda che un giorno Jimmy prendesse in mano il mandolino che apparteneva a John Paul Jones: non ne aveva mai suonato uno in vita sua e, affascinato dal suono del strumento, buttò giù d'istinto gli accordi sui quali Plant scrisse un testo ispirandosi a The lord of the rings. Uno dei brani di folk rock moderno più geniali mai scritti.

20 commenti:

  1. E' dall'estate scorsa che sto aspettando anch'io.Qualcuno ha detto che la calma è la virtù dei forti....ma io sono debolissimo!

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  2. Video interessante. Detto questo Page tutta la vita. Chitarrista straordinario!

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  3. aspetto anch'io...come ho detto in altro blog, non c'è gara, grande Jimmy.

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  5. Giustappunto...è di facile reperibilità (in rete ovviamente :D)?

    E' evidente chi dei tre sia il monumento. Però questo ritratto di Jack White, ossessionato dalla musica, me lo fa piacere ancor di più ;)

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  8. Arriva, arriva ;)
    Oggi tra neve e lavoro la giornata è stata piena :(

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  9. @ Mr Montag:
    Anche per me non c'è gara. Mi sa che s'era capito dal post.

    @ Allelimo:
    Mannaggia la versione, avrei fatto molta meno fatica! Visto il mio inglese che è sempre lì e non decolla mai

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  10. mi dispiace per chi come eroe ha the edge o jack white; una volta tanto essere quasi cinquantenni ha i suoi lati positivi.

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  11. @ Harmonica:

    A me il loro stile non dispiace (anche se ormai da tempo immemore gli U2 non hanno più niente da dire).
    Perfettamente d'accordo sul fatto che non ci siano confronti. E l'età centra relativamente.

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  12. Interessante: modi di pensare differenti di artisti geniali (non che sopporti molto Edge, ma vabbè).

    ;)

    tere.

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  14. Page e White sono mostruosi come sempre, che impressione Page con i capelli bianchi; The Edge è un po' un corpo estraneo, certo come hai detto giustamente tu, si è inventato un sound...ma cazzo uno solo, sempre quello. Mi dispiace, Page e White sono di un altro pianeta.
    ciao, silvano.

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  15. Sarà perchè sono cresciuto con gli U2, o solo perchè un mio vecchio amico è il sosia sputato di The Edge, ma io voto per l'irlandese. Non amo White, mentre adoro Page (i Led Zeppelin, tramite il mio insegnate delle medie di italiano, che era un loro fan, sono stati uno dei primi contatti con il rock). Vabbe', ho divagato e non era una gara: il trio che suona è veramente una bella cosa. Me lo segno e lo cerco.

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  16. E' proprio vero,The Edge lo riconosci da tre note...perchè sa fare solo quelle!Jimmy Page,ovviamente non si tocca,mentre su Jack White sono d'accordo e mi sta simpatico proprio perchè sembra un drogato di musica...e poi pare uscito da un film di Tim Burton!

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  18. sì, conoscevo questa storia. l'ho letta in un saggio di Lucarelli.
    eh, la dannazione e il rock sembrano andare a braccetto!

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  19. voto The Edge perché fa(ceva) tantissimo con pochissimo. Sarebbe stato interessante vedere in questo film anche Thurston Moore...

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  20. ha già scritto per me silvano... :-)

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